
Vi avevo già parlato del festival dell’ume matsuri, la fioritura dei fiori di pruno, al tempio di Kitano Tenmangu. Il punto culminante di questo festival è il Baika-sai, con una ceremonia del tè aperto al pubblico, che si teneva ieri, in contemporaneo con il mercato mensile di Tenjin-san, delle pulci, che innondava tutte le stradine adiacenti al tempio, mentre la via principale che porta al tempio stesso tutta orlata da bancarelle proponendo i cibi più svariati, e invasa da un fiume di persone…

Intanto vi avvicinate allo spazio tè e osservate come funziona: è un grande quadrato coperto, sul perimetro esterno dello spazio c’è un lungo tavolo con panchine dove la gente si siede in fila a prendere, quasi al volo, il tè servito dalle maiko. Al centro invece c’è un vero e proprio tatami dove una ventina di persone per volta assistono a un ‘ceremonia’ un pochino più comme il faut, nel senso che il tè viene preparato direttamente davanti a loro e poi servito dalle geisha. Siccome però la versione lunga comporta anche una fila e dei tempi di attesa proporzionali, presto fatto scegliete la versione fast (tanto non è che ci aspettavamo di assistere a una vera e propria ceremonia in mezzo a questa bolgia :-)
Quindi, una volta che vi è stato assegnato un posto su una delle panchine dello spazio tè, per iniziare scartate il vostro mochi, e usate l’aposito bastoncino di legno per mangiarlo (si usa mangiare i wagashi, molto dolci, con il tè poiché il tè si prende senza zucchero…). Poi ripiegate religiosamente tutte quanta la carta e ve la rimettete nella borsa, in tasca o ovunque possiate riporla senza lasciarla in mezzo (non so se ho menzionate il fatto che i giapponesi in generale sono molto ordinati e piuttosto maniacali, ma in senso buono, anzi, spero proprio di diventarlo di più pure io :-). Poi aspettate buoni buoni.

A un certo punto sbucherà una signora in kimono con un vassoio pieno di ciotoline di tè matcha (quello in polvere, che qui usiamo in generale per fare i dolci, viene una bevanda leggermente amarognola e insieme veluttata e spumosa), preparato da qualche parte dietro le quinte, seguita da alcune maiko. Poi, ogni maiko tira fuori il fazzoltto di tessuto che tiene piegata nella V del kimono, ci pone una ciotolina di tè, la gira di un quarto di giro per due volte e la pone sul tavolo davanti alla persona che sta servendo. Poi fa un delicato inchino e procede con gli altri clienti. Chi beve deve di nuovo far fare due quarti di giro alla ciotola e lo stesso nell’altro senso quando ha svuotata la ciotola.


A quel punto, finito di bere il vostro tè, e visto anche che dietro a voi ci sono qualcosa come 200 persone che aspettano pazientemente, siete liberi di alzarvi e andare via. Insomma, la ceremonia del tè del Baika-sai sta un po’ alla ceremonia del tè come lo starbucks sta al caffé mattutino, poiché la vera ceremonia è molto più lunga, zen, complessa ecc. Detto ciò, direi che come un primo approccio fu ottimo, e poi noio, da brave turiste munite di macchine fotografica, siamo sempre felici di poter osservare maiko & geisha, e già solo per quello questo Baika-san valeva decisamente il viaggio ;-) Se invece siete curiosi di come funziona, nei suoi milliardi di dettagli formalizzati, la vera ceremonia del tè, potete leggere queste pagine, esaustive sul serio.
ps. Queste foto sono dedicate a Laura – lei lo sa perché ;-))






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Categorie: cavoletto in japan, travel
Scritto da Sigrid venerdì 26 febbraio 2010
68 Commenti a “Un té con le geisha | Baika-sai”
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26 febbraio 2010 alle 8:48
L’ultima foto e’ la piu’ bella…ciao!
