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Grazie mille per tutti i suggerimenti sul casalino, comunque chi predicava il semplice aveva ragione. E quindi parte dei casalini è finita in insalata, e parte in bruschetta. Solo che, ricordandomi delle bruschette condite con acqua di mare (che ho pure mangiate, una volta, in sicilia, tempo fa, mi viene ancora il prurito se ci ripenso :-) ho voluto provare ‘na cosa, quindi le ho preparate così:
Frullare 5 cl di olio d’olva con uno spicchio d’aglio degermato, un cucchiaio di succo di limone e mezzo cucchiaino di colatura di alici. Abbrustolare il pane (magari più spesso di quello della foto… :-), e spenellarlo con l’olio aromatico. Disporci i pomodori a fettine, spennellare di nuovo con l’olio di prima, e finire con poco origano secco e due grani di fior di sale. Bonino! :-)

Categorie: finger food, verdure
Scritto da Sigrid venerdì 8 giugno 2007

15 Commenti a “La bruschetta che sapeva di mare”

1 enrico ha scritto:
8 giugno 2007 alle 6:27

le ricette semplici sono sempre le migliori!!!
ciao

Enrico

2 Fede ha scritto:
8 giugno 2007 alle 6:27

d’estate vivrei di cose così! che bello. ciao! fede

3 Anonymous ha scritto:
8 giugno 2007 alle 7:01

io la colatura d’alici non la trovo a Roma, sono andata da Volpetti e nada, mi ha detto che neanche la vendono più perché è troppo difficile da smerciare.
Non faccio acquisti on line ché sono priva di credit card..stasera provo da Castroni vicino Repubblica, by the way ragazzi io lancio l’idea di una agenda dei negozi di Roma dove trovare ingredienti difficili da reperire perché non uniamo le forze e non la facciamo?
Sempre sulla colatura..chi è che mi diceva di un negozio vicino P.za Bologna? Forse Enrico?
Ciao,
Barbara

4 enrico ha scritto:
8 giugno 2007 alle 7:13

dovrebbe essere a via padova, ma non mi ricordo il civico. io ne consigliavo altri ma in altre zone di roma (tuscolana, testaccio vicino al mercato).
Ma se tu non abiti da quelle parti…
sono d’accordo con il fare un’agenda. come ci mettiamo d’accordo?
Ciao
Enrico

5 Sigrid ha scritto:
8 giugno 2007 alle 7:14

barbara: a via delle quattro fontane non lo so ma il castroni di cola di rienzo la colatura ce l’ha!

6 Anonymous ha scritto:
8 giugno 2007 alle 8:07

eh…mica facile..bisognerebbe vedere se chi frequenta il blog è interessato e dividerlo per categorie..che so, prodotti cinesi, libanesi etc, oppure (io ci metterei tutto quello che è attinente alla cucina), stampi e utensili per pasticceria, mercati…
Ciao,
Barbara

7 Aidi79 ha scritto:
8 giugno 2007 alle 8:11

e se ci mettessi dei filetti di alici marinate e profumate… che dici?
la colatura in una cittadina piccola come la mia se la chiedo mi ridono in faccia, se mi va bene.

8 Adriano ha scritto:
8 giugno 2007 alle 8:55

hanno un’aria così invitante quelle bruschette..ciao sigrid, buon fine settimana :-)

9 Anonymous ha scritto:
8 giugno 2007 alle 10:07

Ragazzi, a me ’sta storia della colatura di alici pare che stia montando molto (NON DICO QUI, eh, ma proprio in generale).
La colatura di alici per me sa semplicemente di alici, ne’ piu’ ne meno.
E, a dirvela tutta, l’idea di questo liquido che cola dal pesce fresco messo in salatura, in mezzo alle assicelle di legno… insomma… mi fa pure un po’ schifo, ecco.
Ne ho un boccione in dispensa, che mi hanno regalato, lo uso perche’ odio sprecare le cose e poi con quello che costa, pero’ mi ha deluso molto – rispetto a quanto lo si osanna in giro mi aspettavo un nettare degli dei!!
Daniela

10 Anonymous ha scritto:
8 giugno 2007 alle 10:31

Adoro le cose semplici e naturali. Quando si va a vela l’acqua di mare è preziosa e ci si preparano pastasciutte, risotti e bruscehtte squisite. Sarà che quando manca l’acqua dolce pure quella salata (con moderazione, magari diluita al 50%) va bene, ed è anche ricca di molti sali minerali. Comunque se l’acqua per le bruschette la prendevano a riva: “che schifooo!!!”
Nico

11 enrico ha scritto:
8 giugno 2007 alle 14:11

cominciamo a stabilire le categorie e poi lo facciamo. tutti quelli che vogliono aderire sono ben accetti.

Fammi sapere, Barbara

12 maxplett ha scritto:
8 giugno 2007 alle 15:18

andrebbero mangiate in canotta, all’ombra di un pino marittimo che profuma di resina. Seduti sulle mitiche sedie in plastica bianca che si appiccicano alle cosciiiiie. E sbrodolarsi più possibile… sensual bruschetta… fichissimo!

13 CoCo ha scritto:
8 giugno 2007 alle 18:06

Mi viene in mente un passo del libro “Una Golosità” di Muriel Barbery, un vero elogio del pomodoro:
“Lo conosceva così sicuramente e con la medesima noncuranza con cui io avrei potuto dire: fa bello; sapeva quale di quei piccoli bulbi rossi bisognava raccogliere adesso. Nella sua mano sporca e deformata dal lavoro dei campi, esso riposava, cremisi nella propria parure di seta tesa appena ondulata da qualche avallamento più tenero; il buonumore era contagioso, quello di una dama un po’ in carne compressa nel proprio abito festivo ma compensante questo difetto con una paffutezza disarmante che dava una voglia irresistibile di mordervi a bocca piena. (…) mordevo nel frutto, mordevo nel pomodoro”.

14 nini ha scritto:
10 giugno 2007 alle 10:07

mmmm, che buona!!!

15 sílvia ha scritto:
22 giugno 2007 alle 8:34

Mmmmmm, semplice ma buonissima! Questo devo assagiarlo! :)

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Commenti

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