Credo di aver già detto quanto mi piacesse questa piccola collana di Autoritratti in cucina made in Bibliotheca Culinaria. Stavolta però il filo rosso non è un ingrediente, contenitore o concetto avanguardistico che sia, il libro invece percorre la giornata di Lopriore, scandita da una osservanza rituale, quella della prima colazione, pranzo, merenda e cena, una passeggiata ai ritmi lenti e saporiti che si immaginano essere quelli dell’Hotel Certosa di Maggiano… Con, di nuovo, una notevole aperture di Stefano Scansano, intelligente, stuzzicante e provocante a punto giusto:
Coccole? Questa storia dei cuochi e degli albergatori che coccolano a me non piace. Mi da l’idea del salamalecco, di un rapporto sdolcinato, di una relazione sbagliata tra avventore e ospitante. Eppure il coccolamento va di moda nel virtuale pubblicitario e nel reale quotidiano (…) Sono piuttosto del parere che la cura e la verva sono una cosa, che solo i professionisti e gli artisti riescono ad esercitare con equilibrio, e che invece la coccola è un’altra. L’ospitalità deve essere larga di dialettica, di sintonie e anche di impuntature, confronti e parapigli intellettuali, altrimenti che gusto c’è?
Insomma, pensieri dolci e stimolanti provocazioni per tutte le ore del giorno, con stavolta però un grado di fattibilità in casa (cosa che, nei precedenti volumi, pieni di una vertiginosa e impressionnant professionalità, mancava un po’). Anzì, credo che ben presto mi proverò al risotto mantecato bianco, liquirizia, arancia e semi di finocchio… A meno di non commettere la crostata al limone; la crema d’aglio, pistacchio e anice, o addirittura gli gnocchi di patate, limone candito e cumino tostato…
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Categorie: libri, recensioni
Scritto da Sigrid domenica 5 febbraio 2006
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