
E passato un po’ di tempo dall’ultimo post dedicato ai libri, non che non continuino ad arrivare regolarmente sui miei scaffali (figuraaaatevi!), è giusto che ho poco tempo per sfogliarli (meno di prima ma chiaramente non posso farne a meno), e ancora meno per ordinare le idee e scriverle qui. Detto ciò, …
1) Maiale & co di Stéphane Reynaud. Già reperito tempo fa nelle librerie francesi, poi per svariati motivi (tipo che non avevo più spazio nei bagagli :-) mai acquistato. Meglio, dato che ora ne è uscita la versione italiana, pubblicata da Phaidon. Il libro è a dir poco meraviglioso, sono 360 pagine fra – bellissime – fotografie di Marie-Pierre Morel, di produttori, prodotti e ricette, di ché cucinare in pratica ogni parte possibile e immaginabile del maiale, con spazio anche ai prodotti derivato, come salami, prosciutti , sangiunaccio e via dicendo. In pratica, ogni capitolo è dedicato a una tematica e introdotto da un paio di pagine fotografiche o illustrate (notare che anche la grafica e le illustrazioni sono bellissime :-) tipo ‘come si fanno ì salumi’, ‘il giorno dell’uccisione del maiale’ ecc. Certo, si parla ogni tanto di prodotti francesi (alcuni dei quali, come l’andouilette, la saucisse de morteau ecc non sono nemmeno sicura di poter trovare qui), ma si spazia continuamente anche alla spagna e all’italia. E poi c’è tutto il resto, la cucina della carne di maiale, maialino e cinghiale, con dei capitoli dedicati a paté e terrine da fare in casa, incluso uso di orecchie e ogni altra parte recuperabile, e alle ricette delle nonne, questi ultimi due essendo i miei personalissimi preferiti. Un tributo francese quindi al re maiale che anche da queste parti ha il suo perché (per come l’ho capito io in questi anni il maiale è una quasi religione, sbaglio? :-), che intanto è un bel oggetto e che da assolutamente voglia di mettersi all’opera (ma possibile che io non abbia mai fatto un paté in vita mia?? che non ricordo di aver mai considerato di acquistare uno stinco??)
I miei post-it: Arrosto lardellato, Spalla di maiale cotta al latte, Stinco glassato, Guancia alla borgognona, Millefoglie di maiale e carciofi, Terrina di cinghiale e frutta secca, Torta riustica di sanguinaccio, mele, patate e finocchio
2) Delitti e formaggi di Giles Milton. Quando la casa editrice Ponte alle Grazie ha preso a interessarsi al cibo, non ho potuto ritenermi dal giubilare: finalmente delle pubblicazioni a sfondo culinario ma dal contenuto extra-culinaria, un modo di guardare oltre la mera ricettistica insomma. Con questo romanzo/giallo qui pero ho un po’ mitigato l’entusiasma: si, è carino, è un romanzo tutto ambientato nel mondo dei formaggi, un viaggio letterario, sensoriale e gustativo fra le muffe e piccole e grandi puzze del mondo però… però, da brava letterata che sono devo dire che il romanzo in sé non è che sia scritto tanto tanto ben e che la trama è alquanta tirata dai cappelli (si dice in italiano?), un po’ troppo costruita, a tratti risulta pure noiosa e la prosa la gran parte del tempo non è goduriosissima. Va detto anche che sullo sfondo del romanzo c’è la seconda metà degli anni sessanta, in Grecia. Ora, basta aver letto Un uomo della Fallaci per intuire che tempi erano quelli, qui invece abbiamo un inglese formaggiaiolo che in modo molto inconscio si agita in tribulazioni anglo-greche varie, quasi desincarnate e, ma insomma, qui la grecia anni sessanta diventa una tela naive e annacquata sullo sfondo della quale si agitano dei pupazzi più o meno groteschi. Resta che l’intento del libro era simpatico, da leggere in spiagga, tipo :-)
3) Jamie at home di Jamie Oliver: acquisto recente e da innamoramento, per la grafica, frizzante e acidulata, per i contenuti che ruotano intorno all’orto di casa, incluso consigli su come coltivare questo e quell’altro ortaggio, e le foto dell’innarivabile David Loftus sono molto ‘vere’ (questo comunque il grande trend che si delinea negli ultimi tempi, una specie di iperrealismo rustico in cui non c’è piu nulla di patinato bensì delle immagini e dei cibi veri fino all’esasperazione, ciotolame vissuto e magari anche sbrecciato, insomma il carattere sta nei difettucci, e il genio nel saperle rendere, ma l’ho già accennato ieri). Comunque, un librone declinato con le stagioni e i loro prodotti e occasioni, che sa terribilmente di casa, cioè di un luogo pieno di storie e di preparazioni che profumano di orto, da sfogliare senza fine, con l’eterno cuoco protagonista sempre presente e sempre fotogenico, delle idee cucina semplici e gustose. Da comprare assolutamente! :-)
