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Per eccezionale causa accanimento del destino combinato a un po’ di naturale pigrizia non ci sono foto mie per questa recensione: durante il mio primo pranzo a Sushisen ho passato un bel po’ di tempo insieme a Elisa a cercare di immortalare – inutilmente – i piattini che ci sfilavano sotto il naso sul kaiten (finivano tutte sfuocate e comunque non le trovo più!) mentre alla mia seconda visita non mi sono proprio portato la macchina fotografica (sai, quelle sere che pensi, mah vabbe che sarà mai?). Insomma, per non lasciarvi a occhi asciutti ho fregato un’immaginetta dal sito e, nonostante la sfiga iconografica, questo posto meritava un post tutto suo!
La prima escursione presso Sushisen fu quindi dedicata al kaiten (il nastro carico di bocconcini che funziona come selfservice) e già allora ero rimasta entusiasta, forse più che dal sushi (che comunque riesce tranquillamente a competere con quello dei miei giap romani preferiti) dalla bontà dei bocconcini di salmone, pollo, manzo marinati. E infatti la cosa che mi ha più intrigato allora era quel lunghissimo menu di piatti cucinati che in genere non abbondano nei ristoranti giap (dato che tutti, o quasi, vogliono sempre, o quasi, il sushi). E così sono tornata, a cena, scegliendo stavolta un love boat (non commento il nome, oso sperare sia solo uno strizzar l’occhio alla passione tutta giapponese per il kitch) che pareva un buon compromesso degustazione per indecisi con sia sushi, sashimi, tempura, miso, yakitori, terriyaki e verdurine, e una soba on the side.
Sulla soba: era calda, in brodo con granella di tempura e una pasta di pesce bianco di cui non ricordo il nome. E devo dire che per tutto il tempo che passò prima che gli spaghetti fossero del tutto scomparsi (un bel po’ di tempo quindi che la ciotola era enorme e gli spaghetti tanti), sono stata a chiedermi quale poteva mai essere il senso assurdo di quei pezzettini di pastella fritta che galeggiavano nel brodo, gonfiatosi dopo pochi minuti di permanenza in acqua in modo da formare palline spappollate in superficie? La risposta in realtà arriva quando si incomincia a bere il brodo: la granella di tempura da al liquido un buonisismo saporino di tempura appunto, un profumo delicato di fritto per nulla unto per nulla eccessivo (che in quanto tattica culinaria sarebbe da parogonare ai sughi finti italiani, quelli con le lumache scappate ecc). Vi passo il resto della degustazione: ho trovato praticamente tutto di ottima fattura, con sapori netti, puliti, giustissimi, nulla proprio da dire se non che tornerò di sicuro :-P)
Infine, per quanto riguarda i dolci: mochi ripieni di pasta di fagioli azuki (c’è poco da fare, quelle gommose palline di pasta di riso – chea quanto pare causano un paio di morti per soffocamento ogni anno – mi mi stanno troppo simpatiche). Ho anche assaggiato il tiramisu al tè verde che fin qui avevo evitato perché temevo una strana mapazza fatta per andare incontro ai gusti italiani, invece ho trovato un dolce davvero sobrio (bicchierino piccolo, sottile strato biscotto sotto, strato mascarpone in mezzo e sotilissimo strato al tè verde sopra), molto buono, dal sapore di nuovo pulitissimo, meravigliosamente equilibrato. Forse il mio nuovo giapponese preferito!

Sushisen, via giuseppe giulietti 21a, 00154 roma (piramide), 06/ 5756945

piccolo ps che non c’entra nulla: ao, volete sapere cosa sono stata a combinare di recente?? sbriciate qui

Categorie: ristoranti & affini, roma
Scritto da Sigrid mercoledì 18 ottobre 2006

  • Saffron

    Lo consigli allora!volevo andarci lo scorso sabato, ma era tutto prenotato!!Riproverò!

  • Francesca

    sicuramente il cibo è buono e gustoso, l’ambiente mi piace di meno: i tavoli sono troppo attaccati l’un l’altro e il vociare dà fastidio. in più il servizio è fatto da romani doc, con una bella uniforme, ma molto romani:) Con questa scelta l’ambiente ne risente.

