
L’avrò già detto ma da un paio di mesi fico intrugli di erbette un po’ dappertutto, dal pane al risotto passando per salse allo yoghurt (sull’insalata di patate :-), le verdure saltate ecc, la tentazione è sempre forte di andare sul terrazzo, comporre un mazzetto aromatico estemporaneo, rientrare, sciacquare, asciugare e annusare gli aromi intensi che si liberano mentre tritiil tutto… Così anche quindi per questa pasta, molto molto limonosa (che vabbe che uno coltiva ossessioni nuove ma intanto non si scordano mica quelle vecchie :-)
Spaghetti al limone con polpettine di spada
Confezionare le polpette tritando fine circa due etti di polpa di spada cruda. Amalgamare con poca mollica di pane (bagnata con latte e strizzata), un cucchiaio di uovo sbattuto, un po’ di buccia di limone e d’arancia, sale e pepe. Formare delle piccole polpette, passarle nella farina e farle friggere finché non siano dorate. Nel mentre cuocere la pasta (qui degli spaghetti alla chitarra), raccogliere un po’ di erbe (qui basilico, prezzemolo, erba cipollina un po’di timo limone e poca melissa), tritarli fine, sistemarli in una ciotolona, aggiungere un filo d’olio e un po’ di buccia di limone grattugiata. Scolare la pasta, rinfrescarla sotto l’acqua fredda, e mescolare con le erbe. Aggiungere le polpettine fritte e servire.
82 Commenti a “Pasta, limone, erbe e spada”
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Roma
Kyoto
22 maggio 2009 alle 11:49
molto originale, semplice e leggera (frittura a parte)!
la farò!
:)
22 maggio 2009 alle 11:51
mmmmmmmmmm già ho una fame da lupi poi ti ci metti te con questio post!!! Si potrebbe fare una regola tra blogger??? non pubblicare dalle 11 all’13 please??
Altrimenti la mia pancia va in sobbuglio!!!
Ciao V
22 maggio 2009 alle 11:56
Ma come si fa a resistere… soprattutto a quest’ora!!!!
@Sigrid, domanda, magari sciocca: la polpa di spada và messa cruda nelle polpettine?
22 maggio 2009 alle 11:59
ok, mi piace da impazzire, ma le preferisco separate dalla pasta le polpettine!
e per dessert?
22 maggio 2009 alle 12:01
buone buone le polpettine, un piatto delizioso!
22 maggio 2009 alle 12:01
Buona… mmm che fame! A proposito di ossessioni… mi sono resa conto che ultimamente mi è presa la fissa di acciughe, capperi e peperoni… li ficco praticamente ovunque!!!
Buon fine settimana a tutti :)
22 maggio 2009 alle 12:02
un bel piatto di pasta fredda, complimenti!
22 maggio 2009 alle 12:02
questo piatto e’ proprio bellino bellino
si mangia con gli occhi
@ Sigrid
una settimana fa’ eravamo alle Antille
(Francesi x appunto) e di espadon e di marlin ne abbiamo mangiati tanti sia cotti che crudi e in tutte “le salse” … di ritorno breve sosta a Paris e GRAZIE ALLA TUA GUIDA GOLOSA siamo RI_tornati da LOUCHEBEM a Les Halles
ci mancava un po’ la carne grigliata e lì e’ veramente magnifique :-)
22 maggio 2009 alle 12:03
Ciao, sono Barbara, neofita dei blog e di questo mondo incantato.
Volevo ringraziarti perchè è capitando per caso nel tuo sito che mi sono perdutamente innamorata di questo mondo!
Ho da pochi giorni aperto un blog di cucina tutto mio; è solo all’inizio, devo ancora entrarci dentro bene; ma il mio entusiasmo è alle stelle e volevo dirti in tutta sincerità che tutto questo è merito anche tuo!
Spero di non deluderti con il mio lavoro!
A presto.
Mezzogiornodicuoco
22 maggio 2009 alle 12:13
Evvai la nostra Sigrid è tornata in se con tanto di limone…altro che tofu, ahahah:)) Io adoro i limoni, la proverò di sicuro questa pasta!
22 maggio 2009 alle 12:19
ma che meraviglia….io credo che sia buona anche solo con le erbine….!!
anch’io ho tutte ’ste meraviglie di vasetti pieni di un po’ di tutto in terrazzo e passo così senza sapere ne come ne perchè e prendo e caccio in pentola…
cattivo non è mai venuto nulla!!!!
