
Beh, è tempo di feste di piazza, sagre e kermesses varie, e così sono finita anche alla festa della pizza (che del resto si fa quasi sotto casa mia per cui, per cambiare dell’ormai solito prosciutto e melone…). In due parole: per i modici 11 euro d’ingresso (no, in realtà l’ingresso è libero, se poi volete la pizza la tariffa unica è quella), vi guadagnate il diritto:
1) di fare la fila per prendervi 4 spicchi di pizza
2) di fare la fila per prendervi una biretta (o l’acqua, o la cocacola)
3) di fare la fila per prendervi n°1 bocconcino di mozzarella gentilmente offerto da la contadina
4) di fare la fila per il caffè, o in alternativa per un biscottino secco
Dopo tutto questo dovrete ancora avere un filo di pazienza per conquistare un mezzo metro quadrato a uno dei tavolini alti, per deporci le vivande e… gustarvi la pizza il piedi. E forse la nota più dolente sta proprio qui: manca in tutto ciò la napoletudine, insomma, la possibilità di starsene spensieratamente seduti a sbevazzare e spizzicare… Bonus invece per il simpatico trio che si esibisce in canzoncine napuletane (ma tu volevi ‘a pizza, ‘a pizza, ‘a pizza…). Tornando appunto alla pizza: la migliore assaggiata è stata quella di Giggino, di vico equense (mozzarella, pomodorini freschi e basilico, ben condito, impasto morbido ma non troppo e saporito), la peggiore di Filippo’s, di sapri (condimento scarso anche se non cativissimo, proprio gommoso invece l’impasto, da dimenticare). Del resto, se proprio ci tenete a farla, la fila, uhps, la degustazione, l’organizzazione delle festa della pizza mediterranea è lieta di comunicarci che l’evento si protrarrà fino al 16 luglio.
la festa della pizza, ex-mercati generali, via ostiense, Roma
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