
Visto la recrudescenza, almeno nella mia cucina di casa, di zuppone e cibicoccola fatti prevalentemente di verdure, semini e legumi, ho avuto voglia di ampliare un po’ la gamma dei cereali a me noti e così, proprio l’altro giorno, mi sono fatto un giro di razzia da Naturasì. Fra altre cose ne ho portato il quinoa, nome che forse vi sembrerà esotico ma che i macrobiotici conoscono bene, i francesi pure (visto che la Cléa nazionale ci ha pure dedicato un libretto). E contrariamente al riso integrale, per dire, il quinoa non solo è sano ma è anche buono, diverso, insomma è simpatico sto quinoa.
Si tratta in realtà di un semino che appartiene alla famiglia degli spinaci (ripeto: SPINACI, non CEREALI, lo preciso che sembrerebbe che ci sia chi ci tiene…), tipico delle Ande, che presenta una spiga e dei semi simili al miglio (v. wikipedia). Il quinoa sarebbe anche ricco di proteine e minerali, si presenta sotto forma di chicchi tondi molto piccoli e cuoce nel giro di 15 minuti (anzi la cottura è proprio scema: per una parte di quinoa se ne mettono due di acqua, si mette sul fuoco, si spegne dopo dieci minuti, lo si lascia riposare per 5 minuti, ed è pronto!), diventando morbido con un piccolo tocco croccante. E il bello è che col quinoa, un po’ come col riso, si può fare veramente di tutto. Zuppa, risotti, insalate, torte e cremini dolci e…. le polpette! (insomma non so se s’è capito ma io l’ho decisamente adottato! :-)

Polpette di quinoa al limone, farcite di mozzarella e alici
quinoa 150g
pane integrale secco 3 fette
mozzarella 100g
alici 5
uovo (piccolo) 1
limone mezzo, la buccia grattugiata
prezzemolo tritato due cucchiai
latte
pangrattato
olio per friggere
Versare il quinoa in un pentolino insieme a 300g di acqua fredda e poco sale, mettere sul fuoco e lasciar cuocere a fuoco medio per 10 minuti. Spegnere e lasciar riposare per 5 minuti (quando è cotto si vede il germe bianco all’interno). Lasciar intiepidire. Nel mentre eliminare la crosta del pane e bagnarlo con un po’ di latte, lasciar riposare per qualche minuto, strizzare e aggiungere al quinoa. Aggiungere anche l’uovo, il prezzemolo, la buccia di limone, sale, pepe e una punta di peperoncino. Amalgamare il tutto e aggiungere semmai un po’ di farina o di pangrattato in modo da rendere il composto piuttosto sodo (non troppo ma non deve neanche essere molliccioso). Tagliare la mozzarella a dadini e la acciughe a pezzetti. Prendere una noce di composto al quinoa per volta, farcirlo con un dadino di mozzarella e un pezzetto di acciuga, chiudere e passare la polpetta nel pangrattato. Procedere nello stesso modo fino a esaurimento degli ingredienti. Scaldare l’olio e friggere le polpette per pochi minuti, poi scolarle su della carta da cucina. Servire subito.
Categorie: finger food, formaggio, natural food
Scritto da Sigrid martedì 6 novembre 2007
52 Commenti a “Cosa fare con il quinoa? [1. le polpette]”
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6 novembre 2007 alle 11:32
Sigrid,
confesso che questo prodotto non lo conosco, grazie a te lo proverò di sicuro sono sempre affascinato dalle novità..
ciao
6 novembre 2007 alle 11:40
Buonissima la quinoa, è uno dei cereali che preferisco…
Le polpette devono essere proprio buone!
Ciao ciao
6 novembre 2007 alle 11:43
Il quinoa è molto buono, ma al momento io nella dispensa ho l’amaranto, che fisicamente è molto simile, ma un attimo + piccolo. Cmq queste polpettine devono esser molto buone: adoro la mozzarella!!!
6 novembre 2007 alle 12:08
come sempre sei illuminante!
bellissime queste polpettine!
un abbraccio e buona giornata!
6 novembre 2007 alle 12:18
Buone buone buone buone… sei un genio!!!
Have a nice day!
Sere
6 novembre 2007 alle 12:20
Trop chouette cette recette ! Merci du clin d’oeil…
6 novembre 2007 alle 12:34
Sigrid…non so se mi sono persa qualche post, però sarei “curiosa” di vedere la tua cucina!!
