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Lo strudel di scarola di Paola

Posted By Sigrid On 15/10/2009 @ 11:53 In tradizioni d'italia,verdure | 100 Comments

Hum… stamattina quando sono arrivata al computer ho trovato la casella della posta pienissima di messaggi, e per il mio grandissimo stupore mi sono resa conto che forse (forse) ho finalmente superato il trauma dei 30 anni (ci ho messo due anni, vabbe :-). Anzi, approfitto per ringraziare di cuore tutti per la marea di auguri, quasi che mi commuovo :-) Poi c’è poco daffa’, a me i compleanni mi fanno – tanto per cambiare – pensare all’infanzia, quando quel giorno li dell’anno era particolare e delizioso, e in qualche curioso modo è ancora un po’ così :-) C’era anche chi mi chiedeva se avrei fatto vedere la torta che ho preparato per me stessa: beh, in realtà, le torte mi piace farle per gli altri, quindi no torta in uscita (in compenso se riesco faccio un salto per merenda da Cristalli di zucchero [1], mo’ non scherziamo, è pur sempre il mio compleanno, eccheccavolo :-)).

Oggi invece si va i strudel salato. La ricetta l’ho scoperta la scorsa settimana nel Cilento ed è di Paola De Conciliis, dell’omonima azienda vinicola [2] (anzi, se volete vedere qualcosina di come si vendemmia, ho messo un filmino qui [3]). Va premesso che io in una qualche vita anteriora devo essere stata una mucca o ruminante affine visto che mi piace da matti il fogliame verde ( e specialmente sa insaporito in padella con aglio e olio, eheheh). Come dire: datemi un piatto di spinaci o di misticanza ripassata e sono la persona più felice al mondo (infatti non ho mai colto veramente quella cosa che disse Rutelli con tono sofferente tempo fa: io mangerei pane e cicoria tutta la vita, ma vabbe’… :-). Lo stesso vale quindi anche per la scarola, anzi, di più, perché non c’è proprio che dire, quel soffritto saporitisismo che la condisce in versione napoletana è, beh, la fine del mondo, o se non è la fine del mondo in ogni caso ci va vicino. Tutto questo per dire che quando mi sono trovata, a pranzo, questo strudel dalla sfoglia saporita, compatta e insieme sottile, ripieno di scarola, beh era chiaro da subito che sarebbe riapparso quanto prima anche nella mia cucina. Fra l’altro, a parte che la sfoglia è superfacile da fare (addio strudel di pasta sfoglia congelata!), si presta ovviamente a mille usi e varianti, si può pure congelare, insomma, più easy di così?!

Strudel di scarola, via Paola De Conciliis

per l’impasto:
farina 15 cucchiai (circa 380g)
olio d’oliva 7 cucchiai (circa 60g)
uova 4
sale un cucchiaino
vino bianco qb

per il ripieno:
scarola 1
olive di gaeta 1 manciata
capperi 2 cucchiai
acciughe 5
uvetta 2 cucchiai
pinoli 2 cucchiai
aglio 1 spicchio
olio d’oliva

Impastare la farina con il sale, l’olio, e aggiungere uno per uno le uova. Aggustare la dentità dell’impasto con del vino se risulta troppo secco e/o della farina, in modo da ottenere, in finis, un impasto liscio ed elstico, non troppo compatto ma nemmeno colloso. Dividere in tre parti uguali (con questa dosi di impasto vengono fuori 3 strudel, io ne ho fatto uno e ho congelato le altre due palline di impasto), avvolgere ogni pallina con della pelicola e lasciar riposare al fresco per almeno un’ora.
Nel mentre, scaldare un generoso filo d’olio in una padella antiaderente. Aggiungere l’aglio schiacciato e le acciughe e farle sciogliere a fuoco medio. Aggiungere poi i capperi dissalati, le olive tritate, l’uvetta e i pinoli e lasciar insaporire il tutto per 5 minuti. Dopo questo tempo aggiungere la scarola, lavata e divisa a foglie, incoperchiare e lasciar apassire il tutto per 15 minuti. Dopo questo tempo togliere il coperchio, mescolare, aumentare la fiamma e lasciar cuocere per altri 10/15 minuti in modo che la scarola si asciughi. Aggiustare il condimento. Infine, riprendere l’impasto, stenderlo al matarello in una sfoglia sotilissima (1mm o anche meno)e rettangolare (dev’essere lunga circa il doppio di quanto è larga). Disporre al centro, e per la lunghezza, una generosa striscia di scarola, poi ripiegare i due lembi di pasta sopra alla scarola. Chiudere le estremità infilandole sotto lo strudel, fare un paio di taglietti in superficie con un coltellino affilato e spenellare il tutto con il quinto uovo sbattuto con un goccio di latte. Infornare a 180° per circa 30 minuti o finché lo strudel sia bello gonfio e dorato. Servire caldo o a temperatura ambiente.

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[1] Cristalli di zucchero: http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/11/e-il-miglior-cornetto-de-roma

[2] azienda vinicola: http://www.viticoltorideconciliis.it/

[3] qui: http://www.youtube.com/watch?v=bZIfyXI7Dqw

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