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Il cake che veniva dalla Grecia

mercoledì 4 luglio 2007

greekcake1.jpg

Diciamo che questo è un po’ il cake della reconciliazione: non sono mai stata fan della famiglia ‘anice’, anzì l’ho sempre cordialmente odiata, una cosa d’infanzia, suppongo, e appunto da un po’ di anni, molto gradualmente, ho cominciato ad apprezzare prima il finocchio (con olio e sale, vuoi mettere? :-), poi i semi di finocchietto. Ancora non me la sentirei di avvicinarmi all’anice puro e duro ma intanto ero molto curiosa di cucinare col pastis (pure quello, un incubo lontano) e così tenevo da un po’ in cucina un bottiglione di quella roba che un tempo solo a pensarci mi faceva fare le smorfie. Questo per dire che la versione originale di questo cake prevede l’ouzo (ma dopotutto, ouzo, pastis, sambuca, siam sempre lì, no?) e chiede anche l’aggiunta di un pezzetto di anice stellato ridotto in polvere (in fin dei conti ci stava pure, io ho preferito far senza, per non correre rischi… :-)

La ricetta viene da un servizio intitolato Country Cakes, pubblicato su Bon Appetit di maggio scorso (la ricetta originale la trovate anche qui), ed è di Aglaia Kremizi, una foodwriter americana di origine greca (vedere anche il suo libro), l’avevo letta quando uscì la rivista e mi attirava parecchio. Dopo un po’ di calcoli e conversioni (dio quanto odio i cups, e quanto sono approssimativi poi, ma come si fa?!), eccola qua.
Infine, una chicca divertente, io ho usato del normalissimo olio di oliva extravergine, sulla ricetta invece c’è scritta di usare del extra-light olive oil (non so voi ma a me sta cosa suona un po’ sconcia, cioè non sono sicura di voler sapere cosa sarà mai sta roba…) e precisa pure che in alternativa si può fare metà olio d’oliva e metà olio di semi di girasole… (no comment?? :-)

greekcake2.jpg

Ouzo-Scented Almond Yoghurt & Olive Oil Cake

(Cake con mandorle, yoghurt e olio d’oliva, profumato al… pastis)

farina 225g
zucchero 185g
mandorle spellate intere 150g
olio d’oliva evo 125ml
yoghurt greco 120g
pastis (o ouzo o sambuca) 90g
uova 2
lievito per dolci mezzo cucchiaino
sale una punta

Disporre tre quarti delle mandorle su una teglia da forno rivestita con carta da forno e unta con un goccio di olio. Passare al forno a 180° per una decina di minuti (non ve ne andare nel mentre!!) e farle tostare finché siano dorate (ma non carbonizzate!). Lasciar rafreddare e frullare piuttosto grossolanamente. Tritare le mandorle non tostate avanzate al coltello.
Versare il pastis in un pentolinno e farlo ridurre, a fuoco medio, per circa due minuti (deve ridursi di un terzo).
Setacciare la farina con il lievito, aggiungere il sale e le mandorle tostate.
Sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere l’olio a filo poi lo yoghurt e il pastis, mescolare vigorosamente. Incorporare poi poco a poco la farina. Montare infine gli albumi a neve e incorporarli delicatamente al composto. Rivestire una teglia da plum cake con della carta da forno, versare un terzo delle mandorle non tostate sul fondo, riempire ai due terzi con l’impasto, completare con il resto delle mandorle non tostate e infornare a 180°C per una buona quarantina di minuti (testare la cottura con uno stecchino prima di sfornare).

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Categorie: brunch & picnic, cake, colazione, mondo
Scritto da Sigrid mercoledì 4 luglio 2007

41 Commenti a “Il cake che veniva dalla Grecia”

1 rondinella ha scritto:
4 luglio 2007 alle 13:02

…ok, questo me lo segno, in fondo il precedente con fichi e cannella sono mesi che lo faccio…però, la mia domanda è: sotto quale argomento hai infilato gli arancini fatti nei coccetti!!? Approfitto per dire che dopo essermi sbruciacchiata le dita per cercare di ottenere una pallida imitazione dell’arancino bomba palermitano, questa ricetta mi sembra l’uovo di Colombo.
Welcome back a questo blog.
Rondinella

@rondinella:
l’arancino sta qui:
http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/05/un-arancino-e-dove
(archiviata in ricette d’autore – il concetto è di vissani :-P – e tradizioni d’italia – è un arancino :-)) Comunque per casi del genere c’è la casellina blu qui in alto a destra che funziona abbastanza bene :-))

Io adoro letteralmente tutto ciò che contiene anice, l’ouzo è strepitoso ma qui non lo trovo. Bello questo cake!

