the restaurant meme


Eccoci qua n’artra volta: più tenace dell’influenza aviaria e più invasivo del mal di denti, mi è stato attaccato un’altro meme (non so nemmeno più da chi a dire il vero…). Piccola premessa: ho scelto di prendermela con quei locali che costituiscono probabilmente l’80% dei luoghi mangerecci del reame, insomma quelli che non sono notissimi, quelli dove si capita più o meno per caso (mannnoooooo, che non sono acida ;-). Allora, eccoqua, qualche piccolo appunto per i nostri amici a vocazione ristoratrice…

- mi piacerebbe che quando vado da un giapponese sia giapponese (non un cinese camuffato), e quando vado da un altoatesino sia altoatesino (e non napoletano) e via dicendo… Una volta posso anche cascarci, due no. Sarebbe comunque buona usanza non prendere i clienti troppo per idioti en goguette.

- vorrei che al ristorante mi togliessero la voce ‘pane & coperto: 2 euro’ dal conto. Nella trattoria va bene, fa parte del gioco. Nel ristorante lo prendo per un’insultante segno di tirchieria. O di avidità. Decidete un po’ voi.

- mi piacerebbe che il menu fosse in qualche modo coerente con l’ubiquazione e lo spirito del locale. Per dire: in un frequentatissimo posto di ostia (strada direzione torvaianica), letto sul menu : baccalà alla veneta… Sulla spiaggia di ostia, in piena estate, fra tripudi di spaghetti alle vongole e fritti misti. Trovate l’errore…?

- Il pane: visto che tanto in casa non lo fa nessuno (vabbe, lo farà quel 4% dei ristoranti al vertice, o quasi, più una manciata di pazzi allucinati spinti dalla passione culinaria), che almeno fosse tagliato di fresco e di una certa qualità (anzi, di ottima qualità). Chi ricicla il pane è infame.

- mi piacerebbe che nei locali medi-scarsi i camerieri la smettessero di venire a chiedermi ‘com’è andata, siete statiu bene’? Loro tanto lo sanno che la cucina non è un granché, io ne ho appena fatto la dolorosa esperienza. Colpa mia, dovevo andare altrove e probabilmente me lo ripeterò come una mantra per i prossimi due giorni. Non infierire, grazie.

- Mi piacerebbe che l’usanza di offrire due stuzzichini fosse più diffusa, è cosa accogliente, simpatica e rilassante. Invece proporrei la guillotina per i camerieri fighetti che si avvicinano con quelle robine sussurando un vi ho portato un piccolo finger food manco fosse una arcana la cui chiave appartiene solo a loro (aspettandosi ovviamente un du’ ché??? per risposta). Ma per piacere…

- mi piacerebbe che venga messo argine alla graduale fighettizzazione pro formae di alcuni locali. Capire: niente nel piatto che sia entusiasmante, postmoderno né realizzato con arte. Invece ci si rifa sulle porzioni (avete presente i peggior luoghi comuni sulla nouvelle cuisine?) e i prezzi (inversamente proporzionali alla quantità/qualità). Corollare: che i locali abbiano la clientela che meritano e vice versa? (avete presente quelli che adooooorano il fiano senza essere consci che il Fiano non è un’entità unica, ideale e immutabile? Ecco, ci siamo).

- mi piacerebbe che il sommelier, ammesso lo sia davvero, quando gli viene chiesto di fornire dettagli su tal o tale vino sconosciuto, desse una descrizione accurata invece di confondersi in generalità poco utili (mah, è un vino della zona, storico, leggero,… – a 30 miseri euri la bottiglia, tenderei a pensare che un qualcosina da dire ci sarà pure…). Al prossimo giro a quello gli ordino la ferarelle.

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  • Sigrid

    hhaha, fighissimo, mezzo metre -)))))
    cmq si, vero, che sia a todi o altrova, ciò che mi da fastidio è quando si sente che qualcuno si è sforzato di tradurre zuppa con velouté, tortino con charlotte, oppure quando si usano termini come ‘rivisitato’ e decostruito a gogo…. :-(

  • il maiale ubriaco

    una cosa che sinceramente non mi piace e’ la eccessiva internazionalizzazione delle ricette..ma non dal punto di vista degli ingredienti, bensi della nomenclatura dei piatti. Quindi, come affermava Sigrid, se ci troviamo in un posto..io vi faccio l’esempio di un bellissimo posto come Todi in Umbria, ci si aspetta il richiamo alla tradizione nei sapori, nei nomi dei piatti, nel modo in cui si presenta il locale e come sono vestiti i camerieri…e invece mi trovo il metre ( che in questi casi io chiamo “mezzo metre”) che comincia a cacciar fuori una serie di nomi poco locali…inglesi, francesi etc. etc.
    Insomma, sono, e certo lo capirete dal mio blog, per la conservazione dei valori tradizionali…”locali”.

    scusatemi..sono fondamentalista!! :-))

    Re

  • mafe

    Un’altra cosa che mi fa imbestialire: quando non ti avvisano del cambio di gestione. Mi è capitato due volte, di recente, di prenotare in ristoranti noti e di ritrovarmi cucine ignote: capisco che hai comprato l’avviamento, però dovrebbe essere proibito.

  • Anonymous

    Pienamente d’accordo su tutto, un’altra cosa ancora, sarebbe giusto trovare prodotti di stagione e come dessert non i soliti creme caramel e panne cotte che preparano con i preparati industriali

  • Gloricetta

    Ti lascio il riferimento di un ristorante/enoteca che non dovrebbe deluderti e che rientra, secondo me, nei dieci comandamenti del tuo me me. Tu che sei più vicina di me a Città di Castello penso che dovresti farci un salto.
    Il locale è “il Feudo” e Luigi (pugliese d’origine) è il patron.
    La mamma e la moglie Nadia si occupano della cucina.
    Io sono capitata per caso, ospite di cugini che risiedono in zona, e appena posso torno su una gamba sola.
    La cucina del Feudo è un’esplosione di gusto e Luigi sa trasmettere quell’entusiasmo per il cibo che noi condividiamo.

  • guenda

    Mi hai fatto morire dalle risate!! Daiii che non lo sai che il baccalà alla veneta è una tipica ricetta lidense?? ;)) io che a ostia ci vivo lo saprò no?!!! =))

  • Luca Vergano Il Planner

    Vero.
    E’ questione di consistency, direbbero gli inglesi.
    Perché ci si danna tanto per mangiare frutta di stagione e poi in giro si mangiano cibi totalmente scollegati dal contesto? Non ti pare un po’ la stessa cosa, in un certo senso?

  • Gourmet

    Dai Niko!!!
    :-)
    mancavi tu, Sigrid!!
    Baci

  • happycook

    in poche parole dalla stella in su il ristorante fa per te : ) aha aha aha un abbraccio niko