
Fra le grandi enigme dell’umanità, oggi studieremo la seguente questione:
ma perché nei yakisoba non si usa la soba bensì i ramen?? Bhe. Per quanto ne ho capito io, mentre
soba tout court significa ‘grano saraceno’ e sta a indicare genericamente gli spaghetti giapponesi di grano saraceno, alcune volte
soba viene utilizzato con l’accetazione di ’spaghetti’ e cosi i
ramen (che sono gli spaghetti cinesi quelli che conosciamo tutti fosse anche solamente per via degli instant ramen :-) possono anche essere chiamati
shina soba, letteralmente ’spaghetti cinesi’. E qui dentro non solo i spaghetti sono cinesi, ma è un po’ tutto quanto il piatto che ci ricorda lontani souvenir di trattorie supereconomiche adornate di lampioncine rosse e di ritratti di Mao. D’altronde non c’è niente di strano, i yakisoba essendo, come del resto anche i
gyoza, il riso, le bachette, il tofu o il buddismo, per dire, proprio di origine cinese (beh ciascuno ha i vicini di casa e le contaminazioni che può :-)
Insomma, dai
shina soba passiamo ai
yaki soba, ovvero spaghetti saltati sulla piastra (si preparano spesso nei locali dove fanno anche gli okonomiyaki) o semplicemente in padella, a casa. E come per l’
okonomiyaki, il yakisoba è un perfetto svuotafrigo, nel senso che, oltre all’obbligatoria julienne di carote, cipolla e cavolo, ci potete schiaffare dentro un po’ ciò che volete (pancetta, fettine sottili di manzo o di pollo, gamberi ecc :-), ma anche no, la mia versione per esempio è vegetariana :-) L’ho già detto un paio di volte e temo che lo ripeterò ancora spesso: anche questo piatto qui, come molte preparazioni giapponesi, è davvero davvero veloce da preparare, ed è pure uno di quei piatti dal vantagiosissimo rapporto inpegno/godimento, insomma, mi pare una valida alternativa, per dire, ai due spaghi carbonara di pranzo (c’è chi può, e chi non può :-p)
Yakisoba
per 2
carota 1
cipolla mezza
cavolo (cinese) affettato sottilmente una manciata abbondante
peperone verde (se vi piace) mezzo
funghi 4
ramen 100g (i ramen in vendita in giappone sono precotti al vapore, se li usate secchi sbollentateli velocemente prima di inizare la ricetta)
salsa per yakisoba/okonomiyaki/tonkatsu 4 cucchiai (se non ce l’avete ne trovate una ricetta qui)
olio di sesamo 1 cucchiaio
erbe cipollina, zenzero rosso sottaceto, alga nori in scaglie e katsuobushi a piacere
Affettare sottilmente le verdure e tagliarle a julienne (se avete una mandolina: usatela :-). Scaldare l’olio di sesamo in una padella, aggiungere le verdure e farle saltare per uno o due minuti, devono ammorbidirsi un pocchino ma senza diventare del tutto mosce. Togliere le verdure dalla padella, e versarci i ramen (precotti se usate quelli secchi) insieme alla salsa okonomiyaki. Aggiungere mezzo bicchierino di acqua e portare la pasta a cottura a fiamma alta. Agiungere infine le verdure cotte prima, dare una rimescolata e distribuire i yakisoba nei piatti. Finire con lo zenzero, il nori più eventualmente un pochino di katsuobushi e poca erba cipollina tritata. Servire subito.
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16 febbraio 2010 alle 8:20
Sono la primaaa!!
CIao, fantastica , ho già fame nonostante appena
finito la colazione
16 febbraio 2010 alle 8:32
Mi caschi a fagiulo ed io che cercavo una ricetta con i ramen…questa mi sembra ottima, soddisfi tutti i miei desideri in ben che non si dica. Un bacio grande…Silvia.
