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Risotto yoshoku?

venerdì 10 novembre 2006

Missa proprio di sì. Yoshuko è un termine che ho scoperto quest’estate, acquistando un libro dallo stesso titolo. Il sottotitolo – Japanese food western style – definisce il concetto che è grosso modo quello di usare ingredienti giap ma cucinati in forme nostrane. Questo risotto non figura nel libro però missà che siamo lìlì, e sinceramente trovo abbastanza divertente, per una volta, di fare un risotto che non sappia… di risotto :-)

per il risotto

riso carnaroli 300g
alga nori a striscioline 4 cucchiai
salsa di soia 2 cucchiai
miso 2 cucchiai
sesamo 2 cucchiai
mirin 80ml
burro 40g
olio di sesamo 1 cucchiaio
olio d’oliva 1 cucchiaio
cipolla 1
aglio 1 spicchio
zenzero grattugiato 2 cucchiai
erba cipollina 2 cucchiai

per il salmone marinato

salmone 500g
salsa di soia 2 cucchiai
aceto di riso 1 cucchiaio
cipollotti 2
zucchero di canna 1 cucchiaio
olio di sesamo 1 cucchiaio

Ripulire il salmone da spine e pelle e metterlo a marinare con la soia, l’aceto, lo zucchero, l’olio di sesamo e i cipollotti tritati. Lasciar riposare al fresco per almeno 30 minunti. Intanto preparare il risotto: far soffriggere lo zenzero, la cipolla e l’aglio tritato con il burro, l’olio di oliva e l’olio di sesamo. Aggiungere il riso e tostarlo, sfumare con il mirin e la salsa di soia, poi portare a cottura aggiungendo man mano dell’acqua bollente. A fine cottura aggiungere la pasta di miso, le alghe e il sesamo. Verificare il condimento. Scolare il salmone dalla marinata, e farlo cuocere su una piastra per 1 minuto su ogni lato, Servire sul risotto e finre con un po’ di erba cipollina tritata.

Categorie: fusion, giappone, risotto
Scritto da Sigrid venerdì 10 novembre 2006

27 Commenti a “Risotto yoshoku?”

1 Eli ha scritto:
10 novembre 2006 alle 11:54

Solo una piccolissima domanda per un blog che mi ha rapito le papille gustative
Ma le foto sono tue?

La torta alla cannella era…era…
Era.
Deliziosa, gustata a cena ieri, sera vellutata di novembre

Eli

2 Anonymous ha scritto:
10 novembre 2006 alle 14:38

Ma il “missa” al posto del “mi sa” lo scrivi apposta vero?
“estato” poi fa molto Amanda Lear, vuoi fare l’esotica?
Visto che hai tradotto un libro dall’inglese all’italiano dovresti essere un pò più attenta!;)

3 Sigrid ha scritto:
10 novembre 2006 alle 15:02

eli: sì, le faccio io le foto :-)

anonimo: quindi, nell’ordine:
- no
- no, io non voglio fare l’esotica, io sono esotica.
- ps: e del resto mi sta parecchio più simpatica la povera amanda lear che non un anonimo frustrato che rissente il continuo bisogno di prendersela con gli appunti di chi non è manco madrelingua. E veramente patetico.

4 Frank ha scritto:
10 novembre 2006 alle 15:03

Mamma mia, un risotto alla giapponese :-)
Davvero una ricetta da non perdere, bravissima!
Ciao.

5 Elisa ha scritto:
10 novembre 2006 alle 15:17

Sei già insediata nella nuova casa e già hai testato la cucina? o sei ancora qui?
Il riso deve essere davvero buono, da riservare anche questo ai giorni “sì” con tutti quegli ingrdienti fermentati :(

Anonimo: un po’ si scrive con apostrofo e non con “o” accentata.

