
Tempo fa qualcuno mi chiedeva cosa mangiano i giapponesi la mattina. Beh, la verità è che non saprei! :-) (e probabilmente è come da noi, ognuno fa e mangia ciò che si sente :-) Siccome però non mi sono mai veramente ripigliata dopo quel soggiorno in ryokan in cui alle 7h30 del mattino ci servirono salmone, sottaceti, zuppa di miso e tutto il resto (una cena in pratica :-), tendo a rimanere sulla mia linea ‘no colazione’ (ma si a tè o caffelatte o yakult e spremuta). Insomma, ultimamente mi sono dovuta riassettare un pochino (anche perché a quasi 1 euro l’arancia e senza spremiagrumi ti passa comunque un po’ la voglia di fartele, le spremute :-), quindi in sostanza l’offerta di casa ormai prevede tè verde, o tè ume kombucha, o una dose di caffè blendy (in sostanza è un caffé belga, solo che lo fai direttamente nella tazza grazie all’ingenioso sacchettino/filtro usa e getta che contiene la polvere del caffé e nel quale basta versare dell’acqua :-)), anche se sono comunque capacissima di farmi persino una tazza di miso da appena svegliata :-) In quanto all’offerta cibaria mattutina invece, vista l’assenza di forno che rende off limits qualsivoglia forma di briochiamento improvvisato o meno (sob), e dopo esermi anche – diggà – stufata delle torte nel ricecooker che tendono ad avere tutte invariabilmente la stessa gommosa consistenza, è finita che mi sono girata verso la buona vecchia formula del pane + marmellata.
E qui, dopo l’iniziale entusiasma per i barattolini di marmellata Bonne Maman che sono due volti più piccoli e quind proporzionalmente più carini di queli originali, dopo un breve e intenso innamoramento per la marmellata/gelatina di sciroppo d’acero, e per la crema di sesamo bianco e nero, sono passata per una fase marmellata di yuzu fatta in casa (prima o poi vi parlerò anche del mio amico il yuzu ;-) per andare poi a finire in una specie di deliziosa impasse nippo-argentina, tutta colpa di un barattolino verdolino intravisto in rete qualche tempo fa. Già. Perché sul pane si può andare anche il dulce de leche. E – già – d’altronde latte e matcha da queste parti costituiscono un abbinamento abbastanza basic (per quanto il latte sia in fondo un ingrediente molto poco giapponese :-). Quindi ho provato a farlo, il matcha dulce de leche, usando semplicemente la ricetta che tempo fa ci diede Patricia ( e omettendo la vaniglia perché qua in giro non vedo bacche e comunque non saranno mica buone come quelle che ho a casa:-P). In ogni caso, il risultato è strepitoso, sississi, giuro! :-) E altro che tartine del buon mattino, questa roba qui la potete usare un po’ ovunque, per farcire dei biscotti, spalmare torte e rotoli, completare bicchierini da dessert, potete persino mangiarla direttamente dal barattolo (e devo ammettere vergognosamente che è esattamente questa la fine che il mio matcha dulce de leche tende a fare :-)) Certo, lo so, chennoia sempre con ’sto matcha, però v’assicuro che qui vale davvero la pena, il matcha si sente giusto quel poco che serve a bilanciare l’insieme, il suo toco vagamente amaro rendere il tutto più fresco, quasi esotico, mentre l’ontuoso composto di latte e zucchero cotto a lungo pensa al resto, cioè a rendere questa cremina di una golosità sconfinata :-)) Già che c’ero, mi è venuto da chiedermi se la stessa ricetta potesse avere senso con il latte di soia al posto del latte di mucca. Quindi ho provato. Beh intanto: funziona, cioè viene una crema, ed è già qualcosa (che magari farà anche piacere ai vegan e agli intolleranti al latte e i suoi derivati). Per i miei gusti però, con il latte classico viene una risultato più armoniosa, mentre nella versione soia si sente un retrogusto più pronunciato di, beh, fagioli di soia (originale questa! :-), che rispetto al latte sa più di ‘terra’ (non in senso peggiorativo, nulla a che vedere con gli spinaci lavati male, per dire, non so se mi spiego :-)) cosa che per carità non è affatto sgradevole però ecco, per me, fra i due, missà che preferisco il primo… :-))

La non-ricetta: basta riprendere la ricetta base del dulce de leche e aggiustarla. In genere faccio mezzo litro di latte con 100g (all’incirca, non ho bilancia! :-) di zucchero semolato, una punta di lievito in polvere (non so come si dice ‘bicarbonato’ in giapponese :-) e mezzo cucchiaino di matcha in polvere (anche qui, il dosaggio è secondo l’occhio e il proprio gusto, io preferisco tenere leggero sia il colore che il sapore, ma so’ gusti), che sciolgo con la frusta in 3-4 cucchiai di latte prima di aggiungere il resto del liquido (altrimenti fa grumi). La vaniglia non ce la metto e non mi pare proprio necessaria ma se la volete aggiungere, fate pure (poi ditemi com’è :-) Nella versione soja basta sostituire il latte con la stessa quantità di latte di soja (qui non è zuccherato il latte di soja, per mezzo litro di latte uso 120g di zucchero). Queste quantità bastano per un barattolino, che va conservato in frigorifero.
