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Di come Giu inconsapevolmente mi ha fatto cucinare i cevapcici

Posted By Sigrid On 01/09/2008 @ 00:59 In carne,mondo | 45 Comments

Ho ancora un certo numero di ricette calabresi nel cassetto ma intanto faccio un piccolo intermezzo domenicale. Come già detto sto facendo le scatole. E faccendo le scatole ci si ritrova automaticamente a mettere un po’ di ordine, per lo più buttando ciò che per svariati motivi è diventato inutile, attività che nel mio caso riguarda principalmente il guardaroba e, ovviamente, la dispensa. In questi giorni mi sono quindi dovuta accorgere, con un certo disappunto, che ho una tremenda propensione a acquistare in giro barattoli, speziette e ingredientucci vari, di ficcarli dentro la dispensa, e di dimenticarli lì.

Cosi ho ripescato una serie di cose mai aperte e scadute da mo’, alcune volte chiedendomi perfino perché mai avessi acquistato quella roba, dalla pasta di azuki (devo pur aver pensato di farci qualcosa quando l’ho preso ma chi se lo ricorda?) alla rouille passando per il purple yam in polvere (ma a cavolo serve??), i semi di sesamo ricoperti di wasabi, il mescuglio di spezie per il burro degli escargots (eppure sono sicura di non aver mai considerato neanche un nanosecondo di cucinare veramente gli escargots, ma stiam’ scherzando?!) e, ciliegina sulla torta: 4 chili di zucchero perlato, intatti, che mi sono fatta portare dal belgio insieme a cote d’or spalmabile, miele meli, sirop de liège, tutt’ora inviolati pure quelli (sippero cosi il giorno in cui vorrò fare le gauffres, lo zucchero giusto ce l’avrò!), e via di questo vergognoso passo…

Tra le trovate felici invece, scavando fra le bustine di spezie, ce n’è una che soprenderà il più famoso commentatore di casa cavoletto, perché appunto Giu, tempo fa, mi mandò, fra altre speziette ungheresi, un’enigmatica bustina di cui non sapeva manco lui cosa fosse. Sull’etichetta figurava una dicitura che a me pareva cinese, e siccome manco Giu seppe dirmi cosa fare con quella polverina pallida, dopo qualche ricerca google, avevamo vagamente appurato che doveva trattarsi di un condimento per grigliare la carne. In realtà, sulla bustina, scordata allora e ritrovata ora, c’era scritto ‘csevapcsicsi‘ che col senno del poi [1] (per carità eh mo’ non ricominciamo con i discorsi filo vs. anti-triestini, è una ricetta perlamordiddio) ho dedotto che la parola sia apparentata con gli stessi cevapcici triestini, di cui la ricetta era gentilmente stata fornita da Isabilla [2] nei comment. Fatti al volo, ridendo come ‘na scema per la curiosa coincidenza, ve la reincollo qui (io ho semplicemente sostituito il sale & pepe con la polverina ungherese, poi ho tralasciato l’agnello, per motivi logistici – capire: non avevo mica il tempo di andare alla ricerca di una spalla d’agnello da far disossare e macinare :-)

ps: avvertimenti a chi sarebbe tentato di replicare a casa. Sappiate che la vostra cucina, dopo questa operazione, sarà impregnata di un curioso e tenace profumino che ricorda l’hamburger, anzi, che ricorda lo spaccio di hamburger, o la piazza jemaa el fna, o qualunque altro luogo dove vengono grigliate a fuoco vivace grandissime quantità di carne tritata e cipolla. Punto b) che vi ci vorranno un buon 15 minuti di pulizia intensa (olio di gomito quindi) per levare tutte quelle bricioline di cipolla e carne brucciacchiate che si sono appiccicate alla vostra amata piastra [3] le creuset. Infine, meglio essere previdenti, vedete di non esagerare con la cipolla cruda, hum… :-)

ps2 a Isabilla: ma l’Ajvar cos’è scusami?? :-)

I cevapcici di Isabilla

carne macinata, non troppo grossa nè troppo fine, di:
agnello – manzo – maiale, in proporzioni uguali
tanta cipolla tritata finemente finemente (qualcuno mette l’aglio sempre trit. finissimo)
sale, pepe;
amalgamare gli ingredienti con le mani bagnate (d’acqua o vino bianco), quindi formare delle polettine cilindriche grandi come un dito, cuocerle sulla griglia – devono fare una costicina bruna e rimanere succose all’interno,
servire accompagnati a cipolla tritata grossolanamente, una spolverata di paprica, e Ajvar in quantità. Cosa bere? una bella pivo fresca fresca.

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[1] col senno del poi: http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/07/andare-per-osmize

[2] Isabilla: http://isabilla.blogspot.com/

[3] piastra: http://www.plurimix-point.it/modules/scheda.cfm?id=163

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