[Live from Belgium]

Non potevo proprio andarmene da qui senza presentarvi l’oggetto d’orgoglio nazionale che può vantare la città dove vivono i miei. Siamo a Dinant, cittadina sulla Mosa, vicino ala Francia, e l’oggetto al quale mi riferisco si chiama proprio Couque de Dinant (koek, in fiammingo, vuol dire ‘biscotto’, qua però siamo in Wallonia e si parla francese ma in qualche modo la parola sarà migrata). La legenda vuole che la couque sia stata creata nel quattordicesimo, nel momento in cui Carlo il Temerario invase la città. Insomma, erano tempi bui di conflitti e tanto ne han fatto che a un certo punto, a Dinant, non c’era più nulla da magna’. Così qualche genio ha messo insieme rimasugli di farina di frumento e di miele, stendendo questo impasto in una teglia di rame (in realtà sono degli specie di bassorilievi che da sempre si fanno da queste parti) e mettendo il tutto al forno.
Il risultato doveva sostituire il pane ma in realtà è un biscotto durisimo (da emergenza dentistica proprio, si sconsiglia di addentare la cosa, meglio spezzettarlo), che alla Maison Collard (rue Grande, nella foto), fanno dal 1774, usando tutt’ora stampi di legno secolari. Piccolo dettaglio buffo: in Calabria (verso Pizzo m sembra) c’è una cosa chiamata mostacciolo. E indovinate cos’è? Sisi, certo: un biscotto duro (un po’ meno di quello belga per fortuna) fato di farina e di miele!
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