
A dirla tutta, me lo sono un po’ pentita di aver organizzato tutto ciò :-) Di certo non per le ore serali passate a leggere i vostri racconti, pezzetti di vita, i vostri ricordi che sono stati, uno per uno, dei piccoli gioielli, dei momenti preziosi e belli e veramente mi sono sentita onorata ed emozionata dal fatto che in tanti mi avete aperto la porta di casa e del cuore, con generosità e amore, e per questo non so che ringraziare, davvero. Piuttosto, più andava avanti più avrei voluto averne 400 di mixer KitchenAid da distribuire, cosa che ovviamente sarebbe stata un po’ utopica…
Bisognava quindi scegliere, in modo drastico, poiché da 400 bisognava arrivare a tre, e tre rispetto a 400 sono veramente molto molto molto pochi. E scegliere è rinunciare, e delle volte è veramente difficile da fare. Detto questo, sono felice delle partecipazioni, felice che vi siate divertiti a partecipare anche, e felice anche dei nostri vincitori, tutti e tre hanno scritto o realizzato un qualche cosa che ci è piaciuto molto e che, nelle nostre picole soggettività, ci siamo sentiti di premiare, sperando di essere stati giusti – non lo sapremo mai ma almeno ci abbiamo decisamente provato.
Resta che questa valanga di racconti è stata emozionante e sopratutto piena di insegnamenti, per esempio non sapevo dell’usanza di fare merenda con pane, zucchero e vino, mi sono meravigliata per quanti ricci di cioccolato e anche per le mattonelle farcite di crema al burro (che me la faceva pure a me mia mamma :-), di tante ricette semplici e dall’aria gustosa, e poi tante tantissime nonne, tutte eccezionali e teneri, e poi zie e mamme, tutte straordinarie, nell’insieme una marea di usanze e abitudini che sono ormai d’altri tempi, anche se sono di poche decine di anni fa. Ecco, io quello che volevo dirvi è che mi auguro e vi auguro di trasmetterle, tutte queste cose (questi gesti semplici, questi sapori primordiali, spesso umili), che chi ha nei dintorni un esserino piccino ci pensi, ogni tanto, a regalargli di questi ricordi (e molti lo fanno già :-), in previsione dei ricordi a venire :-)
I vincitori (anzi, le vincitrici), sono gentilmente pregati di mandarmi le loro coordinate postali, so che bruciate dall’impazienza di leggerli quindi reincollo le loro partecipazioni qui sotto (e poi, con un po’ di tempo, cercherò anche di compilare un qualche cosa di ricettistico, dato che gli spunti interessanti sono numerosi – e che io molto più di una volta, leggendo, ho pensato che prima o poi devo provare questo o quell’altro… :-).
1. Francesca Finocchi
Il budino di tutti contro tutti
2. Alessandra De Laurenzi
Inverno. Convalescenza. Giornata piovosa. Noiosa. Uffa. Niente televisione (si sa, è diseducativa… quindi niente finché la bimba non finirà le elementari!). L’ultimo libro già finito. Uffa. Un altro cambio di abiti per le bambole che non paiono per questo più felici. Uffa. In ginocchio sul divano in finta pelle (ma pare vero, sta attenta!) Alla finestra, in impaziente attesa di chiunque passi nella strada di sotto, il passo veloce, il bavero rialzato contro l’umido penetrante, l’ombrello aperto a celare il viso. Uffa. La nonna che chiama, che arriva in soccorso. Dai, vieni, andiamo a fare la torta di ricotta. E la segui, già presentendo la fatica della sbattitura degli albumi a mano (ricordati il pizzichino di sale!) e proprio per questo sentendoti più grande, più importante. E ancora mescoli con la forza che ti resta i tuorli e lo zucchero, mentre la nonna aggiunge la farina (poca, che la torta è di ricotta, mica di farina!) il burro (vedi, lo ammorbidisco nell’acqua calda), la buccia di limone grattugiata (solo il giallo, sennò si sente l’amaro!). Tortiera imburrata, pioggerellina di pangrattato (e mettiti sopra il lavello, sennò facciamo un disastro!). Sopra l’impasto, ancora pangrattato, a dare quella crosticina rustica la cui ruvidezza ti ha sempre turbato, ma senza la quale la torta non sarebbe più lei. In forno, a 160-170°C (lascia fare a me, che ti scotti!). E a poco a poco il profumo caldo riempie la casa. Ritorni impaziente. Devi aspettare, quasi un’ora. E poi è calore, sapore. Piacere.
(E per chi non avesse l’occhio di nonna Mirella, ecco le dosi: 4 uova (4 tuorli + 4 albumi); 265 g di zucchero; 65 g di farina; 65 g di burro; 1 limone; 8 hg di ricotta; un pizzico di sale; pan grattato per spolverizzare)
3. Giulia Bocci



| Tweet |
Categorie: Varie
Scritto da Sigrid mercoledì 15 ottobre 2008




Pingback: The winner is… | Le pubbliche relazioni del vino
Pingback: L’anno del cavolo [retrospettiva 2008] | il cavoletto di bruxelles