
Torno da un lungo weekend in Abruzzo (si, lo so, se vede che siamo nullafacenti noi, ma come ci permettiamo di tornare dal weekend il martedi sera? infatti me lo chiedo anch’io). Beh, francamente mi sento un po’ come se fossi uno di quei falchetti avvistati tante volte in questi giorni, di quelli che stanno immobili nel cielo alto alto. E riscendere a picco poi non deve sembrare tanto vero.

Dunque, già, volevo parlarvi di un luogo. Piccola mappa mentale: Abruzzo > parco del Gran Sasso > Rocca Calascio (borgo piu alto dell’Appenino, a quasi 1500 metri). Non saprei nemmeno bene da dove iniziare, più che altro mi verrebbe da dirvi che ci dovete proprio andare di persona. Ve la faccio quindi sintetica: Rocca Calascio fino a pochi anni fa non era altro che un piccolo borghetto del tutto abbandonato. Poi sono arrivate anime buone e magari pure un pochino idealiste che hanno pensato bene di ridare vita a quelle quattro pietre crollate. E cosi ora in questo borghetto ci potete afittare una stanza, proprio in una delle casette ristrutturate (nel rispetto delle materie e degli usi di una volta, ovvio). Direi che è tutto ancora un pochino in progress nel senso che un po’ di disorganizzazione c’è, così come qualche piccola incongruenza da sanare (tipo che non c’è riscaldamento per cui uno se la vede col fuoco di legno – di conseguenza dopo un po’ profumi di qualcosa che ricorda lo speck – invece in compenso c’è la vasca a idromassaggio… ). Ma comunque, nel complesso, l’idea è bella anzi geniale e il posto meraviglioso. Ecco.

Quindi, una volta che ci state sul vostro cucuzzolo, c’è da passeggiare. Oppure da passeggiare. E anche da passeggiare. A piedi, in bici o sugli sci. Mi sforzo ma dell’altro non mi sta venendo in mente. E va benisismo così. L’unica cosa è che bisogna prepararsi mentalmente alla montagna: nessun negozietto nei dintorni dove prendere il dentifricio che è finito, e montanari che come vuole il cliché tendono a essere di poche parole (sono scarse perfino le indicazioni stradali, pensate un po’ :-).
Ma mi distraggo… dicevo: se ci capitate di domenica pensate a prenotarvi il pranzo (per dire, noi non ci abbiamo pensato, male, molto male..). Se ce la fate a conquistarvi un posto, con un po’ di fortuna verrete gratificati di canti alpestri (molto molto belli) a parte poi che vedrete tanti ma tanti passeggiatori muniti di cani o bambini, a volte di entrambi. Inevitabili il castello medioevale e la chiesa in cima al paese, da vedere preferibilmente di mattina presto quando le nuvole stranamente stanno piu in basso di voi e che pare di starsene nel bel mezzo di un set televisivo, quasiquasi che dovesse spuntare bonolis a offrivi il caffè.

Se poi ve lo siete girato tutto il cuccuzzolo potete seguire uno dei tanti sentieri, fino a Santo Stefano di Sessanio (oggetto di un prossimo post), o addirittura andare a congelarvele a Campo Imperatore (2130m.) dove malgrado il freddo bestiale c’è modo di farsi du’ risate, per esempio interrogande l’anziano gestore del baretto che s’incavolerà, profondamente ferito nell’onore, quando si accorgerà che voi non avete minimamente idea dell’importanza storica del luogo, oppure faccendosi indicare la vetta del Gran Sasso per tempo nebbioso (sta proprio qui accanto ma oggi non si vede…). Infine se siete fortunati inciamperete in qualche gregge di pecore attraversando la strada, inseguite da un pastore in versione postmoderna che fa sgommare la panda nel fango. Insomma, roba tipica sul serio ;-)

Mangiare al rifugio della Rocca? sinceramente non da sperduta estasi ma comunque si tratta di cibo abbastanza onesto anche se a prezzi non proprio bassi (vabbe diciamo che si trattava di un piccolo contributo al restauro del borgo). Per quanto ci riguarda, buonino il coniglietto con pancetta e rosmarino, molto meno il cinghiale al montepulciano (duro), antipasto misto buono (come del resto dappertutto, vi sfido di trovare un ristorante che non ce l’abbia), primi non assaggiati ma c’erano dei strangozzi al farro che promettevano bene (solo che erano finiti). Del resto, notare l’eccellente marmellata fatta in casa a collazione (visibilmente preparata da chi non ama le mappazze zuccheratissima, con punta acida deliziosa).

Rifugio della Rocca, Loc. Rocca Calascio, 67020 Calascio (AQ), 338/8059430, www.roccacalascio.it
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Categorie: travel
Scritto da Sigrid mercoledì 27 settembre 2006




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