
Vichyssoise (crema fredda di patate e porri)
patate 500g
porri (la parte bianca) 300g
cipolla bianca 1
burro 1 cucchiaio
latte fresco intero 2,5dl
panna fresca 100g
brodo di pollo 1l
erba cipollina tritata
noce moscata
sale & pepe
Sbucciare le patate e la cipolla. Tagliare le patate a fettine. Tritare la cipolla e affettare sottilmente i porri, e farli rinvenire in una pentola, col burro, per 5 minuti a fiamma media, senza far colorare. Quando i porri e la cipolla saranno morbidi. Aggiungere le patate e il brodo, aggiustare di sale e pepe, aggiungere un po’ di noce moscata e lasciar cuocere a fuoco medio per 30 minuti. Dopo questo tempo passare la zuppa al mixer, e lasciarla raffreddare comoletamente. Aggiungere infine il latte e la panna, passare il tutto al colino se volete una consistenza più.. eterea? (io preferisco :-P). Servire con un po’ di erba cipollina.
Categorie: francia, natural food, verdure, zuppa
Scritto da Sigrid giovedì 27 marzo 2008
48 Commenti a “La vichyssoise”
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27 marzo 2008 alle 11:03
Già, comfort food!
Poi in questi ultimi giorni di freddo è la cosa ideale per salutare la brutta stagione!
Io aggiungerei anche un po’ di topinambur… mmmh che bontà!
27 marzo 2008 alle 11:04
I think I know this nice tableware. ;-)
27 marzo 2008 alle 11:07
@zorra: oh yes you know it for sure!! ;-)) Bacio!! :-)
27 marzo 2008 alle 11:36
e ma il brodo di pollo… saranno anni che nn ne faccio uso… un brodo vegetale veloce veloce che dici ci sta bene lo stesso?
27 marzo 2008 alle 11:37
Ciao, scusate se m’impiccio…
ma…che differenza c’è con il potage parmentier?
27 marzo 2008 alle 11:38
È la mia zuppa preferita!! la proverò al più presto con le tue dosi :)
27 marzo 2008 alle 11:56
@katu: ma no che non t’impicci :-) Se non erro nel potage parmentier (l’uomo della promozione dele patate :-), ci va pure il lardo, mentre qui no, ma per il resto in effetti è pressoché la stessa cosa :-)
@aidi79: euhm, perché il brodo di pollo uno lo fa in casa e poi lo congela :-))) Pero certo, nell’urgenza, piuttosto che del dado, meglio un brodo vegetale fatto al volo :-)
27 marzo 2008 alle 11:57
L’ho preparate qualche mese fa, ma senza la cipolla bianca e secondo me rimane troppo “anonima” e delicata; la rifarò (io uso brodo vegetale) con quest’aggiunta, sicuramente la renderà più decisa.
Merci :-)
27 marzo 2008 alle 11:58
appena ho letto il titolo del post un pensiero è andato a bourdain, a quella prima vichyssoise che si mangiò, primo approccio ad una cucina vera. e tu l’hai ben citato.. come poteva essere altrimenti! :-))
27 marzo 2008 alle 12:00
Io la faccio spesso in inverno, servita calda con dei crostini di pane passati nel burro quando ha un bel color nocciola e una cremina frullata di panna e prosciutto cotto da affogare nel centro della zuppa a mo di sorpresa gustativa in pratica non la vedi ma te la ritrovi di botto già alla prima cucchiaiata. Più che una zuppa la chiameri vellutata che è proprio la sensazione che si ha in bocca quando la si gusta.
ciao
27 marzo 2008 alle 12:05
@ Katu
non dovrebbe esserci nessuna differenza, forse il brodo di pollo e l’utilizzo di latte.
Sigrid chiedo di venirci in aiuto per maggiori delucidazioni !!!