Complimenti per il nuovo sito sigrid, mitico!
tuki:
qui dove? se a roma ti dico io dove prenderlo

5 Marika ha scritto:
4 luglio 2007 alle 13:18

Sigrid, questa ricetta profuma tanto di buono … io approfitto per dartene una che ho trovato su Elle à table che mi piacerebbe aromatizzare al pastis, che ne dici?
500 g de ricotta ou de brousse de brebis fraîche, non salée
4 oeufs
125 g de sucre semoule
20 g de farine
1 c. à café de levure chimique
20 g de fécule de pommes de terre
10 cl de crème liquide
60 g de fruits confits
le zeste râpé d’un citron non traité
1 noix de beurre
1 c. à soupe de sucre semoule
Coupez les fruits confits en petits cubes. Tamisez farine, levure et fécule au-dessus d’un bol. Ajoutez les fruits confits, retournez-les dans le mélange, puis tamisez-les et réservez-les. Allumez le four, th. 5/150°. Beurrez un moule antiadhésif à bord haut. Saupoudrez-le de sucre. Cassez les oeufs, séparez jaunes et blancs. Fouettez les jaunes avec 100 g de sucre, jusqu’à ce que le mélange blanchisse. Ajoutez le fromage, puis la crème, sans cesser de fouetter, puis incorporez le mélange farine-levure-fécule. Ajoutez les cubes de fruits confits et le zeste de citron râpé. Battez les blancs d’oeufs en neige ferme. Ajoutez les 25 g de sucre restant et fouettez encore. Incorporez-les à la préparation au fromage. Versez dans le moule. Faites cuire 1h dans le four. Laissez reposer le cheesecake 15 mn avant de le démouler. Dégustez-le à température ambiante, nappé de miel.

Magari c’è da omettere il limone, non mi piace il contrasto con la sensazione e l’aroma persistenti del pastis.
Ciao Marika

6 roberto ha scritto:
4 luglio 2007 alle 13:41

era ora !!
ma preferivo la grafica precedente

7 cuococrociato ha scritto:
4 luglio 2007 alle 14:02

finalmente si torna a ragionare!!!
ho notato però che diverse ricette nell’indice generale non si caricano (compare la scritta Pagina non trovata), incoveniente tecnico, si rimedierà?

@cuococrociato: riesci anche a dirmi quali sono i link che hai provato e chenon funzionano?? grazie!! :-)

condivido con la te precedente le smorfie :-)

10 Valeria ha scritto:
4 luglio 2007 alle 14:14

ciao, hai fatto bene a rimettere l’indice, così è molto più semplice!! anch’io però ho notato lo stesso problema di cuocorociato, toh, per esempio: Quiche con camembert, indivia e mele a me non si apre…

11 Filippo ha scritto:
4 luglio 2007 alle 14:26

Sigrid, come te non sono un amante dell’anice, sarà che già da piccolo odiavo il ghiacciolo color “Puffo” che tanti altri si contendevano come un trofeo raro..comunque per un fine cena con amici si può fare..ho anchio una bella bottiglia che ogni anno porto dall costa azzurra, finalmente ho trovato la soluzione pe utilizzarne un po al posto di servirlo sempre con del vino bianco fresco o col gelato.. ciao ciao
Filippovanni@libero.it

12 pesca ha scritto:
4 luglio 2007 alle 14:34

Complimenti per la nuova veste grafica, si sentiva la tua mancanza!!! :)

Le franc buveur: grazie ma.. sono dell’estremo nord est ;)

14 jg ha scritto:
4 luglio 2007 alle 14:41

Una domanda che mi attanaglia da sempre: come si fa ad ottenere un cake con quella perfetta crepa centrale? E’ dovuta al rapporto volume del contenitore/volume del contenuto? alla quantità di lievito?

