
Ricetta per locale bobo a uso del imprenditore furbo:
prendete un locale vecchiotto, se addirittura stantio è meglio. Abbiate cura di non ristrutturare proprio nulla: più la vernice è scrostata, più il bagno è indecente e desueto, più la vostra clientela vi sarà devota. Per l’arredamento, arrangiatevi alla meno peggio, vanno benissimo un po’ di vecchi tavoli trovate sul marciapiede, dei divani rotti che stavano per compiere il loro ultimo viaggio verso la discarica. Di nuovo, guai a sistemare nulla, convincetevi che le sedie rotte e i divani bucati hanno un carattere, una storia, un vissuto. E merce preziosissima. E i raffinati intenditori lo sanno. Aggiungete qualche tela di un vostro amico pittore sfigato o fregate un paio di opere alla vostra nipotina, se proprio volete strafare tirate fuori dalla cantina la vostra bici arrugginita di quando avevate 20 anni, due tre pentolazze della nonna che tanto nessuno li voleva più e appendete tutto questo reperto archeologico al muro. A quel punto non vi resta che accogliere la vostra cara sceltissima clientela: proponete una scelta di tè (compratelo, artificialmente aromatizzato, da un qualsiasi importatore cinese e abbiate cura di metterne pochissimo nella teiera, che sia brodaglia) e assumete vostra sorella che di cucina non capisce ‘na mazza per fare i dolci e qualche torta salata. Vero che detto così sembra che stiate andando molto al risparmio ma disilludetevi, la vostra è una crociata e più le vostre torte sembreranno fatte da Sophie-4-ans, cioè grezze e archaiche, più verrete plebiscitati.

Infine, prendete un amico gay disoccupato, magari di quelli un po’ isterici, munitelo di occhialini a montatura colorata e fatelo responsabile del locale. Pensate pure alla carta: i vostri prezzi dovranno essere francamente esagerati (per il vostro bene, eh, sennò non si capisce che siete bobo e verrete confusi con un volgare bistrot di quartiere, il vostro invece è un locale di carattere). Ulteriori risparmio, uhps, carattere, lo potere creare inventandovi una linea dura tipo ‘no pc’, sembrerete più integramente originali/artisti/genuini, il vostro indice bobo farà un ulteriore balzo e sopratutto evitaterete di dover investire in un costoso wi-fi, a uso gratuito poi. A questo punto non vi resta che aspettare di essere elogiati dai fighetti der quartierino, intanto prevedete un buon commercialista che, in modo del tutto accessorio e imprevisto, vi farete un botto di soldi.

le loir dans la théière, 3 rue des rosiers, 75004 paris
| Tweet |




Pingback: Gatô di patate e ortiche « wordprezz provah