i miei post-it: Crispy asparagus and potato tart, Grilled lamb kofta kebab with pistacchios and spicy salad wrap, Rhubarb and sticky stem ginger crumble, Grilled peach salad with bresaola and a creamy dressing, Essex fried rabbit, Quick plum sorbet with sloe gin, Asian squash salad with crispy duck
4) Moro East di Sam & Sam Clark: stessissimo filone del libro di Jamie Oliver di cui sopra, exit studio e carta patinata, solo gente vera con ricette vere, un’iconografia postmoderna, e delle storie cittadine di cibo fusion e insieme familiare, nulla di presuntuoso, anzi, storie da immigranti e crocevia, molto bello pure questo. Si tratta credo del terzo libro firmato Moro restaurant, famoso per la sua fusion mediterranea, che va a pescare, con gusto però, su un po’ tutte le sponde del mediterraneo. Moro east nasce dal fatto che i titolari un bel giorno si sono messi in testa di affittare un pezzo di terra dove autoprodurre frutta e verdura (esattamente come fa, su scala diversa, anche Jamie Oliver) e di una serie di incontri con i vicini di campo, turchi, kurdi e ciprioti, tutti lì a coltivarsi il mangiare, in quella porzione di terra a est di londra. E quindi incontri, persone, culture e storie, e la lunga serie di piatti che ne sono nati, il tutto reso in immagini da Toby Glanville, capace di ritratti davvero commoventi. Secondo me il più bello dei Moro-libri, e anche qui ispirazione a valanghe :-)
i miei post-it: Tomato soup with cumin and figs, Almond and fennel soup with scallops, Lebneh with anchovies, red chilli and cucumber, Mussels stuffed with pine nut pilav, Bulgur, celery and pomegranate salad, Bakes beetroot with horseradish and almond sauce, Almond aioli, Rhubard and rosewater fool, Pine nut and rosewater tropézienne,
5) 6 – Autoritratto della cucina italiana d’avanguardia di Alessandra Meldolesi e Bob Noto: non è una recensione perché io questo libro non ce l’ho, ma – prima e dopo la presentazione che ne è stata fatta alla città del gusto – l’ho sfogliato diverse volte in giro e devo dire che è molto bello, molto intrigante, e che i sei esemplari di chef postmoderni (Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Carlo Cracco, Davide Scabin, Paolo Lopriore ed Enrico Crippa) in esso presenti sono tutti e sei dei gran pezzi di… Hum, cuoco? :-) E oltretutto, le fotografie dei piatti, a doppia pagina, di Bob Noto, sono semplicemente splendide, come altrettante tele astratte, quasi. E come non rimanere pieni di ammirazione davanti a qualcuno che ha saputo inventare e imporre il proprio stile in quel modo? Ecco, appunto! :-)
6) Diario di una passione terrena dei Sovversivi del gusto: mancherebbe lo spazio qui per dire tutto il bene che penso di questa piccola troupe di teste folli, insomma di questa quarantina di piccoli produttori (sono tutte aziende famigliari) che crede fermamente nel fare proprio lavoro in modo eccelso e spera in una pacifica rivoluzione, fatta di ritorni alla tradizione, anche e forse soprattutto in materia di produzione. E ho detto tutto! Il libro raccoglie, per ognuno di loro, una pagina di testo che ne racconta la storia, e una serie di fotografie di Marco Salzotto a testimonianza delle persone, del luogo, dell’ambiente e dell’atmosfera che regna in casa. Bello e commovente, uno di quei lavori che ti fa vedere che c’è in Italia chi s’impunta a lavorare seriamente, e questo, oltre a dare qualche speranza, fa veramente solo piacere. Anzi, approfitto per fare un saluto a due dei sovversivi, Adriano Lilloni e Carlo Zaccaria, e augurar loro una buona continuazione! :-)
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Categorie: libri, recensioni
Scritto da Sigrid venerdì 18 aprile 2008




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