
Immaginatevi un cavoletto con lo sguardo torvo, eufemisticamente inferocito dopo il terzo giorno di fila di rintanamento coatto in casa (avete presente i tulipani olandesi che cresono in serra d’inverno?), che pensa impazientemente al lavoro che dovrebbe fare e che invece continua a muoversi tra piumone, yoghurtini vitaminici, termometro, tè con valanghe di miele sciolto dentro e pasticche di antibiotici. Eccoqua. Un incubo di rara dimensione. Ma sopratutto, mi chiedevo: cosa mangia uno quando è malato? (voglio dire, a parte i grisbi che mani misericordiose depongono sul tavolo della cucina come si lascerebbe una devota offerta sull’altare di una divinità particolarmente volubile…) E così la febbre alta e la tosse da tisico all’ultimo stadio mi hanno fatto riscoprire il minestrone. Ricetta? Easy. Aprire il frigo. Raccogliere gli avanzi di verdure (in questo caso, sedano, porro, carote, zucchina, melanzana, più un paio di patate), mega soffritto e mega zuppone, al quale ho aggiunto un cucchiaio di semi di cumino e un bel po’ di erba cipollina. Poi, nel caso dei febbricitanti, ci vuole una bella pastina come questa qui della pasta garofalo, in grado di strappare al malato di turno qualche mezzo sorriso sardonico (tipo: è da scemi ma tanto io lo posso fare perché sono malato!), e, ma questo solo se avete i giusti agganci per procurarvelo, un cucchiaino di concentrato di peperone ungherese, da sciogliere direttamente nella ciotola. Vabbe, è stato un piacere, me ne torno al piumone va…
ps: dimenticavo di dirvi della banda sonore della ricetta… :-)
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Categorie: verdure
Scritto da Sigrid lunedì 10 dicembre 2007




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