22 maggio 2009 alle 12:33
Grande composizione di ingredienti, la rifaro’. Per il fritto, magari, usero’ delle polpette piu’ piccole e faro’ una frittura piu’ veloce e leggera (coincidenza, ho un post proprio oggi sulle fritture leggere). Grazie dell’idea.
22 maggio 2009 alle 12:38
Non sono d’accordo sul passare la pasta sotto l’acqua e come consiglio delle mie maestre, le mitiche sorelle Simili, è sufficiente allargare la pasta scolata su di un grande vassoio unendo un filo d’olio…per il resto…brava, brava e brava….devono essere davvero appetitosi, li proverò sicuramente. Ciao. Paola
22 maggio 2009 alle 12:50
WoW!! Davvero appetitosa e molto estiva. Sicuramente meglio del tofu :))) Mi fa venire in mente una pasta con le erbette che faceva mia madre anni fa, preparava il condimento passando nel burro fuso timo, salvia, rosmarino, maggiorana e chi più ne ha più ne metta (tutto tritato), aggiungendo un po’ di panna da cucina. Con i taglierini freschi ed una bella spolverata di parmigiano erano una cannonta.
22 maggio 2009 alle 12:50
ma non si può evitare di friggerle???
22 maggio 2009 alle 13:07
Mmh…. Sento già il profumino…
Un piatto rinfrescante! Apporterei solo una variazione… passerei le polpettine in forno invece di friggere ;D
22 maggio 2009 alle 13:14
raccolgo al volo il suggerimento di spighetta per le polpettine al forno invece che fritte, più light ;o) per il resto ho scoperto di essere una fan del pesce spada, quindi, lista della spesa, le erbette comincio ad averle un po’ tutte…tranne il timo limone…mmmhh con cosa potrebbe essere sosituito?
22 maggio 2009 alle 13:45
corradoT
più piccole di quelle della cavoletta??? la proporzione forchetta-coppetta della foto mi fa pensare che quest’ultima non sia più grande di una tazza da caffelatte, e prendendo come punto di riferimento gli spaghetti, guarda che (così, ad occhio) non saranno più grandi di una nocciola… direi al massimo un cucchiaino da caffé e nemmeno proprio colmo d’impasto..
se riesci a farle più piccole di così sei un mago!
22 maggio 2009 alle 13:52
roby-janefonda
secondo me, la cottura al forno non va bene, le asciugherebbe troppo e le polpettine devono essere talmente piccole che difficilmente si riuscirebbe a controllarne la cottura in forno. essendo di pesce, poi, molto facilmente tenderanno ad indurirsi quindi vanno cotte proprio velocemente saltandole in continuazione. se proprio non le volete fritte fritte, provate nella wok o in una padella antiaderente con giusto un filo d’olio, basta stare attenti e saltarle velocemente e non sono proprio fritte, ma almeno si evita di farle stracuocere. io faccio così anche con le polpettine svedesi, stile ikea. l’importante è prepararsi tutte le polpettine prima che se le friggete via via che le fate, o siete proprio superveloci oppure le prime rischiano di bruciarsi.
janefonda (wow!)
io ci metterei il timo normale, giusto un po’ meno di quello previsto, e magari aumenterei la melissa che invece è più limonosa
22 maggio 2009 alle 13:54
Brava, quelle polpettine sono veramente carine, belle tondine perfettine…
Castagna
22 maggio 2009 alle 14:01
@Sigrid: se le polpettine le fai con la soia (vabbé tanto sono a dieta quindi non friggo)? Il timo limone sarebbe la citronelle?
@Corrado T: ma non eri tu che per ragioni di salute dovevi evitare grassi e fritture?
22 maggio 2009 alle 14:03
@Sigrid, Donatella e Giulio e tutti quelli che tanto tempo fa mi fecero nera per aver aggiunto la panna alle tagliatelle con i carciofi. da allora, per un bel po’, sono stata valentina_con_panna…
qua c’è un grifone che ha proposto pasta e panna: vediamo se fate nero pure lui!!!
