
Eccoqua, abbiamo ufficialmente chiuso con i picnic e avrei da leggere qualcosa come 450 ricette… Mi ci vorranno una decina di giorni prima di dirvi il mio picnic menu, nel mentre ho fatto un piccolo roundup primaverile delle novità libresche arrivate sugli scaffali di casa negli ultimi tempi, sissammai che vi interessasse l’argomento ‘libri di cucina’… :-))

Un giorno a El Bulli
Il minimo che si possa dire è che è un libro esauriente: 24 ora complete nel retroscena del ristorante più famoso, ambito e chiacchierato del pianeta, documentate ogni 5 o 10 minuti (è proprio l’orario a scandire il ritmo delle pagine sfogliate) dell serie che on ne vous cache rien, on vous dit tout, insomma chéché ne dicano quelli di striscia (‘na banda di scemi populisti, scusate lo sfogo), un gran bel libro fotografico che documenta in tutto e per tutto il piu grande ristorante al mondo, la lavorazione, le idee, i ritmi, le techniche, la filosofia, l’organizzazione, le ricette, le persone, e in linea di massima tutto ciò che succede de prevedibile e non sullo palcoscenico del ristorante e fuori. Insomma Ferran Adria come non lo avete visto mai, delle foto belle e suggestive. Un gran bel libro fotografico a un prezzo tutto sommato molto gentile, per appassionati forsennati.
Un giorno a El Bulli, di Ferran Adrià, Julie Soler, Albert Adrià; foto di Maribel Ruiz di Erenchun, Phaidon Press, 528pp, 49,95euro.

E gli inglesi cosa mangiano?
Chi è che diceva che Gordon Ramsey era antipatico, bruttarello e che quasi quasi non era manco detto che era poi cosi tanto bravo in cucina?! (euh… io??) Beh ecco stavolta a Gordon gli perdoniamo assolutamente tutti i peccati del passato, perché questo libro qui è semplicemente perfetto. Meraviglioso. Bellllissssimo. Per grafica e foto (a parte che si vedono – a mio avviso – un po’ troppi ritratti di gordon con la guinness a portata di mano, uhm) ma sopratutto perché ha finalmente fatto ciò che gli anglofili aspettavano da una vita: un libro che faccia vedree che la cucina inglese esiste, e che nasce in quel luogo che a torto si tende a considerare come squallido spaccio di birra a fiumi: il pub. Una cucina senza inutili fronzoli, calda e fortificante, e ovviamente con i prodotti di lì, e quindi via di aringhe, gamberetti, maiale e verdure da paese freddo, stufati e pasticci, tutto molto vecchia inghilterra, insomma una cucina semplice e schietta come dev’essere giustamente il cibo quando vivi in un paese battuto da vento e onda.
I miei post-it: old fashionned pork pies, otted duck, white onion and cheddar soup, beef cobbler, cottage pie with guinness, ormish pastries, pimm’s jellies,…
Great british pub food di Gordon Ramsey & Mark Sargeant, HarperCollins publishers, 256pp, 20 pounds

Let’s do it!
Il sottotitolo ‘Anyone can learn how to cook in 24 hours’ la dice tutta e perfettamente: stavolta Jamie si misura con una serie di piatti semplici – per non dire archetipali (dal punto di vista di un inglese s’intende) e ne propone una versione facile, veloce e fattibile da tutti. E quindi sotto il motto Let’s do it, via di Chily con carne, hamburger, pasta con le polpette, polpettone, arista di maiale, paella pollo tikka masala, chicken fajitas, insomma, tutto ciò che fa parte della dieta dell’inglese medio senza che costui queste cose le cucini mai. Una mezza genialata quindi, così com’è geniale la sua idea del padrino culinare, in sostanza: regalate il libro a chi secondo voi si nutre male, e nell’incipit costui può firmare impegnandosi almeno a… provarci (a cucinare di suo invece che comprare vaschette e cibi pronti). In bonus, fra un capitolo e l’altro, le testimonianze di chi non avrebbe mai pensato di poter cucinare e invece ci riesce e ci ha preso gusto… :-)
Sul lato grafico/fotografico invece, devo ammettere che la prima volta che ho aperto questo libro ho pensato Orrore e l’ho richiuso subito. Non per le ricette, no: per la fotografia, specie quella dei ritratti, che in questo caso, per la prima volta nell’iter Jamiano è molto plastica, molto poco naturale, molto poco a che vedere con il realismo curato, dolce e sbrecciato, dei libri precedenti. Anzi in un senso potrebbe anche esserne lo sviluppo logico e naturale, un iper-realismo, esasperato a tal punto da sembrare volutamente finto. Tanto, piaccia o non piaccia, questa è la frontiera mobile del gusto – e poi jamie e così talmente tanto avanti che son sicura che fra 6 mesi questo sarà lo standard che piacerà a tutti, compreso me :-)
I miei post-it: lamb rogan josh, sweet potato and chorizo soup, minced beef Wellington, salmon fishcakes, grilled trout topped with mustard and oats, perfect roast lamb,…
Jamie’s Ministry of Food, Jamie Oliver, Penguin Books, 360pp, 25 pounds

