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Macché creativa! Semmai imbrogliona! Dovete sapere che nella blogosfera francofona orbitavano, nel periodo di natale, una quantità indecente di tartufini al cioccolato di tutti i tipi, e ce n’era uno che mi aveva proprio colpito nell’occhio. Erano i tartufi al cioccolato bianco con tè verde e pistacchi, ricetta di Pierre Hermé (ancora lui!). Però ecco di tartufini ne ho fatti fin troppo e, giusto per non correre il rischio di farmi rimandare in cucina con l’ennesima cioccolatosa sfornata senza però rinunciare a sperimentare l’abbinamento (e, contestualmente, inaugurare i piccoli sperimenti con la scorta di matcha portata da parigi), ecco, ho trasformato i tartufi in quatre quarts. Era un tentativo appunto, che tra l’altro è piaciuto, solo che avrei dovuto mettere un po’ più di tè nell’impasto (anche a voi questo timido colorino verdolino non convince del tutto, vero?), quindi vi indico le proporzioni ideali, quelle che userò la prossima volta :-)

farina 180g
zucchero 180g
burro 180g
uova, grandi 3
pistacchi non salati (Bronte) 50g
cioccolato bianco 100g
tè verde in polvere 2 cucchiaini
lievito per dolci un cucchiaino
sale una presa

Sbattere i tuorli con lo zucchero. Incorporare il burro fuso, la farina, il sale e il lievito. Montare i bianchi a neve e incorporarli delicatamente. Dividere l’impasto in due. Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria o al microonde e amalgamarlo con metà dell’impasto. Incorporare il tè verde nell’altra metà. Rivestire una teglia da plum cake con della carta da forno, versarci l’impasto al matcha poi quello al cioccolato bianco, con un cucchiaino, fare due o tre movimenti dal basso verso l’alto, in modo da creare l’effetto marmorizzato (hum?) nel cake. Infine, tritare grossolanamente i pistacchi e distribuirli sulla superficie del quatre quarts. Infornare a 170° per circa 45 minuti, fare la prova dello stecchino prima di sfornarlo elasciarlo raffreddare su una griglia.

Categorie: chocolat, fusion
Scritto da Sigrid giovedì 18 gennaio 2007

45 Commenti a “Cake al cioccolato bianco, tè verde e pistacchi”

1 Laura ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 5:06

Ciao Sigrid! Oggi dovrei essermi aggiudicata il primo granello di sale…!! Lo vedi che ti leggo tutti i giorni?!!Torno ai miei articoli! Buona giornata.
“LA gemellina stellare”

2 Anonymous ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 5:15

intanto complimenti per il tuo blog
e poi, questo cake è fantastico!!!!!
mi hanno proprio regalato dei pistacchi di bronte, sia interi che in polvere, e stavo pensando a come utilizzarli
proverò subito la tua ricetta
buona giornata
benedetta

3 adina ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 6:11

ciao! simpatico questo cake ai pistacchi! sigrid è sempre fantastica. buona giornata!

4 Enrico ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 6:34

Ma il the verde matcha a Roma da Castroni costa 20 euro per 100 grammi…
Vi sono alternative accettabili, Sigrid?
Ciao

Enrico

5 Sigrid ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 6:41

enrico: No, mi dispiace, nessunissima alternativa. Oppure sì: andare da chajin (parigi) dove lo pagherai 12 euro al 100g… (da kioko invece, la confezioncina uguale a quella di castroni, 40g, costa 5,50… ci marciano insomma)

6 franci ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 6:57

meraviglia delle meraviglie! 3 ingredienti che adoro… la proverò sicuramente… tra l’altro le tue ricette sono sempre perfette e non tradiscono mai…
ciao
franci

7 golosastro ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 6:58

mmm… bellissimo cake!!! a me piace anche il disegno: ci vedo un 6, che è un bel numero.
Mannaggia, a parigi questo weekend, chajin me lo sono perso (convenientissssssimo!), ma da kioko sono stato e l’ho comprato (al piano superiore): 30g=€ 7,50..
però i jap ci marciano davvero poco, direi, perchè anche nella mia città si vende matcha, ma il prezzo sale almeno 3 volte!
ciao!

