Pizza pasquale umbra

Una mia minima variazione sulla pizza pasquale, tradizionale dell’Umbria: ho semplicemente cotte l’impasto in stampini individuali, pensando che ne verebbero fuori dee piccole pizze da servire su piattini individuali, al posto del pane, insieme all’antipasto del pranzo pasquale per esempio.
Sciogliere 45 g di lievito di birra (mi sembrava tanto, quindi ho sostituito con due cubetti di lievito fresco) in un bicchiere scarso di acqua tiepida. Aggiungere due etti di farina e lasciar lievitare la pappetta ottenuta per un paio di ore. In una ciotola, sbattere 5 uova e un tuorlo con un etto di parmiggiano e due di pecorino, 75 g di strutto sciolto, 50 g di olio d’oliva e una presa di sale.
Sulla spianatoia impastare 800 g di farina con la pappetta lievitata e il composto uova/formaggio. Coprire con un foglio di pelicola unto con poco olio e lasciar lievitare per un’ora e mezzo. Dividere l’impasto e distribuirlo in teglie o stampini (in modo che siano riepiti a meta), coprire di nuovo e lasciar lievitare per 45 minuti. Spenellare la superficie dele pizze con tuorlo sbattuto e infornare a 200° finché le pizze risultino dorate.

Technorati: pizza

Condividi :Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Google+0Pin on Pinterest1Email to someonePrint this page
0
  • Bianca

    mi dicono che il formaggio morbido dentro è emmenthal ;)

  • Bianca

    Ciao! Io sono una tua grande, grandissima fan. Ho 18 anni, ed amo moltissimo cucinare, le tue ricette sono strepitose e (personalizzandole un po’ ;) ) riscuoto sempre un grande successo!!! Sono di Perugia e da noi questa “pizza” la chiamiamo Torta di Pasqua e ci sono dentro dei pezzi di formaggio interi che ti ritrovi sotto i denti…una goduria :) Credo che quei pezzi siano di un formaggio dolce (tipo pecorino poco stagionato o ricotta), ma insomma sono davvero la parte più bella della torta. Questa, insieme alla ciaramicola, domina i negozi e le tavole pasquali di Perugia!!

  • Elisa

    Ecco qua, cito testualmente dal loro quaderno di ricette scritte a mano: 4 etti di pasta di pane preparata 2–3 giorni prima e fatta lievitare – 10 uova – 4 etti di pecorino e parmigiano grattugiati – 2 etti e mezzo di strutto – 125 grammi di lievito di birra – 3 cucchiaini di sale e pepe (dipende dal pecorino) 1 chilo e mezzo di farina e un pugno – un quarto di litro di latte per sciogliere la pasta lievitata – 1 bicchiere di latte per sciogliere il lievito di birra e allungare la pasta.
    Battere bene separatamente i rossi e le chiare, poi unirli e aggiungere tutto il resto (tranne la farina) mescolando bene. Mettere la pentola con dentro l’impasto a bagno maria con acqua calda e unire poco alla volta quanta più farina possibile. Versare sulla tavola, unire il resto della farina e lavorare la massa con forza per mezz’ora. È bene non far freddare troppo la pasta. Dividerla nelle pentole unte con strutto e mettere a lievitare al caldo e coperte (2-3 ore). Infornare a 250°, quando sono appena colorate passare “sotto” per 40-45 minuti e poi mettere a 100° per 10 minuti. Sulla griglia del forno mettere un foglio di carta da forno per non far “avvampare” le pizze. Dovrebbero venirne 4 o 5 della dimensione di un panettone; le preparavano in pentole di allumino alte e strette che gli davano quella forma, esattamente come le tue mignon.
    Per la prima volta purtroppo quest’anno non saranno loro a prepararle, mi cimenterò io nella preparazione unendo un po’ di tradizione umbra con quella piemontese (io sono novarese) e servendole con l’accompagnamento del “salamin dla duja”, al posto del prosciutto crudo che i parenti portavano dall’Umbria. Se ci proverai, buona sperimentazione!

  • Sigrid

    che bei ricordi!! :-) Sissisi, mandamanda! (anche se missà che nel caso dimezzerò le quantità :-)

  • Elisa

    Cara Sigrid, ho letto con molto piacere la tua ricetta delle pizze pasquali. Era uno dei must delle Pasque in famiglia quando c’erano i miei nonni: la nonna Nè, di San Severino Marche, e il nonno Sè, di Foligno…già dal Giovedì Santo discutevano su quanto sarebbero cresciute le pizze, battibeccavano sulla quantità di pecorino, ciarlavano sulla lievitazione…che bello! Se ti può interessare posso inviarti la loro ricetta, ha qualche diversità con la tua e soprattutto è dosata per preparare alcuni quintali di pizze…avevano sempre paura di rimanere senza mangiare!!

  • Barbara

    Ma che bell’idea (oltre alla bella ricetta)! E come stampino, posso chiederti cosa hai usato? Secondo te stampini da muffin possono essere adatti?

  • danielad

    Si, è veramente troppo. Hai fatto bene ad usare quella quantità di lievito fresco oppure potevi usare 1-2 bustine di quello secco. E forse una era più che sufficiente.
    Io ormai uso pochissimo lievito e faccio lievitazioni lunghe. Domani per Pasqua farò un afocaccia al formaggio e impasto già oggi con poco lievito.

  • Sigrid

    Infatti: per lievito di birra intendo quello secco (10 g a bustina, sufficiente per 500-800 g di farina, insomma una bustina dovrebbe essere l’equivalente di un cubetto fresco – e quindi 45 g – ovvero 4 bustine 1/2, mi sembrava tanto), quello che ho usato io era fresco, sarebbero 50 g.

  • danielad

    Anch equesta ricetta è molto interessante, come le altre.
    Non ho capito quello che hai detto sul lievito di birra. Se invece di usare 45 g hai usato due cubetti di lievito fresco da quanto erano ognuno? Perchè di solito sono da 25 , ma mi hanno detto che esistono anche da 20 e da 40, anche se io non li ho mai visti. Quindi nel primo caso avresti usato ben 50g di lievito. Oppure prima parlavi di lievito secco di birra e poi di quello fresco?
    Comunque complimenti.