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	<title>Commenti a: Smoutebollen!</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Di: La passeggiata vicana 2011 &#124; il cavoletto di bruxelles</title>
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		<dc:creator>La passeggiata vicana 2011 &#124; il cavoletto di bruxelles</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 08:32:19 +0000</pubDate>
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		<description>[...] :-). Abbiamo provato le fritelle con le alghe (buonisssssime, sono esattamente come le smoetebollen di fiamminga memoria ma&#8230; salate :-), poi mezzo metro fra pizza margherita e pizza con la [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] :-). Abbiamo provato le fritelle con le alghe (buonisssssime, sono esattamente come le smoetebollen di fiamminga memoria ma&#8230; salate :-), poi mezzo metro fra pizza margherita e pizza con la [...]</p>
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		<title>Di: Il pane allo zucchero (la mia ricetta d&#8217;infanzia? :-) &#124; il cavoletto di bruxelles</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/smoutebollen#comment-54180</link>
		<dc:creator>Il pane allo zucchero (la mia ricetta d&#8217;infanzia? :-) &#124; il cavoletto di bruxelles</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 06:19:56 +0000</pubDate>
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		<description>[...] do una. Un po&#8217; perché ormai è un&#8217;abitudine di tirar fuori, intorno a metà ottobre, una cosa di quand&#8217;ero piccola, un po&#8217; perché oggi è la terza edizione del world bread day e che, beh, chi resiste [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] do una. Un po&#8217; perché ormai è un&#8217;abitudine di tirar fuori, intorno a metà ottobre, una cosa di quand&#8217;ero piccola, un po&#8217; perché oggi è la terza edizione del world bread day e che, beh, chi resiste [...]</p>
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		<title>Di: Surreale</title>
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		<dc:creator>Surreale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 08:27:54 +0000</pubDate>
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		<description>Tantissimi auguri!!!
E così, forse per la prima volta dopo mesi che ti leggo, ti lascio un segno del mio passaggio.
Buon compleanno!
France</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tantissimi auguri!!!<br />
E così, forse per la prima volta dopo mesi che ti leggo, ti lascio un segno del mio passaggio.<br />
Buon compleanno!<br />
France</p>
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		<title>Di: Dedicato a Te ;-) &#124; fiordisale</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/smoutebollen#comment-53822</link>
		<dc:creator>Dedicato a Te ;-) &#124; fiordisale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 07:02:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] perchè forse a qualcuno sarà pure sfuggito, ma si da il caso che come è stato detto e specificato c’è una signorina tra noi che compirebbe gli anni. Quindi avendo trovato il salone del gusto [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] perchè forse a qualcuno sarà pure sfuggito, ma si da il caso che come è stato detto e specificato c’è una signorina tra noi che compirebbe gli anni. Quindi avendo trovato il salone del gusto [...]</p>
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		<title>Di: Sabina</title>
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		<dc:creator>Sabina</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 17:34:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao cara Sigrid
sono capitata per caso nel tuo blog. Bellisssimooo.complimenti. Mio marito è di Anversa e ho cercato questi &quot;smoutebolle&quot;. Sono piaciuti anche se non era evidente formare delle palline rotonde... forse la pasta era poco densa? comunque buoni, anche se non puoi mangiarne troppi, 3 per persona penso siano la giusta quantità. Provero&#039; ancora qualche tua ricetta &quot;belga&quot; per accontentare il mio maritino!
Baci da Lugano! 
Sabina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao cara Sigrid<br />
sono capitata per caso nel tuo blog. Bellisssimooo.complimenti. Mio marito è di Anversa e ho cercato questi &#8220;smoutebolle&#8221;. Sono piaciuti anche se non era evidente formare delle palline rotonde&#8230; forse la pasta era poco densa? comunque buoni, anche se non puoi mangiarne troppi, 3 per persona penso siano la giusta quantità. Provero&#8217; ancora qualche tua ricetta &#8220;belga&#8221; per accontentare il mio maritino!<br />
Baci da Lugano!<br />
Sabina</p>
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		<title>Di: Ste</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/smoutebollen#comment-11915</link>
		<dc:creator>Ste</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 06:51:15 +0000</pubDate>
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		<description>:-) tante angurie sigrid!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>:-) tante angurie sigrid!</p>
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		<title>Di: artemisia</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/smoutebollen#comment-11721</link>
		<dc:creator>artemisia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 22:50:16 +0000</pubDate>
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		<description>iiiiiiiihhhhhhhhh

auguroni in ritardo :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>iiiiiiiihhhhhhhhh</p>
<p>auguroni in ritardo :D</p>
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		<title>Di: SenzaPanna</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/smoutebollen#comment-11718</link>
		<dc:creator>SenzaPanna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 22:00:10 +0000</pubDate>
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		<description>Auguroni  in ritardo cara Sigrid.

