
Faticoso è stato faticoso! :-) Ma pieno di emozioni, gioie e sorprese anche, quindi è decisamente valso la pena! :-) In sostanza ho passato queste ultime settimane a sguazzare fra un 450 ricette, alla ricerca di ciò che m’attraeva, di ciò che avrei voluto cucinare e portarmi dietro nel cestino sul prato… alla fin fine ho prediletto ricette con un ché di rustico – che dopotutto è un picnic, percaritadiddio, non una cena per incontrare i futuri suoceri :-P – anzi questo me l’avete fatto capire proprio voi che avete mandato, prevalentemente, sapori genuini e preparazioni non troppo complicate e avevate ragionissimo!!
Intanto vorrei precisare che se non trovate il vostro nome fra i ‘vincitori’ non vuol dire, per forza, che la vostra ricetta non mi è piaciuta o non sia valida: come sempre è stato un po’ una lotteria, si trattava di fare una specie di menu o comunque un insieme coerente per cui alcune proposte, benché belle e seducenti, non ho potuto conservarle semplicemente perché non quadravano molto con il resto (penso sopratutto alle proposte etniche fra cui molte cose interessanti), parecchi anche i ‘doppioni’, in alcuni casi (come il pane ripieno o il pollo in carpione) ho scelto in base a preferenze mie personali sugli ingredienti o i procedimenti o la presentazione finale, in altri casi i doppioni erano cosi talmente tanti – la frittata di pasta per esempio – da essersi autoesclusi tutti insieme perché non c’era proprio verso di sceglierne una piuttosto che un’altra. Esluso anche ciò che non potevo cucinare io qui e ora (colpa della stagione e di alcuni prodotti che non avevo a portata di mano, eppure io le foto le dovevo ffa’ adesso! :-) e tutto ciò che conteneva ingredienti a me non molto graditi (vi lascio immaginare l’elenco, per fortuna breve :-). Insomma, questo per la parte ‘giustifico-le-mie-scelte-e-spero-nessuno-se-la-prenda :-) Infine, ho tardato molto ad annunciare i risultati perché mi sono impuntata a cucinare/fotografare/assaggiare le 10 ricette che veranno riportate nel cavoletto-libro (in realtà per arrivare a queste 10 ne ho preparate una buona ventina :-)) e tengo a precisare che appunto i dieci del libro sono tutti molto buoni e soddisfaccenti (detto non solo da me ma anche dal marito che si è trovato suo malgrado a fare da cavia seriale – nel senso che credo che abbiamo pranzato e cenato a base di ricettepicnic per 10 giorni :-), insomma, pirsinalmente di pirsona, sono felice e convinta delle mie scelte :-). Vabbe, bando alle ciance, ecco l’elenco dei fortunatissimi eletti… :-))
(piccolo aggiornamento: se qualcuno ha voglia condividere la propria ricetta picnicosa mandata per il concorso, publicandola sul proprio blog o ovunque sia: benvolentieri, mi può sempre mandare il link e aggiungerò a questo post! :-)
I vincitori
Il picnic dei lettori, il menu
(le ricette verranno riportate, con nome autore e foto ricetta, in Il libro del cavolo, gli autori riceveranno il libro e il cavoletto-grembiule)
La focaccia con olive e lavanda di Alessandra Gaddi
Il cake con albicocche, caprino e basilico di Virginia Portioli
L’insalata di pane e peperone di nonna Pacifica di Lidia
L’insalata di bulghur, polpo, ceci e arancia di Dora Sirotti
Il pane ripieno di Marinella Porzio
Le tartelettes ai cereali con crema di feta e verdure di Barbara Toselli
L’hamburger vegetariano di Fabien Butazzi
Il pollo in carpione di Milena
Il muffin di mela verde e zucchine di Barbara
Biscotti al vinsanto di Viola Mazzucco
Menzioni onorabili
(riceveranno il cavoletto-grembiule)
Il panino messicano alla greca di Konstantina Kostourou
I bicchierini Cheesecake Pic-chic di Ilaria Cepparri
La torta di cioccolato e lamponi di Arianna Tonelli
La quiche carciofi e vaniglia di Giulia Demaria
La torta maltese di Francesca Moriero
I pancakes zucchine e feta di Yatra Dhyan
Le lumachelle orvietane di Paoletta
Il cake ai fiori di tarazzacco e violette di Elga Cappellari
Il panino povero ma bello di Roberto Scovazzi
La terrina di tacchino e pistacchi di Paolo Grandi
La preferita di KitchenAid
E infine… l’attesisssssimo pensierino offerto da KitchenAid – nella persona di Gabriele Garella :-) – per la ricetta picnic da loro preferita (capire: bella, sana, elegante e preparata con intervento di elettrodomestici :-)…
Riceverà il Food processor Artisan (nel colore che vorrà lei) Barbara Toselli per le sue ottime tartelettes ai cereali, crema di feta e verdure.
Piccolo premio della giuria
(ci è unanimamente piaciuta, ricompensiamo anche Enrico con un grembiule e riporto per intero il suo messaggio)
La ricetta del milonga de l’angel di Enrico Girardi
Avevo uno zio, un valdostano un poco particolare in virtu’ della sua statura e delle poche parole che era solito dire; nato nello scorso secolo (fine del 1800 per intenderci)… era una uomo da capire, difficile a tratti da afferrare nel suo sguardo e nei suoi gesti impacciati, ma a modo loro armonici… quasi una danza. Be’ lui era proprio fuori dal comune: era altissimo, quasi 2 metri… e – per essere un Valdostano – in quegli anni vederlo dava la stessa emozione che si sarebbe potuta provare nello scovare improvvisamente un fungo porcino sano nei giardinetti di piazza Castello a Milano.
