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Credo di aver già detto quanto mi piacesse questa piccola collana di Autoritratti in cucina made in Bibliotheca Culinaria. Stavolta però il filo rosso non è un ingrediente, contenitore o concetto avanguardistico che sia, il libro invece percorre la giornata di Lopriore, scandita da una osservanza rituale, quella della prima colazione, pranzo, merenda e cena, una passeggiata ai ritmi lenti e saporiti che si immaginano essere quelli dell’Hotel Certosa di Maggiano… Con, di nuovo, una notevole aperture di Stefano Scansano, intelligente, stuzzicante e provocante a punto giusto:

Coccole? Questa storia dei cuochi e degli albergatori che coccolano a me non piace. Mi da l’idea del salamalecco, di un rapporto sdolcinato, di una relazione sbagliata tra avventore e ospitante. Eppure il coccolamento va di moda nel virtuale pubblicitario e nel reale quotidiano (…) Sono piuttosto del parere che la cura e la verva sono una cosa, che solo i professionisti e gli artisti riescono ad esercitare con equilibrio, e che invece la coccola è un’altra. L’ospitalità deve essere larga di dialettica, di sintonie e anche di impuntature, confronti e parapigli intellettuali, altrimenti che gusto c’è?

Insomma, pensieri dolci e stimolanti provocazioni per tutte le ore del giorno, con stavolta però un grado di fattibilità in casa (cosa che, nei precedenti volumi, pieni di una vertiginosa e impressionnant professionalità, mancava un po’). Anzì, credo che ben presto mi proverò al risotto mantecato bianco, liquirizia, arancia e semi di finocchio… A meno di non commettere la crostata al limone; la crema d’aglio, pistacchio e anice, o addirittura gli gnocchi di patate, limone candito e cumino tostato

Categorie: libri, recensioni
Scritto da Sigrid domenica 5 febbraio 2006

  • Frank

    Ciao, allora ci possiamo aspettare presto i tuoi succulenti post con le ricette di Paolo Lopriore?
    Bye.

  • Anonymous

    Vedi come rendi esigenti i tuoi lettori comunque mi piace quasta tua dissertazione e variazione letteria, brava.Saluti
    Albeto Baccani

  • Sigrid

    Hihi!! :-))
    Le ricette di Lopriore, sì, certamente, non proprio domani ma cmq presto …

  • Anonymous

    Listen I know Lopriore very well as i have been several times invited to taste his food. Honestly it is good but not amazing but overall I was impressed how arrogant the character was towards his employers and the Michelin guide.

  • roberto

    come già ribadito in altri form trovo la cucina di lopriore come una bella cartolina e cioè bella da vedere e priva di tatto. Al ristorante il canto ci sono stato e non sono stato tanto soddisfatto nonostante ci fossimo mossi motivati dalla pubblicità michelen. Inoltre non dà una buona impressione di pulizia.Si è presentato in sala non molot curato di se stesso il che non ci ha stimolati di certo a continuare la nostra cena, oltre al servizio un po’ inpacciato, alla lunga attesa delle portate. Da cliente mi sento di dare un 5 volendo essere molto generoso.