26 febbraio 2010 alle 8:52
Il Giappone sinceramente non mi ha mai attirato ma con i tuoi fotoracconti mi hai fatto cambiare idea grazie!
Invece devo dire che la cerimonia del tè mi piace tantissimo.
……..Bentornato sul forum LIVIOOOOOO :O)))))
26 febbraio 2010 alle 8:53
Bellissimo …. Vorrei un Po di qs tè ora
26 febbraio 2010 alle 9:00
Mhh .. Io mi troverei a mio agio. Adoro ogni tipo di thè, verde, bianco, rosso, nero, al cioccolato, ecc ecc …
Ciao ciao :)
26 febbraio 2010 alle 9:05
ciao sigrid,
le tue foto sono come al solito spettacolari e ci trasportano magicamente nel fascino della pace dell’oriente dove lenti e ripetuti riti sono ancora alla base della vita quotidiana….grazie sempre…:)))
26 febbraio 2010 alle 9:06
Che meraviglia Sigrid!
Sai, mi succede una cosa strana. Allora dopo che leggo e guardo le foto tutto diventa più tranquillo intorno a me. Cambiano i miei ritmi. Rallenta tutto. Respiro e tutto diventa quieto!
Mah! Cosa strana.
Antonella (Glamour Pavia)
26 febbraio 2010 alle 9:11
Ciao Sigrid.. queste foto (beh come le altre) sono molto belle. Sembrava di esserci anch’io,l’atmosfera è tanto magica, e il te doveva essere buonissimo!!
Poichè io ho viaggiato poco, almeno fin’ora (mi sono ripromessa di fare le valigie più spesso) guardare le foto è come sbirciare da vicino in altri luoghi, in altri costumi, ed è bellissimo!
Aspetto con curiosità le nuove foto, le nuove ricette e le nuove emozioni presto!
ciao!
26 febbraio 2010 alle 9:13
Quasi concordo con Valentina: l’ultima foto potrebbe essere la più bella!Ce ne sono altre però altrettanto meritevoli di tale riconoscimento secondo me: dal primo piano della geisha col fiore bianco di stoffa tra i capelli alla tavola con le tazza e le mani…la macro del fiore…
26 febbraio 2010 alle 9:34
Ciao Sigrid-san, grazie per la nostra quotidiana boccata d’aria mattutina! Foto splendide… che-te-lo-dico-a-fare!!! Buona continuazione.
26 febbraio 2010 alle 9:36
ciao Sigrid, ma per fare il thè matcha si mette la polverina tout court nella tazza tipo nescafè e poi si beve senza filtrare niente? e si frollina un po’(che dalla foto mi sembra leggermente spumosetto..)?
26 febbraio 2010 alle 9:36
che atmosfera magica e che calma.. di altri tempi!!
Le foto sono superbe. tutte.
ti avevo detto della contaminazione jap che hai indotto?!? vieni a vedere che si è combinato…
Buona domenica, Sigrid!
26 febbraio 2010 alle 9:38
Che meraviglia…le foto sono un sogno :)))
26 febbraio 2010 alle 9:55
@gian: intanto il matcha che si beve non è quello da cucina, costa di più :-)) poi in effetti, è un po’ come un nescafé nel senso che poi non si filtra (la polvere è comunque molto sottile :-), in sostanza si versa una punta di tè matcha nella ciotola che poi si usa per bere il tè, poi si versa l’acqua (a poco meno di metà ciotola) e si diluisce energicamente con il chasen, che è una specie di frullino in bamboo, sicché la bevanda finale ha anche un po’ di spuma in superficie…
26 febbraio 2010 alle 10:03
Come mi piacerebbe essere li!!!
Buon weekend!
26 febbraio 2010 alle 10:14
Bellissime foto Sigrid, sembra un reportage da un passato lontano…
Laura
26 febbraio 2010 alle 10:21
Non saprei quale foto scegliere… splendide tutte!
