
A parte questo quindi, ho scoperto il delta e quella meravigliosa distesa dove acqua e terra si alternano e si confondono, dove gli aironi e i fagiano alzano appena la testa quando passi loro vicino, dove la nebbia del mattino è pura poesia e dove

Cosi detto così detto, è stato un bel momento di amarcord infantile, fatto di cose come succhiare via la spina che ti si è finita nel dito, bucherellare la maglietta rimasta intrappolata nelle rovi, e macchiarsi le mani di viole assaggiando le more un po’ qui e un po’ li (per poi accorgersi che i frutti spesso cambiano di struttura e di sapore da una pianta all’altra, e che non tutte le more sono uguali, anzi appunto Igles, per il suo millefoglie alle more raccoglie i frutti di una determinata pianta e solo quelli). Su tutto, il meraviglioso territorio, e uccelli mai visti e carpe enormi e pescatori immobili davanti allo specchio d’acqua ancora grigio del mattino. E la meraviglia di fronte a chi vive praticamente in mezzo a una oasi naturale dove girare e raccogliere i prodotti da portare in cucina :-)

Al rientro quindi, marmellata, poi in fretta etichettata e messa nella valigia subito prima di correre via per roma. E cosi mi sono ritrovata – finalmente a casa – in una domenica non proprio di ozio (ma la domenica è sempre la domenica), con quel vasetto di marmellata di more e la voglia di farci qualcosina di coccoloso e di veloce. Così ho pensato ai carré confiture, una cosa belge de chez belge, che non è che si faccia tanto in casa ma che trovi in più o meno qualunque boulangerie dalle mie parti (forse inventata per reciclare gli avanzi di sfoglia… :-) Resta che il carré confiture ha il tipico sapore della merenda dell’infanzia (almeno per me :-), anche se in realtà esiste in una sola e immutabile versione con la marmellata di albicocche.


Carrés confiture (alla marmellata di more)
pasta sfoglia 500g
marmellata di more mezzo vasetto
tuorlo 1
Dividere la sfoglia in due parti di cui la prima deve pesare in doppio della seconda. Stendere la parte più grande in un rettangolo di 20×30cm, spesso 3-4mm. Stendere l’altro pezzo di sfoglia in un rettangolo simile, più sottile, e ritagliarci delle stricioline di circa mezzo cm di spessore. Stendere la marmellata sul primo rettangolo, e deporre le striscioline, a grate, sopra la marmellata. Spenellare la grata con il tuorlo sbattuto con un goccio di acqua, e infornare il tutto a 210° per una ventina di minuto – non troppo alto in forno che deve fare una crosticina croccante sotto) o finché la crostata sia dorata e gonfia. Sfornare e lasciar raffreddare (il mio si era – giustamente – gonfiato quindi ho messo un foglio di carta forno e una teglia sulla superficie del dolce in modo che si schiacciasse – sembrerà orripilante ma il carré confiture deve essere basso e compatto). Lasciar raffreddare e ritagliare a quadretti, conservare in frigo.
nb: se fate la versione albivocca spenellate, dopo cottura, l’intera crostata con un paio di cucchiai di marmellata di albicocca scaldati e passati al colino)
Stampa la ricetta
| Tweet |
Categorie: crostata, frutta, marmellata, travel
Scritto da Sigrid mercoledì 23 luglio 2008




Pingback: L’anno del cavolo [retrospettiva 2008] | il cavoletto di bruxelles