grazie

15 golosastro ha scritto:
4 luglio 2007 alle 15:24

aaaahhh… vive! questo cake lo faccio!
io la famiglia la amo assai (dei semi, intendo) e c’ho pure due tipi di anice in dispensa (vengono dalla croazia… janez! che potrebbe pure suonare come il compare di sandokan), uno per cucinare le cose dolci, uno per le salate…
l’ouzo l’ho finito da pochissimo…
la sambuca è in dispensa…
il pastis mai avuto…
in compenso, l’anice marchigiano…
la differenza è che l’ouzo e l’anice sono secchi, la sambuca… dolce e liquorosa…

a me delizia come aperitivo mentre cucino, d’estate, proprio come in grecia… con acqua gelida!
ora ti copio la recipe (bedankt… per le conversioni, che, pur avendo i convertitori… odio fare!!!)

16 Lino ha scritto:
4 luglio 2007 alle 15:31

dEVO DIRE CHE IL SITO ERA MEGLIO PRIMA. mA CHE è STA COSA?

tuki:allora te lo spedisco:-) scherzo… ma se capiti a roma…, magari facciamo un incontro tra foodblogger

18 golosastro ha scritto:
4 luglio 2007 alle 15:40

ohè… mi piagliasse un colpo… va bene la pubblicità..
ma poco fa c’era la pubblicità di un olio per rendere ahem.. le erezioni più vigorose e durature!

stride un pochino…. weisst du?

19 Marirò ha scritto:
4 luglio 2007 alle 16:12

Veramente bello il blog!!
Quest’estate dovrei andare in vacanza in Grecia…mi segno questa ricetta “greca” e ne approfitto x iniziare a degustare l’ ouzo che ho in gran quantità qui in casa. Diluito con acqua ghiacciata e cubetto di ghiaccio di rinforzo..veramente buono! Abbinato poi al polipo alla griglia ci sta benissimo!
Ma dove è finita la ricetta della pasta e patate??
Sigrid un giorno ti offro un caffè al DueG ma non corretto con la sambuca,ok? ;)

Magari, mi piacerebbe davvero!

21 Daniela ha scritto:
4 luglio 2007 alle 16:59

Buono! Questo (o meglio: ANCHE questo) lo provero’ al piu’ presto. L’anice lo detesto cordialmente anch’io, ma nei dolci, mischiato con il porfumo degli altri ingredienti, lo trovo molto buono.
Una volta un’amica mi ha praticamente costretta a bere un caffe’ corretto alla sambuca, un pensiero terrificante, per me, eppure… quasi non ci credevo: era buono!!!!
Beh, adesso devo trovare pure la ricetta del cake con fichi e cannella!

bentornata, e complimenti per il nuovo sito.

bello il nuovo “vestitino”!
a presto!

ihhhh(trattengo il fiato)hhhh! ma io non ti ci capito qui per una giornata e… accipicchia sibert, che cambiamento, bello bello bello, mi piace! e complimenti per il milione di visitatori! e complimenti per wordpress, soprattutto, che era ora! :-)
ps aruba aruba…e loro quand’è che li cambi? son terribili questi di aruba, è notorio (hai mai provato a chiamarli al numero telefonico di supporto? io c’ho provato una volta: una volta lunga dieci giorni e nessuna risposta :-P)
pps e i feeds? ce li hai i feeds? ‘ndo stanno i feeds? uff, non li trovo… (io, se non te l’hanno già detto – sicuramente te l’hanno già detto – li metteri su feedburner, che così zompi su pure in classifica – ah, ma non è elegante dirlo, pardon)

25 margherita ha scritto:
5 luglio 2007 alle 1:07

ciao cavole’, ben tornata! a proposito dell’anice: anche io non lo amo troppo nel dolce, ma quest’inverno l’ho scoperto come aggiunta alle verze stufate e mi piace da morire, provalo!
per quanto riguarda la nuova grafica ci devo ancora fare l’occhio, un commento veloce: a me piacevano i link in bella vista di fianco: mi parevano comodi e facevano “bella comunita’”.