In particolare mi ha colpito la signora con il ventaglio. Grazie!
26 febbraio 2010 alle 10:33
Bravabuonabella!!!
26 febbraio 2010 alle 10:41
Chissà che significato hanno quei quarti di giro…memorie di una geisha…
26 febbraio 2010 alle 10:43
le foto sono semplicemente meravigliose….con tutti questi colori delicati queste geishe sono spettacolari …ci sarebbe molto da imparare da loro tutte noi donne dovremmo essere un pò geisha con i nostri uomini!
Sigrid ma tu il kimono te lo sei comprato? sono bellissimi anche se penso siano complicati da indossare.
26 febbraio 2010 alle 10:54
Uàu..per me già solo il trucco della signorina vale il post! e come al solito le tue foto rendono meravigliosamente!
26 febbraio 2010 alle 10:57
Secondo me sono le foto più belle tra quelle che hai fatto fin’ora, brava! :-)
26 febbraio 2010 alle 11:00
si pure per me sono le più belle sarà che mi affascinano tantissimo le geishe e tutti i loro rituali
26 febbraio 2010 alle 11:04
@Sigrid-san: foto STREPITOSE!
Merci :-)
26 febbraio 2010 alle 11:32
Ciao Sigrid, il trucco delle geishe è bellissimo, mette sul loro viso una luce particolare, incredibile e le rende di una dolcezza sconvolgente (merito della fotografa che ha saputo cogliere certe espressioni :))))
Una volta ho assistito a una cerimonia-lampo del tè, un pò simile a questa, all’epoca mi dissero di far fare tre quarti di giro alla tazza, di bere tre sorsi, e poi di girarla ancora in senso antiorario per tre volte. Credi ci sia differenza? O forse ricordo male?
26 febbraio 2010 alle 11:44
@Antonella(6) stavo per scrivere la stessa cosa poi ho letto il tuo post. Ma che cos’é secondo voi che crea questa strana e forse un po’ conturbante atmosfera? Non conoscevo il Giappone in questi termini, anzi non lo conoscevo affatto.
Mi sta facendo pensare a una vita diversa da quella che conduciamo noi. La fretta sembra non esistere e neppure lo stress. E’ solo un’impressione da fotografia?
26 febbraio 2010 alle 11:48
Ma… un bel libro sulla tua esperienza in Giappone, non ci hai pensato? Dirti brava, anzi bravissima è superfluo.
26 febbraio 2010 alle 12:08
Cavolo come sono belle le tue foto!!
Quella con la geisha con il kimono a fiori è la mia preferita, lei ha un’espressione bellissima!!!
Il matcha mi piace un sacco, mi piacerebbe tornare a una cerimonia del té, ogni tanto qui a Firenze la fanno…
26 febbraio 2010 alle 12:13
Cioè Sigrid … non ho parole che bellezza e poi il rito del tè a me è sempre piaciuto adoro il tè … che invidia spero tanto di fare un viaggio da quelle parti …
ciao e buon tè!
26 febbraio 2010 alle 12:18
A proposito di cerimona del tè, per noi poveri mortali che non possiamo permetterci un viaggio in giappone, domani potremmo approfittare della presenza della signora Matsumiya, maestra del tè,all’Enoteca Uva e Forme di Roma.
La signora Matsumiya ha un negozio a Kyoto
scruta le piantagioni da vicino e gira il mondo per raccontare il tè.
Questo sarà il programma:
Il Te’ Verde
Te’ Verde cinese
Te’ Verde giapponese
Accompagnati da dolci dell’antica pasticceria tradizionale di Kyoto
Te’ Oolong
Te’ Oolong di Taiwan
Te’ Oolong della Cina (Zona -Guandong)
Te’ Oolong della Cina (Zona -Fujian)
Te’ Pu-erh
Pu-erh Invecchiamento Naturale
Pu-erh Invecchiamento con Microorganismi
Ecco, così anche noi ci possiamo sentire più vicina a te, che hai tutto l’originale a portata di clik!!!