8 Sigrid ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 7:04

golosastro: missa che da kioko io ho preso la versione piu scadente :-))) Piu che altro ho preso quello meno caro perche serviva a cucinare, anche da chajin vendono il matcha da cucina (che ho preso io) poi tutti gli altri costano almeno tre volte tanto.
PS: e pensa che per chi è stato in giappone, kioko è caro (se venissero a fare la spesa in italia li verebbe un infarto…)

9 golosastro ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 7:15

questa cosa che i prezzi sono tre volte rispetto al giappone l’ho letta da clèa: lei diceva che, cmq, è impagabile… trovare tante belle cosine sconosciute dove abita e tornare così ai tempi in cui stava in giappone.
Io, da gran fesso… non ho neppure chiesto se esisteva una varietà da cucina (ho letto dopo che… quello normale, cotto, diventa un po’ amarognolo): ma ho girato tutto il negozietto osservando curioso tutto…. (ma l’80% dei prodotti è impossibile capire che sono!!!!!!) finchè al piano di sopra ho trovato, finally, il barattolino che cercavo…

a chi ama la vaniglia e passa da parigi, ri-segnalo velan (nella foodies-guide: passage brady): 10 bacche di vaniglia bourbon a € 11,50 (in italia…. costano minimo minimo il doppio!!!)

10 Sigrid ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 7:19

golosastro: e invece sullo scaffalino proprio sotto al tè verde c’erano delle microbustine di miso soup, in pasta, buonissimissime. Poi dietro allo scafale c’era la pasta di sesamo, la pasta azuki, le alghe kombu e la soba… (missà che ti tocca tornarci! :-)))

11 golosastro ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 7:27

mannaggia… io ero entrato solo per curiosare e cercare matcha…
ed ammetto che, trovato quanto cercavo, mi sono messo in fila alla cassa (quando hai un amico che rimane fuori ad aspettarti!)

cmq, nei dintorni di rue saint-anne (salva verifica della mappa) ci torno sicuro next time: clèa mi ha fatto già tornare la voglia di una scorpacciata di gyoza… da hokkaido ramen ;-))

12 Francesca ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 7:56

domanda: un analogo di questo ormai famosissimo Castroni lo trovo a milano?

ciao

13 Sigrid ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 8:15

francesca: a milano avete l’ancor più famoso peck :-) (e credo anche un bel po’ di negozietti etnici in più). Comunque, se Piperita o Petula dovessero passare da questa parti, sapranno dirti meglio di me :-)

14 Elisa ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 8:38

No, Castroni a Milano non esiste, e` una catena tipicamente romana e detto da una romana che vive a Milano potete starne certi :)))
Peck, ahime` e` ancora piu’ caro di Castroni :(
pero’ i negozietti etnici in effetti..

Questo dolcetto mi sembra sfiziosissimo, adoro il cioccolato bianco, il macha e i pistacchi di Bronte, quindi.. ;)

P.S. Esagera pure con il macha la prox volta :)

15 lorenzo@pianogrillo.it ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 8:54

Cara Sigrid anche tu sei invitata al Ciofeca’s Day.
Troverai da Sandra l’invito.
Ti prego, non far mancare il tuo contributo….che immagino essere di vitale importanza (!)…:-)

L.

16 slowly ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 9:17

Ciao! Sono capitata per caso in questo blog, che bello!
Si potrebbe cercare di sostituire il tè verde con qualcos’altro, visto il costo e la difficoltà nel
reperirlo? Certo non sarebbe la solita ricetta ma una variante….
Io abito a Prato non saprei proprio dove trovarlo.

17 Alice ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 9:23

Scusate l’ignoranza, ma un tè verde non matcha potrebbe andare bene lo stesso?
Io DEVO fare questo dolce, ma non voglio continuare a far arricchire Castroni… :-/

18 Sigrid ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 9:36

alice: mmm, na! Proprio no, ci avevo pensato anch’io tempo fa ma, a parte che il matcha è in polvere e gli altri tè verdi no, non basterebbe comunque passarli al mortaio perché è proprio il sapore a essere diverso. L’unica consolazione è che il matcha ha un sapore molto forte per cui in genere, per un cake o una torta bastano 15-20g, qui anche meno visto che solo metà della torta ne contiene. Quindi, chi ha indirizzi alternative per il matcha, benvengano.

lorenzo: ciofeca’s day?? (già m’immagino guarda…), importanza vitale??, vabbe vado a vede, tra un po’… :-)

19 lorenzo@pianogrillo.it ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 9:56

…vai :-)
A proposito…”Linguine con pleurotus”…una cosa tremenda, non so cosa siano ma suona veramente male.
Pleurotus?
Oddio.
Come dire Sarchiapone?
Linguine al Sarchiapone.
E’ tremendo, come ti è venuta?
:-)