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Categorie: al cucchiaio, cavoletto in japan, colazione, giappone, tea time
Scritto da Sigrid martedì 2 marzo 2010
60 Commenti a “Matcha dulce de leche”
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2 marzo 2010 alle 8:24
…tra i due preferisci quello al latte! Mi sa tanto anch’io…lo farò! La brillantezza del verde è spettacolare!
2 marzo 2010 alle 8:44
Mmmh, è da provare! Magari usando il latte di riso, più dolce e meno “terroso” di quello di soja.
Purtroppo, da qualche anno non digerisco più bene il latte di mucca :( e quello ad alta digeribilità, al mio palato,ha sempre un sapore dolcissimo, sob!
A proposito di latte di soja, ho scoperto che in realtà non hanno tutti lo stesso gusto, a seconda della marca il retrogusto terra-fagiolo crudo può essere più o meno marcato.
Poi, un’altra osservazione da “massaia”: non ho mai comprato il matcha in polvere perchè mi sembrava carissimo, ma provate un attimo a farvi i conti di quanto costano all’etto certe tisane che vi vendono in bustina. Le scatole sono, in genere, da 30 grammi e non ci si accorge della spesa! Ma fatte le proporzioni, non costano molto meno del matcha :-P Quindi, forse proverò a comprarne un cucchiaio, da provare col dulche de (arroz) leche ^^
2 marzo 2010 alle 8:44
Un colore ipnotico!
2 marzo 2010 alle 8:47
in effetti ho ancora del matcha che attende…ora so come usarlo…;)
2 marzo 2010 alle 8:50
@lunadeiboschi: vero, il latte di riso è un’idea (solo che qui non l’ho mai visto, oddio, ci sarà, ma vallo a riconoscere, boh? :-), semplicemente pensavo a soja perché, beh, la soja è decisamente indissociabile dal giappone – e qui ha comunque un sapore molto diverso da quelli assaggiati in europa, semmai più di fagioli di soia, dire :-) Per quanto riguarda il matcha in polvere, lho già detto e ripetuto ma a scanso di equivoci: esiste il matcha da cucina, che costa sui 5-6 euro i 40g, in linea di massima. Questo qui va bene per torte e cotture e ovviamente non si beve, viceversa quello da bere costa molto di più e sarebbe davvero spreacto in cucina. Un barattolino da 40g ti basta e avanza per un po’, conta che in genere, per rendere verde una torta intera, ti bastano due cucchiai scarsi di polvere, per cui tutto sommato come spesa non è neanche esagerato :-)
2 marzo 2010 alle 8:51
La nostra colazione è quasi sempre salata, anzi salatissima. Si va dalla Pizza alle Bruschette. A casa mia (in Polonia) la colazione è un momento importante e anche lì difficilmente mangiamo dolce. Si parte con il prosciutto e le salsicce accompagnati da un ottimo pane fresco. Mmmh…che fame che mi è venuta!
Ciao ciao:o)
2 marzo 2010 alle 8:57
A Paola piacerà veramente molto questa!! solo per il colore guadagna 1000 punti!! :D
2 marzo 2010 alle 9:23
Questo colore verdino è proprio particolare….da provare!!!! ;)
2 marzo 2010 alle 9:24
La colazione è veramente importante, io la faccio tradizionale (italiana) caffè latte e brioche!
Ma in assoluto ci sta benissimo il cappuccino con mooolta schiuma!!
Bello e intenso il colore della foto!
buona giornata a tutti!
2 marzo 2010 alle 9:38
Lo voglio!!!
