
Il mondo sarà pure un paese ma le distanze rimangono ben reali. Così capita di fare 1500 km per incontrare poi in una città straniera una persona con la quale parli tutti i giorni, o quasi, senza averla mai incontrata dal vivo. Così è successo con la Piperita-con-la-maiuscola, e non sono sicura di potervi spiegare cos’è, due matte di cucina in giro per un posto come Parigi. Siamo riuscite a concentrare, in qualcosa come 9 (stancanti) ore, una collazione ebraica al marais, una minuziosissima esplorazione dell’impero Tang Frères (missà che questi forniscono cibo asiatico a qualcosa come tutta l’europa, quindi vari supermercati giganti, Tang gourmet e perfino qualcosa che assomiglia a un fastfood, in chiave asiatica però), passando per delle assurde pasticcerie cinesi, fornitissimi fruttivendoli esotici, negozi di tè e di ciotolame vario.

Meritatissima pausa pranzo in un posto che subito ci ha attirato per via della sua aria di grezza tratoriazza vietnamita, specializzata (anzi fa solo quelle) nella mega ciotole di brodo con spaghetti di riso, fettine di manzo e delle polpette di cui tutt’ora ignoriamo finanché la costituzione (e forse è meglio così). Sul lato, soia fresca, basilico thai, foglioline non identificate e cipolle da buttare a piacere nella zuppa, così come questi bignè fritti, da annegare a pezzetti nel brodetto, prima di ripescarli con i bastoncini. Buonissimi… En passant, abbiamo anche assicurato il divertimento di due signore africane, visto che molto scimmiescamente ci siamo messe a spezzettare il basilico quando l’abbiamo visto fare a loro…

Per finire, un giro da Ladurée, Fauchon (dove ci siamo offerte una merendina semplice quanto griffata), poi infine ho trascinato la povera Pip’ verso Aoki per acquisiti vari e un incontro lampo col diavoletto del cavoletto (Olive), molto contento pure lui di incontrare qualcuno che fosse carico di cose da mangiare …

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Categorie: paris
Scritto da Sigrid venerdì 24 novembre 2006




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