
Tutta sta cosa per dire che ho fatto le quiche. Se qualcuno ancora ne dubitava, è arrivato l’autunno, grande stagione delle torte salate – si vero, ieri a Roma c’erano qualcosa come 30 gradi e tutti a sudare in maniche lunghe, però, tanto, signori, non ce sono più le mezze stagioni e sopratutto io c’avevo della zucca da finire.
L’abbinamento zucca + radicchio l’avevo colto non ricordo dove e mi era piaciuta l’idea del dolce + leggero amarognolo, la cannella invece, a dosi molto piccole, riscalda un po’ l’insieme e mi fa tanto ‘torta medievale’. Insomma, se facessi un lavoro da persona perbene, mi piacerebbe da matti portarmi la mia chiscetta nella schiscetta e invece oggi a pranzo niente tortine salate che sarò a fare foto in una clownesca cucina del centro di roma… dura la vita eh :-)

Piccole quiches con zucca, radicchio e cannella
per la pasta da quiche:
usate la ricetta di Christophe Felderper il ripieno:
radicchio piccolo 1
zucca 300g
cipolla 1
panna 2dl
parmigiano grattugiato 3 cucchiai
emmental grattugiato 50g
uova 2
tuorlo 1
cannella 1 punta di coltello
noce moscata
sale & pepe
Preparare la pasta da quiche, mettrela a riposare al fresco prima di stenderla e nel mentre preparare il ripieno. Tagliare il radicchio a listarelle, la zucca a dadini e afettare la cipolla. Scaldare 2 cucchiai di olio d’oliva in una padella, aggiungere la cipolla, lasciarla appassire per un minuti, poi aggiungere il radicchio e la zucca. Aggiungere due cucchiai d’acqua e lasciar cuocere a fuoco medio/basso per una decina di minuti (la zucca deve rimanere un po’ croccante). A fine cottura, salare, pepare e aggiungere la cannella e una grattatina di noce mmoscata. Tenere da parte. Versare la panna, le uova, il tuorlo e il parmigiano nel bicchiere del mixer e frullare. Salare e pepare. Riprendere la pasta, stenderla al matarello a 2mm di spessore e foderarne degli anelli da crostata (io ho usato quelli da 8cm) o degli stampini da crostatina o uno stampo da crostata di di 24cm. Ritagliare i bordi e bucherellare il fondo delle quiches con i rebbi di una forchetta. Distribuire la zucca e il radicchio sul fondo, completare con la panna e finire con un po’ di emmental grattuggiato. Infornare a 180° per 25-30 minuti, finché le quiches saranno ben dorate (circa 45 minut se ne fate una sola grande). Sfornare, lasciar intiepidire e servire con un insalata mista.
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Categorie: brunch & picnic, torte, cake & muffin salati
Scritto da Sigrid mercoledì 19 settembre 2007
41 Commenti a “Chiscette con zucca e radicchio”
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19 settembre 2007 alle 9:50
Primo! :-)
Sentite un po’ ma ci avete pensato a votare la signorina cavoletta al premio blog cafè 2007?
http://www.squisito.org/blogcafe/
19 settembre 2007 alle 10:03
Sì!! io l’ho votata!!
è in assoluto la mia preferita la cavoletta, brava!!
benedetta
19 settembre 2007 alle 10:25
Visto che vai a far foto in una cucina clownesca…
Fai i complimenti alla pasticcera che, dopo quasi tre anni, mi ricordo ancora i suoi dolci… ;-)
19 settembre 2007 alle 10:29
Sigrid, ma io eliminerei la panna… no?
posso, che dite?
Roby
19 settembre 2007 alle 10:47
Sigrid, al posto della zucca cosa potrei metterci?
Io non la tollero però il radicchio lo adoro.rix
19 settembre 2007 alle 11:08
Benedetta ragazza!!!! Dovrei perdere qualche etto per affrontare finalmente la grande sfida di un secondo bimbo e tu mi tenti con queste delizie!!!
Ho tentato di eliminarti dai miei siti preferiti ..ma non ci riesco sono ormai una drogata di ……”cavoletto”!!! Grazie
19 settembre 2007 alle 11:12
sigrid, ogni volta riesci a stupirmi… ma stavolta non con la ricetta (comunque invitante!)! hai usato la parola “schiscetta”, ma come l’hai imparata?
altro che bi-trilinguismo……
tutti i miei amici del centro-sud mi hanno sempre guardato come una marziana quando dicevo che avevo la schiscetta per il pranzo….
ciao!
19 settembre 2007 alle 11:18
wow!! tempo di zucca e tempo di ricettine strepitoseeeee!!! Sì, non che a Sigrid serva un ingrediente in particolare per inventarle!!!
ciaooo
19 settembre 2007 alle 11:21
Sigrid, ma tu prima inforni la pasta stesa con su la carta da forno ricoperta con fagioli secchi? o metti direttamente la farcitura?