20 adina ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 10:13

è pazzesco entrare in questo blog! si apprendono svariate cose di cui ignoravo l’esistenza. il dialogo tra tutta ’sta gente mi sorprende e mi diverte assieme! il matcha a milano lo cercherò, magari in qualche negozio specializzato in té? ne conosco qualcuno, ma se qualcuno di milano mi potesse consigliare.. l’arte del ricevere, magari, lo venderà? da castroni ci son stata, è bellissimo, un concentrato di roba da matti per amanti veri!bacius

21 Anonymous ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 10:27

aLloré!!!
a quanto mi risulta… chiunque ti parlò di linguine… operò un’inversione sillabica,
che scommeterei si tratti di pletorus, una varietà di funghi…

come a dire… linguine con boletus edulis (porcini)

con sangre latino nelle vene, a me non suona comunque poi tanto male… magari, tutt’al più… un po’…. “latinos grossus qui facit tremare pilastros”

;-))

22 Laura ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 11:11

Adina, abito anche io a Milano e mi è venuto in mente un negozietto di cui avevo sentito parlare tempo fa, che doveva essere in zona San babila, una roba del tipo “Il giardino del tè” o qualcosa del genere… l’ho cercato in internet, ma non ho trovato nulla… in compenso mi sono imbattuta in questo sito, http://www.teatime.it/teashop_milano.htm , che fornisce diverse indicazioni. Spero utile. Ciao.

23 Piperita ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 11:20

Confermo che il Matcha lo si può trovare da Kathay, via Rosmini, piena zona Paolo Sarpi… Il prezzo però non lo ricordo perchè mi era sembrato così stratosferico che l’ho lasciato lì…

24 adina ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 11:25

grazie laura e piperita!

25 Alice ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 11:46

Grazie Sigrid, vuol dire che continuerò a devolvere i miei ticket restaurant del pranzo a Castroni!? :-p

26 Mila ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 12:03

Lorenzo a me sembra che il fungo pleurotus esista veramente e in più varianti (ostreatus, corticatus, citrinopileatus ……et cetera!)
Non confondiamo funghi e sarchiaponi, i primi non sempre bellissimi ma sempre bunissimi, i secondi inutili arnesi misteriosi…..come il minollo o il cucujanji

27 lorenzo@pianogrillo.it ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 12:24

…oddio mi è cresciuto un pleurotus in giardino…
qualcuno facci qualcosa facci.

28 Mila ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 13:46

Esilerante! Io ho scritto due linee giusto per darti una piccola informazione, visto che di cucina un po’ me ne intendo (è il mio secondo mestiere, dopo quello di traduttrice).
Se preferisci,tieni per buona l’ipotesi dell’inversione sillabica…..facci lei facci.

29 Anonymous ha scritto:
18 gennaio 2007 alle 14:37

uè, Mila ha ragione, il pleurotus esiste davvero…

LOrenzo: quanto al giardino (della mia fantasia) non hai notato per caso che col fungo ci pascola volentieri il vitello tonnato??

30 cuococrociato ha scritto:
19 gennaio 2007 alle 3:04

scusate l’ignoranza, ma prima di oggi non conoscevo l’esistenza di questo tè: ma è davvero così particolare? Cosa lo contraddistingue oltre al fatto di essere in polvere? e’ l’unico tè in polvere reperibile? Io vivo a Parma, proverò all’enoteca Cavalli, via Verdi per chi fosse interessato, mi costerà un po’, ma questa ricetta è troppo bella e poi basterà tacere sul prezzo con la mia dolce metà…
ciao

31 Anonymous ha scritto:
19 gennaio 2007 alle 3:34

è un prodotto del thè: di una varietà pregiata (gyoguro), passata al vapore e poi lavorata (tolgono tutte le venature della foglia) ed essicata.
Ha la consistenza del borotalco ed un sapore tutto particolare (non si beve un infuso, ma si ingurgitano proprio le foglie)
costa un occhio!

32 Camille ha scritto:
19 gennaio 2007 alle 7:51

Waowwww, ce cake est un vrai petit bijoux… Il est si beau que je ne peu que le faire !!! En plus, je suis madame Pistache ;-)

Sigrid, merci de m’avoir passé le relais pour le top ten 2006 : je vais m’y mettre dès que j’ai un petit moment… je trouve aussi que c’est une bonne idée. Bises.

33 Anonymous ha scritto:
19 gennaio 2007 alle 19:53

Io il matcha lo trovo da Peter’s teehouse.