:oP
22 maggio 2009 alle 14:06
@Valentina: sai che mi sono spesso chiesta se la valentinaconpanna eri tu? Hai levato la panna una volta sposata? E dai commenti che lasci ho l’impressione che tu che ti dicevi del tutto inesperta in cucina sia molto migliorata. Il matrimonio (a volte) fa miracoli :-) Quanto al grifone, cosa vuoi, è figlio di una mamma degli anni 80… :-)
22 maggio 2009 alle 14:13
Beh, che dire? Questo condimento lo trovo olto azzeccato, sia per gli ingredienti che per il periodo caldo… il limone e le erbette fresche donano un sapore fresco ed estivo!
:-)
22 maggio 2009 alle 14:22
Mai assaggiata la pasta col limone…. che sia il momento giusto?!?! :-)
Buona “estate” a tutti!!! Si sente anche qui dove si vedono ancora le cime innevate!!
22 maggio 2009 alle 14:47
@barbaraT: mi sa che m’hai beccato! ‘ffettivamente… :-)
@Donatella: si, ma da non molto il medico ha detto di passare a una dieta di “quasi-zero-grassi”, il che vuol dire che una frittura al mese me la posso permettere. Comunque siccome abbiamo fatto fritto giusto ieri sera, queste polpettine dovro’ proprio farle a forno.
A proposito di fritture: butta l’occhio nel mio post di oggi, dove si parla di come friggere leggero, anche con l’aiuto dell’acqua.
22 maggio 2009 alle 15:00
Sono daccordo con Paola (13) per il resto , buona , buona e belle le polpettine ! ciao chiara
22 maggio 2009 alle 15:09
Ciao Sigrid! Che bella idea la pasta con le polpettine di pesce spada…Io l’avevo già mangiata in abruzzo con le polpette di carne e non era niente male (anche se un po’ impegnativa da digerire!). Mi sta quasi venendo voglia di provare le tue polpettine da sole, magari come antipasto ;)
A presto AMY
22 maggio 2009 alle 15:17
Davvero, ma davvero ispirante… poi la pasta con il pesce spada mi fa impazzire!
22 maggio 2009 alle 15:24
@Donatella
ebbene si..sono proprio io!
penso di essere molto migliorata grazie a: 1) il cavoletto, tutti voi cavoletti, i blog amici del cavoletto; 2) il conseguente aumento di curiosità e spirito di osservazione; 3) ho iniziato, pian piano, a dedicare alla cucina parte del mio tempo libero.
ma la panna ce l’ho sempre nell’armadietto, non si sa mai… ;o)
22 maggio 2009 alle 15:26
Sento già tutti i profumi (anch’io sono un po’ ossessionata dal limone e dalle erbe)… Sigrid, con la tua foto ci inviti a tavola?
Per quanto riguarda le polpette, come detto da altri, non le passerei al forno, al massimo le salterei leggermente in padella. Comunque questo piatto mi sembra equilibrato cosi’, il fritto dà una nota ricca che controbilancia la freschezza del resto. Poi, de gustibus…:-)
Buon fine settimana a tutti!!!
22 maggio 2009 alle 15:40
Bello questo piatto di pasta. Sa di mare e di isole. Tra un po’ vengo in vacanza in Italia, non vedo l’ora.
22 maggio 2009 alle 16:09
@Corrado T: senti ma io uso la friggitrice, si puo’ fare quella cosa con l’acqua? Non è che mi succede un casino e do’ fuoco alla casa?
22 maggio 2009 alle 16:21
Questo è un primo ideale per l’estate….bellissima idea!!!
22 maggio 2009 alle 16:23
Bella e semplice ricetta Sigrid! Qui in Canada lo spada non si trova spesso, quindi penso di rimpiazzarlo con un po di sogliola o n’altro pesce bianco. Ma la sogliola s’abbina bene al limone e mis sembra un’ottimo scambio!
22 maggio 2009 alle 16:43
Donatella: mi spiace ma non lo so, da noi la friggitrice non la usiamo. Certo che se e’ di quelle che vanno chiuse per poter friggere, allora non vedo come si potrebbero seguire i singoli fiori. “Sei cotto? No? E allora ti lascio ancora un poco!. Scherzi a parte: non ti saprei dire, magari qualcuno che usa la friggitrice ti puo’ rispondere piu’ seriamente.
22 maggio 2009 alle 16:46
spaghetti passati sotto l’acqua fredda?! e che ti hanno fatto di male? per il resto buona!
22 maggio 2009 alle 16:49
@Marta: prova con l’halibut, ma il Pacific Halibut, perche’ quello atlantico e’ specie in via di estinzione.