2 marzo 2010 alle 9:41
Ma questo e’ geniale! Non avrei mai pensato a fare un dulce de leche alla matcha!
2 marzo 2010 alle 9:55
@Sigrid
Grazie della dritta sui prezzi! In verità, non ho mai cercato il matcha appositamente per la cucina proprio perchè scoraggiata dal prezzo visto in un paio di “teierie”, ma adesso non ho più scuse e cercherò quello giusto!
Anche perchè adoro i biscotti “verdi”, li trovo pronti nelle botteghe dell’Equo e Solidale, gnam!
Anche per me la colazione è il pasto più divertente della giornata, preparo la tavola apparecchiata alla sera per potermi godere il momento in tranquillità alla mattina…e svegliarsi trovando già le scatole con i biscotti da scegliere, il miele e altre bontà pronte sulla tavola fa sorridere e coccola :)
Ma non disdegno il salato, anche se mi capita di fare la colazione con pane e prosciutto solo in vacanza…
Un saluto a te, Sigrid, che ci fai sognare con i tuoi reportage, e a tutti i fans del blog!
2 marzo 2010 alle 10:05
Geniale, semplicemente e puramente :-)
2 marzo 2010 alle 10:29
Non credo potrei stancarmi del Matcha, ma visto che cade a proposito, eccoti… Macho! – composizione alimentare di Carl Kleiner.
http://www.carlkleiner.com/
Grazie anche per lo sciopero-post di ieri.
2 marzo 2010 alle 10:34
Sigrid,
non riesco + a trovare il tuo link per acquistare online la vaniglia nei vecchi post…
ti dispiace dirmi dove lo trovo?
grazie tante!
2 marzo 2010 alle 10:44
Il *dulce de leche* non mi fa impazzire, però questa versione al matcha sembra meno dolce del solito e sicuramente più insolita! La variante con il latte di soia, dalla foto, appare più cremosa :)
2 marzo 2010 alle 10:45
il dulche de leche è nei //todo.
ora ci aggiungo la variante verde primavera!
;-)
2 marzo 2010 alle 10:56
Il latte di riso si trova praticamente solo nei negozi di alimenti naturali in Giappone, non è comune quanto in Europa purtroppo. Questa accoppiata tra matcha e dulce de leche mi ispira molto, mi son segnato le dosi e appena torno in Italia mi ci metto all’opera ;-)
Ah, il bicarbonato è “juusoo”, scritto così: 重曹 (se vuoi mostrarlo in negozio!)
2 marzo 2010 alle 11:08
Concordo pienamente con @Alelunetta, il dulce de leche va preso a piccole dosi perché è un po’ tanto dolce. La variante col matcha mi dà l’idea che smorzi un po’, quindi meglio. Stamattina ho ‘assaggiato’ (divorato tutta la confezione da 12 mini barrette) il kitkat al matcha comprato a Kyoto ed è squisito: il matcha rende meno invadente ll sapore dolce del kitkat tradizionale, e questo è un guaio perché un kitkat tira l’altro, come le ciliege… Proverò col dulce de leche alla soia.
@Sigrid, non ti preoccupare, scrivi tutte le ricette al matcha che vuoi, per quanto mi riguarda ci condirei anche gli spaghetti (pennette alla panna e matcha??? :-) eh eh eh.
2 marzo 2010 alle 11:43
Col matcha il mio primo incontro fu a Parigi ed è stato amore a prima vista (gusto).
E.
2 marzo 2010 alle 11:47
Patate al forno con salamino ungherese, panna acida e macha? Ah gia’… tu non hai il forno…
bella fregatura…
2 marzo 2010 alle 11:49
Pero’ un esperimento da fare sarebbe il macha nella pasta all’uovo! Ovviamente non per mangiarla col ragu.
Senti, ma col pane come sei messa? Da quelle parti mi risulta poco “usato”, missa’.
2 marzo 2010 alle 12:29
Sono divetata cavoletto adict… Qui in Argentina il dulce de leche e’ un’istituzione nazionale, ne rivendicano l’invenzione e l’origine e soprattutto lo mettono ovunque, ma veramente ovuneque. Nelle torte, nel pane, nei bigne’, nel gelato (ci sono 8 tipi di gelato al dulce de leche nella mia gelateria preferita)…Ed e’ gluten free, per cui ogni tanto, ,ci (la famiaglia segue) attacchiamo al barattolo del dulce de leche e lo attacchiamo a cucchiaiate! Sigrid grazie .. alla prossima cena con amici glielo faccio vedere VERDE !! Slurp !!!
