
Tengo in cucina cioè che si è rivelato col tempo una piccola bibbia del dolce: Patisseries maison di Florence Edelmann. Si tratta di un libricino Marabout pieno di buoni dolci francesi (c’è pure un capitolo dolci del mondo nel quale trovare pure cantuccini & co), che però suscita a momenti sentimenti contrastati che a volte le cose vengono benissimo, a volte molto meno di quanto si vede in foto. Comunque sia, questa crostata qui (che, lasciatevelo dire, appartiene a quelle selettissima categoria di ricette che andrebbero incorniciate) vale decisamente l’impegno.

per la pasta frolla
farina 250g
burro 200g
zucchero 150g
tuorli 3
sale una presa
per la crema al limone
limone non trattato 1
zucchero 150g
burro 60g
uovo 1
per la meringa
albumi 3
zucchero a velo 100g
Preparare la pasta frolla: lavorare il burro morbido insieme al sale e allo zucchero fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiungere i tuorli, sbattere ancora. Aggiungere infine la farina e mescolare il tutto con un cucchiaio prima di avvolgere con della pelicola e tenere al fresco per due ore. Dopo questo tempo, stendere la pasta su un piano infarinato, rivestirne uno stampo da crostata (ne ho usato uno di 26cm però credo sia meglio 22 che alla fine ho dovuto rifare la meringa che non bastava per coprire tutto). Avanzerà parecchia pasta frolla: congelatela o usatela per fare delle minicrostatine. Far cuocere a 170° per 20-25 minuti (la pasta deve essere solamente leggermente dorata)
Preparare la crema: mescolare l’uovo con lo zucchero, aggiungere il burro fuso, il succo del limone e la sua buccia finemente grattuggiata, mescolare bene tutto e versare questo composto sulla crostata già cotta. Infornare di nuovo, a 150°, per una decina di minuti.
Nel frattempo preparare la meringa: montare gli albumi (devono essere a temperatura ambiente) e quando saranno quasi sode cominciare a aggiungere poco a poco lo zucchero setacciato, lasciar girare fino a quando avrete una bella massa compatta e lucida e trasferire il tutto in un sac à poche. Lasciar intiepidire la crostata e disporci mucchietti di meringa col sac à poche, coprendola tutta, poi infornare di nuovo a 100° per circa 20 minuti (o fino a quando le punte della meringa cominceranno a dorarsi). Lasciar raffreddre completamente prima di servire.
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28 Commenti a “Tarte au citron meringuée”
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30 ottobre 2006 alle 3:54
mmm…. io sono rimasto ancora indietro sul lemon curd… ed una fetta di questa torta.. me la magnerei volentieri! bella e sicuramente.. una delizia!
30 ottobre 2006 alle 4:36
hhhhhhhhhhhuuuuuuuuuuummmmmmmmmmon a le gout legerement acide dans la bouche juste en lisant…
30 ottobre 2006 alle 4:36
è molto simile alla mia versione di qualche giorno fa, quella che ha generato una piccola discussione sulla meringa.
In ogni caso questo tipo di dolci restano le basi della pasticceria, assolutamente da provare!
ciao Cavoletto! :-))
30 ottobre 2006 alle 4:49
Bellissima e senz’altro buona buona!
Questa la voglio provare quanto prima!
Mi piacerbbe anche procurami il libro: dove lo trovo? Amazon o Fnac spediscono in Italia?
Mi aiutate?
Grazie in anticipo
Barbara
30 ottobre 2006 alle 5:20
come ti ho scritto in mail pensavo di farla in questi giorni, ma siamo telepatiche??
:-)))
Meringa: come non hai fatto la meringa italiana? è più adatta ad essere mangiata cruda e più stabile? non ti si è smontata dopo un po’?
30 ottobre 2006 alle 5:20
Elle est très belle !!!!