22 maggio 2009 alle 17:44
finalmente u piatto di pasta fredda insolita!!!
mi piace!;)
22 maggio 2009 alle 18:23
buona buona buona! adoro il pesce spada… e la pasta con il limone in questo periodo la adoro. brava sigrid :-)
22 maggio 2009 alle 19:12
Proprio ieri mio marito mi ha richiesto la pasta al limone, che però io faccio con bresaola e paprika…Gli proporrò questa versione limonosa ben più estiva e appetitosa!!!
22 maggio 2009 alle 19:52
corradoT
donatella
’sta cosa dell’acqua e del fritto l’ho vista fare pure da un cuoco “vero” in tivvù, lo faceva per la frittura di pesce e diceva che così viene più croccante. io non ci ho mai provato, temendo disastrose conseguenza nella cucina (ebbé, il cuoco aveva una di quelle cucine super professional dove faceva anche dei flambé spettacolari che a me come minimo mi prenderebbe fuoco la cappa…)
eh, noi barbare bisogna stare attente con fuochi&co…
a propo’… bruciaforni babuska!
ora ho capito! è proprio il nome! ecco perché santa barbara è la protettrice degli artificiere! ora mi spiego…
22 maggio 2009 alle 20:23
Mamma mia che buone che devono essere le polpettine di spada!!! A suo tempo avevo già provato la tua ricetta delle polpette di sgombro e queste le faccio di sicuro!!!
22 maggio 2009 alle 21:16
Donatella 21) : citronella , ha le foglie che assomigliano – per forma – a quelle delle pesche , ed in più a strofinamento, emanano il profumo da cui il nome . Timo/limone ,timo a foglia normale,piccola,verde scuro , che profuma a strofinamento, di limone….
inoltre , per tutte le aspiranti ‘Nerone’ , ricordatevi che – Protezione Civile docet – sull’olio bollente e maldestramente acceso , NON VA GETTATA ACQUA ….
22 maggio 2009 alle 21:58
Bravo! simple et appétissant… impossible de passer à côté de cette recette, sans la mettre au programme rapidement: elle fera le boheur de toute la famille réunie pour ce long weekend. Merci
22 maggio 2009 alle 23:15
@sanberny: grazie per le spiegazioni su citronella e timo limone. Per quanto riguarda invece gli incendi, è vero che non bisogna buttare acqua sull’olio bollente, ma non è l’acqua che incendia l’olio, è che gli schizzi di olio che immancabilmente si formano rischiano di prendere fuoco, dando fuoco poi al resto dell’olio, uscendo dalla pentola e finendo sulla fiamma. Ma con la friggitrice non c’è fiamma…
@corrado.T: la mia friggitrice si puo’ chiudere per evitare gli odori, ma si puo’ anche lasciare aperta…
23 maggio 2009 alle 0:34
A tutti/tutte aspiranti Nerone : avvisatemi quando iniziate a friggere ….che vado a fare un tuffo in mare :-))))))) ciao a tutti in particolare a corrado T ;-) chiara
23 maggio 2009 alle 9:57
Avrei solo qualche dubbio sul “rinfrescare la pasta sotto l’acqua fredda”. So di essere influenzato dalle mie letture “bayane”, ma la pasta appena scolata tende ad assorbire ancora acqua, se la si mette sotto l’acqua fredda si rischia di infradiciarla. Meglio usare una superficie fredda: io, in mancanza di marmo, metto per una mezz’oretta in frigorifero una teglia da forno, poi quando la pasta è cotta tolgo la teglia dal frigo e ci metto sopra la pasta, aggiungo un po’ di olio e la rimesto con un forchettone di legno. Un po’ laborioso ma funziona
23 maggio 2009 alle 10:49
Ciao Davide , penso che sia assolutamente il metodo migliore per raffreddare la pasta .
buona giornata !
23 maggio 2009 alle 13:58
….sounds good!!!!! ;)
23 maggio 2009 alle 16:29
Molto fresca ed estiva!
23 maggio 2009 alle 17:59
ciao cavoletto!
ecco, io ogni tanto vengo qui solo per stimolare la fantasia.
Eh già, perchè se mio marito ogni tanto prepara una prelibatezza quasi perfetta in quanto a realizzazione, è anche vero che poco prima passa al supermercato munito di una lista della spesa precisissima.
A me spesso e volentieri tocca il lavoro della brava massaia, ovvero utilizzare in modo adeguato tutto ciò che per un motivo o per l’altro risiede in frigo in attesa di una lesta utilizzazione.