2 marzo 2010 alle 12:42
non vedo l’ora di provare anche questa ricetta al matcha, tanto ormai a casa mia vige la leggenda che tutti i dolci che preparo siano verdi
ma quindi meglio il lievito o il bicarbonato?
hihi
2 marzo 2010 alle 12:44
..Sigrid!io fossi te farei colazione con l’Amazake!che oltre ad essere buonissimo (quello d’avena poi…) fa anche bene essendo un prodotto fermentato con il koji…e comunque…ripeto è buonissimo!!!so che in Giappone lo usano anche per farne una bevanda calda per occasioni speciali
cmq il matcha è super!!!bella sta cremina!
2 marzo 2010 alle 12:46
[...] cosa cavolo sia pop. Nel mondo web-magnereccio lo ha detto proprio Bernardi: il Cavoletto di Bruxelles – Sigrid. Lei è la Madonna della ricetta, anzi, la Lady Gaga del bu…. Pop, popolare, nel senso di conosciutissimo dall’orbe terracqueo. Poi mi viene in mente il [...]
2 marzo 2010 alle 13:33
@Sigrid : LA colazione per me caffè e brioshe ..potrei
provare la briosche alla marmellata di matcha…
@Giù: la matcha …proprio non riesco immaginare due cose più lontane che le patate al forno ungheresi e il matcha …semmai potrei fare il ‘madàrtej’ il Floating Islands con le nuvolette di meringa belli verdi…
2 marzo 2010 alle 14:15
Sono dell’idea che tutti i blogger e fans di Sigrid dovrebbero riunirsi per una giornata di preparazioni culinarie da spedire poi con corriere espressissimo in soccorso della nostra amata Cavoletta :-)
2 marzo 2010 alle 14:26
…lo faccio subito…upgrade del dulce de leche…
2 marzo 2010 alle 15:31
Ok, non ho potutto resistere… e mi sono messa all’opera!!
Ho appena invasato e…
ora vorrei capire..com’è possibile che mi è uscita una cosa color caramello intenso che del verde matcha non ha nemmeno il + vago ricordo?? Il sapore sembra essere ok, ma il colore davvero non centra nulla… che avrò combinato?
2 marzo 2010 alle 16:22
@Sigrid
ma al bar cosa prendono i giapponesi al mattino?
2 marzo 2010 alle 16:37
Bè, in fondo il mondo è bello perchè è vario, no?
Certo che certe colazioni che sembrano vere e proprie cene sono, per noi occidentali, un pò troppo d’ ‘impatto’.
Io sapevo che i cinesi a colazione mangiavano i loro tipici ravioli..ma forse era solo una diceria…
Nadia – Alte Forchette -
2 marzo 2010 alle 17:05
Adoro il dulche de leche, specialmente sul gelato fiordilatte, proverò questa nuova versione, sono curiosa!
Complimenti per il sito, davvero molto bello!
2 marzo 2010 alle 18:09
questa è da provare!! Grazie :)
Comunque, per la cronaca, la colazione dolce come l’intendiamo noi in GIappone (come in quasi tutto il resto del mondo) non esiste. La loro colazione è un pasto cucinato come gli altri che include zuppa di miso, riso (al vapore o sotto forma di una sorta di porridge), pesce, uova, pickles, alghe… insomma, scordatevi i croissant! :D
2 marzo 2010 alle 19:33
allora, per cominciare, vi dirò che ieri sera ho regalato a mio figlio e fidanzata una cena dell’iniziativa di Slow food per i giovani al di sotto dei 26 anni; i due riferiscono che è andata strabene!! quindi grazie per la dritta, sigrid! poi il matcha: mi piacciono poche cose al mondo come il gelato al matcha e in effetti anche i tuoi biscotti che ho già fatto più volte , sono godibilissimi e belli da vedere. il dulce de leche nella sua versione originale l’ho sempre trovato troppo dolce per i miei gusti, ma forse con il matcha si allegerisce e rinfresca; proverò. baci, monica
2 marzo 2010 alle 19:44
Ciao Sigrid,
adoro la tua capacità di sopravvivenza culinaria…appena sono all’estero faccio il pieno di tutto ciò che il paese che mi ospita ha da offrire…ma dopo qualche tempo ho nostalgia dei miei piatti e non potendoli fare (spesso perchè oltre agli ingredienti mi manca la cucina, nel senso che vivo in albergo) mi deprimo un po’…la prossima volta farò tesoro dei tuoi esperimenti e del tuo spirito da vera guerriera della cucina…sei veramente fortissima…
2 marzo 2010 alle 19:45
Anche mio cugino, con due amici, ha seguito la lumachina di Slow Food fin da Sadler.
