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Resoconto di una piccola cena organizzata col pretesto di far vedere la grande formicaia del Gambero Rosso a degli amici sassaresi. Devo amettere che il posto mi piace, anche molto: l’ambiente è curato, sobrio ed elegante, la vista straordinaria e sia la selezione di formagi/salumi che la lista dei vini sono ottimi. La cucina spesso e volentieri mi lascia un attimo perplessa, anche stavolta, mentre trovo divertenti i camerieri che annunciano menu e componenti con la stessa rozza devozione degli scolareschi alle prese con una poesia di leopardi. Detto ciò l’ago della bilancia finisce sempre per stabilizzarsi dal lato ‘impressione positiva’…

Dopo il solito antipasto con i soliti formaggi e salumi (buoni, c’è poco da discutere, così come il cestino del pane), abbiamo scelto questo couscous con variazione di agnello. Ecco, sulla variazione sono in genere un po’ scettica : in sé sono un esercizio spericolato che però fa molto ‘grande cuoco’ per cui è facile che venga male o che per lo meno la sola parola desti sospetto. Qui: in una scodella il couscous con una dadolata di coscia d’agnello saltata, non male anche se, rispetto allo spirito generoso e voluttuoso della cucina marocchina, un po’ scarsa la quantità. Accanto il carrè – strepitosamente buono e ben cotto, tanti complimenti (ce ne fossero in giro dei carré d’agnello così!) – e un composta di zucca che sinceramente non sapeva assolutamente di nulla.
… il dolce, la delizia d’autunno (Un dolce dell’Antica Osteria del Ponte precisa il loquace cameriere… – Si, vabbe’, ma non eravamo al Wine bar del Gambero Rosso??), con vari strati di biscotto, fondente ai marroni e cioccolato, accanto un bicchierino con una specie di panna cotta ai marroni (credo??). Di nuovo, ottima la base, sgradita la troppo generosa nuvoletta di panna e insignificante la crema nel bicchiere. Insomma, per l’intera cena, una sensazione complessiva già provata, di passare senza soluzione di continuità dal banale allo straordinario con, nello stesso piatto, sbalzi di entusiasmo temperati da momenti di ordinaria delusione. Viene da pensare che, spazzate via alcune piccole cadute di stile, questo posto che porta lo zampino di Maurizio Santin (v. il dolce), potrebbe essere veramente molto interessante. Magari.

Categorie: recensioni, ristoranti & affini, roma
Scritto da Sigrid lunedì 5 dicembre 2005

  • muccapazza28

    Ai tuoi amici è piaciuta la città del gusto?
    Mucca

  • Sigrid

    Missà di si (e poi almeno così l’hanno vista, la prossima volta andremo altrove :-)… sulla cena il giudizio era comunque condiviso, visto che abbiamo mangiato tutti la stessa cosa.

  • http://blog.gamberorosso.it/cittadelgusto/

    Avete atteso molto?
    Quanto avete speso?
    Thanx
    Nerina

  • Sigrid

    ché è un sondaggio?? :-)
    Spesa: sui 160 euro credo (salumi e formaggi x 4, 4 couscous, 4 dolci, acqua 2, 1 barbera e 1 Botaccia.
    Attesa: rispettabilissima, grazie.

  • http://blog.gamberorosso.it/cittadelgusto/

    si un piccolo sondaggio!
    grazie :)

  • Maurizio SANTIN

    accanto un bicchierino con una specie di panna cotta ai marroni (credo??).

    Non era una panna cotta era un “bonet” con amaretti.
    Grazie Maurizio

  • Sigrid

    Grazie Maurizio!! :-))