
Questo anno passerà alle annali come l’anno in cui cavoletto scoprì l’acqua calda. O piuttosto: il fruttapec! Fin’ora mi ero sempre ostinata di fare le mie marmellate all’antica, ovvero faccendo bollire per ore e ore la frutta insieme al suo peso di zucchero (o anche qualcosa in meno). Così lo fa mia suocera e così mi sembrava più genuino, senza addittivi di nessun tipo. Poi, qualcuno mi ha suggerito che tanto il fruttapec non è tutta sta cosa chimica e sopratutto permette di conservare più pienamente il sapore della frutta (che in effetti il fico dopo due ore di cottura ricorda ben poco la frutta fresca). E così ho messo da parte preconcetti e remori, e ho acquistato la fruttapec quella che si usa con un rapporto frutta/zucchero 2:1. Il risultato? Da sballo. A parte che in dieci minuti hai finito tutto, il sapore è sinceramente migliore! Ecco, quando si dice che non è mai troppo tardi per imparare…

Vi incuriosisce il grand cru 2006?? E semplicemente che quest’anno ho inventato la seguente chiqueria: ho fatto la marmellata con i frutti di un solo albero, quello che preferisco e che cresce preciso davanti alla vecchia casetta di campagna della nonna. E l’unico fico nel quale mi arrampico e, sarà che è di una varietà diversa che da frutti più grossi e secondo me più buoni rispetto a tutti gli altri fichi che stanno nel giardino.
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Categorie: basics, calabria, conserve, frutta, marmellata
Scritto da Sigrid martedì 5 settembre 2006




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