Conobbe una ragazza – una “nube dal ventre piatto” la definiva lui – per via epistolare; lei lavorava a Venezia, ma era di Chioggia ed aveva un paio di labbra “…che – ostrega! – se le baci non ricordi nemmeno piu’ come ti chiami”.
Si incontrarono 2 sole volte.
La prima fu alla fine di un binario di montagna… se ben ricordo dalle parti del Cadore… dove ancora adesso la motrice deve fermarsi giacche’ non vi sono piu’ binari.
La seconda fu dopo che dovette fuggire per dimenticarla (dovete sapere che lui – Eliseo il suo nome – era sposato… anche se pochi lo sapevano).
Fuggi’ per melancolia ed ando’ in sud America.
Laggiu’ fra le varie peripezie che la sua saporita vita gli propose si trovo’ a che fare con un giovane compositore di musica… un tale Astor (giuro!! Si chiamava davvero cosi’).
Dopo il lavoro i due si ritrovavano di sera davanti ad un pianoforte di un vecchio bar fumoso, una bettola.
Mio zio per sbarcare il lunario faceva il cuoco a quei tempi.
Una sera – neanche a farlo apposta era agli inizi di Novebre – vide una bella ragazza sui 30 anni che gli ricordava la sua fanciulla di Chioggia (una bellezza da capire, certo… non facile), cosi’ – preso da melancolia acuta – volle farle un dolce che potesse dare il senso di quei suoi sentimenti semplici, ma investiti da mille sfumature di bianco e di nero: improvviso’ quasi musicalmente la trasposizione di una ricetta valdostana mescolandola con alcuni ingredienti che aveva a portata di padella li’ in cucina.
Uni’ 4 modeste mele renette a 5 cucchiai di zucchero ed un poco d’acqua… cose saporitamente povere… e le fece cuocere lentamente in una casseruola.
Poi prese la scorza di un piccolo limone (non trattato, ai tempi i limoni erano solo limoni) e la grattugio’ tutta come se dovesse scannare quel frutto giallo. Poi prese le mele – ormai quasi una purea grossolana – e ci mise dentro la scorzetta di limone ed un piccolissimo filetto di scorza d’arancia; angosciato monto’ di corsa, giusto un poco, 250 grammi di panna ed uni’ le due parti come se fossero stati lui (la mela) e lei (quella nuvola candida).
Astor suonava una melodia perfettamente intonata ai suoi gesti e a quella ragazza: una Milonga.
Alla ragazza venne servita quella scevra delizia da un cameriere senza che questi proferisse una parola. Lei non capi’, ma mangio’ e pianse.
Eliseo era seduto sulla pedana della balera e guardava Astor che aveva assistito alla scena e mentre guardava improvvisava su questa sua Milonga e poi guardo’ mio zio, si giro’ di scatto, guardo’ lei… poi capi’ e volto’ lentamente il capo verso i tasti del suo pianoforte.
Non c’era silenzio in sala, ma a bassa voce disse un’unica frase quella sera: “Milonga, Miloga del Angel”.
La seconda volta che lui e la ragazza di Chioggia s’incontrono non me lo racconto’ mai come ando’… ma quando Eliseo ci pensava gli veniva fuori un sorriso di quelli che ti fanno annusare il suono di una vita intera.
Mio zio mori’ alcuni anni fa, in silenzio a Saint Pierre, poco distante da Aosta; oggi era li’, nel piccolo cimitero di fronte alla montagna piu’ bella che io abbia mai visto (la Grivola), ed ogni tanto vado a trovarlo portandomi dietro 2 porzioni di “Milonga” fresca.
Picnic in rete (under construction! :-)
(piccolo elenco di chi ha partecipato e reso la propria ricetta disponibile in rete)
La chiocciola di spinaci al sesamo di Lenny
L’hamburger vegetariano di Fabien
Le lumachelle orvietane ( e seconda versione!) di Paoletta
Il cake profumato alle erbe di Cecio
I cookies salati pomodoro, pecorino e pistacchi di Dada
Le girelle con marmallata di limone e pistacchi di Pappareale
Le girandole con asparagi e pecorino di Rita
Le miniquiches verza radicchio e noci di Silvia
I muffin con zucchine e mele di Barbara.Babs
La frittata di maccheroni ‘molecolare’ di bucanero
I muffins integrali al paté di pomodori secchi di Juls
La frittata arrotolata di Evelyn
Quiche di cipolla rossa, feta e caprino di Puracucina
Il cake con caprino, albicocche e basilico di Virginia
Lo strudel di scarola del Folletto Paciugo
Il panino messicano alla greca di Konstantina
Il rotolo al prezzemolo e prosciutto di Praga di Sara
the end
A tutti i miei complimenti, e un sentito grazie per aver avuto voglia di giocare e di costruire insieme un capitolo del mio libretto in progress!! A questo punto non ci resta che organizzare un picnic vero e proprio, che ne dite dell’autunno?! :-)
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Categorie: the cavoletto show
Scritto da Sigrid giovedì 4 giugno 2009




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