16 febbraio 2010 alle 9:13
Oggi la mnegerei proprio volentieri, certo che quella del sushi all’angolo non è proprio uguale…
16 febbraio 2010 alle 9:14
quando torni! Ci stai facendo venire voglia di venire lì
16 febbraio 2010 alle 9:19
Questa ricetta provero’ presto, e’ bellissima nella sua semplicita’ e abbinamenti di gusti.
16 febbraio 2010 alle 9:20
Devo prendere appunti perchè con tutti questi termini jap comincio a perdermi! buona giornata!
16 febbraio 2010 alle 9:21
Buongiorno a tutti! ciao sigrid!
Per chi invece resta da queste parti c’è una bellissima mostra sul giappone a palazzo reale a milano, paraventi, ceramiche, tessuti: http://www.mostragiapponemilano.it. Fino al 7 marzo mi pare.
16 febbraio 2010 alle 9:33
Sto pensando di farmi due shina soba aglio, olio e peperoncino. :)
Ciao ciao
16 febbraio 2010 alle 9:45
Mi chiedo se con gli spaghetti italiani, il risultato sia diverso… temo di aver appena scritto un’eresia… buona giornata!
16 febbraio 2010 alle 10:15
Mi ricordano molto gli udon che ho preparato qualche tempo fa ( sarà la magia delle contaminazioni sinogiapponesi ;) ) Comunque proverò sicuramente a fare questa versione, per poter assaggiarne le differenze!
Un bacione e buona giornata
fra
16 febbraio 2010 alle 10:37
Molto invitante!Ciao unafinestrasullago: anch’io vorrei vedere la mostra sul Giappone, è fino al 8 marzo.
16 febbraio 2010 alle 10:49
Ciao, sarebbe simpatico che in questo sito fosse presente un dispositivo per “salvare” le ricette preferite, eventualmente creandosi un account. Ci sono tante ricette di cui ricordo confusamente il nome e per questo mi è impossibile fare una ricerca….no?
16 febbraio 2010 alle 10:54
Ciao!io ho scaricato un ricettario fatto da una signora giapponese, credo si possa usare anche della pasta fresca tipo tonnarelli.
Tralaltro per i superpuristi: c’è la ricetta per fare i soba freschi!
Io ADORO gli yakisoba, anche se qui da me ci aggiungono sempre della soya(li trovano troppo dolciastri), inoltre ci verso sopra pure una salsa che dovrebbe essere d’accompagnamento : sarde essiccate(io uso il dashi..), wasabi, mirin e forse della soya non ricordo, buonissimi, grazie Sigrid
16 febbraio 2010 alle 11:01
Buonissimi i ramen! A New York ho provato, più volte, un ristorante che fa solo ramen con vari condimenti :) Questa ricetta mi sembra facilissima e davvero “passepartout” nel senso che variando le verdure in base alla stagionalità e disponibilità si crea qualcosa di sempre nuovo e invitante! La proverò..
16 febbraio 2010 alle 11:11
Cara Sigrid… già prima il tuo blog era una delizia, ma da quando ti sei trasferita in japan è davvero S-U-P-E-R-L-A-T-I-V-O… Inutile dire che ti invidio un sacco.. e mi sa che non son l’unica :o)
Baci
Fedra
16 febbraio 2010 alle 11:38
Mi piacciono davvero queste ricette veloci e semplici! Mi stai facendo scoprire e rivalutare la real cucina giapponese…
16 febbraio 2010 alle 12:20
e’ ora di cena laggiù?
16 febbraio 2010 alle 12:50
io non ti prometto di convertirmi alla cucina giapponese, che tanto ho ancora da imparare di quella romagnola, italiana, spagnola…ma non leggerti mi è impossibile. viaggio avida con i tuoi spostamenti, fossero anche solo di tavola. a…i tòh..sì
16 febbraio 2010 alle 14:16
Non c’entra niente con il post, lo so…
Te l’hanno giá detto in tanti, lo so…
Arrivo in ritardo ma non saró l’ultima, lo so…
Non aggiungo niente di nuovo ma…
Brava brava brava! Stamattina il postino belga mi ha consegnato il tuo libro. Una finestra sul tuo mondo, sul tuo modo di cucinare, il tuo rapporto con il cibo, molto personale e professionale, quasi un quaderno di appunti di un’amica ma con grafica e foto superbe!