;-)
6 novembre 2007 alle 12:36
ottima idea per la prossima cena che preparerò alla mia amica celiaca.
basta sostituire il pane, ed è perfetta.
grazie.
m
6 novembre 2007 alle 12:57
Adotterò anche io il quinoa e penso proprio che lo sperimenterò seguendo la ricetta di queste sfiziose polpette!!!
6 novembre 2007 alle 13:02
Adorabili polpettine! E adorabili anche quegli spiedini post-minimalisti… da dove vengono?
6 novembre 2007 alle 13:07
Io da brava vegetariana le polpette in genere le faccio con il granulare di soia, questa mi sembra una variante interessante che proverò quanto prima. Senza alici ovviamente.
6 novembre 2007 alle 13:11
I’ll try them
6 novembre 2007 alle 13:13
grazie, grazie e ancora grazie per avere reso la mia vacanza a Parigi INDIMENTICABILE!
questa volta ho vissuto la città, essendomi affrancata dai musei; e poi i negozi, i mercati, LA GENTE DECISAMENTE CORDIALE ( scherzando con dei signori al mercato ho chiesto loro se gli avevano fatto dei corsi magari da esportare anche in Italia!!!)e poi…Parigi di notte…
ho anche seguito le indicazioni di un’articolo interessante uscito su DOVE, che elencava i posti “SARKOCHIC”… ve ne suggerisco uno, LE FABLIER DE LA FONTAINE: cucina eccellente (mi sono commossa davnti alla presentazione della mousse au chocolat) e 6 tavoli in un’unica saletta; non si fuma e si deve arrivare puntualissimi.
baci baci
6 novembre 2007 alle 13:36
Ma di cosa sa questo quinoa?
6 novembre 2007 alle 13:46
il quinoa lo comprerò senza dubbio prossimamente, io invece ho il grano kamut cosa ci faccio?
avevo anche chiesto degli aiuti per la farina di fave e farina di piselli……grazie
6 novembre 2007 alle 14:39
Due domande Sigrid:
1) che sapore ha?
2) dove lo trovo a Roma?
Visto che non mangio carne e mi pare sia ricco di proteine, può essere considerato come il tofu?
Grazie.
Mari
P.S. le domande sono diventate tre sorry…
6 novembre 2007 alle 14:53
Che aspetto gustoso hanno queste polpette…forse perchè è ora di pranzo??? :))))a Roma dove posso acquistare il quinoa? grazie
6 novembre 2007 alle 15:21
Ciao Sigrid
il quinoa è buono anche cucinato insieme a zucca e spinaci.
Stefy
6 novembre 2007 alle 15:59
ma perchè io ho sempre detto (e letto)LA quinoa??!!
comunque è un prodotto del Commercio Equo e quindi oltre che nei negozi di alimentazione naturale lo trovate in tutte le Botteghe del Mondo
6 novembre 2007 alle 15:59
Io ci faccio anche la base per la pizza… una pizza un po’ “alternativa”…
6 novembre 2007 alle 16:41
ma guarda guarda il mio ex, che ti combina!
http://oloap.typepad.com/ps_hp/2007/11/arbutus-unedo.html
6 novembre 2007 alle 19:25
Provata/o e l’adoro! Finora mangiata/o a mo’ di riso, è particolarmente saziante e leggera/o nello stesso tempo.
Ancora un’eccellente idea… :-)
6 novembre 2007 alle 19:25
Molto carina, segnata… la prossima sfida, ma sfida seria perchè io non ci sono ancora riuscita è trovare un uso sensato dell’Amaranto. Non sono una con il trip del naturale a tutti costi, o del biologico, ma mi piace trovare nuovi ingredienti e riuscire a trovare il modo per valorizzarli. L’amaranto è davvero ostico…
6 novembre 2007 alle 21:15
ciao sigrid!
senti mi sono innamorata dei bastoncini con cui hai infilzato le tue belle polpettine…ma sono di legno o che?
dove li hai trovati????
ciao, a presto!
