
E quello di Pierre Hermé ! Non l’ho detto io, ci è arrivato invece il Figaroscope della settimana scorsa, dopo una minuziosissima inchiesta che partiva da un campionario di 64 croissants tutti comprati la stessa mattina, in incognito, poi assaggiati da un jury e valutati secondo 4 criteri (naso, sapore, aspetto e accoglienza, ciascuno su 5 punti). Bisogna infatti sapere che, mentre gli ingredienti dovrebbero essere pochi (farina, acqua, sale, lievito, zucchero e burro), non esiste nessuna regolamentazione in materia di croissants. Se venduto fresco il patissier può fare quello che gli pare. Il ché può risultare tutto sommato abbastanza inquietante…
Comunque sia, la vince questa terrificcnte bontà di Hermé con 14,50 punti, davanti à Triomphe, Duchene, Mulot e Lenotre. Da notare che Aoki non figura nella lista dei 30 classificati (secondo me a torto, forse perché nessuno sa che Aoki fa anche i croissants?? …).

Intanto nel Figaro elencano pure cosa ci vuole per fare buono il croissant:
- A forma di quarto di luna
- Bello gonfio, con una crosta bella dorata e un bel colore biondo
- Quando si tirano le punte per scoprire l’interno del croissant, la mollica deve presentarsi alveolata, aerosa, beige, morbida quasi brillante, sotto una sfoglia molto croccante
- Al palato presenta un saporino di malto, una lieve acidità, un buon equilibrio fra il sapore del burro e gli aromi del frumento che offrono una buona persistenza in bocca; dev’essere croccante e morbido nel contempo.
- La punta che chiude il croissant deve essere pronta a scollarsi.
- Se fatto bene, il croissant è, più secco certo, ma pure più buono il giorno dopo.
E invece cattivo il croissant se:
- E piatto, senza rilievo né gonfio, pastoso e compatto in bocca
- E perfettamente identico a tutti i croissant nel negozio. In questo caso è probabile che siano stati congelati.
- E secco dentro e gommoso fuori.
- si sbriciola troppo e presenta grandi buchi nella sfoglia, perché la pasta sfoglia è stata preparata male.
- E uniformemente moscio, segno che è stato cotto in un forno troppo ventilato o troppo freddo.
- Non ha quel leggero profumino di burro ed è troppo dolce
- E grasso e oleoso, segno che si è utilizzato del burro di bassa qualità che è colato durante la cottura
- E troppo giallo, può darsi che sia stato preparato con del burro aromatizzato alla vanillina
- Se è di color panna o biancastro è stato cotto male. ù
Ah, già, visto che c’ero :

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Categorie: paris, pierre hermé
Scritto da Sigrid sabato 9 dicembre 2006




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