  • Sigrid

    saffron: consiglio si! :-)

    francesa: sui tavoli hai ragione, l’ambiente non è enorme e sono piccini i tavoli. Sul servizio però non ho avuto nulla da ridire: le mie romane in tutina erano gentili e premurose :-) (abbiamo notato anche che rispetto alla media dei ristoranti i camerieri qui abbondano, ma forse si spiega da quel 10% servizio che viene automaticamente aggiunto in fine conto – cosa che non trovo del tutto condivisibile (bastava aumentare i prezzi), però vabbe…

  • Gio

    visto che ti piacciono i ristoranti giapponesi ti consiglio vivamente di provare Zen in Prati.
    Prenotazione necessaria e tempi di attesa per il Kaiten(per il quale non si può prenotare) nell’ordine dei 30-40 minuti, causa avventori attirati forse più dal locale di tendenza che dal cibo…fantastico!!! Un menù lunghissimo offre in particolar modo del sashimi di ottima qualità con varietà di pesce che altrove non si trovano facilmente, come la ricciola ed il pesce spada;il servizio è rapido ed efficiente. I prezzi sono forse i più alti a Roma, ma tanta è la soddisfazione con la quale ci si alza da tavola ogni volta che io continuo a tornarci …e tornarci…
    Zen, via degli Scipioni 243, tel 06-3213420

  • alemu

    ciao! scusa l’OT: mi diresti che font hai utilizzato per scrivere il testo sull’immagine della crema al limone? è molto carino!

  • Anonymous

    Pigrizia: con una z sola! Traduttrice?

  • Binzi

    questo giappo a Roma mi manca… grazie..della segnalazione..magari è meno esoso di ZenSushi

  • Sigrid

    anonimo: si, è vero, ci sono refusi e non metto la stessa cura nel blog che nel lavoro. Mi devo autoflagellare? ;-)

    gio: non lo ho mai provato, forse frenata dal fatto che venga spesso e volontieri presentato come posto alla moda ;-) (proverò)

    alemu: son dovuta andare a vedere che non ricordavo il nome, ormai di font son piena :-) questa qui si chiama AdineKirnberg.

  • Elisa

    Che bello, ci sei tornata! Ricordo ancora con molto piacere quel nostro pranzetto :)

    Di foto ho anch’io solo quelle dei mochi (buoni!) e mi sembra una della sala. E’ stato troppo divertente “rubare” al volo i piattini dal kaiten, in particolare ricordo gli spiedini di salmone cotto con quella salsina agrodolce (secondo te come e` fatta?).

    In quanto al vociare dico a Francesca che anche io mi stupisco del fatto che la gente non sia portata a parlare sottovoce visto l’ambiente: p.es. a Milano il Nami ha i soffitti molto alti e gia’ rimbomba tutto, il Kokoro che e` favoloso in genere e` silenzioso, ad eccezione della presenza di una particolare categoria di donne milanesi, vanitose e oche che praticamente, volente o nolente, ti mettono al corrente della loro vita :))

    Sigrid, se vieni a Milano ti ci porto al Kokoro…magari per festeggiare il tuo libro ;)

  • alemu

    sui font: eh eh.. pensa che faccio la grafica per cui altro che esserne piena! questo mi mancava! ;) grazie!

  • petula

    bricole ovunque!!!! ;-DDD

  • Anonymous

    Non posso provare il Sushisen nell’immediato (vivo a Bologna) ma sicuramente acquisterò il tuo libro appena esce. Che notizia! Brava, sono curiosissima di vederlo!
    Hickory

  • nino

    si, è un buon ristorante e nel tempo non ha perso lo smalto. A chi interessa fa anche un take away accettando ordini telefonici.

    O.T. ma domani a che ora è la cena kebab ?

  • Sigrid

    elisa: dovrei passare da milano attorno al 10 di novembre, non si sappia mai… :-))

    alemu: grafica?? grafica???!!!! (mumble) mmm, interessante…. !!! :-DDDD

    nino: farò un post- reminder nel pomeriggio, cmq diciamo che l’appuntamento è alle 20h30, posti limitatissimi però poi ve ne riparlo.

  • Anonymous

    Così, per la prima volta in vita mia, comprerò un libro di uno che ha un blog e pure un libro di cucina: ma le foto ci sono? Le tue sono eccezionali.

  • Sigrid

    le foto ci sono come no :-) (ma grazie!;-)

  • Anonymous

    E i prezzi?

  • Anonymous

    Purtroppo il 10% è un pretesto per fare pagare il servizio senza espilicitarlo. Sono davvero dei ladri!!

  • http://www.bunnychan.it bunny chan

    Sercondo me non è un buon ristorante, anzi…

  • Johnatan

    Ci sono stato di recente e mi sono trovato benissimo, pesce fresco, pietanze varie, con i classici nigiri, i maki e il resto (tempura, tori) ma anche con proposte nuove per chi, come me, ha già provato (quasi) tutto… : ) i prezzi sono sempre quelli in linea di massima, e cioè non alti per un ristorante giapponese. Probabilmente tornerò presto, visto che ho da provare alcune aggiunte nuove! Saluti a tutti, John