Quindi che fare dei tre miseri filettini di branzino, porzione insufficente per tre bocche da sfamare? (per non parlare di un po’ di provviste da dover mangiare entro stasera?)
Eccoli quindi trasformati in polpettine che ho or ora fatto in carpione (con salvia, un pochino di aglio e cipolla). :) Così li potremo mangiare nei prossimi giorni, senza fretta.
Grazie per la tua fantasia, perchè stimola la mia!
23 maggio 2009 alle 20:59
Sembrano favolosi! un ottimo modo di abbinare alla pasta il pesce spada che, a volte, risulta un po’ “stopposetto”… Ma secondo voi le polpettine si possono fare anche con il tonno rosso?
23 maggio 2009 alle 21:03
Ciao Sigrid, ma che bella fotina!!!
Piatto invitante!!! Ciao! :-)
23 maggio 2009 alle 21:21
Buone le polpette! mi sanno di buonissimi questi spaghetti! :-)
23 maggio 2009 alle 23:56
46)Donatella….non i ho pensato a questo aspetto . D’altronde mica posso sapere che siete tutte super attrezzate nelle vostre super accessoriate cucine : io quando friggo (pochissime volte a dire il vero) utilizzo la vecchia padella a bocca larga e, sopratutto bassa. Il commento nasceva da questo e da un incidente capitatomi in passato :schizzi di olio bollente,relativo fuoco attorno,straccio per asciugare…prima sul banco a spegnere il fuoco e poi …sul braccio per raccogliere l’unto…(Sono masochista) il tutto grazie all’intervento della mia 50…
24 maggio 2009 alle 0:00
48-49) Davide e Chiara -Ge : grazie. imparata cosa nuova .
24 maggio 2009 alle 0:24
Quelle coïncidence, je suis justement allée sur ton blog hier. Les grands esprits se rencontrent ! Je le visite régulièrement sans oser laisser de commentaire, comme toi, faute de temps. La réalisation d’un livre est en effet chronophage et laisse peu de place à la veille. Maintenant que je sors la tête de l’eau, je peux enfin me remettre à naviguer de blog en blog ;) Je suis persuadée que ton prochain livre sera une réussite, tes photos sont de plus en belles et les recettes toujours aussi simples et authentiques. Bonne chance pour la suite et merci pour ton message qui m’a fait très plaisir !
24 maggio 2009 alle 15:34
io credo che abbia suggerito il passaggio sotto l’acqua fredda per un motivo (magari non è questo ma…): per fermare la cottura della pasta.
saluti a tutti ^_^
24 maggio 2009 alle 16:43
@Fiordivanilla: sicuramente è per questo, ma è il freddo a fermare la cottura. Il problema con la pasta (e con il riso) è che si comporta come una “spugna”, cioè continua ad assorbire liquidi anche dopo essere stata scolata (è per questo che viene così buona quando la si ripassa in padella col sugo: tende ad assorbire anche quest’ultimo). Se la passi sotto l’acqua fredda la cottura si ferma, ma rischi che assorba acqua in eccesso. Per questo è molto meglio usare una superficie fredda
24 maggio 2009 alle 16:56
Anche i tedeschi lavano la pasta e il riso dopo la cottura, per levare l’olio in eccesso che aggiungono sempre all’acqua. E lo fanno anche gli inglesi.
24 maggio 2009 alle 17:05
@Wella: il che mi fa pensare che sia giusto non farlo :-DDD
24 maggio 2009 alle 17:24
ALLORA.
Meraviglioso il sito, meravigliose le foto, ma ancora di più le ricette!!!!! Ho fatto incetta di PDF e non vedo l’ora di provarle!!! Ti farò sapere se mi sono venute bene.
Inutile dire che passi tra i miei preferiti in pianta stabile e duratura.
A presto, grazie!!!
24 maggio 2009 alle 18:15
@ Davide 62
Si, va bene, pero’ i tedeschi e gli inglesi non hanno idea di che cosa voglia dire ” pasta al dente”, anche se dirlo va molto di moda qui. Credo che Sigrid, che e’ una grande cuoca, abbia le sue ragioni, forse questa e’ un’insalata di pasta che va mangiata fredda. Credo che anche gli italiani lo facciano per le insalate di pasta. O no?
