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Torta di mele vintage

Posted By Sigrid On 11/03/2009 @ 10:46 In cucina vintage,frutta,torta,tradizioni d'italia | 145 Comments

Beh scusate, abbiamo i jeans e le scarpe vintage, i pezzi di design vintage, il vino, uhm, beh, è vintage di suo, e allora in fondo perché non le ricette vintage?? Ovviamente, non nel senso che le mele se ne stavano nel mio frigo da sei mesi, no, semplicemente nel senso che questa ricetta viene dritta dritta da un regalino che mi ha fatto Dario Bressanini [1] l’altro giorno a milano: un esemplare de La cucina italiana di febbraio 1956 (anzi veramente erano due :-). Manco a dirlo, quel anno mia mamma compiva 4 anni, la luna era ancora una palla da tennis lontana e ignota, e più o meno qualsiasi cosa che manipoliamo oggi con nonchalance semplicemente non esisteva. Beh?!

Mi sono quindi ritrovata a girare intenerita, in treno, le pagine dei miei due esemplari, non sapendo bene se preferivo le pubblicità naif – c’era persino quella della lagostina, no, dico, per dire… :-) – vantando le qualità rivoluzionarie di materiali nuovissimi quali la formica o il nylon (!!), per non dire di cose familiari come negroni, panettone motta, il vermouth carpano o… la simmenthal. In mezzo a tutto ciò, i buoni consigli, altrettanti disarmanti, alle giovani spose e cuoche inesperte, degli splendidi articoli su come rapportarsi alla propria suocera o cameriera, la spiega su come confezionare all’uncinetto un elegante cestino portapane, per non dire di quel articolo intitolato ‘Mobili antichi in una casa vechia': guardi le foto e ti sembra tutto vecchio, anzi no, a me me sembra la casa di mia suocera (uhps, pardon :-) e ti dice che c’è qualcosa che ti sfugge :-). Insomma, una vera e propria miniera! :-) Sul versante cibo invece, beh, okay, non era nata manco Donna Hay, ci mancherebbe, alcune piccole sorpese, come la ricetta dei shish kebab (chi l’avrebbe pensato??!), e chiaramente tante cose classiche, dai maritozzi quaresimali alle zite al pomodoro, passando per cose francamente interessanti tipo ‘distinguere i diversi tipi di triglie’ (lo sapessero fare le massaie di oggi, eh? :-) e nell’insieme una grande attenzione allo spreco, al risparmio, e ai prodotti stagionali.

Eppoi mi sono soffermata su un pezzo sulle mele, con annessa ricetta della torta di mele ferrarese. Sinceramente ignoravo che la torta di mele fosse apanaggio di Ferrara, ma tant’è, la rivista ci dice che nelle campagne ferraresi la produzione di mele è tanta e che la ricetta è stata fornita dalla signora Lucia Baiamonti, esperta nella cucina locale (cmq se volete leggere la pagina, cliccateci sopra :-) E poi la rivista riporta anche la foto del dolce e della signora (suppongo, non lo so :-) e diciamo che a guardarli si deduce che nel 59 anche il mestiere della foodstylist ancora non era stato inventato :-))) Per una volta ero proprio decisa a rispettarla la ricetta, a farla nella versione originale senza cambiarci nulla (e davvero è stato difficile non aprire il cassetto e tirar fuori un po’ di speziette). Solo che poi, una volta la torta sfornata, mi son detto che tanto doveva rimanere li fino al giorno dopo e che le fettine di mela si sarebbero rinsecchite e cosi ci ho schiaffato sopra, in extremis, una piccola glassa fatta di miele e succo d’arancia. Diciamo che è un optional va :-)) Comunque il risultato non è affatto male, leggero e addirittura sano (quasi zero burro, che fosse una torta dietetica questa??). Come dire, 50 anni e non gli li dimostra :-)

La torta di mele ferrarese del 1956

mele 4
farina 180g
zucchero 150g
uova 2
burro 25g
latte 7cl
limone, la buccia 1/2
lievito per dolci 1 cucchiaino

Sbattere a lungo le uova con lo zucchero (io ho messo il tutto in planetaria e ho lasciate che girasse per 10 minuti :-), fino a ottenere un composto di color chiaro e quasi spumoso che sia 3 o 4 il volume di partenza. Sempre mescolando, incorporare la farina, il latte, il lievito e la buccia grattugiata. Versare il tutto in uno stampo (il mio era di 21cm) rivestito con carta da forno. Nel mentre, sbucciare le mele e tagliarle a fettine, poi disporre le fettine sulla superficie della torta, premendo un po’ (se la volete fare ignorante, schiaffate pure tutte le fettine in un colpo solo sulla torta :-P). Spolverare con un cucchiaio di zucchero di canna, distribuire il burro a fiocchetti in superficie e infornare a 170° per circa 45 minuti o finché la torta sarà gonfia e dorata (far prova stecchino ecc :-). Per la glassa, che è un’optional, scaldare due cucchiai di spremuta di arancia, uno di liquore all’arancia, uno di miele e uno di acqua, lasciar cuocere per due minuti poi spenellare il tutto sulla torta ancora calda. Lasciar riposare un po’ prima di servire.

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