Per quanto riguarda il dulce de leche: il mio primo esperimento (senza tè matcha, iniziamo con il basic!) è scappato per metà dalla pentola. L’altra metà ora se ne sta lì mesta mesta, a ribollire pallidina. Verrà? Attendo speranzosa…
2 marzo 2010 alle 19:52
bellissimo questo dulce de leche verdolino, Sigrid! Quando riuscirò a trovare il matcha lo proverò sicuramente! Comunque che bontà dev’essere la zuppa di miso a colazione, eheheh!
Senti avrei una curiosità: una volta in un ristorante giapponese a Londra, per dolce mi fu servito una specie di budino, con all’interno dei chicchi, probabilmente di riso, che aveva uno stupendo colore viola e un sapore delicatissimo ma che non ho saputo ricondurre a nessun ingrediente da me conosciuto… tu hai idea di cosa potrebbe esser stato? Baci
2 marzo 2010 alle 19:57
Ciao Sigrid, i questi giorni continuo a ritrovarti sui giornali. Ti segnalo una bella recensione del tuo libro su Marie Claire Maison di questo mese, magari lo sai già, ma io te lo dico lo stesso! ;-)
2 marzo 2010 alle 20:04
Cara Sigrid
sebbene mi abbiano detto che il matcha è un prodotto da ‘bloggomani’ chic lo comprerò lo stesso e proverò a farlo (al latte però)
pensa che la scorsa settimana a Roma son passato davanti al Korean market ma non mi sono potuto fermare (tra l’altro mi hanno ’sequestrato’ in Confindustria x tutto il giorno!) sigh! ma ci torno presto…e allora matcha a me!!!
2 marzo 2010 alle 20:05
PS dimenticavo io adoro il dulce de leche!
2 marzo 2010 alle 20:49
Io il dulche de leche lo faccio moooooolto semplicemente mettendo a bollire per 4 ore in un pentolone d’acqua un vasetto di latte concentrato (tutto il vasetto!!)! Mooolto buono e….praticamente si fa da solo!
2 marzo 2010 alle 22:32
non vi seguo…
la mattina adoro un cappuccino senza schiuma con brioche e marmellata alla ciliegia o fragola.
Possiamo barattare la brioche (che cavoletto fa fatica a trovare) con una frolla oppure qualche savoiardo o al limite con una fetta di panettone o plum cake…
buona giornata a tuttiiiii
2 marzo 2010 alle 22:43
Anche dalle le mie parte si mangia taaaanto dulce de leche (o manjar)….
Adesso, però, il mio paese ha bisogno di tanto aiuto dopo il terremoto …
Chi ci sta …?
2 marzo 2010 alle 23:32
@aniko
E’ un’idea… chiedo a qualche chef se ci ha mai provato, e poi ti dico.
3 marzo 2010 alle 2:55
@katia: stranostranostrano… Sto cercando di appurare cosa può essere (ovvero: sto rompendo le scatole a giapponesi e scienziati, ti farò sapere :-) Intanto, una mezza nota: il matcha è molto sensibile a luce e calore ecc, e, per mantenere intatto colore e profumo, andrebbe conservato in un baratollo opaco al fresco cioè in frigorifero, poi andrebbe comunque consumato abbastanza da fresco. Più invecchia e sta e meno intenso ne sarà il colore, quindi questo può essere parte del tuo problema, oltre al fatto che spesso i matcha da cucina vengono resi verdi mediante la clorofilla (solo che non ho ancora capito se questo aiuta o peggiora il risultato verdolino in cottura).Intanto però, se ci vuoi dire che matcha era e come l’hai conservato e da quando ce l’avevi, e cerchiamo di capire ;-)
@joebrachetto: già, perché le frolle, i savoiardi e i panettoni qua me li tirano dietro guarda :-D
@stefania: già, vero, ma vuoi mettere la soddisfazione di produrre il proprio dulce de leche partendo da un buon latte fresco fresco? :-)
@giovanni sa: non vedo cosa c’è da bloggomani chic, insomma, è un tè, qua si usa molto comunemente, ha un sapore interessante, insomam non ho capito cosa c’è di chic in tutto questo? :-)
@marina: nonlosapevooooo :-))
@carlotta: ma era più budino o più gelatina? (se gelatinoso può esser stato in realtà qualsiasi cosa geleificata con agaragar, ‘viola’ mi fa pensare agli azuki però in realtà sono più sul bordeaux scuro, non proprio sul viola, a meno che non fosse qualcosa a base di ‘purple yam’?? – che però non è che sia supertipicamente giapponese.. vabe, ci medito, se qualcuno ha idee…?? :-)
@lauraesse: eheheh, bisogna cuocere molto piano, se si è alzato il latte è che la fiamma stava decisamente troppo alta ;-) Com’è venuto poi??
