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Beh, oddio, speriamo che non sia proprio vero che si diventa ciò che si mangia ché dare della boudin a una ragazza mo’ non è che sia esattamente un complimento (boudin significa ’salsiccia’, ma quelle di interiora, non pregiate in genere – e ho detto tutto). Quella col boudin però è una lunga storia di non amore, incominciata un giorno che dovevo avere 7 o 8 anni. Era inverno e, passeggiando per la campagna fiamminga, siamo sbucati per caso davanti a una piccola fattoria. E li c’era, appeso al muro di mattoncine rosse, un enorme maiale, fresco di uccisione, che finiva di essere dissanguato. Ricordo sopratutto – nel senso che ancora lo vedo mentre ve lo scrivo – il flusso denso e scuro che colava dalla gola, raccolto in una tinozza di metallo (di quelle che 50 anni fa si usavano per fare il bagno, avete presente?), posta al suolo. Ecco, quel giorno lì mi son detta che col cavolo che avrei ancora mangiato le salsicce fatte con quella roba là (probabilmente, prima di quel giorno, non m’ero mai posto la domanda, un po’ come i bimbi di oggi che non sempre sanno che il pollo non è un’entità eterea che cresce, confezionata in pellicola, su qualche particolare albero). E infatti ho mantenuto la promessa per una quindicina di anni, fino al giorno in cui, essendomi intestardita sul fatto che dovevo esplorare le autentiche trattoriuzze bruxellesi, mi sono ritrovata, da Stekkerlapatte (se passate da bruxelles, andateci, è un ordine :-), davanti appunto al beuling con le mele. Che sarebbe, più o meno, ciò che vedete in foto. Sanguinaccio, volendo dirla con parole non mie.

Categorie: paris, travel
Scritto da Sigrid giovedì 22 marzo 2007

  • Anonymous

    Ti adoro… :-)

  • Anonymous

    uhllà-là…
    avversioni mantenute ed avversioni superate…
    io qualche avversione ce l’ho, si tratta di interiora, cervello….
    e ci metto pure il sanguinaccio…

    e bada ben che a roma mi son costretto ad assaggiare dal piatto altrui coratella (sapore delizioso, consistenza… non per me) e cervella fritte…

    ebbene, se pure il sapore è gradevole, l’avversione mi impedisce un secondo boccone, e credo che, per magnarne un piatto.. dovrei davvero trovarmi alla fame!

    cmq, evviva i coraggiosi….
    stekkerlapatte, dici? segnato! ;-)
    ciaociao
    t.

  • Anonymous

    Pensa che dalle mie parti lo chiamano “marzapane”! Non il dolce a base di pasta di mandorle, ma l’insaccato di sangue di maiale e patate del quale è ormai proibita la produzione, con rammarico di molti estimatori e, tutto sommato, (posso aggiungere?) anche di alcuni animalisti. Perché se si uccide un animale per cibarsene, almeno si utilizzi tutto il possibile… Benedette norme sanitarie! Comunque, anch’io ho un’avversione per le interiora, amo tutto ciò che è vegetale, ma anche il pesce e… non mi cibo di mammiferi.
    Invece da bambina il marzapane non mi disgustava, anzi mi piaceva, prima di sapere che era a base di sangue! Ricordo che si usava mangiarne qualche fettina lessa con il cotechino e le patate bollite, oppure a pezzettini nella frittata o ancora impanato. Oddio mi sto dilungando troppo!!! questa non è casa mia… Ciao, Nico

  • Lorenzo

    Io preferisco nettamente i “nostrani” migliacci (di Prato e dintorni, tipo crèpes, ma fatti con sangue di maiale salato, brodo e odori…), che io adoro, cosparsi di zucchero, arrotolati.. e poi inghiottiti! glub!
    (ma c’è chi li preferisce salati, col parmigiano)…

    Gli insaccati di sangue invece (almeno quelli che ho assaggiato) non mi piacciono, ad esempio il “buristo” toscano.

  • prezzemolo

    Come già sai…incredibile la quantità di interiora che si mangiano qui a Palermo. Diciamo che facciamo parte del team “non si butta niente!”. Le carcasse di animali gocciolanti, erano un ‘must’ per le carnezzerie – e non macellerie – della città. Anni fa le incontravi ad ogni angolo, nei borghi esistono ancora.
    Il fatto di trovare la carne, oggi,
    impilata nel banco frigo e ben confezionata
    mi ha aiutato a superare certi “traumi” :-D.
    Comunque, queste cose conservano ancora qualcosa di caretteristico e antico.
    Divertiti a Paris ci si sente presto. Notte!
    Silvia…
    (la silvia della couscussiera)
    :-D

  • Anonymous

    I miei complimenti lo sai sono tanti e sinceri ma altrove…no comment… beh mangio di tutto però ognuno ha almeno una cosa che proprio non potrebbe assaggiare…e nemmeno guardare…
    Cara Sigrid, mi piacerebbe qualche ricettina con scamorza affumicata o gorgonzola per accontentare i gusti del mio L…
    E una torta ciock fondente e mandorle che invece piace a me!
    Che sia una buona giornata.
    Anna

  • nina

    Qui in piemonte il sanguinaccio si chiama budin mentre la vera ghiottoneria che si prepara solo nelle valli dove vivo io è la mustardela. Qui “http://www.amordivino.net/prodottitipici/prodotto.asp?ID=253″ trovi la descrizione e le differenze di preparazione fra i due.