24 maggio 2009 alle 18:31
Sigrid, ma dove sei? Non sarai ripartita in vacanza?
24 maggio 2009 alle 18:49
@Wella: credo di non essermi spiegato. Con la frase sui tedeschi e gli inglesi intendevo esattamente dire che – non essendo essi per ragioni storiche, culturali, ecc. – dei provetti pastaioli, potrebbero non essere i modelli migliori da prendere a prestito. Quando a Sigrid, seguo questo blog con grande piacere proprio perché è una grande cuoca; e infatti non ho mai scritto il contrario. Ho solo fatto una osservazione (con formula dubitativa) sulla procedura suggerita da Sigrid (la quale, oltre che grande cuoca, è persona che apprezza le osservazioni, e credo che non ami essere soggetto di “ipse dixit”) perché, dopo averla sperimentata più volte, ho riscontrato che provoca un inconveniente. Con un altro metodo, sperimentato anche questo più volte, l’inconveniente scompare. Il che non significa che il mio metodo sia migliore in assoluto (sono uno di quei relativisti che non piacciono al vescovo di Roma): significa solo che lo trovo più congeniale al mio modo di cucinare; e siccome siamo esseri umani e non isole, ho voluto condividerlo (i blog sono stupendi momenti di condivisione, e questo non fa eccezione) con gli altri amici cavoletti, pensando che potrebbe essere una informazione utile anche ad altri. Il bello (sempre secondo me, benintenso) della cucina e della gastronomia è che sono saperi condivisi, patrimonio di tutti, e che ognuno può portare idee nuove. Idee che possono anche rivelarsi delle fesserie (sapessi quante fesserie ho fatto io in cucina, alcune non le racconterò mai perché mi vergogno), ma prima di cestinarle come tali vale la pena di provarle.
24 maggio 2009 alle 19:12
Davide. Concordo su quel che dici.
Sperimenterò la tua tecnica.
24 maggio 2009 alle 19:34
@ Davide 66
Davide, sono d’accordo con te. E credo che il tuo metodo sia, si, il migliore in assoluto, perche’ e’ anche il metodo degli italiani da secoli, e l’esperienza di secoli avra’ pure la sua importanza. Per quanto riguarda Sigrid, e’ chiaro che tutto quello che lei scrive nel suo blog diventa “tema” e credo se ne possa parlare liberamente. Sono proprio le differenze a rendere tutto cosi interessante. Se le differenze non fossero cosi affascinanti e interessanti io oggi non sarei all’estero. E’ la cosa piu’ bella e’ proprio l’essere straniero per poter vedere la vita, compresa la cucina, con altri occhi, anche quella propria. Anche con occhi critici, ma non per questo in senso negativo.
Sigrid, grazie dell’ospitalita’, grazie perche’ ci dai la possibilita’ di confrontarci, qui su questa tua piazza. Si, Piazza Cavoletto Di Bruxelles.
24 maggio 2009 alle 19:54
Davide,in cucina…nessuno nasce imparato ( come dicono abitualmente) : errare è umano , ma c’è un altro etto che ci viene in soccorso : sbagliando si impara . Se poi trovi qualcuno che ti dà una dritta , meglio (to l’ho già detto più sopra ):risparmi tempo.
24 maggio 2009 alle 20:02
Ma infatti il bello sta proprio nell’imparare mettendo – è il caso di dirlo – le mani in pasta. Poi la stessa procedura può andare bene per alcuni e male per altri, dipende credo dalla propria “mano” cuciniera, ma anche dalla propria storia personale, che contribuisce a formarci il gusto
24 maggio 2009 alle 21:33
Scusa Davide,
mi sono appena resa conto di aver parlato di un’altra cosa, tu parlavi di come raffreddare la pasta, io di come condirla rispetto al metodo tedesco-inglese, vabbe’ ci siamo capiti…
Qualche volta parlo a vanvera.
24 maggio 2009 alle 21:48
carissima sigrid e frequentatori del blog è da diverso tempo che leggo con passione il cavoletto anzi oserei dire che oramai è quasi un ossessione …quasi tutti i giorni passo da qui.. sigrid non vorrei cadere nei soliti melensi complimenti ma ti meriti veramente un bravissima la tua conoscsnza del pianeta cucina e la tua simpatia traspaiono da tutto ciò che scrivi brava! per quanto riguarda raffreddare la pasta no non sotto l’acqua fredda! saluti a tutti
24 maggio 2009 alle 21:55
Già, gli inglesi aggiungono l’olio all’acqua della pasta!! E’ un errore perchè in questo modo l’olio aderisce alla pasta e poi non assorbe più bene il sugo (mica per niente la buona pasta non è vetrosa ma un po’ rugosa. Mai provato la Setaro? Io la adoro).
