
Velavevodetto, sono dalle parti della costiera (vi passo i boati e fuochi d’artificio vari che hanno accompagnato l’arrivo a Napoli, calcio oblige…). Se sono qui è perché in questo periodo, da tre anni e per tre giorni, c’è la festa a vico (equense), un qualche cosa che, credo, si voglia fedele alla festa di piazza estiva, solo che è un attimino organizzata da Gennarino Esposito piuttosto che dalla parocchia locale, e che a parteciparci sono alcuni fra i chef più noti e/o bravi del reame, tanto per situare la cosa :-).
Iniziata domenica (ieri) sera con una serata pizza da o’ saraceno, sempre sotto la torre e di fronte al ristorante dello stesso nome: incontri, ritrovi, saluti, tutto molto rilassato, molto estivo e à la bonne franquette … (sotto, Gennarino :-)

Vabbe, tié, vi mollo anche una cartolina di Castellamare di Stabia, come la vedo dalla finestra della mia stanza. Confesserò che sono arrivata nel tarde pomeriggio e che per ora mi sono più interessata alla spa dell’albergo che non agli scorci del paese, poi vedrò di rimediare :-P
Non lo so perché ma non ce l’ho una foto della pizza servita in questa prima serata di festa a vico (che era, diciamolo pure, il pezzo forte della serata:-), in compenso, ecco (sotto) gli spaghetti con le vongole (rigorosamente senza farina :-) e (accanto) Teo Musso, il papà delle birre Baladin, che mi raccontava della sua birra passita (roba da non credere, anzi, dopo assaggio vi dirò, mi vergogno pure di essere belga-venuta-dal-paese-della-birra davanti a questo italiano che la birra la fa meglio di come si fa da noi! vabbe, facciamo che me ne berrò un’altro paio così magari mi scorderò questa terribile umiliazione…) e, quasi incredule pure lui, del fatto che Michael Jackson (no, non quello lì, l’altro!) lo classifica fra i dieci migliori produttori di birra, al mondo. La baladin del resto si abbinava a un interessantissimo cioccolato arrivato da Ferrara, quello dell’offelleria Rizzati, a me è piaciuto molto il loro fondente profumato al pepe di sichuan.
E queste?? Sono delle barche tipiche, da pescatori, caicchi si chiamano. Si, ma cosa ci fanno ancorate davanti alla torra del saraceno a vico equense? Beh, quello ve lo racconto domani… :-)
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Categorie: travel
Scritto da Sigrid domenica 10 giugno 2007







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