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Dell’ultimo giro di boa e del latte che se ne stava in piedi…

Posted By Sigrid On 04/08/2009 @ 14:05 In al cucchiaio,brunch & picnic,il libro del cavolo,tradizioni d'italia,travel | 73 Comments

An vedi, la signorina va a Fossano! E che c’è da vede’ a Fossano??
(dixit il ragazzo dell’agenzia viaggi quando sono andata a fare il biglietto del treno.)
Fra parentesi, se mai dovesse venirvi in mente l’insulsa idea di fare roma torino in treno IC un giorno di fine luglio, lasciate perdere subito e prendete piuttosto un aereo, non agiungo altro, da Dutto c’è scritto [1] tutto – hihhi, fa rima – si scusate, sono un po’ stanca :-).

Duuunque. Per colloro che non lo sapessero (ce ne sono?? :-), stavo quindi scrivendo un libro, anzi IL libro del cavolo, che è o sarà in qualche modo un prolungamente cartaceo del blog, anche se un filino diverso dal blog lo è pure… Ma su com’è e come non è magari riparleremo più avanti, per esempio nel giorno in cui vi farò vedere la copertina (eheheh :-). Comunque sia, un libro, per quanto sia del cavolo, è pur sempre un libro e così dopo mesi e mesi di ricette e scrittura, scambi via ftp, skype e telefono, alla fine arrivò il giorno in cui anche la pagina 256 era stata completata – con solo 15 giorni di ritardo sull’agenda stabilito a inizio anno – e quindi a quel punto c’era da rileggere ancora le bozze, apportare le ultime correzioni, scegliere le ultime immagini, colori, ghirigori qua e là, rifare altre prove copertina (tutte cose già fatte prime ma, sissà, gli esseri umani son belli perché delle volte cambiano idea :-), e mille altre cosette che così a vederlo un libro uno mai s’immaginerebbe dell’immmmeeeeensoooo lavoro che c’è dietro. Tutto questo quindi l’abbiamo fatto in questi ultimissimi giorni di pre-vacanza. Luogo: Fossano, provincia di Cuneo. E non penso che mi leggono ma all’attenzione degli operatori turistici dell’ostiense mi verrebbe da aggiungere che Fossano – che fin qui avevo sempre intravvista di corsa – è un bellissssssimo posto, raccolto, storico, umano, a due passi (anzi a una curva, ma una di quelle curve che delle volte non si superano indemni, meno male che eravamo in landrover) dalle Langhe [2], tre da Torino, dalla Liguria e via dicendo. Ecco, mi viene già voglia di tornarci (@Davide: noooo, non è veeeeerooo, sto scherzandoooo!! - il poveretto si prende un infarto se lascio intendere che potrei sbarcare di nuovo li e rimettermi a discutere per ore impuntandomi su temi tipo ma quanto sono assurde le bollicine della lurisia [3]? :-) Comunque, vabbe, noio abbiamo pressoché fatto, e io prima di andare a riposarmi nel solito paese delle marmellate [4], vi lascio due tre cose di Fossano (veramente contate ché non ero mica lì per girare con la macchina foto :-)

Sopra qualche scorcio del centro (l’ho detto, avrò fatto sì e no 5 scatti, eppure questo luogo merita, che fosse solo una scusa in più per mandarvi a vedervelo da soli?! :-P). By the way, non ne ho ben capito le date ma qualche mese fa sono capitata a Fossano una domenica mattina in cui c’era un mercatino di cose vecchie nel centro (io adooooro le cose vecchie :-) ci ho rimediato una vecchia bottiglia da latte, delle ciotole deliziosamente vissute e dei cavovacci di canapa dell’altro secolo, stupendi (se qualcuno sa come e quando si organizzano ste cose, ce lo faccia sapere :-)