19 settembre 2007 alle 11:23
Bella! Magari la propongo il prossimo fine settimana per gli amici.
Ho giusto la zucca già tagliata a fettine in congelatore (ne ho presa una iontera e poi porzionata…).
Grazie,
Barbara
19 settembre 2007 alle 11:30
@macs: ;-)))
@roby: tu dici eliminare la panna e tenere le uova? (così però ti rimane… una frittata? :-) – in realtà, queste qui piccole le ho riempito per quanto potevo di verdure, così finisce che di panna & co ci entra si e no un cucchiaio e mezzo (non è drammatico, no? come colesterolo dico? :-)
@maria: davvero sei intollerante alla zucca?! managgia… beh, difficile, per buttarla su un altro genee (ma a quel punto eliminerai la cannella), potresti provare con più radicchio e un po’ di porro tagliato a pezzettoni, o solo radicchio e un po’ di speck in aggiunta o anche porcini e radicchio, insomma, in realtà, a parte che una cosa dolce simile alla zucca e che zucca non sia non mi viene in mente così su due piedi, nelle quiche uno ci mette un po’ quel che vuole (io ieri sera ho fatto, al volo, brocoletti e pioppini :-)
@francesca: hihhi, colta al volo, in realtà non è che uso parlare di schiscette (né qui a roma non l’ho mai sentito nomminare), ma la parola mi piace, così come il concetto, e mi è rimasta in mente :-)
@pat: no :-) Anzi, ci ho pure pensato un po’ su: in fin dei conti, se la cottura in bianco ci vuole per le crostate tipo di frutta ecc, nel caso della quiche non ci vuole un involucro di pasta che sia anche croccantisismo. Sarà anche merito dell’impasto base (vi ho già detto che quella pasta brisé va incorniciata e appesa in cucina?? ;-) ma cuocendo tutto insieme non si ottiene affatto una base molliciose (provare per credere :-)
19 settembre 2007 alle 11:35
In effetti ieri a Roma si “crepava”. Gusto medievale? A me più che la cannella non so perché lo fa venire in mente il miele e i chiodi di garofano, mah …
Ciao
19 settembre 2007 alle 11:38
a mari’: appunto, i pasticci salati pieni di spezie come quelle che menzioni, tra cui c’era anche, appunto, la cannella… :-)))
19 settembre 2007 alle 11:40
P.S: Ma sai che una volta l’ho provata la ricetta di Felder? Da quel giorno in poi ho utilizzato solo la base … sono rimasta sconvolta dal ripieno! Ma la colpa è la mia, non tollero la panna (a livello quasi di intolleranza). Quindi ben venga la base, tanto in ogni caso non viene mollicciosa, hai ragione tu!
Marika
19 settembre 2007 alle 12:25
Ciao a tutti,
io per fare le quichettes, o altre tartelette, ho delle formine da 8 cm. dove metti la pasta e quando sono cotte le giri, le riempi e le ricucini col ripieno. Devo averel comprate in Africa quindi sono di provenienza inglese di certo.
A milano si sarebbero potute trovare da Picowa ma adesso l’hanno chiuso e non conosco altri posti simili. Non so se ci sono anche grandi.
19 settembre 2007 alle 12:43
Sono ancora io,
a pensarci bene le quiches classiche, lorraine e jambon, sono cotte con tutto il ripieno e non vengono molliciose….
19 settembre 2007 alle 12:44
@ Sigrid
A proposito di Roma..
come si chiama quel famoso caffè in centro che fà un caffè sublime???
emh..San..e qualcosa..
Chi lo sà???
19 settembre 2007 alle 13:32
il famoso caffè in centro che fà un caffè sublime si chiama “sant’eustachio”.
19 settembre 2007 alle 13:53
mmmm..
che buone..
qui cè proprio da divertirsi con gli ingredienti..
bravissima Sigrid
ciao
19 settembre 2007 alle 16:09
No mi avete ricordato il Sant’Eustachio ci manco da anni, ma fa ncora quel caffè che non si dimentica?
Per chi avanzava il problema della panna vorrei dire di provare a sostituire con del latte (non mi urlate contro lo so che non è uguale) viene bene provare per credere
19 settembre 2007 alle 18:31
Ciao, è un pò che leggo il tuo blog. Devo farti i miei complimenti, è davvero bello e soprattutto mi sembra scritto con amore e dedizione e ciò lo rende ancora più interessante! Ottime ricette, in alcune mi sono cimentata, il risultato non è stato come nelle tue foto, ma magari piano piano e con tanta pazienza…Complimenti ancora.
Ciao
Francesca
19 settembre 2007 alle 19:44
Adoro le tue ricetee con la zucca!
19 settembre 2007 alle 23:15
Ho appena comprato il tuo libro “mais c’est Italien ça?”
FA-VO-LO-SO!