@sabrina: grazie, son contenta che qualcuno mi capisca ;-)) (al prossimo che si lamenta che ultimamente non si osservino torte e pasta al forno ultimamente da queste parti, urlo, giuro ;-))
@monicavannucchi: bravabrava per il ristorante ;-) ps. io per il gelato al matcha uso semplicemente la ricetta base del gelato fiordilatte, come per il dulce aggiungo la mpolvere di matcha all’inizio, diluita in poco latte, e basta :-) Semplice, indolore, e buono (poi cospargo il gelato finito con un po’ di sesamo nero :-)
@silvia: eh lo so, ma tanto non c’è nulla da fare, io il salato dal mattino proprio nun ce la fo’ (a parte che appunto in questo il mondo globale insegna, insomma pure qui ci sono tante simil-boulangeries francesi, tante ”merendine” nipponiche e tanti starbucks, e insomma molta gente fa colazioni così… :-)
@giandeibrughi: vedi sopra ;))
@patrycja: hihhihi, guarda, intanto mi sono gi arrivati l’olio d’oliva, il pane napoletano, i torroni di benevento e la pasta di gragnano, voglio ddi’… :-))
@robertaV: ma sai che l’amazake fin qui mi era sfuggito?! ora m’informo :-))
@ranapensatrice: beh, non so se ti può rasicurare ma anche qui sembrerebbe che sia diffuso il pensiero del ‘ma fa solo più cose verdi’ (2 ricette al matcha nel giro di 30 giorni, oddio!!’ :-D cmq, in realtà penso che non importi se usi bicarbonato o lievito in polvere, visto che il secondo è in gran parte fatto del primo :-)
@glu.fri: curiosità mia: ma con il bicarbonato, è sempre gluten free? (non lo so, magari che li dentro ci siano anche tracce di farina? o proprio no?? :-)
@giu: pane? quale pane?? Cioè, no, ce n’è, è usato, ma è tutto sempre pane molliccioso, presente i tramezzini e sandwich inglesi? ecco, cosi, a fette di 2cm di spessore che se le schiacci si ruducono a 2mm :-D
@globetrotter: ecco, amme’ mi mancano i kitkat al matcha! (stavo cercando quelli in versione sakura ma ancora non li ho trovati :-) beh, in ogni caso, la soba impastata al matcha esiste quindi potresti sempre darti alla pasta di grano saracena + matcha inside, per vedere (ridorosamente de con dire con la panna acida, ovvio :-))
@yari: grazie!!! lo cercherò :-))
@tilia: ma trooooppo forti queste composizioni! Grazie del link!! :-))
3 marzo 2010 alle 3:10
what a beauty this is, Sigrid. how do you come up with such gorgeously unique creations? i was quite interested in @lunadeiboschi’s comment regarding the use of rice milk…hmm, a thought, or almond milk too? have a gorgeous time! x shayma
3 marzo 2010 alle 3:25
Credo che il problema sia la conservazione infatti lo tengo si al riparo dalla luce, ma non in frigo! A parte questo ho usato il bicarbonato al posto del lievito..per il resto ho seguito la ricetta.
Grazie mille, della risposta e di tutti i tuoi splendidi post :)
Comunque è buono.. e domattina finirà su una bella fetta di pane ;)
3 marzo 2010 alle 8:09
Sigrid sono assolutamente d’accordo con te!
pensa che la stessa persona mi ha anche detto che i dolci giapponesi non sanno di nulla….
sarà mai stata da Toraya? :-)
3 marzo 2010 alle 8:56
Che bel colore ha! Caspita, io ho ancora del matcha che non ho mai usato, dovrò decidermi prima o poi! Non sapevo di doverlo conservare in frigo acc!