Daniela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Auguroni  in ritardo cara Sigrid.</p>
<p>Daniela</p>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/smoutebollen#comment-11713</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 21:04:56 +0000</pubDate>
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		<description>Sta&#039; cosa delle fiere mi ha intrippato parecchio, perche&#039; non sono riuscito a frenare i ricordi d&#039;infanzia. Le fiere in .IT ai miei tempi erano (ed in parte credo lo siano ancora magari riciclate come sagre) molto diffuse, soprattutto quelle che avevano per scusa di fondo la festa del santo patrono. Anche il santo piu&#039; improbabile aveva la sua bella fiera/festa fissa, piu&#039; qualche outsider tipo (guarda caso) San Giuseppe, che si beccava una bella fiera tutta sua a parte, e venendo di primavera, in diversi posti era una fiera agricola. Che nun ce ne poeva frega&#039; de meno, se non fosse stato per le fantastiche zeppole dette appunto di san giuseppe, e che credo fossero di borbonica tradizione. Sono questi dei bigne&#039; enormi, piuttosto secchi per evitare che si sfaldino, e che vengono riempiti di crema pasticcera, un giro di panna montata, e la famosa ciliegina candita sul cucuzzolo. Cosi&#039; il dolce di Sigrid mi ha rievocato alcuni particolari succulenti. Da noi il top era La Madonna delle Grazie, di stanza nell&#039;omonima piazza davanti all&#039;omonimo convento + annessa chiesa. Noi ragazzini ci si andava il tardo pomeriggio, dopo aver passato il pomeriggio di fine giugno a scassare pigne e pinoli sul muretto o dare la caccia ai ratti giu al campo boario, e soprattutto quando ancora c&#039;era poca gente, che&#039; con l&#039;autoscontro si faceva molto piu&#039; casino. C&#039;erano anche il Tagada&#039;, un orrendo piattone di 15 metri di diametro messo su dei martinetti idraulici che sbatacchiava tutti come se li stessero ripassando in padella, ed i vari giochi da fiera come il &quot;pugno di ferro&quot;, dove ragazzotti di buone speranze si davano il cambio a tirar testoni a dei cosi di pelle tipo quelli per gli allenamenti di boxe. Una suadente voce di donna faceva poi i complimenti del caso al villoso energumeno.
Noi al limite tra &quot;l&#039;intellettuale che non si abbassa&quot; ed il &quot;cagasotto che non avrebbe mai il coraggio&quot;, evitavamo sistematicamente tutto cio&#039; che poteva comportare danni fisici piu&#039; o meno permanenti, con scuse talmente ridicole che non ci credevamo neanche noi. Restava il tiro a segno (ero un asso, salvo poi la signora che accampava scuse ignobili per non darti mai il premio), ed i vasetti con le palline da ping pong per vincere dei pesciolini rossi che dopo qualche mese immancabilmente finivano seppelliti nel cesso, al suono del silenzio che si strobetta ai funerali militari (la sceneggiata si ripropone tutt&#039;oggi quando ci si deve sbarazzare di un calzino bucato mentre lo si fa penzolare sopra la pattumiera). Ma la vera goduria delle fiere erano i mangiari! C&#039;era tutto cio&#039; che durante il resto dell&#039;anno non avresti mai potuto ne&#039; comprare (no figlio mio quelle porcherie noi non le compriamo, lo sai), ne&#039; spesso trovare se anche fossi riuscito ad evitare il parental control. Per i piccini il top era lo zucchero filato, che nella migliore delle ipotesi ci volevano 3 giorni per scozzartelo di dosso. Noi si puntava prima di tutto sui croccanti di vario tipo, liquirizie di forme improbabili ed altre amenita&#039; buone solo ad attirare le vespe. E si aspettava con trepidazione... rullo di tamburi... le nocelle di Baff&#039;. Baff&#039; era uno che vendeva noccioline americane tostate sul momento. Per chi non avesse mai provato questa cosa, gliela sconsiglio vivamente, perche&#039; dopo aver assaggiato le nocelle ancora calde, le varie schifezzuole che trovera&#039; in negozio (salate, non salate, gusciate o sgusciate) gli sembreranno solo mangimi da Piazza San Marco. Il problema con Baff&#039; era che essendo lui dotato di baffi imponenti, ed essendo la sua signora dotata di mustaccio ancor piu&#039; folto, avevamo difficolta&#039; a darci appuntamento li con gli amici. I due non lavoravano praticamente mai insieme, quindi se dicevi: ci vediamo da Baff&#039; e poi c&#039;era la baffona... finva che ci rincorrevamo per ore. All&#039;epoca, benche&#039; sembri anacronistico, non e&#039; che avessimo il cellulare per rintracciarci. 
