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Gazpacho di patate alla vaniglia

Tanto lo sapete già, ogni [1] anno [2] verso questo periodo [3] mi riprende la mania delle zuppette [4] fredde un po’, hum, originali, e non smette proprio mai di meravigliarmi quanto sia versatile il concetto gazpacho appunto. Stavolta una versione piuttosto audace (roba da chiedersi cosa potrò mai inventare ancora l’anno prossimo, uhps? :-), ma davvero piacevole. La vaniglia con le patate e col salato in generale credo avessimo già apurato [5] che si potesse ffa (sempre Pierangelini docet ma comunque ormai, nella purea di patate, è quasi un classico), volevo trasformare il tutto in zuppa fredda solo che ci ho messo un po’ a capire come bilanciare il lato sostanzialmente dolce e morbido della patate arrotondata dalla vaniglia. Quindi il jerez e la puntina d’aglio del gazpacho cascavano veramente a fagiuolo. Per ora lo consumo così, mi sembra anche ottimo per accompagnare, in minibicchieri, i finger food dell’aperitivo, poi nulla vieta, ovviamente, degli sviluppi intorno allo stesso tema, per dire, ci vedrei bene, sul lato, un minispiedino di boconcini di salmone o maiale teriyaki :-)

Gazpacho di patate alla vaniglia

patate medie 2
vaniglia mezza bacca
pane bianco raffermo 2 fettine
mandorle spellate 30g
aglio mezzo spicchietto
aceto di Jerez 2 cucchiai
olio d’oliva 4 cucchiai
sale

Sbucciare le patate, tagliarle adadini, immergerle nell’acqua fredda e nel mentre portare a ebollizione dell’acqua salata in un pentolino. Scolare le patate e farle cuocere per una decina di minuti nell’acqua bolente, scolare di nuovo, sciacquare e lasciar raffreddare completamente. Trasferire le patate in una ciotola. Aggiungere il pane spezettato, l’aglio tritato, le mandorle tritate, i semini grattati della bacca di vaniglia ela bacca, l’aceto, l’olio d’oliva e una presa di sale. Coprire il tutto con dell’acqua fredda e conservare al frigorifero per una notte. L’endomani, togliere la bacca di vaniglia e frullare il tutto (se usate un mixer a bicchiere, funzione shake), aggiustare semmai un po’ l’acqua, deve venire una cosa ‘bevibile’ quindi lenta, riporre al fresco e servire freschissmo.

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