26 febbraio 2010 alle 12:22
ops, mi sono sbagliata, per chi fosse interessato alla cerimonia del te di cui parlavo nel post precedente, la data non è domani ma sabato 6 marzo!!! sorry :)
26 febbraio 2010 alle 12:34
Ditemi (bitte) dove lo trovo un “workshop” sul te’ come quello descritto da @federica, al nord/nordest… che invidia, buon divertimento!
26 febbraio 2010 alle 12:35
Ciao Sigrid,
che belle queste foto…il mondo delle geishe mi ha sempre molto affascinato.
Quando sono stata a Kyoto due anni fa sono andata alla cerimonia del té organizzata nel quartiere delle geishe (non ricordo il nome), eravamo una quindicina di persone intorno ad un tavolo (gran parte italiani) ed il tutto sarà durato un’oretta. Che bei ricordi…
ciao ciao
26 febbraio 2010 alle 12:37
@Federica: nell’atmosfera magica creata da Sigrid, la scorciatoia di uve e forme (a 10 minuti da casa…) mi piaceva proprio! domani ci sarei andata ma sabato prossimo non ci sono…uffa!
26 febbraio 2010 alle 12:54
@Federica: io sono molto interessato. dove posso avere notizie più dettagliate?
Grazie.
enrico
26 febbraio 2010 alle 13:02
Che eleganza hanno queste geishe , sembrano fatte
di porcellana. NOn ho mai visto una geisha ‘dal vivo’ .Ho letto che quando camminano sembrano di
fluttuare nell’aria ( nonostante i metri e metri di tessuto del kimonò e le scarpe..) ma come sono
le loro scarpe ?Le hai viste ? SOno quelle alte e
piccoline?
26 febbraio 2010 alle 13:34
La cerimonia del tè…hai ragione,non è proprio così che ce la immaginiamo, ma anche questo avrà un suo senso, da ricercare…
26 febbraio 2010 alle 13:55
l’ultima foto è una sorpresa e una scoperta
26 febbraio 2010 alle 14:21
la tazza viene ruotata per mettere di fronte all’ospite il lato migliore della tazza stessa, che spesso riporta uno specifico decoro nella parte interna che può essere ammirato portando il contenitore alla bocca per bere. Del piacere del momento fa parte in sostanza anche il poter ammmirare la forma ed i decori della ciotola.
@stef: Per informazioni sul chanyu (la via del tè) a Milano organizza corsi e dimostrazioni l’Associazione Culturale Giappone in Italia: http://www.giapponeinitalia.org .Si occupa proprio della diffusione di molti aspetti della cultura tradizionale giapponese iln Italia; non credo tenga però corsi sui vari tipi di tè come quelli di cui parlava Federica a Roma…
26 febbraio 2010 alle 14:22
Le foto sono qualcosa di spettacolare…
26 febbraio 2010 alle 14:48
Che belle foto, trasmettono tutta la magia di quel mondo!!! e le maiko sembrano avere un’aria così dolce e tranquilla. mmm che voglia di andare in giappone che mi fai venire….
26 febbraio 2010 alle 15:06
Sigrid, guarda, senza esagerare, queste foto sono COMMOVENTI!!!!! Adesso sto andando nella saletta delle vending machine qui in albergo a fare seppuku in solitudine (per chi non lo sapesse e` il rito dei samurai per suicidarsi, detto anche harakiri). La spada me la presta il receptionista. Usero` la tecnica piu` dolorosa, sbudellamento da destra a sinistra… Ma chi m`ha cecato a me di non mettermi in fila!!!!
Ma voi capite che io ero la` E NON MI SONO MESSA IN FILA perche` pensavo che non si vedesse niente????? 気宇もっほい!!!!Improperi giapponesi.. Detto questo stendo un velo pietoso、mi tocca tornare di nuovo l`anno prossimo… SIGRID SEI GRANDE!!!! Troppo belle
queste foto!!!