E’ vero come dice Davide che la pasta cotta tende ad assorbire dell’acqua ma se raffreddiamo immediatamente non dovrebbe assorbirne più di tanta. Non ho mai provato però perchè non sopporto la pasta fredda :-D
ciao Dario
24 maggio 2009 alle 22:26
davide
io pure la pasta per freddarla l’ho sempre messa in una ciotola larga e bassa con un po’ d’olio e sventolandola a dovere (un po’ come il riso per sushi), ma questa cosa della refrigerazione della teglia mi sembra veramente ‘na genialata!
hai proprio ragione sul mondo dei blog, la condivisione delle proprie esperienze è un veicolo di diffusione di conoscenza da non sottovalutare e qui da sigrid di consigli (di ogni genere, direi) ne girano a bizzeffe e questo è quello che ha contribuito a creare una vera e propria comunità che è cosa buona e giusta e piuttosto rara nel mondo del web.
io personalmente ho imparato a “conoscere” tanta gente non solo interessante davvero ma che mi ha passato tanti di quei trucchetti (a parte sul tofu su cui resto ferma sulle mie convinzioni) che ‘manco su cento libri di cucina.
ora, alla lista, aggiungo la teglia nel frigo per raffreddare la pasta fredda..
e con ciò, buonanotte a tutti..
24 maggio 2009 alle 23:00
Bau.
24 maggio 2009 alle 23:31
75)Delano : dici che dovremmo stringerci la zampa?……..
24 maggio 2009 alle 23:52
sanbernardo
ti è scappato un refuso divertentissimo per questo blog filosoficoculturalfotograficogastronomicoecc! ” etto ci viene in soccorso”: ma ci sono occasioni nelle quali ci servirebbe una tonnellata e non solo un etto di soccorsi! ciao buona settimana a te, alla padrona di casa e a tutti
25 maggio 2009 alle 0:11
Sono nuovamente daccordo con Davide , il bello di questi blog è anche la condivisione e il confronto . Comunque per tutti i …San Tommaso , non vi resta che provare . In contemporanea tutti e due i metodi . Poi fateci sapere.
chiara
25 maggio 2009 alle 1:56
77)iomilanese-Laura : ti ringrazio, doveva essere
‘detto’ , e pensare che qualcuna……mi diceva che sembravo esperto……NEGLI ERRORI…… senz’altro,per gli altri aspetti della vita…mi arrangio
25 maggio 2009 alle 7:35
Miiii quante discussiooooniiii… :-))) Dunque, allora, io la pasta l’ho raffreddata perché appunto non la volevo mangiare calda (avete dato un’occhiata al termometro? :-), insomma non è una cosa che faccio sistematicamente (cioè si ma solo per le insalate di pasta) e sinceramente, no, non mi sembra un passaggio che comprometti seriamente la qualità della psta stessa (non al punto di farci della letteratura sopra, si vous voyez ce que je veux dire… :-) Comunque, vabbene, sfida ben accetta, al prossimo giro la faccio raffreddare in un altro modo, per vedere… :-))
25 maggio 2009 alle 8:41
RAFFREDDAMENTO PASTA: dopo aver provato i diversi modi io allargo la pasta su un vassoio e la schiaffo in frigo, zona meno fredda. Dopo 5 min la giro e la lascio ancora 2-3 min. In questo modo la pasta non assorbe acqua, non e’ coperta da olio, e il freddo blocca qualunque processo attivato nella pasta dal calore della cottura (Dario… sul “processo”: ho detto una fesseria?). In seguito basta lasciarla una decina di min. a temperatura ambiente prima di condirla.
FRITTURA CON AIUTO DI ACQUA: Oh, miscredenti, ma perche’ non provate, prima di parlare?
Leggete per favore il mio post e i commenti: l’acqua e’ solo un aiuto alla frittura, e non provoca schizzi piu’ che del normale.
Sigrid: scusa l’intromissione per l’argomento del fritto.
25 maggio 2009 alle 8:44
Sigrid: ma chi ti scrive le subroutines di analisi testo per la moderazione?