Grazie per questa chicca che mi divertiró a sfogliare ancora ed ancora…
Un saluto dalla tua Bruxelles assolata!
16 febbraio 2010 alle 18:29
Ottimi i ramen!
mangiati di recente al rist. Hokkaido in Paris una delizia!
16 febbraio 2010 alle 22:55
che foto belle!!!
16 febbraio 2010 alle 23:54
…a quando yakibuta ramen???
A me piace tanto!
16 febbraio 2010 alle 23:55
Buongiorno Sigrid!!
Bellissimi come sempre i tuoi post, ho adorato trascorrere con te la tua gita domenicale!
Una sorpresa ogni sera quando entro e mi siedo in questa piazzetta.
Grazie.
17 febbraio 2010 alle 0:52
@ma ciao ma sarà possibile avere il link x scaricare anche noi il ricettario della signora giapan… grazie mille
ciao sigrid e giu dove si trova, te lo porta pure li un salamino panna acida e patate?
17 febbraio 2010 alle 1:23
Mi piace l’esegesi del pensiero applicata al vivere vero. You do.
Mi piace il tuo mettere i piedi nel fango (o, se preferisci, le mani in pasta – e qui riderei).
Mi piace l’idea che tutto, ogni cosa viva, e non, possa essere vissuta, in ogni modo possibile. You do that too.
First time in my life (and obviously the last – so shy I am) that I commento un post, BUT questo tuo journey in Japan is particolarmente denso di suggestioni e di vita per non dirtelo.
Una tua long lasting ghost reader.
17 febbraio 2010 alle 2:25
:) Io stasera ho mangiato i ramen in brodo con abbondante pepe nero…come me li serviva l’amica malese.. Ricordo che il pepe era piuttosto ricorrente… e ricordo delle tremende patatine al pepe nero…che…beh.. sembravano rotolate nella cenere.. [quasi immangiabili!!]
Chiedo scusa l’off topic, ma necessito di un consiglio!! :)
Voglio preparare la fantastica sacher che Cavoletto prepara per il compleanno del marito, ma…
A mia madre non va il ripieno di marmellata.. :(
[e siccome il compleanno è il suo...si fa come vuole lei..]
..consigli??
ç_ç
17 febbraio 2010 alle 2:38
@arianna: farciscila con una ganache di cioccolato! :-) nero, latte o persino bianco, insomma ciò che preferisci, le trovi un po’ tutte in archivio. Anzi, se vuoi proprio esagerare e se ti piace potresti aromatizzarla, al cardamomo per esempio, non dovrebbe starci male ;-) (e Buon Compleanno alla mamma! :-)
@stefy: be, grazie, davvero! E un grande onore missà ;-))
@marcella: veramente questa di prima non era la gita dominicale, deve ancora arrivarvi quella :-))
@monica: ecco, questi per esempio mi mancano, vado a informarmi… :-)
@giovanni: hokkaido ramen è il number one! :-))
@pallina: graziegrazie!! (e pensa che io da qui sto – anche – lavorando al prossimo :-))
@titona: beh sai io direi che l’uno non esclude l’altro (e che verso quando saremo tutti definitivamente in overdosi da cose nipponiche tornerò con magari anche più piacere di prima, a incuriosirmi di cose italiche :-))
@gloria: pure io, davvero, da rivalutare c’è tanto, c’è una cucina giapponese sconfinata, solo che non la conosciamo… :-)
@Fedra: Grassieee :-)) (ps. pourvu que ça dure… :-)
@ma. voglio il ricettario anch’iooooo!!! (dovedovedove?? :-))
@giorgio: grazie dell’interessante suggerimento (dico sul serio: hai ragione), ci stiamo guardando! :-))