27 marzo 2008 alle 12:08
Io ci aggiungerei anche due gamberoni cotti al vapore…Chocolat di Cookinginrome
27 marzo 2008 alle 12:26
Quando non sei indigeno, e’ facile sbagliare. Se parli di cucina italiana all’estero, spesso la gente diventa subito accondiscendente, e ti dice “Si’ si’ lasagna si’, e gnocchi (pro. G-nokki). Senza sapere, bonta’ loro, che da noi le lasagne certo sono soprattutto quelle classiche romagna-like, ma si fanno anche con verdure, pesce e altro ancora. Gli g-nokki poi li puoi condire in talmente tanti modi, che in pratica potresti mangiarli sempre diversi per tutta la vita. Stessa cosa credo capiti per un italiano rispetto alla cucina francese. E cosi’, per evitare di essere saccente senza potermelo permettere, preferisco chiedere: ma questa e’ la classica zuppa di cipolle francese, ammesso che ne esista una per cosi’ dire classica, o e’ una sua variante un po’ elegante? Perche’ questa mi rendo conto di averla gia’ fatta alcune volte, con e senza patate, ma mangiata sempre calda. Vorrei quindi capire un po’ meglio.
Per le cipolle invece mi permetto di schierarmi con gli estimatori della cipolla bianca, per le preparazioni dove e’ previsto che essa sia un elemento di spicco: la sua delicatezza mi fa veramente morire. Amo in particolare mangiarla cruda prima di un appuntamento galante.
Giu
27 marzo 2008 alle 12:31
@ Giu… veramente ha detto PORRO…è un’altra cosa, molto più delicata
firmato:
FIATELLA
27 marzo 2008 alle 12:32
Ciao Sigrid!! Quante novità!! L’incontro a Roma il 2…
Che bella ciottolina-piattino-cucchiaino!!! (forse acquisto londinense?). E’ sempre un piacere vedere il tuo blog… sai cosa ti dico?… vado subito a fare questa zuppa, è la giornata giusta, qui piove e fa freddo…
Ciao, a presto!:))
Patricia
27 marzo 2008 alle 12:37
@ Giù
ciao amico di blogmerende..
volevo solo puntualizzare che questa “vellutata di porri” non ha niente a che vedere con la zuppa di cipolle “soupe a’ l’onion” francese.
Sono proprio due cose distinte anche se la preparazione è + o – simile.
Comunque sono buonissime entrambe e la loro preparazione è semplicissima.
ciao Giù
27 marzo 2008 alle 12:38
Con il tempaccio che c’è oggi…niente di più azzeccato!
27 marzo 2008 alle 12:46
porri…cipolle..!!una bella frittatona…!io li preferisco così…!!
27 marzo 2008 alle 12:49
Visto che si può servire fredda(a temperatura ambiente????), la proporrò ai miei commensali sabato sera.Qui è scoppiata la primavera , dopo il freddo dei giorni di Pasqua , per cui calda non sarebbe l’ideale.
Anche io voto per cipolla bianca, sicuramente più delicata.
ciao
27 marzo 2008 alle 14:07
Questo e’ uno di quei piatti francofoni di cui ho sempre sentito il fascinoso richiamo e non ho mai provato, ma ora il richiamo si e’ fatto impellente! Sara’ il richiamo alla pantofola o la foto cosi bella???? Mah………. :)
PS: Io sono di quelli che..la panna si, eccome :))
27 marzo 2008 alle 14:31
@Fiatella Si’ si’ ho visto il porro, ma c’e’ anche la cipola bianca ;))) e io mi riferivo a quella. Di soli porri, una zuppeta simile l’ho fatta pure, e la platea ha gradito.
@Felipe Grazie Fil. Nel frattempo non ho resistito e ho aperto qualche libricino pure io :))))
Qui oggi dopo i meno gradi delle ultime nottate ho addirittura spento il riscaldamento. Peccato per il mal di testa e per il fatto che la famiglia, uscendo di buon mattino, mi abbia praticamente chiuso in casa perche’ si e’ portata via per sbaglio anche il mio mazzo di chiavi. Certo, da qualche parte ci dev’essere una copia, ma non la cerco, altrimenti poi non posso fare la vittima…
Giu Pellico
27 marzo 2008 alle 14:42
… comfort food… lancio una proposta a Sigrid, sulla scia dell’idea dei panini dei lettori che mi è piaciuta tantissimo (ah! avervi scoperto prima!)… perché non fare una raccolta di comfort food dei lettori o, meglio, di cibi della memoria, la nostra “madeleine” Proustiana, la “ratatouille” di monsieur Anton Ego, quel gusto che ti catapulta in un istante indietro di 30 anni… che te ne pare?