6 novembre 2007 alle 21:35
@ giorgio & apprendista: gli spiedini sono di legno (tipo :-) e vengono dal negozio della Città del gusto, info qui:
http://www.gamberorosso.it/portale/gdg/articolo/index_html?id_primo_piano=2349.0&textForum=
Anzi, Emanuela, la responsabile/scopratrice di questo e altri deliziosi oggettini ha anche il suo blog, qui:
http://blog.gamberorosso.it/invetrina/
(costo: un 8 euro per 40 bastoncini)
@ruggine: l’amaranto l’ho visto ma non comprato, è molto diverso?? (poi lo proverò! :-)
@elisabetta: voglio la spiega della pizza alternativa! :-))
@licia: il kamut non ho idea (non si può bollire??), qualche tempo fa invece avevo comprato (un giorno che avevo appena mangiato la pasta e fagioli di cannavacciuolo, dove i fagioli stanno in realtà dentro la pasta) della farina di fave con l’intenzione di farci la pasta, solo che… sta ancora lì :-). Però, una sfoglia per ravioli con la farina di piselli, magari tagliata con farina normale, potrebbe essere divertente, no? (tipo con un ripieno di ricotta e mentuccia? o di seppia? :-P)
@cristina: dici? non ci ho proprio riflettuto, cioè, in francese è ‘le quinoa’, e quindi ho cambiato lingua ma ho conservato il genere… (uhps?)
@mokita: da naturasì appunto, o come diceva cristina presso i negozi equosolidali (e bio in genere)
@angela: beh, io trovo che da crudo ha un vago sentore, lieve eh, di asparago, cotto c’è forse qualcosa di noccioloso, sempre lieve, in realtà spicca più la consistenza (morbida/croccante) che non il sapore :-)
@maggie: se ti va di ricopiazzare quiui un pezzo dell’articolo sarei proprio curiosa di quei posti sarkochic :-)
6 novembre 2007 alle 22:15
La quinoa si mette in pentola con acqua fredda (1 parte di quinoa, 2 parti di acqua) e si fa andare finché l’acqua sarà completamente assorbita. Si spegne, si sala, si mescola e si lascia intiepidire, quindi si distribuisce su una teglia unta di olio, schiacciando bene bene. A questo punto si farcisce come una normale pizza.
Allo stesso modo si può usare anche il miglio.
Prima o poi comincerò a postare un po’ di queste ricettine…
ciao ciao
7 novembre 2007 alle 8:26
I can’t even read this, but I have to say it looks like it is crispy and delicious!
Michael Natkin
The Herbivoracious Blog
7 novembre 2007 alle 9:37
grazie per i suggermenti per le farine, ne attendo altri, il kamut è in chicchi per cui penso possa essere usato come un qualsiasi altro cereale…. boh! proverò e poi ti farò sapere, ora che ci penso c’è della “GALLO” un mix di kamut avena e riso ( mi pare) quindi posso usarlo per far un “risotto” ?????
7 novembre 2007 alle 9:41
@licia: quello di gallo l’ho intravisto pure io, non so però cosa ci si possa fare (si intendono che sia per uso insalata o se ci si può anche fare il risotto?), ma credo sarà comunque riportato sulla confezione :-)
7 novembre 2007 alle 16:36
Kamut: dal momento che la pasta di farina di kamut sa quasi di pasta di grano, non e’ che coi chicchi di kamut si puo’ fare la pastiera?
troppo ardito?
7 novembre 2007 alle 19:51
giusto l’atra sera sono stata invitata all’Enoteca Pinchiorri di Firenze e lo chef mi ha preparato un magnifico astice alle spezie con quinoa….serata indimenticabile
8 novembre 2007 alle 15:27
carissima, uso la quinoia (io l’ho sempre chiamata al femminile!)da tempo e per cucinarla ho avuto la “spiega” direttamene da una peruviana (che me l’ha portata anche dal Perù!!): per la cottura è perfetto come dici tu, ma prima è fondamentale lavarla!!! Per eliminare la sostanza con cui viene lavorata che da’ un po’ troppo il sapore amarognolo….e in effetti la differenza si sente.
Prova!!
8 novembre 2007 alle 17:37
another gr8 picture. Should consider writing in english as well :)
9 novembre 2007 alle 17:48
Belle le polpettine!
Anch’io ho usato la quinoa per farci burger, in muffins…insomma è molto versatile!:-)
Mi piacerebbe prendere il libro di Clea!!!
Cmq, tanto per informazione generica…la quinoa viene a volte chiamata cereale ma non è…è bensì il seme della pianta (della famiglia dello spinacio come hai detto) qui un pò di info in italiano(oltre a quelle di wikipedia) anche in francese
Buoni esperimenti con la quinoa!;-)
Terry
9 novembre 2007 alle 18:52
Et si je dis MIAM ! MIAM ! SLURP !, ça passe aussi en italien, Sigrid ? Dis, qu’est-ce que je me régale avec ton p’tit bouquin ! Je l’emporte partout… :)
11 novembre 2007 alle 4:24
Complimenti,sono davvero molto carine le tue polpette di quinoa,personalmente la trovo molto interessante,tempo fà avevo fatto un dolce squisito con la quinoa,un tortino friabile accompagnato da una quenelle di bavarese,dove mi sono reso conto che si presta veramente a molteplici preparazioni,proverò sicuramente anche la tua versione.