6 ecoline ha scritto:
10 novembre 2006 alle 16:27

Ohhh, questo devo assolutamente provare a rifarlo…
a)perché adoro i risotti e quando ho iniziato a trafficare in cucina sono partita proprio da quelli (sarà la milanesità!:P e che non sapevo cucinare altro!)
b)perché sono nippo-fanatica, pure!

7 Mila ha scritto:
10 novembre 2006 alle 16:30

Ma sti anonimi…..firmati almeno che so? “Fido Dido” “Cip&Ciop” “L’uovo al tegamino ruiscito male”….mi sa che c’è una puntina di invidia in questi misteriosi accademici che forse non pubblicheranno mai niente finché campano.Mi sbaglio?
Passando a cose più interessanti, alga nori conosco, miso conosco, ma il mirin????!!!!! Fa un po´ residuato bellico sto nome.
Dank u wel

8 Fabienne ha scritto:
10 novembre 2006 alle 16:54

J’adore le risotto et ta photo est si sublime !

9 Sigrid ha scritto:
10 novembre 2006 alle 20:15

mila: il mirin è un vino di riso, un po’ come il sakè ma più dolce e meno alcolico. missà che c’è pure chi lo sostituisce appunto con sakè e zucchero. Però nei supermercati asiatici dovresti trovarlo…
Graag gedaan! ;-))

elisa: no, macché, sempre qua sto :-)) ingredienti fermentati?? non puoi???

ecoline: partire dai risotti mi pare proprio un’ottima scelta (come puoi vedere c’è proprio modo di farci di tutto… :-P)

10 miro ha scritto:
11 novembre 2006 alle 6:36

chiedo a tutte le/i foodbloggers la ricetta dell’arrosto perfetto.
ieri l’ho fatto e non mi ha soddisfatto.
lancio in rete la mia richiesta d’aiuto.
grazie

11 Saffron ha scritto:
11 novembre 2006 alle 10:31

cenzina, I followed the trail from your comment on my blog. I wish I could read Italian!! your blog looks lovely! For now, I’m just drooling over the photos.

j’adore les photos!

cheers!

12 Ivy ha scritto:
12 novembre 2006 alle 9:59

ciao Cenzina intressantissimo questo risotto est west style !!! mi hai interessato molto con il libro che hai citato, ma in rete non riesco a trovarlo! mi sapresti indicare dove cquistarlo?
non far caso agli anonimi cara! sono anche folcloristici! fanno ambient! come ha già detto qualcuno sono persone invidiose che non hanno il coraggio di dirti quello che pensano su di te !!
ciao a presto

13 golosastro ha scritto:
13 novembre 2006 alle 3:40

mmm… continuando da ivy… io non credo che siano persone che non hanno il coraggio di dire a cavoletto quello che pensano di lei…
in realtà è proprio l’invidia l’elemento chiave…
perché (per me) si tratta di persone che non hanno il coraggio di confessare a sé stessi quello che pensano del cavoletto e delle belle cose che realizza…

14 Pip ha scritto:
13 novembre 2006 alle 6:04

Bello, bellissima foto e molto stuzzicante, io poi adoro il jap food (western style). La proverò sicuramente!

15 Tulip ha scritto:
13 novembre 2006 alle 6:13

Ciao!!
Partita?

Un baciotto e buona giornata!!

PS.

Non ti curar di loro..ma guarda e passa!!

;)

16 margherita ha scritto:
13 novembre 2006 alle 6:42

Lunedi mattina, le nuvole corrono nel cielo di Londra. Da Roma – caput mundi – mi arriva una bella ricetta mediata dal Giappone, la terra del Sol Levante.
L’autrice – la sento amica ormai, anche se non ci si e’ mai viste -viene dalla patria dei grandi, amati pittori fiamminghi: la foto e’ bellissima, piccola natura morta.
chi ha tempo di inacidirsi su uno spelling?
The world is our oyster (il mondo e’ la nostra conchiglia!!!