Bizzzzzzzzzzzz
Barbichounette
30 ottobre 2006 alle 5:25
daniela: ma la mia di meringa non è cruda! se leggi la ricetta va passata al forno. Vero he rimane abbastanza morbida ma è buona così, ps: e non si è smontata neanche un po’ :-)
bfontanel: se clicchi sul titolo del libro nel post arrivi direttamente alla sua pagina su amazon francia: io di solito ordino li, le spedizioni le fanno anche in italia e non costano tantissimo, tra l’altro, sono molto efficienti :-)
30 ottobre 2006 alle 5:49
Grazie Canzina. Sono andata a vedere ed è davvero interessante!
Pongo un’altra domanda: cosa ne pensate del libro di cucina La veritable cuisine de famille par Tante Marie?
Ne vale la pena? E’ attendibile?
Grazie,
Barbara
30 ottobre 2006 alle 5:55
ups…avevo la stessa domanda di Daniela!
mmmmh… ci devo pensare..e sperimentare…!!
ciao!
30 ottobre 2006 alle 9:24
Although I can’t understand this post, it looks amazing!
Congrats on winning HHDD#6, your fritters were great.
30 ottobre 2006 alle 10:41
è 1 dei miei dolci preferiti!!
che strana la preparazione della frolla che prevede che la farina venga “mescolata” alla fine insieme al resto…il risultato è uguale a quello che si ottiene partendo dalla solita fontana bianca con uova galleggianti al centro o è diverso?
ciao!
30 ottobre 2006 alle 10:47
mmm…sulle meringhe sono un pó negato, ma vorrei provare, magari stasera. Ho provato una ricetta simile in cui la crema era di mandarini e devo dire che é risultata troppo dolce. Qui peró l’aciditá del limone conpnserebbe bene la dolce meringa.
Ciauz
Re
30 ottobre 2006 alle 11:42
C’est trés poétique, on dirait des nuages :)
31 ottobre 2006 alle 14:20
apprendista: molte ricette di christophe felder (ultimamente ne avevo parlato per aver fatto una sua quiche) usano questo procedimento, l’impasto si mescola al cucchiaio, è morbido poi dopo un’oretta o due al fresco ha esattamente la giusta consistenza per essere steso al matarello… quindi niente tuorli galleggianti, anzi io ne sono molto contenta :-)
brilynn: sorry, I can imagine how similar to chinese italian may look… Anyway, I hope to see you soon again, here, ini english, for the next donna hay day ;-)
barbara: Purtroppo la cuisine de famille de tante marie mi manca proprio… ma cos’è???
2 novembre 2006 alle 4:52
E’ un libro di cucina edito nel 1931 e che ho visto ristamapato. Se vuoi prova a fare una ricerca con google e lo troverai sia nella vecchia che nella nuova edizione.
Ciao
2 novembre 2006 alle 10:16
Uno spettacolo!!!!
What a beautiful cake!!!
;-)
baci
4 novembre 2006 alle 14:16
Meraviglia delle meraviglie , questa tarte mi ricorda la Provenza
5 novembre 2006 alle 17:53
Ciao! Ho fatto la torta seguendo la ricetta ed è venuta buona! Solo la crema al limone non mi ha soddisfatto molto: troppo dolce e la consistenza, più che quella di una crema solida , è di uno sciroppo denso al limone. Ho sbagliato qualcosa io? Eppure non credo che con 150gr di zucchero, solo un rosso d’uovo e 60 gr di burro si possa ottenere qualcosa di diverso..!??! Che ne dici?
Ciao
5 novembre 2006 alle 18:12
…. strano? infatti non so bene come reagisce la crema ma in ogni caso quella mia era solida, alla fin fine (cioè dopo poi aver passato del tempo in frigo – conta che c’è il burro che ari-solidifica), però ecco la mia crostata era un po’ grandicella quindi lo strato di crema non tanto spesso. Non saprei: forse andava sbattuto di più il composto prima di infornarlo? Semmai prova a ridurre lo zucchero, non credo possa creare problemi, oppure usa il lemon curd al posto.