@principessaraffreddata: beh, direi che in genere la pasta giapponese non ha la consistenza di quella italiana, che è molto più consistente appunto, quindi con gli spaghetti puoi provare ma rimerrebbe, per me, un piatto italiano dall’accento nipponico e non il contrario :-) Detto questo non è detto che sia male. In ogni caso i ramen o similia li dovresti trovare facilemnte dal primo spaccio cino-qualcosa di turno ;))
@kafcia: ecco, brava, hai capito tutto hai :-D
@finestrasullago: ma che belli questi incroci nippo-italici :-))
17 febbraio 2010 alle 3:57
woah! sugoi hayai! velocissima! :D
in effetti…una bella ganache al cioccolato..uhm…uhm… cardamomo…chissà se lo trovo…
*celluline grigie in fase di elaborazione*
Appena aprono i negozi parto all’acquisto degli ingredienti!! :)
..e grazie per gli auguri, non mancherò di riferirli! :)
17 febbraio 2010 alle 4:02
@arianna: si okay ma prima di andare a fare shopping di cardamomo vedi di dormire un pochino che sennò mi arrivi alla festa di compleanno di tua mamma che sei uno straccio! ;-))(ps: cmq anche senza cardamomo va bene, o con della cannella, insomma, customizza tu come preferisci! ;)
17 febbraio 2010 alle 5:20
haha..sì, hai più che ragione!! :)
Ho i bioritmi “un po’” sfasati, ma…di notte c’è più pace e si studia meglio!!! :)
oh, tra l’altro…è la prima volta che provo a farcire una sacher con qualcosa di diverso dalla marmellata..Dici che dovrei inumidirla leggermente o è meglio lasciarla così?
..ho fatto recentemente del liquore aromatizzato con cannella e lampone…..
..MA..meglio che la smetta di pensarci e me ne vada a letto! :)
おやすみなさい、シグリッドさん!
17 febbraio 2010 alle 6:00
Sembra quindi bene, io amo delle tagliatelle
17 febbraio 2010 alle 9:39
Cara Sigrid,
mia mamma aveva “ai tempi” un cuoco cinese che per noi faceva tipo tagliatelle spesse fatte in casa e le lavorava solo con le mani – sembrava che filasse la lana…
ed erano squisite, saltate in padella con i condimenti a parte!!
Chissà se anche i giappo sono stati contaminati dalle shina tagliatelle?;-))
@ Arianna : Io la Sacher la farcisco con marmellata o salsa al cioccolato o crema di mascarpone ;)))) slurp.
In effetti bagno sempre la superficie prima di mettere la glassa, così la “crosta” si ammorbidisce ma non penetra nella pasta della torta…;))
17 febbraio 2010 alle 10:45
Ahhh che fame! ci farei colazione con questo manicaretto!!!!
Ma mi stavo chiedendo, un bel nuovo libro con tante ricette giappo che hai imparato e personalizzato?!
17 febbraio 2010 alle 12:55
@ Sigrid
ecco, mi par di capire che il tuo prossimo obiettivo sarà aprire un canale youtube ;-)
arigatò
17 febbraio 2010 alle 17:35
Sigrid, i like the background you give us about soba. and as always, the photo is just scrumptious. x shayma
18 febbraio 2010 alle 15:19
Grandissima ricetta!!
La condivido subito con le mie amiche :-)
Grazie Sigrid, per queste belle idee da qualche giorno ho anche il tuo libro :-)
28 febbraio 2010 alle 20:28
ho appena scoperto il tuo blog e credo che non lo abbandonerò mai più. ^_^
3 gennaio 2011 alle 13:39
[...] nipponiche (in cui si scoprivano le feste locali), il resto del tempo sperimento ricette giapponesi molto basic, faccio esercizi di improvisazione culinaria con un numero di mezzi e attrezzi vicino allo [...]