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Zuppa di mais

L’altro giorno, cercando di aggiornarmi un po’ con tutto ciò che s’era detto e scritto nel blogomondo nelle ultime settimane in cui ero stata troppo sciroccata per leggere alcunché, mentre il mio bloglines segnava un 15000 post non letti (hahaha) ho intravisto, da Pascale, una zuppa di mais [1]. Lì per lì non è stata un’illuminazione (mai mangiato zuppa di mais in vita mia, boh), però pian pianino, nelle ore successivo, ho preso a ripensare a quando ero più piccola e che in effetti, gran parte dei dintorni della nostra casetta nella campagna vallona era circondata di campi di mais (o in alternativa di campi di colza o proprio a esagerare di pascoli e reative mucche pezzate :-).

E caso vuole che a primavera a volta uscivo dalla porta di legno dipinta di bianco, passavo sotto il glicine e tiravo dritto al campo di mais, a rubare un paio di spighette ancora piccole e tenere, strappandone il fogliame verde chiaro, i fili ancora verdolini, per mordicchiare quella panocchia morbida e succosa. Anzi, mo’ che ci penso, chissà se era geneticamente modificata, quella panocchia? :-) Saranno stati 15 anni fa e sembra un’altro mondo, vabbe :-) Insomma, da noi le panocchie non si acquistano ma si pigliano direttamente nel campo, e in realtà non li cucinavamo nemmeno, si mangiavano semmai cosi, teneri, una volta tanto, per merenda quasi, e per il resto a volte ne pigliavo una per il mio coniglio, e basta :-) Nulla a che vedere quindi con l’americanissima religione intorno al mais, eppure stava lì, tutto intorno a casa, era decisamente familiare solo ripensarci mi fa tornare in infanzia. Da brava cittadina snaturata quindi è finita che quel giorno mi comprassi la mia bustina di emozioni al supermercato, ovvero, una confezioncina di due panocchie cotte al vapore e vendute sotto vuoto (qua nei dintorni, niente campi di mais, e niente spighe fresche quel giorno dal frutivendolo… :-/) e ci ho fatto una zuppa, per vedere. Il risultato è piuttosto dolce, e quindi anche molto coccoloso. Insomma, quasi una ciotolina balsamica per curare un vago mal di campagna e d’infanzia.. :-)

Zuppa di mais e paprika

panocchie precotte 2
latte circa mezzo litro
scalogno 1
paprika affumicata in polvere 1 cucchiaino
farina di riso 1 cucciaio
burro 1 cucchiaio

Tritare la cipolla sbucciata e farla rinvenire, senza farla colorare, nel burro. Aggiungere le panocchie sgranate (se usate quele fresche basta farle cuocere in acqua prima), la paprika e la farina di riso (io uso quella per la pappa dei bambini, che è più fine della farina di riso normale), mescolare, poi versare il latte. Lasciar cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti. Infine, passare il tutto al blender in modo da ottenere un frullato omogeneo, servire caldo.

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