Di solito le noccioline erano dentro dei lunghi sacchetti di plastica piu&#039; o meno trasparente e luccicante, mentre i venditori piu&#039; scarsini avevano solo quelli di carta. Piu&#039; il sacchetto era lungo e grosso, e maggiore era il potere e rango sociale (per una sera) del suo proprietario. Se ti compravi quello medio, sembravi sbruffone con i minisacchettizzati, mentre facevi la figura del morto di fame confrontandoti con i supersacchettodotati.
Ricordo ancora quando un giorno noi si riusci&#039; a comprare quello da 3000 lire, che sembrava ci fosse costato quanto un figlio che studia, e l&#039;orgoglio di portarlo a spasso sul corso... beh... 
Ho pero&#039; memoria anche di carrube dolciastre, lupini in cartocci sgocciolanti e frutta secca di vario genere. La fiera di San Giuseppe invece, insignificante per noi non agricoli (trattori, mangimi e cose del genere), diventava invece di assoluto interesse appena si veniva a sapere che c&#039;era un modo per entrare nei capannoni a pagamento, ovviamente senza pagare. Poi dento al massimo c&#039;era un cavalluccio con pistola piantata sulla capa, che mentre si dondolava tu dovevi centrare i soliti indiani cattivissimi che scorazzavano in una scatola di plexiglas a mezzo metro dal muso del cavallo. Roba da bambini, si pensava noi, che infondo il cavallo lo avevamo abbandonato gia&#039; da almeno 2-3 anni. E si tornava a guardare i trattori, chi piu&#039; chi meno vantandosi di quella volta che quel suo zio contadino gliene aveva fatto guidare uno vero...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sta&#8217; cosa delle fiere mi ha intrippato parecchio, perche&#8217; non sono riuscito a frenare i ricordi d&#8217;infanzia. Le fiere in .IT ai miei tempi erano (ed in parte credo lo siano ancora magari riciclate come sagre) molto diffuse, soprattutto quelle che avevano per scusa di fondo la festa del santo patrono. Anche il santo piu&#8217; improbabile aveva la sua bella fiera/festa fissa, piu&#8217; qualche outsider tipo (guarda caso) San Giuseppe, che si beccava una bella fiera tutta sua a parte, e venendo di primavera, in diversi posti era una fiera agricola. Che nun ce ne poeva frega&#8217; de meno, se non fosse stato per le fantastiche zeppole dette appunto di san giuseppe, e che credo fossero di borbonica tradizione. Sono questi dei bigne&#8217; enormi, piuttosto secchi per evitare che si sfaldino, e che vengono riempiti di crema pasticcera, un giro di panna montata, e la famosa ciliegina candita sul cucuzzolo. Cosi&#8217; il dolce di Sigrid mi ha rievocato alcuni particolari succulenti. Da noi il top era La Madonna delle Grazie, di stanza nell&#8217;omonima piazza davanti all&#8217;omonimo convento + annessa chiesa. Noi ragazzini ci si andava il tardo pomeriggio, dopo aver passato il pomeriggio di fine giugno a scassare pigne e pinoli sul muretto o dare la caccia ai ratti giu al campo boario, e soprattutto quando ancora c&#8217;era poca gente, che&#8217; con l&#8217;autoscontro si faceva molto piu&#8217; casino. C&#8217;erano anche il Tagada&#8217;, un orrendo piattone di 15 metri di diametro messo su dei martinetti idraulici che sbatacchiava tutti come se li stessero ripassando in padella, ed i vari giochi da fiera come il &#8220;pugno di ferro&#8221;, dove ragazzotti di buone speranze si davano il cambio a tirar testoni a dei cosi di pelle tipo quelli per gli allenamenti di boxe. Una suadente voce di donna faceva poi i complimenti del caso al villoso energumeno.<br />