26 febbraio 2010 alle 15:26
foto stupendissime!!! mi metti voglia di saltare sul primo volo per il Giappone!
P.s: ho ricevuto il tuo libro in regalo! :) fantastico!! complimenti davvero!
26 febbraio 2010 alle 15:51
che meraviglia di attimi colti!
26 febbraio 2010 alle 16:38
@enrico, ti ho mandato tutte le informazioni sulla signora del tè tramite mail!
26 febbraio 2010 alle 16:44
molto affascinante Sigrid, sai, le tue foto hanno un po’ fatto da illustrazioni al libro che ho letto qualche tempo fa “memorie di una geisha”, che certo non sarà niente di esaustivo rispetto all’argomento, ma per me, completamente digiuna di certi concetti, molto bello e interessante.
Oddio adesso mi viene in mente che a Torino mi avevi parlato di un autore giapponese, o mi sbaglio… di cui non ricordo più il nome….
bacibaci, belle queste foto, a me piace quel fiore bianco, ca va sans dire…
:)
26 febbraio 2010 alle 17:19
@Federica: grazie molte, vado a vedere!
26 febbraio 2010 alle 17:45
“Memorie di una geisha” sta al Giappone come “Under the Tuscan sun” sta all’Italia, visto che tutte e due sono stati scritti da americani… Piuttosto, consiglio “Lo zen e la cerimonia del tè” (scritto all’inzio dello scorso secolo da Okakura Kazuko proprio per il pubblico occidentale), ovvero come spiegare il Giappone attraverso il simbolo del tè.
@ Sigrid: foto meravigliose come sempre!
26 febbraio 2010 alle 18:21
*grace, eheheh, immaginavo qualcosa del genere, dato che sapevo essere scritto da un americano (sicuramente un punto di vista, anche se credo possa essere abbastanza fuorviante per una “neofita” come me…)
grazie per l’informazione, sicuro il mio secondo libro sull’argomento sarà questo!
26 febbraio 2010 alle 18:47
che spettacolo…
26 febbraio 2010 alle 21:19
dopo un oretta trascorsa tra le mani di un’agopunturista (?) che si attiene agli insegnamenti dei suoi maestri giapponesi, aprire questo sito permette di continuare il sogno …
Grazie per queste immagini piene di grazia e sentimento.
26 febbraio 2010 alle 22:05
Come ti invidio se hai tempo e se sei ancora a Kyoto ti consiglio vivamente di provare un ottimo ristorante vegetariano si chiama biotei lo trovi all’incrocio sudovest Sanjo-dori e Higashimotoin-dori.
26 febbraio 2010 alle 22:49
Beautifully captured stolen moments. It all seems peaceful (even though with all that crowd, it probably wasn’t… the power of photos :D).
And I like the old man, he’s stylish!
26 febbraio 2010 alle 23:17
Ciao Sigrid, da danzatrice sono ammirata e incuriosita dalle tue foto di dettagli, soprattutto quelle delle mani e dei volti, che trasmettono naturalezza e delicatezza pur nella cerimoniosità. Sarà pure una cosa un po’ così, turistica e non proprio zen, ma sembra incantevole! monica
27 febbraio 2010 alle 14:39
La personificazione dell’archetipo della femminilita’…e il te’? Cosa c’e’ di piu’ suadente e insinuante, delicato e forte del te’? Non e’ vivace come il caffe’, sensuale come il cioccolato, il te’ sottile e forte, suadente e caldo il te’ e’ rito , per l’appunto. Sigrid, ‘mo vogliamo il libro, mica posso stare a sfogliare i post vecchi quando farai nuove delizie e bellezze..A proposito se vuoi venire a Baires io ti accolgo volentieri !! Magari! Anzi mi viene un’ideuzza…
27 febbraio 2010 alle 17:31
molto affascinante e le foto sono molto molto belle!