3 marzo 2010 alle 9:13
Wowwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww! Ma che é il matcha???
Lo so, lo so, sono gnorant, ma son mucca :)))
W il latte di mucca rispetto a quello di soia! :)))
Comunque, mi son incuriosita, devo assolutamente trovare questo ingrediente.
Per quanto riguarda il caffé belga…uhm….lo evito come la peste da quando sto qui in belgio. Bruttooooooooooooooo! Lungooooooooooooooo! Peró mio marito lo adora. Ma lui é oprso :p
3 marzo 2010 alle 11:24
Mi ricorda molto il gelato di panna addizionato di Matcha, un’altra leccornia.
Con la scusa di Sigrid in Giappone mi permetto di segnalare a tutti un bel libro uscito da poco di Jody Vassallo con foto di Clive Bozzard-Hill “Sushi, Sashimi Yakitori…”, molto interessante. Ben poca roba cruda e tanto di cotto e hot pots (finalmente la vera cucina giappo!)
cara Sigrid grazie per la tua generosità gastronomica!
Buona giornata
3 marzo 2010 alle 20:55
wow sigrid, pazzesco, l’ho visto appena postato ma volevo proprio leggermi con calma tutto.
questo dulce mi ispira ampiamente… solo che come fare a prepararlo? di nascosto dall’argentino, che se mi vede aggiungere polverina verde a SUO amato, mi sviene sedutastante (considera che a casa mia i dosaggi per questa ricetta vanno a 4lt di latte per volta, al liiiimite mezza dose, cioè 2 litri! e una volta ho osato usarlo per fare dei muffin, e lui non ha fatto altro che distogliere lo sguardo!!) =-)
3 marzo 2010 alle 23:46
Oggi finalmente mi sono tolto una sana curiosita’: il brodo istantaneo giapponese.
Visto che sono cresciuto a uforobot e manga (vabbeh i fumetti sono venuti dopo, lo ammetto) ho sempre visto sti’ giappi che mangiano il brodame anche con le bacchette. Ovviamente vivendo nella sperduta provincia abruzzese, uno non e’ che va al super e compra il liofilizzato in bicchiere con gli ideogrammi.
Cosi’ adesso, mentre ero a caccia di giapponesume da sacrificare all’altare della cucina, mi sono imbattuto in alcuni di questi “cosi” istantanei.
Beh… magari sara’ per loro l’equivalente del nostro brodo di dado, pero’… boh… questo, con la bandierina bianca e il bozzo rosso al centro, lo berrei molti piu’ volentieri di quello fatto da “guarda papa’ un polloooooooo”.
Questo era senza spaghi di sorta, solo alghe e verdure (diocomesiamocadutiinbasso missa’). Mo’ me ne procuro uno con i ramen dentro e poi posso morire felice.
5 marzo 2010 alle 2:24
Quando io e Yukari (la Cavolfiore a Merenda Giapponese) abbiamo letto la ricetta ci è venuto un sorriso grosso così- dopo aver discusso o meno sulla legittimità di un Matcha Latte (e vabbè, si va sul purismo) questo vasetto verde ci ha rimesso d’accordo.
Proveremo, magari anche con il latte di mandorle menzionato qui sopra.
A presto!
6 marzo 2010 alle 18:37
Io non so dove comprare il matcha…online sparano prezzi improponibili e nei negozi latita. che fare?
8 marzo 2010 alle 13:46
Semplicemente geniale! Certo non sarà la colazione giapponese ma un po’ di spirito c’è.
Complimenti per la creatività senza attrezzi :-)
10 marzo 2010 alle 9:33
Buongiorno..è da un po’ che ti seguo e vorrei farti una domanda: c’è qualcosa da sostituire alla soia?? non tanto per questa ricetta, ma anche per tutte le altre!
ti spiego: sono allergica sia al latte e derivati, sia alla soia.. pertanto leggo tutte queste cose deliziose (almeno alla vista..) e resto sempre con l’acquolina in bocca!
dici che devo rassegnarmi?:(
16 marzo 2010 alle 0:39
This looks incredible!
3 gennaio 2011 alle 13:39
[...] sempre in Giappone, assisto alla festa delle bambole e lato ricette un po’ mi rimbambisco pure io. Poi ci si va a afre un po’ di sightseing in giro. Lato basics, marzo è mese di tempura, [...]