27 marzo 2008 alle 16:01
Sto giusto leggendo Kitchen Confidential e mi ero ripromessa di provarla, non ho ancora trovato il tempo ma è tra le cose da fare, come i tuoi cantucci gorgozola e mandorle che dopo tanto tempo che avevo stampato la ricetta ho preparato per l’aperitivo di Pasqua ed ho consumato quasi da sola con un buon bicchiere di Moscato di Saracena, meravigliosi a dir poco, grazie per la ricetta
27 marzo 2008 alle 16:08
Oggi, ore 13.00; pioveva.
Non avevo nè patate nè porri ma tanto tanto bisogno di coccole.
Adoro la vichyssoise, che mangio anche calda che ti scalda il cuore (in genere senza cipolla, magari in proporzione c’è più porro)….
Così, usando lo stessissimo procedimento, ho fatto in pentola a pressione (funge benissimo, ribadiamolo!) una zuppa di soli carciofi. La consiglio: ottima, più leggera della Vichyssoise e della Parmentier ma veramente gustosa!
Grazie Sigrid per la foto: mi ha davvero ispirata…
27 marzo 2008 alle 16:35
Les choses simples sont souvent les meilleures!
27 marzo 2008 alle 17:24
Molto elaborata: io ne conoscevo una ricetta più semplice e senza panna, che ho visto fare a Ferretto. Condimento finale: un bel po’ di tartufo, che ci sta sicuramente bene… Forse si potrebbe guarnire anche con un ovetto di quaglia e poi affettarci su il tartufo: tanto per fare la versione ricercata :-)
27 marzo 2008 alle 19:41
@ Flo Bretzel
Je suis d’accord avec toi..et sont très bons!!!!!
27 marzo 2008 alle 20:17
Vorrei far sapere a chi magari puo’ essere interessato, che qui
http://www.gamberorosso.it/portale/gdg/articolo/homepage?id_primo_piano=6528.0&textForum=Mangiare
ci sono i clippini di molto di cio’ che Sigrid ha fotografato per l’inserto pasquale su Fulvio Pierangelini. Inoltre potete indovinare di chi sia la macchinetta fotografica che si sente scattare in sottofondo, e soprattutto chi e’ la fotografa che ti danto in tanto, magari solo per quache istante, s’intravede in video. A chi indovina: giro doppio di spumante il 2 aprile.
Giu
27 marzo 2008 alle 21:35
beh, io non amo le zuppe fredde, gazpacho e così via, perchè proprio non amo in genere le cose crude e le cose fredde, però in effetti…il piatto che fa venire voglia a Bourdin di fare il cuoco (grande Kitchen Confidential!)…toccherà provarlo anche a me!!!!grazie di aver postato la ricetta
27 marzo 2008 alle 23:35
@ Giù
me li sono visti tutti mah..non riesco proprio a capire chi sia la persona che spesso e volentieri scatta fotografie a piu non posso..essì che ha pure un accento inconfondibile francese mah non rieco a capire chi sia!!!
MAh…:-PPP
eppure…
27 marzo 2008 alle 23:42
incredibile! pensa che ci pensavo lunedì sera alla vichyssoise.. e zac, me la ritrovo qui!! e pensavo giusto di farla!! :)
28 marzo 2008 alle 0:31
@ Giù
ti devo due risate. Una per l’immagine di sigrid con la ciabatta che martella il parquet per zittir…ci, e due per te chiuso in casa che vuoi fare la vittima. Però meglio pellico che maroncelli, se non altro per le borelle,( a milano ginocchia!) La vichyssoise di sigrid è un cibomamma . La mia non l’ha mai fatta ma è una coccola nel piatto per festeggiare questa inesistente primavera milanese.