27 febbraio 2010 alle 17:56
Devo dire molto sinceramente, che il macha a me non piace. La cerimonia e’ spettacolare, fatela una volta e capirete perche’. Pero’ ecco, quella roba verdognola tipo frullato di spinaci senza sale… non mi ha mai fatto impazzire. In cucina e’ diverso, perche’ diventa parte di qualcosa di piu’ complesso, e spesso ha un suo perche’.
Comunque e’ chiaro che quando lo trovo, lo bevo senza problemi, perche’ fa parte di una cultura e di un mondo che non mi appartengono ma che m’incuriosiscono, e visto mai che uno impari qualcosa di tanto in tanto.
Poi in compenso i giappi fanno un botto di altre cose fantastiche, e a quel punto sto’ liquame verde a me non manca affatto, perche’ ben sostituito da tutto il resto :)))
27 febbraio 2010 alle 18:02
Ma tu Sigrid glielo hai fatto notare a quella dell’ultima foto, che si e’ scordata d’imbrattarsi il capocollo?
27 febbraio 2010 alle 20:33
@ vaniglia: beh, visto che abbiamo iniziato a parlare di libri… potrei non fermarmi più! Una piccola perla da non perdere è anche “L’eleganza è frigida” di Goffredo Parise, ovvero lo sguardo di un grande scrittore italiano per la prima volta in Giappone. Delizioso, si legge d’un fiato!
28 febbraio 2010 alle 13:34
Anche io penso che le foto di oggi siano più belle che mai. A parte i soggetti ,bellissini, ed il tuo guardo speciale, c’è una luce incredibile.
Sono rimasta davvero senza fiato.
La cerimonia del thè “vera” è faticosissima: almeno un’ora in seizan (accasciata sulle gambe) e dopo non te le senti più!!!! Però è molto suggestiva, un’esperienza da fare.
Ora mi vado a riguardare le foto!!!
28 febbraio 2010 alle 13:47
che meraviglia queste foto,troppo interessante.
grazie perchè condividi con noi queste esperienze uniche!
28 febbraio 2010 alle 16:00
ecco, sì, in effetti l’ultima foto chiarisce il dubbio: dove finisce il trucco? Grazie per l’efficace risposta e le belle immagini
28 febbraio 2010 alle 17:29
Avete avuto sentore lì in Giappone delle onde anomale causate dal sisma in Cile?
1 marzo 2010 alle 7:02
Sarà anche una cosa un po’ turistica ma dalle tue immagini, i colori dei kimono e degli alberi in fiore sono decisamente irresistibili. Grazie per questo ulterioso reportage, non vedo davvero l’ora di avere la possibilità di visitare questo straordinario paese
Un bacione
fra
1 marzo 2010 alle 8:55
le geishe hanno sempre un loro fascino particolare….
3 marzo 2010 alle 3:13
i have no words- your photos have spoken a thousand words, each and every single one of them. such vivid beauty. x shayma
5 marzo 2010 alle 17:31
@grace: grazie mille!!!! lo sai che ieri ero alla libreria della stazione termini e mi sforzavo di ricordare il tuo titolo (con scarsissimi risultati, io funziono solo a figure e copertine!)? adesso sono venuta a ripescarlo, e ne trovo un secondo da mettere in lista! grazie….
12 marzo 2010 alle 17:15
Seguo il tuo sito da un po’. Mi sono innamorata prima delle ricette (ce ne sono davvero di buonissime) e poi delle tue foto. Ma mai come in questo post , delle immagini mi hanno affascinato così tanto. Riescono davvero a trasmettere l’atmosfera di quel momento: poetica e solenne. Complimenti…sono stupende.
23 aprile 2010 alle 13:29
Beh il mio viaggio di nozze in Giappone è stato favoloso e con queste foto mi viene una nostalgia immensa…un giorno voglio tornarci e starci molto più tempo…
Grazie per questo blog..con queste foto torno indietro a quei giorni.