Pensavo che per dare a un pasticcino il poetico nome di gateau de lune bisognava per minimo essere giapponese. E bene no. Il dolce della luna invece è cinese (e qui sorge la seconda sorprese: i cinesi fanno anche dei dolci poetici che non siano biscotti ripieni di plasticcosa pasta che ricorda in modo artificiale il melone o la fragole? sembrerebbe di sì :-). Trovato ieri in una patisserie chinoise nel tredicesimo, questa cosa qui in realtà è tipica della festa di mezzo-autunno (la festa della luna appunta, in cui si svolgono tradizionalmente altre inaspettate attività quali la passeggiata sotto la luna e l’osservazione della stessa), e se ho capito bene anche al capodanno cinese. Se leggete il cartellino forse rimarrete come me interdetti davanti a quel + 2 jaunes d’oeuf salés, di cui ho scoperto il significato solo al momento di tagliare il dolcetto: in mezzo alla pasta zuccherata alla soia e al loto che fa da ripieno (insomma, è un pasticciotto :-), c’è un tuorlo salato, e per colmo di anatra (anzi i questo caso ce ne sono due!), a ricordare appunto la luna . Strano sì, malvaggio per niente :-)
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