6 novembre 2006 alle 14:40
Ho provato la ricetta, ma mi è successo qualcosa di mai visto prima: quando ho messo la base di pasta frolla in forno, il bordo è “collassato”, si è sciolto completamente! Alla fine la base (piatta) si è cotta e il risultato finale era di una bontà infinita (l’aspetto non proprio…). Come è potuto succedere? Considera che ho fatto decine di volte la pasta frolla, ma seguendo altri procedimenti per l’impasto (o uovo e burro prima e poi zucchero e farina, o tutto insieme), e non ho mai visto un collasso in diretta… Eppure la consistenza al momento di mettere in frigo sembrava perfetta…
7 novembre 2006 alle 7:26
francesco: insomma ti è venuta a mapazza ma buona?? Managgia quanti problemi con questa crostata ao! ;-) Detto ciò a me capita spesso che i bordi della frolla, durante la cottura, scendano un po’ (insomma si abbassano di mezzo cm, non no detto che crolla tutto eh :-), infatti dipenderà dalla ricetta perché non spesso succede… Credo che il fatto di passare la teglia con frolla al congelatore per un’attimo prima di infornare possa aiutare (io lo faccio quasi sempre), e di recente mi stavo chiedendo se non sarebbe pure il caso di alzare la temperatura del forno, all’inizio, in modo da ‘immobilizzare’ la crosta il piu velocemente possibile, abbassando magari dopo… però è solo conjettura, niente di empiricamente provato fin’ora …
7 novembre 2006 alle 17:49
Cavoletto!
Ho ammirato e rimirato questo capolavoro per qualche giorno…ma poi non ho proprio più resistito, ho dovuto cedere!L’ho improvvisata..talmente improvvisata che in casa non c’era ombra di limoni, quindi ho inventato una crema sostitutiva all’arancia, ti dirò che è venuta BUONISSIMA! Perfino le merighe, che non mi ero mai arrischiata a fare prima visto la loro fama, sono venute perfette,mmmmmh..anche le coinquiline hanno mooolto gradito.
Già che ci sono ne approfitto anche per farti i complimentoni per la vicinissima uscita editoriale…non vedo già l’ora!
23 settembre 2008 alle 14:20
[...] torta lemon cocco Tortine limone e ricotta Torta limone e papavero Torta sarda con ricotta e limone Tarte au citron meringuée Lemon curd Torta con lamponi, limone e olio d’oliva Crostata al limone Categorie: [...]
5 marzo 2009 alle 11:16
grazie, la provo subito!
Mi sono anche scaricata la guida golosa di Parigi, e la testero’ presto…confermo la Régalade (vegetariani astenersi) ma manca il miglior ristorante in assoluto di Parigi (a prezzi decenti, voglio dire):
Les fils de la Ferme
5 rue Mouton Duvernet (M° Mouton Duvernet)nel XIV. 01 45 39 39 61 (chiuso domenica sera e lunedi)…
ci sono stata una decina di volte e mai una delusione: cucina francese ma un po originale e ben presentata, anche l’occhio é servito, ottima carta dei vini e per 29€ entrée plat dessert
11 giugno 2009 alle 17:23
Grande! Buonissima, grazie! Ho fatto un figurone… mi hanno chiesto pure in quale pasticceria l’avessi comprata….
Grazie anche per la ricetta della pasta frolla… Mia nonna ne faceva una sublime (questa ci arriva assai vicino) Quando é morta ci ha lasciato 7 diverse versioni… Questa é quella che piu si avvicina come sapore, ma ricordo che la faceva diversamente, iniziava con la fontana di farina, nella quale metteva uova e burro… ci ho provato mille volte ma non mi é mai venuta. Con il tuo procedimento invece sono riuscita a stenderla senza fare troppi danni…
bagna caoda
21 aprile 2010 alle 21:49
Ciao!…mi trovo temporaneamente a Bruxelles per motivi di studio e, unendo l’utile al dilettevole, ho avuto modo di assaggiare questo dolce…buono!!!!!!!!:D ora seguendo la tua ricetta potrò riprovare a prepararlo anche quando sarò tornta a casa!!
23 dicembre 2010 alle 13:30
[...] pere e caramello cheesecake giapponese chocolate decadence tarte au citron meringuée torta amalfitana con pere e [...]
23 dicembre 2010 alle 15:38
sicuramente il tuo sarà il più dolce natale, grazie per la marea di idee del tuo ultimo libro!! augurissimi