Cartoline dalla Cucina
Il concetto è semplice, più o meno simile alla collezione dei libretti quadrati marabout: un piccolo libro quadrato di una ventina abbondante di ricette a tema, un autore che varia a secondo del titolo e le foto di Stefania Sainaghi. Intanto va complimentato lo sforzo e il fatto che questa collanina sia stata tutta appositamente realizzata in Italia (visto che qua ormai siamo troppo abituati a semplici traduzioni prese dall’estero e basta). Meno sfiziosi e accattivanti – più che altro per la fotografia e lo styling, specie del cibo, il che è un po’ un peccato – del modello Marabout, i libri sono però carini e simpatici, la grafica è molto basic ma non sgradevole, e appunto in 20-30 ricette ruotando intorno allo stesso tema vengono fuori spesso e volentieri spunti e idee interessanti (specie quando l’autore di turno si chiama Bruno Barbieri :-P).
I miei post-it: [una mela al giorno] sorbetto di mela cotta, gratin di patate, finocchi e mele, [crostate per tutte le stagioni] frolla al mais con pere al vino rosso, crostata con fragola e crema al cedro, bertolina con uva fragola, [deliziosamente fritto] crocchette di pollo, pasteis di baccalà, fonduta di formaggio fritta, [fuori dal guscio] rosticini di cozze gratinate con verdure al basilico, zuppa di ceci con pane carasau, cozze e animelle tostate, crostini con insalata di cozze, cipolla e ventresca di tonno…
Cartoline dalla cucina: Fuori dal guscio (Bruno Barbieri), Una mela al giorno (Andrea Costantini), Crostata (Monica Bianchessi e Stefano Fagioli), Deliziosamente Fritto (Umberto Zanassi e Carole Engel ), Biblioteca culinaria, 64pp, 13,90 euro ognuno

La cuisine en rose
Ero proprio curiosa di questo libra di cucina gay. Intanto perché non mi è chiaro che cosa ci possa mai essere di gay in una cucina, nel modo di mangiare, nella cura che uno mette o non mette a cucinare… Poi ho capito: in un libro di cucina ‘etero’ (??!) non troveresti mai una coppia di quarantenni in posa con ‘la torta della principessa’. In un libro di cucina gay, si. A parte piccole scemenze di questo tipo e che urtano sinceramente il ‘mio’ ‘senso estetico’, (insieme a qualche foto di giovane efebo dal torso glabro e oleato di troppo, cioè: ma che c’entraaaa??? e anche se alla fine le foto delle due drag queen faccendo la spesa al mercato di Barcellona ha fatto sorridere pure a me) devo dire che questo libro non è poi male per il resto: è intanto un viaggio per delle destinazioni (più o meno targati gay) del pianeta – Ibiza, New York, Londra, Barcellona, Grecia, San Francisco, Marrakesh, Nice ecc. – le foto di cibo sono oggettivamente belle, anche molto belle, lo styling è ottimo e le ricette sono spesso sorprendenti, eleganti, innovative, in una parola anzi due, abbastanza affascinanti. (e pazienza uindi per la torta della principessina :-)
I miei post-it: raita di avocado e wasabi, polpettine di halloumi e patate impanate al sesam, polpette di granchio con yogurt al mango, roquefort con ciliegie, polpettine ala noce di cocco e patate, rotolini di sogliola ripiena al wasabi e porro, manzo glassato al miso,….
Pink, Peter Norman, Leonardo Publishing, 256pp, 39 euro

Il club di quelle che non hanno tempo per la lievitazione naturale
Questo libro qui amme’ mi sta proprio a penello. Okay, okay, se siete difensori del lievito madre e delle lunghissimissime lievitazioni come si deve – e io non nego affato che siano come come si deve, anzi! – saltatelo pure questo paragrafo! Insomma, l’ho già detto, la panificazione seria è bella ma io non c’ho tempo, eppoi il pane e i panini e i lieviti in genere beh, me ne viene sempre la voglia la domenica mattina e cosi, beh, le lievitazioni veloci e me vanno perfettamente bene. E questo libro qui propone un certo numero di ricette anche interessanti con molto spesso una lievitazione veloce, chiedendo al massimo con un lievitino o una biga, insoma cose proponibili che non hanno bisogno di essere messe in agenda per essere realizzate. E a me mi sta benissimo così!
I miei post it: francesina (a base di biga), pane in cassetta ai cereali, pane semiintegrale con fichi, angelica salata, taralli al pepe nero, budino di pane (visto che ci sono persino le ricette per riciclare il pane avanzato!)
Il piacere di preparare il pane in casa, Anna Genari, Food editore, 160pp, 24 euro

Non c’è età per pasticciare!
Se non me l’avessero regalato (Grazie Rob’! ☺) non avrei forse mai saputo di questo libretto tradotto in italiano da Corraini nel 2006. Trattasi di un ricettario per bambini (in principio), quindi ricette semplici, facili, di stampo americano (dall’apple pie al purè passando per il polpettone, i pancakes o gli spaghetti con le polpettine), ma anche, e sopratutto, delle deliziosissime illustrazioni che fanno tanto retro made in usa, insomma disegni piuttosto naif che ricordano gli anni cinquanta e tutto quel candido mondo della pubblicità legata alla casa. Un bel regalino quindi per chi ha bimbi in età di reggere un mestolo, ma anche per i grandi bimbi, un libro da mangiarsi con gli occhi.
Guarda e cucina, Un libro di ricette anche per bambini – Tina Davis, Edizioni Corraini, 160pp, 20 euro
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Categorie: libri
Scritto da Sigrid martedì 5 maggio 2009




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