34 mickymath ha scritto:
19 gennaio 2007 alle 20:07

il est vraiment superbe ton cake!! bises micky

35 ida ha scritto:
21 gennaio 2007 alle 10:48

mi sembra valga la pena di segnalarvi biblioteq (c’è anche il
sito completo di varietà e prezzi del te)però non troverete una varietà da cucina, comunque vende
il matcha in confezione da 40 gr
i prezzi sono più o meno gli stessi
però credo che nell’ambito dei foodbloggers non sia conosciuto
perchè non lo avete mai nominato

36 pamp ha scritto:
22 gennaio 2007 alle 11:11

Ciao Sigrid, prima volta che scrivo,ricette e blog mitici!!
Ho provato ieri a fare il plum cake, invece del tè in polvere ho usato quello nelle bustine (orrore!!! :-@ ma il sapore non mi dispiace, comunque).
Lo rifarò senz’altro perchè devo migliorare qulacosina, in particolare:
1) mi sembra un po’ troppo unto per i miei gusti, next time metterò più cioccolato bianco e meno burro;
2) quando ho fatto la prova stecchino, aiuto!!, si è sgonfiato ed ha assunto la forma di un fiume con le sponde ben accentuate :-O ….come posso evitarlo?
Grazie mille a tutti

37 archirica ha scritto:
26 gennaio 2007 alle 10:01

Complimenti per il bellissimo e golossissimo blog….
Non c’é proprio nulla che io possa usare al posto del the verde in polvere ma che stia bene con cioccolato bianco e pistacchi e che dia l’effetto marmorizzato?
Grazie…

38 Luvaz ha scritto:
27 gennaio 2007 alle 3:44

La ricetta è invitante, alcuni ingedienti sono facilmente reperibili e si può dire che ce li ho già in dispensa ma il tè verde in polvere dove lo trovo? Castroni qui a Napoli non c’è. Dove chiedo in erboristeria? e se rompessi una bustina di tè verde biologico pagato un botto????Se no l’alternativa quale potrebbe essere, il cacao amaro????:)
help me please!

39 Alice ha scritto:
28 gennaio 2007 alle 16:44

Comprato il matcha al Korean Market di via Cavour, ho usato questo abbinamento di sapori per una semplice torta (non credo che riuscirei mai a far lievitare qualcosa che contenga le stesse dosi di farina e burro, l’unica volta che ci ho provato è stato un fallimento!) e devo dire che il risultato è stato sorprendente…
Il cioccolato bianco e il matcha si sposano benissimo, siamo rimasti tutti incantati!
Credo che rifarò il dolce quanto prima… A proposito, Sigrid, pensi che il matcha si sposi anche col cacao amaro?

40 starfish ha scritto:
17 gennaio 2008 alle 23:33

ciao sigfrid. io oggi ho assaggiato un brownie da balthazar (nyc) e ti ho pensato mentre sedevo sulla panchina li’ in Spring Street. Una lavagna scritta a gessetto prometteva fitness risolutivo for midlife crisis. Era da fotografare. Ho prenotato il balthazar cookbook in biblioteca e ti volevo solo chiedere: perche’ questa bella ricetta cake cioccolato bianco pistacchi e te verde del 18 gennaio (presumo anno scorso) non e’ nell’indice? O non la trovo io? Amo il tuo sito.
ciao

guarda che sono pure andata a verificare eh: ce sta! :-) sezione cioccolato ‘quattre quarts pistacchio ecc…’ ;-)

42 Lilly ha scritto:
10 dicembre 2009 alle 15:46

Pleurotus a parte….ho finalmente ordinato il libro!!!!! spero mi arrivi presto!
Anche se non scrivo molto, ti seguo sempre…magica Sigrid ;-)

43 laranapensatrice ha scritto:
15 dicembre 2009 alle 11:32

stasera provo la versione zenzero e cioccolato fondente con le stesse dosi, giusto per non dover correre a cercare il matcha nel traffico natalizio.
però la versione originale la tengo buona per la prossima volta

44 Laura ha scritto:
8 marzo 2010 alle 22:44

Abbinamento delizioso, complimenti davvero ! Il te matcha a Milano si trova in minibustine in via Rosmini da kathay e cost 3 euro e 90 per 10 grammi

[...] sempre nel blog della Tartine Gourmande. Un’altra versione la potete trovare nel sito del CavolettodiBruxelles. La mia versione è ovviamente senza glutine e ho usato degli stampini anziché lo stampo da [...]

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