Sopra: prima di darsi alle penne colorate (sotto), la mattina iniziava con la colazione al Palazzo Righini [5], fresco di apertura al pubblico. Per ora ci sono un lounge bar e un ristorante, nuovissimi, all’interno di un palazzo storico ancora in via di restauro. Al bar si trovano dei cornetti briochati e sfogliati, fatti in casa; okay, non sono dei croissant francesi azi mi sta benissimo, sono curati e sanno di buono, e francamente non so da quando no mi capitava più una colazione con un tale tasso di soddisfacenza :-) Il ristorante invece, che si chiama Antiche Volte, meriterebbe un post a sé: lo chef si chiama Flavio Ghigi, è giovanissimo (cioè, con i suoi 28 anni è più piccolo di me, sob) ed è davvero davvero in gamba (è come per i cornetti, quasi non ricordavo da quando vedevo più un cuoco così :-), ma questo lo si può capire anche dal suo curriculum [6]. Preciso, serio, attento, motivato, disponibile, i suoi piatti non sono particolarmente stravaganti, ma sono puliti, precisi, eleganti, e con delle cotture stupende (quasi che vorrei sognare di notte di quei calamaretti spillo tenerissimi che accompagnavano una lasagnetta alla parmigiana delicata e dalla sfoglia per-fet-ta). Tutte cose che mi fanno pensare che questo giovanotto, che di strada ne ha già fatta davvero tanta, andrà lontano, sissisi :-) Anzi, proprio a Flavio ho anche scucito una ricetta, quella del latte in piedi (nella prima foto di questo post) che serve al ristorante insieme ad altre cosette dolci: beh io del latte-in-piedi non avevo proprio mai sentito, ma sembrerebbe sia una preparazione piemontese piuttosto comune. E in sostanza un budino ma non di quelli che diventano proprio sodi, questo qui rimane invece morbido e cremoso e il suo buon profumo di vaniglia ti fa tornare in infanzia :-). Appena rientrata a casa mi sono quindi affrettata di prepararli (anche perché avevo della panna e delle uova da eliminare dal frigo prima di andare via :-P), la ricetta la trovate alla fine di questo post :-)

Infine: il mistero del Ciabot finalmente chiarito. Avevo sentito nominare un paio di volte questa tipica casetta di campagna piemontese, ora l’ho anche vista ed è semplicemente stupenda. Questa qui nella fattispecie ha dei cespugli di lavanda davanti all’ingresso (ora mi spiego perché Davide è famoso per i suoi condimenti profumati :-), e, come in ogna campagna che si rispetti, dei fichi, melograni, un’altalena e via dicendo. E l’ultima serata fossanese se n’è andata cosi, tutti [7] intorno al tavolo di legno apparecchiato in mezzo all’erba sotto un’unica lampadina che penzolava sconsolata nel buio, nel fresco respiro che la sera arriva dalla montagna, a dividere delle bistecche della Granda [8] grigliate e affettando l’inevitabile e sempre commovente salame crudo Dho [9]. E poi un piccolo brindisi al nebbiolo, alla fine dei lavori… :-)

Il latte in piedi
di Flavio Ghigi (chef alle Antiche Volte)

latte fresco 500g
panna fresca 200g
zucchero 200g
albumi 150g
uova 100g
vaniglia 1 bacello

Versare tutti gli ingredienti in una ciotola capiente, aggiungere i semini di vaniglie, sbattere in modo da ottenere un composto omogeneo e versare in tazzine individuali. Sistemre le tazzine in una teglia da forno profonda 5 cm, aggiungere nella teglie 2-3 cm d’acqua bollente, coprire le tazzine con un foglio di carta forno e infornare il tutto a 120° per circa un’ora. (io l’ho lasciato circa 20 inuti in più, credo che possa variare da un forno all’altro, in ogni caso basta osservare la consistenza dei budini, che devono essersi rappresi). Sfornare, togliere le tazze dall’acqua e lasciar completamente raffreddare poi riporre il tutto in frigorifero e servire quando le cremine saranno belle e fredde.

piesse: le foto in cui ci sono io sono, ovviamente, credit fotodutto [10]! :-)

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[1] scritto: http://www.davidedutto.it/_blog/?p=2309

[2] Langhe: http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/06/hips

[3] lurisia: http://www.lurisia.it/

[4] marmellate: http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/08/la-calabria-10-cose-da-mangiare-e-altrettante-inutili-considerazioni

[5] Palazzo Righini: http://www.palazzorighini.it/

[6] curriculum: http://www.palazzorighini.it/?area=75

[7] tutti: http://www.cibele.it/

[8] Granda: http://www.lagranda.it/

[9] salame crudo Dho: http://www.salumeriadho.it/salameCrudo.php

[10] fotodutto: http://www.davidedutto.it/home.php

[11] 19: http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://www.cavolettodibruxelles.it/2009/08/dellultimo-giro-di-boa-e-del-latte-che-se-ne-stava-in-piedi

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