
Oggi microepisodo di travel, vicino a casa (in sostanza, ho giusto preso la metro, fino alla fermata cinecittà appunto), per dare un’occhiatina a delle riprese pubblicitarie che si svolgevano in quel luogo mitico e rinommato in cui nonostante quasi 6 anni di permanenza a roma, non avevo mai messo piede :-) E non c’è che dire, per quel che ne ho visto in un paio di ore, cinecittà è un luogo a sé, fuori dal tempo e dallo spazio, in cui si sfiorano, in una silenziosa armonia (almeno di sabato :-), statue di gesso e di cartapesta di un po’ tutti i periodi e set. Camminando, si passa dalle fabbriche di gangs of new york a pezzi di una roma antica che non c’è più, quando non trovi addirittura un’intera piazzetta completa di chiesa e abitazioni (che mi dicono essere arrezzo, non so per quale film fosse servito – che fosse La vita è bella?), immersa in un silenzio quasi inquietante, abitata solo dai corvi e dal vento.
E qui veramente ho ripensato a Cavazzoni, a Fellini, alla mia tesi (dalla quale, scopro ora, un paio di elementi sono citati qui), a al personaggio di Ivo in Il poema dei lunatici / La voce della luna (interpretato da Benigni, ricordate?), insomma un personaggio che presenta dei tratti di schizofrenia, convinto com’è, fra le altre cose, che la realtà fosse tutta artefatta al solo scopo di ingannarlo, nella fattispecie si era convinto che le facciate, i palazzi, fossero tutti di cartapesta e abitati da nani e attori che, celati li dietro e organizzati come se il mond fosse, appunto, un set, si prendevano gioco di lui. Beh, ecco, quando vedi cinecittà ti viene il dubbio che tutto ciò non era poi così campata per aria, o per lo meno capisci come possano nascere idee simili, poiché vedi un paese dall’apparenza perfettamente reale, poi in realtà i muri sono spessi soltanto un paio di centimetri e basta sbirciarci dietro per scoprire un mondo nascosto. radicalmente diverso, di impalcature, che nulla ha a che vedere con l’apparenza…


Detto ciò io ero lì, da turista, per vedere come si fanno le riprese quelle serie, e cosi mi sono trovata in mezzo a uno dei teatri di Cinecittà con tanto di scenografie folli, fotografi con assistenti, modelle, decoratori, luci infinite e quant’altro di cui non posso dire nulla :-) E poi, ovviamente, ero anche curiosa di capire come si risolve il problema del mangiare in quel mondo fuori dal mondo…

In realtà era semplice, solo che non ci avevo mai pensato: esistono dei catering che lavorano solamente nel mondo del cinema. Quello che ho trovato io era appunto uno di quelli, si chiama Clic Catering, e dispone persino di un pullman gigante che si apre, trasformandosi in ristorante itinerante da 80 posti. Qui però la situazione era più semplice, oltre al tavolone caffé & co disposto sul set hanno allestito una specie di trattoria da campo, una piccola mensa efimenra, capace di sfamare a stretto giro la cinquantina di persone che stavano lavorando alle riprese. Menu romanissimo visto i carciofi alla romana (unanimamente laudati :-) e i saltimbocca alla romana, ma anche tortellini con la panna (che mi fanno sempre una certa tenerezza :-), gnocchetti, piselli e pollo con arancia… Cibi semplici ma buoni, di sicuro molto meglio di una qualsiasi mensa media. E cosi, ora ho una curiosità in meno :-)



| Tweet |
Categorie: travel
Scritto da Sigrid domenica 5 aprile 2009




Pingback: L’anno del Cavolo [Retrospettiva 2009] | il cavoletto di bruxelles