Bravissima, come sempre! ti leggo da più di un anno e non ho mai osato scriverti prima!
bravissima, mille complimenti!
20 settembre 2007 alle 1:23
Sigrid, “schiscetta” l’avrai sentita a Milano, a Roma ce credo che non l’hai sentita…non sia mai, mica e` italiano!!! :)
Pure io ormai dico “schiscetta”, ma raramente ho le forse per prepararmela la sera per il giorno dopo :(
20 settembre 2007 alle 1:27
@ Nirvana: Sant’Eustacchio, da me soprannominato San Pistacchio…cmq il caffe’ espresso sublime solo a Napoli (e non sono di parte…)
20 settembre 2007 alle 9:18
sei di una bravura unica!
hai mai pensato di organizzare dei corsi???
20 settembre 2007 alle 10:16
@ CoCo
mmhhh… il latte al posto della panna?!
posso provare, ma non so.
comunque sono figlia di un milanese, figlio a sua volta di una bolognese, il cui MUST era la panna!
ora sono davvero stanca. basta panna!
20 settembre 2007 alle 11:06
Questo abbinamento dolce/amaro mi incuriosisce molto.
Io le basi delle quiches mini e non, le ho sempre cotte in bianco…ma con la ricetta di Felder mi sà che provo ad infornare tutto insieme.Così confronto il risultato. Questa è la mia ricetta: PASTA BRISE’
- 300 g. di farina
- 150 g. di burro
- 1 uovo intero
- sale q. b.
- pochissima acqua o vino bianco se occorre
Glò
20 settembre 2007 alle 11:24
@ grazie Valerio!!!
Mi è piaciuto veramente tanto quel caffè!!
Presto sarò a Roma e..farò la fila volentieri..
@ Elisa
Grazie Elisa..ma a Napoli mi sono fatta una scorpacciata di pizza..al caffè non ci ho proprio pensato!!
;)))
20 settembre 2007 alle 11:27
Qual’è il metodo migliore per “lucidare” la pasta frolla?
Devo fare una specialità al forno e..non mi è venuta molto lucida..
Sigrid..mi aiuti??
20 settembre 2007 alle 15:13
Ricetta supersfizionsa, complimenti!E complimenti anche per la tua menzione nel nuovo numero di Panorama…
Tu che sei superbrava, non potresti trovare/sperimentare la ricette delle TIELLES SETOISE (in pratica quiche della zona di Sete, Francia del Sud, ripiene di pomodoro e calamari…buonissime)?????Merci
20 settembre 2007 alle 15:43
che è successo su panorama????
21 settembre 2007 alle 15:52
Sorry I can’t speak the language, but I just wanted to say that these look FANTASTIC! Delicious!
25 settembre 2007 alle 8:04
belle queste tortine, mi noto la ricetta!!
26 settembre 2007 alle 20:41
adoro preparare le quiche, quasi quasi le preparo per le mie colleghe al mio compleanno.. e se eliminassi l’emmental e mettessi lo stracchino?
1 ottobre 2007 alle 18:14
già, veramente buone queste “chiscette” :P
8 ottobre 2008 alle 11:26
[...] pura legge di murphy – e la bronchite, beh, non so, non si decide a fare i bagagli…) Dunque, ennesimissima variazione sulle quiches formato piccino – che ce devo ffa, il formato è praticissimo, si sposa [...]
8 ottobre 2008 alle 20:40
[...] pura legge di murphy – e la bronchite, beh, non so, non si decide a fare i bagagli…) Dunque, ennesimissima variazione sulle quiches formato piccino – che ce devo ffa, il formato è praticissimo, si sposa [...]
8 febbraio 2009 alle 15:16
ma questo blog è una miniera!quando sono in cerca di ispirazione vengo sempre qui e non rimango mai delusa!Il “problema” è stato: ieri ho fatto i ravioli di zucca e mi è avanzato del ripieno..trovo questa splendida ricetta e faccio la tua base sbattendoci dentro il ripieno dei ravioli più una fettina di rosa camuna giusto per filare un po’..MA: mi avanza la base!!..acchiappo le coste al vapore avanzate dal pranzo, frullo con yoghurt, salsa al rafano, sale e pepe…: SQUISITEZZE!!
Grazie Sigrid!! E per domani c’ho pure già pronta la schiscetta!! ;)
28 gennaio 2012 alle 19:55
Ciao! Complimenti, sembrano deliziose!
Mi cimento subito… ;)
Per l’intolleranza alla panna… A voi sembrerà blasfemo ma… fate un tentativo con la panna vegetale a base di soia! Vi stupirà.
Per intolleranza a latte e derivati sono stata costretta a cercare alternative. Questa merita sul serio, provare per credere!
28 gennaio 2012 alle 22:37
Ahhhhhhhhhhhh, deliziosa davvero!
Ricetta testata, sapore sorprendente… Slurp :D