Noi al limite tra &#8220;l&#8217;intellettuale che non si abbassa&#8221; ed il &#8220;cagasotto che non avrebbe mai il coraggio&#8221;, evitavamo sistematicamente tutto cio&#8217; che poteva comportare danni fisici piu&#8217; o meno permanenti, con scuse talmente ridicole che non ci credevamo neanche noi. Restava il tiro a segno (ero un asso, salvo poi la signora che accampava scuse ignobili per non darti mai il premio), ed i vasetti con le palline da ping pong per vincere dei pesciolini rossi che dopo qualche mese immancabilmente finivano seppelliti nel cesso, al suono del silenzio che si strobetta ai funerali militari (la sceneggiata si ripropone tutt&#8217;oggi quando ci si deve sbarazzare di un calzino bucato mentre lo si fa penzolare sopra la pattumiera). Ma la vera goduria delle fiere erano i mangiari! C&#8217;era tutto cio&#8217; che durante il resto dell&#8217;anno non avresti mai potuto ne&#8217; comprare (no figlio mio quelle porcherie noi non le compriamo, lo sai), ne&#8217; spesso trovare se anche fossi riuscito ad evitare il parental control. Per i piccini il top era lo zucchero filato, che nella migliore delle ipotesi ci volevano 3 giorni per scozzartelo di dosso. Noi si puntava prima di tutto sui croccanti di vario tipo, liquirizie di forme improbabili ed altre amenita&#8217; buone solo ad attirare le vespe. E si aspettava con trepidazione&#8230; rullo di tamburi&#8230; le nocelle di Baff&#8217;. Baff&#8217; era uno che vendeva noccioline americane tostate sul momento. Per chi non avesse mai provato questa cosa, gliela sconsiglio vivamente, perche&#8217; dopo aver assaggiato le nocelle ancora calde, le varie schifezzuole che trovera&#8217; in negozio (salate, non salate, gusciate o sgusciate) gli sembreranno solo mangimi da Piazza San Marco. Il problema con Baff&#8217; era che essendo lui dotato di baffi imponenti, ed essendo la sua signora dotata di mustaccio ancor piu&#8217; folto, avevamo difficolta&#8217; a darci appuntamento li con gli amici. I due non lavoravano praticamente mai insieme, quindi se dicevi: ci vediamo da Baff&#8217; e poi c&#8217;era la baffona&#8230; finva che ci rincorrevamo per ore. All&#8217;epoca, benche&#8217; sembri anacronistico, non e&#8217; che avessimo il cellulare per rintracciarci.<br />
Di solito le noccioline erano dentro dei lunghi sacchetti di plastica piu&#8217; o meno trasparente e luccicante, mentre i venditori piu&#8217; scarsini avevano solo quelli di carta. Piu&#8217; il sacchetto era lungo e grosso, e maggiore era il potere e rango sociale (per una sera) del suo proprietario. Se ti compravi quello medio, sembravi sbruffone con i minisacchettizzati, mentre facevi la figura del morto di fame confrontandoti con i supersacchettodotati.<br />
Ricordo ancora quando un giorno noi si riusci&#8217; a comprare quello da 3000 lire, che sembrava ci fosse costato quanto un figlio che studia, e l&#8217;orgoglio di portarlo a spasso sul corso&#8230; beh&#8230;<br />
Ho pero&#8217; memoria anche di carrube dolciastre, lupini in cartocci sgocciolanti e frutta secca di vario genere. La fiera di San Giuseppe invece, insignificante per noi non agricoli (trattori, mangimi e cose del genere), diventava invece di assoluto interesse appena si veniva a sapere che c&#8217;era un modo per entrare nei capannoni a pagamento, ovviamente senza pagare. Poi dento al massimo c&#8217;era un cavalluccio con pistola piantata sulla capa, che mentre si dondolava tu dovevi centrare i soliti indiani cattivissimi che scorazzavano in una scatola di plexiglas a mezzo metro dal muso del cavallo. Roba da bambini, si pensava noi, che infondo il cavallo lo avevamo abbandonato gia&#8217; da almeno 2-3 anni. E si tornava a guardare i trattori, chi piu&#8217; chi meno vantandosi di quella volta che quel suo zio contadino gliene aveva fatto guidare uno vero&#8230;</p>
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		<title>Di: rossofragola</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/10/smoutebollen#comment-11712</link>
		<dc:creator>rossofragola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 20:59:44 +0000</pubDate>
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		<description>AUGURI SIGRID!!! 100 di queste ricette!

Ma sei sicura di non aver sbagliato lustro? 

Ho l&#039;impressione che nella tua vacanza sanvincenzina  
siamo state veramente molto vicine  :-))</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AUGURI SIGRID!!! 100 di queste ricette!</p>
<p>Ma sei sicura di non aver sbagliato lustro? </p>
<p>Ho l&#8217;impressione che nella tua vacanza sanvincenzina<br />
siamo state veramente molto vicine  :-))</p>
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