28 marzo 2008 alle 1:54
@laura
Gli affetti si conquistano sempre a piccoli passi, magari cominciando proprio da un sorriso :)))
Il Dott. Bayer ha risolto il mal di testa, mentre la famiglia ha liberato il prigioniero.
La bimba dei vicini piange. Ha 6 giorni.
Sono le 2.
Domani sveglia alle 7.
Che pacchia :)))
Giu
28 marzo 2008 alle 7:22
Ecco là che un problema di natura personale sopraggiunto nelle ultime ore mi impedisce, anche se romana, di essere presente all’incontro del 2 aprile. Peccato, mi sarebbe piaciuto molto essere con voi.
Che dire, divertitevi e un brava e continua così a Sigrid
Luisella
28 marzo 2008 alle 9:26
iomilanese-laura, come inesistente primavera milanese! La primavera e` cosi’, marzo pazzerello. Io, romana, apprezzo molto Milano in questo periodo.
Mi son persa le foto di Giu di cui parli, devo ricercarmi i link…
Sigrid, sono stata a Roma a Pasqua, peccato che il 2 sia in mezzo alla settimana…avrei portato un po’ di formaggi del nord (che me li chiede sempre pure mia sorella :))
28 marzo 2008 alle 9:56
Adesso tu Sigrid non mi crederai ma in inverno, quindi in questo periodo (eheheh), la faccio spessissimo, l’avevo anche fotografata in attesa di postarla…io l’adoro!
In compenso posterò presto i tuoi cantuccini salati, buonissimi direi sorprendenti!
28 marzo 2008 alle 12:43
@Ady ma anch’io ho fatto i cantucci di Sigrid sono meravigliosi sto già pensando a nuovi accostamenti
28 marzo 2008 alle 18:25
Antony Boudain e’ uno dei miei miti! Fantastico ho visto tutte le serie televisive dei suoi viaggi ed appunto ho visto quando si recava in Francia con suo fratello alla ricerca dei suoi ricordi d’infanzia :)
28 marzo 2008 alle 23:57
@Sigrid: fatta stasera, aggiunte due tre gocce di salsa di soia, tiepida con due mazzancolle tagliate a meta e passate in padella con un filo d’olio e pepe.
Strepitosa…
3 aprile 2008 alle 17:02
Fatta , fatta , fatta sabato scorso!Era buonissima, non so se gli ospiti l’abbiano capita sino in fondo, ma io e mio marito abbiamo fatto il bis, ed il tris il giorno dopo.
Lui però me l’ha chiesta calda????
baci
4 aprile 2008 alle 16:23
io la faccio calda e *destrutturata*… crema di patate da una parte e guarnizione di porri saltati in padella dall’altra… il gusto è buonissimo e la consistenza favolosa :P
6 aprile 2008 alle 20:10
muy buena tu receta
fue un placer comermela
7 aprile 2008 alle 16:48
In Colombia si gusta fredda con avocados frullati, mandorle tostate e coriandolo…..
20 ottobre 2008 alle 17:43
Ciao ho letto con piacere Confidential e apprezzato il suo tumultuoso autore, mi ricordavo del suo viaggio in Francia da piccolo e della vichyssoise, mi piace molto il tuo consiglio di passarla ancora alla fine.
buona serata da marg
25 marzo 2009 alle 19:15
Vichyssoise gusto, semplicità e delicatezza s’incontrano in un piatto davvero sublime!
Forse è meglio aggiungere solo latte…la panna la lascerei a chi non combatte con la bilancia!
31 agosto 2009 alle 19:00
[...] seguito la ricetta nella versione data dal Cavoletto di Bruxelles, come variante estiva ho provato ad aggiungere delle code di mazzancolla tropicale appena scottate [...]
5 ottobre 2009 alle 21:59
che delizia! ho appena finito la mia seconda ciotola, in pigiama sprofondata sul mio divanone…più coccolosa di così!
19 ottobre 2009 alle 19:06
[...] Vichyssoise (fonte: Cavoletto di Bruxelles) [...]