12 novembre 2007 alle 10:49
ciao, quanto ai bastoncini, io li avevo trovati da kathay, a un prezzo davvero basso, 1,50 euro per 50 bastoncini. quindi credo che nei negozi di cineserie anche in giro per l’italia, cercando, magari, si trovino. ciao!!
27 gennaio 2008 alle 17:57
ciao a tutti,dove posso trovare la farina di quinoa ad un prezzo conveniente?
buone le polpettine
19 febbraio 2008 alle 20:09
Vorrei fare una precisazione di carattere botanico. La Qionoa è una pianta appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae ed il suo nome è Chenopodium quinoa. Fa parte delle piante dicotiledoni, ossia specie botaniche che hanno i semi divisi in due parti (detto molto semplicisticamente). Perciò non è proprio un cereale, poiché i cereali sono piante monocotiledoni (hanno un seme unico e non diviso) apparteneti alla famiglia della Graminaceae.
Grazie comunque della ricetta, della quale farò buon uso.
4 giugno 2008 alle 23:57
Io sono celiaco e so che il quinoa posso mangiarlo perché non contiene glutine. C’è qualche altra ricetta?
26 gennaio 2009 alle 10:34
solo a titlo informativo, e per onor di cronaca, si dice LA QUINOA, non il!!
17 aprile 2009 alle 11:13
si dice LA QUINOA non il quinoa!!!
ciao adelante.
21 settembre 2009 alle 15:26
ma le alici sono fresche o si tratta di acciughe sotto sale?
21 settembre 2009 alle 15:36
erano acciughe sotto sle, anzi mo’ che rileggo il post vedo che mi sono proprio sconfusa, scrivendo alicinel titolo e acciughe nel testo ricetta (sarà che non m’è mai stato tanto chiaro il distinguo… :-)
8 ottobre 2009 alle 16:37
Scusate ma il quinoa non è un cereale! E’ una pianta della famiglia delle bietole e degli spinaci :)
8 ottobre 2009 alle 16:39
E c’avevo pure linkato wikipedia :-)
11 dicembre 2009 alle 12:48
Si, ma per carita’…basta con questa storia del cereale, perche’ non e’ un cereale!!!
11 dicembre 2009 alle 12:50
E aggiungerei: si, okay, ma son tre volte che lo scrivete, visto che nel post c’era anche scritto che la famiglia è quella degli spinaci, vabbene, o vogliamo andare avanti cosi ad vitam eternam?? (aarghh :)
11 dicembre 2009 alle 13:42
Ciao Sigrid! Volevo chiederti delucidazioni sui bastoncini degli spiedini… hai scritto che li prendi al negozio della Città del gusto e hai anche postato un link per avere maggiori info (http://www.gamberorosso.it/portale/gdg/articolo/index_html?id_primo_piano=2349.0&textForum=), ma il link porta ad una pagina che non c’è (magari l’hanno spostato visto che sono passati circa due anni da quando l’hai postato, n’evvero? ;) ). Sapresti indicarmi dove cercare sul sito del Gambero? Ho provato, ma senza successo e avrei voluto tanto sapere dove potevo acquistarli…
Grazie!
15 febbraio 2010 alle 22:30
il pangrattato radical chic che vendono al waitrose è grazzissimo (in grani enormi), indi per cui non ha aderito benissimo alle palline di quinoa. di conseguenza un bel po’ del quinoa si è tostato, diventando bello croccante.
buonissimo.
ho dovuto rifarlo ancora e ancora. mi ha creato una dipendenza.
(nella mia ignoranza non sapevo neanche che mozzarella ed acciughe andassero così bene insieme)
anche il limone dà un tocco sublime.
12 maggio 2010 alle 11:32
[...] di bufala e così è finita che cucinassi qualcosa che è un po’ a metà strada fra questo e questo (e confermo che l’abbinamento continua aessere uno dei miei preferiti [...]
20 luglio 2010 alle 12:18
Ho assaggiato per la prima volta La quìnoa durante un recente viaggio in Svezia e l’ho trovata buonerrima ! ^_^ Felice di constatare che anche qui è conosciuta , temevo di non riuscire a trovarla . Complimenti per la ricetta, mi piacerebbe leggere altre proposte giusto per variare . Grazie e ciao