@marika: ma cos’è, una specie di fiadone ai canditi?? così a naso però non ti so dire, il pastis sui canditi, che effetto fa… se provi me lo dici?? ;-)

27 Marika ha scritto:
5 luglio 2007 alle 9:32

Per Sigrid:
Al primo impatto mi suggerisce una specie di cheesecake (senza la base e a pasta più compatta) anche perché non ho ancora assaggiato il fiadone (mea culpa). Nella ricetta si parla solo di fruits confits che è generico, magari ci si può mettere solo il cedro candito … non mi entusiasma l’idea delle ciliege candite con il pastis, penso di preferire gli agrumi canditi. Comunque appena provo ti faccio sapere.
In compenso ho appena provato due confetture: mele cannella e calvados, albicocche mandorle e fiori di lavanda, buonissime! Te lo dico perché mi sono venute in mente sfogliando le tue ricette!
Marika

non commento mai ma sono assidua lettrice e sperimento anche alcune delle tue ricette con gran soddisfazione, colgo l’occasione del rinnovato look per farti complimenti per la grafica e per il contenuto :-)
questa torta sembra fantastica, io poi amo moltissimo l’anice, non mancherò di sperimentarla!

29 paola ha scritto:
5 luglio 2007 alle 10:18

E i panini che fine hanno fatto?

30 cuococrociato ha scritto:
5 luglio 2007 alle 10:35

mi ricordo quello della calamarata, del kanelbullar e forse anche qualche piatto con le cozze
ciao e grazie!!!

A quando il prossimo post? siamo già curiosi di cosa altro ti salta in quella tua mente vulcanica!

32 Susumaniello ha scritto:
5 luglio 2007 alle 11:43

troppi complimenti..
torni a cucinare ?
saluti

33 Aidi79 ha scritto:
5 luglio 2007 alle 13:34

Sigrid finalmente sei tornata… non ci speravo +. Io nel frattempo ho preso la saggia decisione di mettermi a dieta quindi girare per il tuo sito da piacere si è trasformato in tormento… cmq ti tengo d’occhio! io la sparo lì ma tu… ti prego mandami liberamente a quel paese… scrivere le calorie a porzione? tanto per sapere di che peccato morire…

Trovo il sito molto migliorato, complimenti.

Ho in forno il cake greco, il profumo di sambuca invade, oltre la mia cucina, le scale del palazzo dove abito.

35 patty ha scritto:
6 luglio 2007 alle 11:33

Eseguirò presto questa ricetta, dal momento che io ADORO l’anice e colgo l’occasione per rivolgere una domanda a tutti gli amici del blog: DOVE POSSO COMPRARE LO SCIROPPO D’ANICE… sapete quello azzurro puffo per fare i ghiaccioli? Nei super non si trova …

devo assolutamente farlo questo cake..!

Continuavo a leggere Genova invece di Grecia nel titolo e mi domandavo che centrassero i genovesi con un dolce a base di ouzo e yogurth greco!

Ho scoperto da poco il tuo blog e le ricette sono davvero deliziose. Ho provato questo cake senza anice ed ouzo poiché non ho trovato né l’anice stellato né l’ouzo — ok non li ho nemmeno cercati! E come spezia ho messo un po’ di ginger ed è venuto veramente buono! Grazie!!!

38 san bernardo ha scritto:
20 settembre 2008 alle 19:14

Commento al 04/07/07-Anice stellato: 4 stelle intere – 1/2 lt grappa bianca – 2 cucchiai da minestra di zucchero – tappo .Per chiusura bottiglia . Mescolare il tutto . Nascondere la bottiglia in fondo ad un armadio , al buio . Dopo 1 mese e mezzo,è pronto. Cin,Cin….

[...] di mandorle, beh tutto ciò (il bianco, il desiderio di freschezza, il bel tempo e sopratutto questo cake qui :-) m’ha fatto pensare alla grecia. E al yoghurt greco che avevo in frigo :-) Quindi alla fine [...]

40 Claudia ha scritto:
16 novembre 2009 alle 13:16

Ho provato questa ricetta nel fine-settimana, non tanto x la cavoletto-ricetta (sicuramente equilibrata di sapori e testata) ma x la sambuca!
Quando l’ho ristretta un profumo meraviglioso si è sparso per tutta la casa: che scoperta!
Grazie Sigrid.

41 barbara ha scritto:
17 gennaio 2010 alle 20:06

buonissimo!!!! spazzolato dopo un’ora!!! bellissimo il libro

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