Ravioli di asparagi e ricotta, brodo allo zafferano

Stavolta niente gita fuori porta a pasquetta (perché la perspettiva delle code al rientro era davvero troppo deprimente, e perché dopotutto era più il momento di starsene a leggere in un angoletto che di andare alla ricerca di una qualche trattoria meno sovraffolata delle altre), insomma, ho fatto due ravioli (più, perché a pasquetta siamo tutti più buoni, una porzione per il mostricciatolo – chi lo conosce sa di chi parlo :-)

farina 200g
uova 2
asparagi verdi circa 15
ricotta 100g
parmigiano grattugiato 50g
scalogno 1
brodo vegetale (fatto in casa) 2d
zafferano mezza bustina (o una punta di pistilli)
sale, pepe & noce moscata

Preparare una pasta all’uovo con la farina e le uova. Pulire gli asparagi, tenerne da parte due o tre per la decorazione, tagliare il resto a pezzettini, e farli appassire con un filo d’olio, insieme allo scalogno tritato, in un padellino. Aggiungere due cucchiai di acqua e far cuocere a fuoco basso per una decina di munuti. Condire la ricotta con sale, pepe e noce moscata, aggiungerci gli asparagi cotti, il parmigiano e frullare il tutto. Verificare il condimenti e trasferire in un sac à poche. Tirare la sfoglia, deporci mucchietti di farcia, spenellare con poca acqua, chiundere e ritagliare i ravioli. Portare il brodo a ebollizione, farlo cuocere per 5 minuti, aggiungere lo zafferano e lasciar riposare fuori fuoco. Con un pelapatate tagliare a striscioline gli asparagi per la decorazione, sbollentarli e passarli sotto l’acqua freddissima, condire con un filo di olio d’oliva e poco fior di sale. Sbollentare i ravioli, disporli sui piatti, completare con un velo di brodo e gli asparagi sbollentati.

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  • mady

    Grazie mille per questa deliziosa ricetta. un gran successo, i piatti sono finiti in lavastoviglie ma erano già puliti!!!! questo per noi cuoche e amanti della buona cucina è un ottimo segnale. baci e grazie Mady.

  • Pingback: San Valentino: menù, decorazioni e qualche regalo : Mamma Felice

  • loukoum°°°

    Je ne comprend que le titre mais avec la photo c’est déjà bien assez suffisant pour te demander si tu nous la traduira en francais cette recette….? Ca semble divin et tout en finesse!

  • SenzaPanna

    Complimenti, sei riuscita afer queste belle cose nei giorni di festa?

  • yuki

    ciao cavolino!
    cercavo su google la farina di manitoba, e ho trovato te!
    Anche io me ne vado sempre in giro a curiosare i negozietti alimentari stranieri, in tutto il mondo non appena li trovo!
    Le tue pagine sono di un’acquolina disarmante: ti salvo nei preferiti. Ti posso anche linkare?
    Ho appena iniziato a fare blog gourmandises ^__^

    A presto
    yuki*

    p.s.causa (svariate)esperienze personali precedenti, ero ormai arresa all’evidenza che i belgi, perdipiù fiamminghi, non sapessero mangiare, nè tantomeno cucinare. Sei tu l’eccezione?

    p.p.s. niente è più piacevole di passare 2 giorni di silenzio, in una città vuota, mentre il tempo passa lento..e tu puoi cucinare, leggere, disegnare, fotografare…

    °*°*°

  • Antaress

    Ma che meravigliaaaa…adoro la pasta ripienaaaaaaaaa….MA (grosso MA) da oggi, e per i prossimi 90 giorni, sono a dieta :((( SIGG SIGG….quindi abbi pieta’, Cavoletto, vai di ricette light;)

  • MarinaV

    Anch’io ho ravioleggiato ieri, ma non erano mica belli come i tuoi, complimenti!
    Ripieno di patate lesse, cipolle e aglio fresco stufati e tutti i formaggi a pasta dura che avevo sotto mano (o meglio ancora, in frigo). Pasta di soli albumi (bella bianca). Condimento: asparagi verdi a rondelle stufati con dell’aglio fresco nel burro.

  • golosastro

    condivisa la tranquillità casalinga anticode del rientro (alle quali ho sorriso sfrecciando dalla libera corsia opposta dell’autostrada, la sera, dopo il passaggio in aereoporto all’amico più caro)…
    sorrido come un bimbo per i bei ravioli alla delizia che devono essere ed alla loro forma, di bei cappellini a tesa larga! ;-))

  • Anonymous

    Da bambina, nella mia famiglia, gli asparagi erano l’ingrediente caratteristico del pranzo cucinato da me e mio padre in occasione della festa della mamma (dopo averla gentilmente spedita fuori casa!). Con il passare dei decenni e l’anticipo dell’offerta sul mercato sono diventati tipici del pranzo di Pasqua. Ma questa ricettina mi sa che la terrò in serbo per il 13 maggio.
    Buona giornata, Nico