17 Anonymous ha scritto:
13 novembre 2006 alle 11:03

ciao Sigrid,
leggo sempre il tuo blog, ma da qualche giorno hai cambiato qualcosa e quando stampo i post per tenere a casa le ricette le parole vengono mangiate a destra. Ti prego fai qualcosa !
Grazie, Daniela

18 il maiale ubriaco ha scritto:
13 novembre 2006 alle 19:48

Si, questa è interessante. Pure la foto, visto che anche di foto si è parlato. Mi sembra che usi una reflex vero? Comunque: yoshoku, è il nome con il quale in Giappone si indica la cucina di derivazione occidentale. Piatti, leggo, che sono stati introdotti in Giappone da missionari o mercanti europei e poi adattati ai gusti locali. Come ad esempio la “pizza” giapponese [proprio una cosa a caso :)] tale “Okonomiyaki” dove gli ingredienti sono pesce, carne e verdure messi direttamente dentro l’impasto. Bell’antropologica sta cosa. Ste-

19 Tulip ha scritto:
14 novembre 2006 alle 4:35

Ciao Sigrid…
guarda questo link

http://www.gustoblog.it/post/1457/poveri-cavoletti

baci!

20 lobelia ha scritto:
14 novembre 2006 alle 5:58

ciao simpaticissima cenzina, buona questa ricetta! Proverò a farla con il mio riso preferito, il thai bonnet o il basmati…

21 Maiko ha scritto:
14 novembre 2006 alle 18:05

Bello questo piatto… per me poi che sono amante di tutto ciò che è anche solo un pochino jappo è assolutamente da provare!

22 nini ha scritto:
15 novembre 2006 alle 9:23

una ricetta molto bella, che fame..

23 monica ha scritto:
6 novembre 2007 alle 20:15

Tu sai qualcosa di un piatto giapponese all’occidentale, che si dovrebbe chiamare shake ino yaki? Ovvero involtini di salmone farciti con un ripieno di patata a purè con una salsa tipo teriyaki? Sarei molto grata se qualcuno sapesse darmi informazioni
grazie e ciao
monica

24 Giorgio ha scritto:
6 novembre 2007 alle 21:43

@monica
Quella semi-schifezza che ti interessa potrebbe essere questa:
Shake ino Yaki
palline di salmone con granchio e patate
Preparazione: lavare due patate, cuocerle al vapore per 40 minuti, poi pelarle
e schiacciarle. Unire alle patate un cetriolo pelato e tagliato a dadini, una caro-
ta pelata e grattugiata, 120 g di polpa di granchio, un uovo e due cucchiai di
maionese. Impastare bene e regolare di sale. Battere delicatamente alcune fet-
tine di salmone crudo e “riempire” ogni fettina con un cucchiaio di composto
appena preparato. Chiudere la pallina ripiegando i lembi del salmone. Mettere
le palline per 2 minuti nel microonde a media potenza. Servire tiepide.

Ho appena dato un’occhiata al libro ma questa ricetta – che del resto non avevo mai sentita – non c’è. Però, se è quello che descrive Giorgio, euhm, come dire, mi fa un pochino impressione… (cioè in sé l’insieme mi pare molto poco giap e poi quella fettina di salmone rovinata facendola cuocere al microonde, beh, che dire…)

26 Ilagnam ha scritto:
23 febbraio 2009 alle 18:10

Che bell’idea! E, senza nulla toglierti (splendide foto, ottime ricette), possiedo il libro di cui parli e devo dire che le ricette che propone sono ottime.
Naturalmente sono di parte, perchè tutta la cucina orientale mi piace molto, ma potresti creare delle versioni riviste e corrette delle classiche ricette jap/cino/thai?

27 maria-sole ha scritto:
14 gennaio 2011 alle 23:12

Ho cucinato questo piatto stasera, senza mirin pero, ho aggiunto un po do cognac. E riuscito buonissimo a dire poco! Grazie per la ricetta. Gestisco il ristorante e questo piatto vorrei offrire ai miei ospiti. (scusate la grammatica, non sono italiana ;)

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