  • Anonymous

    Il tuo blog è strepitoso, la scoperta del giorno (veramente me l’ha suggerito un amico).

    C’entra pochissimo, ma l’immagine del maiale mi ha fatto ricordare di questo http://capitan-kozmo.livejournal.com/8617.html

    U.

  • Chiara

    Ciao Sigrid!beh, complimenti per il coraggio di essere riuscita a mangiare un cibo che…solo al pensiero mi mette i brividi!!! Abito nel bresciano, da noi c’è il culto del maiale di cui non si butta via nulla…non ho mai assaggiato il sanguinaccio (o torta di sangue…torta???mah…) e non credo ne avrò mai il coraggio, così pure per quanto riguarda trippa, fegato e cervello.
    Ciao mitica Sigrid e buona giornata!!!
    Chiara

  • eli

    Il problema vero è che tutte queste belle storie sono legate ad una realtà contadina ormai molto lontana dalla nostra civiltà industrializzata. Prima il fattore per ottenere il massimo dal suo bestiame garantiva tutte le loro esigenze naturali; adesso le industrie alimentari (sì, perchè di industrie si tratta) per incrementare il fatturato utilizzano qualsiasi mezzo, qualsiasi. Allora prima di infilarci in bocca un pezzo di animale perchè non ci facciamo un giro in un allevamento intensivo?
    Scopriremmo che: gli animali trascorrono la loro breve vita in spazi ristretti, sovraffollati, con luce artificiale; che questi metodi innaturali causano malattie agli animali, ai quali sono somministrati farmaci di sintesi in quantità; che gli allevatori sono dei semplici ingrassatori e gli animali sono di proprietà di pochi industriali…
    Scusatemi lo sfogo, non è mia intenzione fare la predica o altro; mi piacerebbe solo che la nostra alimentazione prevedesse carne una volta alla settimana (e non tutti i giorni), farebbe benissimo a tutti!!!

  • VaVa

    Ciao, sono Vava….
    eeri inserendo la parola “Pepe” in google ho trovato TE….. sei fantastica!!!! Molte non le conoscevo affatto, altre le cervìcavo da tempo….
    Potrei avere il nome del libro di ricette che hai scritto??
    Continua così…. ora hai una fan in più!!!
    VaVa
    va.iodice@tiscali.it

  • Elisa

    Ciao sigrid,
    scusa x la mia insolenza… avrai certo di meglio da fare che dare un consiglio a me!
    Vorrei fare la crostata meringata al limone…ma che dici, son la ricetta della frolla di Annie Fèolde ed il tuo lemon curd potrebbe funzionare?
    Ti prego dammi questo consiglio!!
    Grazie grandiosa!!
    Elazz

  • Anonymous

    Ebbene sì, lo confesso qui, in questo blog. Sono un’assassina, l’ho fatto , senza rendermene conto, lo confesso, VOGLIATE ACCOGLIERE questa mia confessione qua dentro, in nome di un più alto desiderio di ospitare nella bocca un sapore gustoso, unico, polposo, morbido, lo confesso ma non lo rifarò più, in Bretagna ero, paradiso dei crostacei, dei “crabe” , traduzione: granchio , giganteschi, te li vendono vivi anche al supermercato che sembra un discount, sono vivi, palpitano nella busta, si arrampicano con le chele, sembra sappiano la fine destinata, cosa li aspetta… ed io, con il super pentolone d’acqua fumante l’ho preso e scaraventato li dentro, e gemeva, quasi, cercava di uscire dal bordo e si tirava su mentre lo affogavo e ributtavo giù, non voleva stare lì, brucio brucio, assassina, che mi frega se mi vuoi mangiare se aprirai le mia zampe scrocchiettanti e mangerai le mie polpe sane e morbide, e croccanti e dal sapore di pesce freschissimo…
    L’ho fatto, ma non mi è piaciuto….. (era buono, accidenti se era buono)……

    Malf

  • aligolosa

    io i boudin li adoro!
    li ho conosciuti in valle d’aosta quando avevo 6 anni e da allora non ho mai smesso di mangiarli..non mi schifo di nulla per quanto riguarda il cibo ;) nemmeno da piccola…
    li proverò nella versione della foto!!!
    per il resto…bellisime foto e ottime ricette; qualcuna l’ho gia provata :)

  • Anonymous

    Concordo pienamente con Eli riguardo agli allevamenti e al consumo di carne: costruire il nostro piacere sulla sofferenza di animali che non hanno nemmeno avuto una vita libera, mi sembra semplicemente inconsapevole. Nico

  • Linn

    In Polonia si chiama “kaszanka”:
    http://polana.com/product/53/27
    Buonissima…
    Saluti.

  • Anonymous

    http://www.stekerlapatte.be/

    un piccolo errore di spelling nel nome del ristorante sicuramente uno dei punti di riferimento a bxl della cucina belga

  • alemu

    piccolo ot: wow sigrid!! ti sto rivedendo nella “tua” puntata di cortesie per gli ospiti!! ok, vecchia, ma non l’avevo mai vista. che carina sei!!

  • Mario De Roma

    Povero sanguinaccio che vedo spesso denigrato e comparato a carne di topo o di cavalletta! non mi sembra giusto, porco boia. E` genuino maiale sanguinolento, e la cultura italiana non ha (non dovrebbe avere) particolari fissazoni sul sangue e sul latte delle bestie, non mi so dare razione di tanto sgomento ne suoi confronti.

    Che poi col vin brulè (vin caldo col chiodin di garofano) è la sua morte designata, mhhhh…