
Poiché fa talmente caldo che persino l’atto di aprire il frigo per tirarne fuori l’acqua ghiacciata è diventato un esercizio quasi intollerabile, dimentico un attimo fornelli e padelle e faccio il mio quarto d’ora amarcord pensando al fatto che solo due giorni fa me ne stavo con 25°C sulla sconfinata spiaggia di Ostenda con il naso puntato all’orrizzonte, meditando fra tenero venticello, rumore del mare e sottofondo di gabbiani… :-)










Visitare O0stende?
Da Bruxelles sono 1h20 di treno, in ogni stagione meglio portarsi una giacca a vento, per il resto la città è piccola per cui la si gira tranquillamente a piedi, a patto di prendere un alloggio in centro. Consigliatissimo l’Hotel du Parc, tre stelle, nessun fronzolo ma decisamente pulito e bellissimamente retro (badate alla scala art nouveau), oltre ad essere assolutamente centrale. Ci troverete una colazione da perfetto piccolo belga (dal pane con l’uvetta ai pistolet con formaggio e prosciutto senza dimenticare il lunghiiiisssimo caffè nostrano :-), e per di più sta sopra allo storico caffè du parc dagli interni di legno che non mi stano mai di ammirare, dove il caffè lo servono ancora con il filtro d’argento che deve datare di 50 anni fa, stupendo :-)
Se andate non vi perdete…
La sogliola alla mugniaia, un classico; le croquettes de crevettes (delle crocchè fritte a base di besciamella e gamberetti grigi, la fine del mondo!), i migliori sono da Ensor nella galleria Ensor, o, sullo stesso tema, le tomates crevettes; provate anche il waterzooi di pesce (una sostanziosa zuppa di verdure e filetti di pesce legata con tuorlo e panna), e anche, in generale, il merluzzo fresco, il granchio e, figurarsi, le cozze. Poi anche: il pollo arrosto senza posate (nel senso che vi tocca arrangiarvi con le mani) al Koekoek, una istituzione che si trova nella Langestraat. Lato dolci, fate un salto da Jacques, nel Adolfbuylstraat a due passi dalla Wapensplein, storicissima confiserie che fa i miglior torroni, bucce di arancia canditi passati nel cioccolato e babelutes (delle caramelle al burro) che io conosca :-) e per pane, cornetti & co, da Dewulf nella Kapellestraat (o al t’Molenke). Per scoprire invece lo sconfinato mondo dei formaggi belgi c’è Haspenslag nella Wittenonnenstraat, bella bottegona dagli interni di legno e forme di formaggio ovunque. Se dopo tutto ciò c’avete ancora un po’ di fame, troverete vicino al mercato del pesce delle bancarelle che vendono wulloks (chiocciole di mare bollite), aringhe e più o meno qualsiasi altra cosa di pesce che si possa mangiare per strada, o provate a entrare in qualsiasi salumeria/pescheria e fatevi fare un panino con l’isalata di granchio o di gamberetti. In alternativa potete fare come i puri e duri e comprare, alla Vissetrap, il mercato del pesce sul porto, un paio di etti di gamberetti freschi (in sostanzavengono bolliti direttamente sul peschereccio) poi vi schiaffate di fronte in un bar, ordinate una blanche de bruges e sgranocchiate i gamberetti sorseggiando la birra :-) Infine, per il caffè pomeridiano e l’aperitivo, una sosta sulla terrazza al caffè du parc, place Marie-Josée, fra camerieri in bianco e nero e anziani venuti a osservare i passanti, è rigorosamente d’obbligo, lo facevano già i miei nonni 40 anni fa :-)
Per prepararvi psichologicamente… :-)
Leggete La plage d’Ostende, di Jacqueline Harpman, stupendo romanzo (in francese:-P) che dipinge assai perfettamente cos’è il mare del nord d’inverno, e quella sensazione mista fra romantica e tormentata che suscita :-) Già che ci siete, oltre a qualsiasi cosa di Hugo Claus, leggete anche Tyl Ulenspiegel, Bruges la Morte e le Balises pour l’histoire de la littérature belge…
Informatevi su James Ensor e Leon Spilliart, due pittori di Ostenda stranoti e anche loro decisamente rappresentativi;
Ascoltate Arno – il più tutto (noto, tormentato, pazzoide, dipendente, iconoclasta) dei cantanti di ostende, o rispolverate di un vecchio ritornello made in Italia :-)
| Tweet |
Categorie: belgio, brunch & picnic, travel
Scritto da Sigrid venerdì 17 luglio 2009




Pingback: Calabriario 2009 | il cavoletto di bruxelles
Pingback: il cavoletto di bruxelles
Pingback: L’anno del Cavolo [Retrospettiva 2009] | il cavoletto di bruxelles
Pingback: Dinant | il cavoletto di bruxelles
Pingback: Del mare del Nord « francescabianca