
L’altro giorno, dopo una serie di libere associazioni piuttosto banali, mi è venuto da pensare che mi sarebbe piaciuto provare a fare un remake di una qualche ricetta molto italiana con degli ingredienti nipponici, in modo da ottenere un qualche cosa dalla forma mediterranea però con una sostanza dal sapore giapponese. Un piccolo esercizio di yoshoku estemporaneo e personale, in qualche modo (per i pigri che non avessero voglia di seguire il link, yoshoku – forma abbreviata di seiyōshoku, letteralmente ‘cucina occidentale’ – sono quei piatti che sono diventati giapponesi diciamo negli ultimi 100 anni, che hanno origine in piatti stranieri, solo che sono stati ‘riadattati’ agli ingredienti e ai gusti giapponesi, e che spesso sono diventati veri e propri classici molto amati, come i korokkè, il katsuretu o il curry rice giapponese).
La prima cosa alla quale ho pensato è stata la soba (dopotutto, sono degli spaghetti, di grano saraceno però) e, da lì, agli spaghetti fritti del sud Italia. Ne sono venute fuori queste fritelle qui, che a me sono piaciute molto (croccantine fuori, morbide dentro, e molto umami – ovviamente non c’è formaggio e sinceramente non se ne sente manco la mancanza :-), insomma, per una tavola italiana potrebbero essere una piacevolissima variante su un tema noto, mentre per dei convivi giapponesi… beh, non lo so, devo ancora farli assaggiare ai miei cavia prediletti del momento, vi farò sapere :-)
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Categorie: cavoletto in japan, pasta
Scritto da Sigrid mercoledì 17 marzo 2010
40 Commenti a “Spaghetti (di soba) fritti”
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17 marzo 2010 alle 9:39
Che bella idea il mix mediterraneo – jap.
La foto è stupenda , come sempre !!!!
ciao
17 marzo 2010 alle 9:41
Prima prima prima…come mai?!!? Vabè…
Adoro i finger foods!! E questi devono essere buonissimi…che hanno detto le cavie??
17 marzo 2010 alle 9:45
Fantastica… queste tue associazioni libere ed estemporanee hann osempre qualcosa di affascinante ;-)
Buon Pomeriggio
17 marzo 2010 alle 9:47
Buongiorno Sigrid!
Che belle queste frittelline!
17 marzo 2010 alle 9:47
Foto fantastica!!! E spaghetti di soba fritti da svenire quanto sono buoni! Baci a presto!
17 marzo 2010 alle 9:58
Buongiorno Sigrid!
Come sempre una idea originale e sfiziosa :))
ciao ciao
17 marzo 2010 alle 10:00
Semplicemente fantastica!!!!! Cavoletto sei la numero 1!
17 marzo 2010 alle 10:02
ahhh, ho capito, sono dei cuptiell (leggi alla napoletana!) però in versione mezzo jap-mezzo italiana…mmmmm, sembrano invitanti!
Facci sapere cosa ne pensano gli autoctoni!
a presto
fulvia
17 marzo 2010 alle 10:05
La soba mi piace molto…mai mangiata in versione fritta!…indubbiamente sarà gustosa quanto altri spaghetti sul genere, ramen, etc…da provare di sicuro! Concordo: bella la foto, molto molto! :-)
17 marzo 2010 alle 10:06
che voglia mi hai fatto venire…che bontà…
17 marzo 2010 alle 10:13
Che bella foto… e che buone le frittelline!!!!!
17 marzo 2010 alle 10:18
ma sai che non ho mai mangiato gli spaghetti fritti?? mi incuriosiscono un sacco, e sembrano anche alla mia portata di cooking dummy!! :D
bella la foto con il cono di carta!!! dà proprio l’idea di frittellina da passeggio una-tira-l’altra!
ciaooo
17 marzo 2010 alle 10:32
Ciao Sigrid!
Ma che belle queste frittelline!E il cartoccino intorno dà quel tocco in più ^^
Sono da provare, adoro il cibo da strada, lo trovo un modo stupendo di creare un connubio di sensi/movimento: che c’è di meglio di passeggiare in un posto, associando alla vista e alle sensazioni regalate dalla località, tutta la ricchezza sensoriale del cibo(gusto+olfatto+vista+tatto e pure udito, se la consistenza lo permette):)
Attenzione!XD Se ai tuoi amici nipponici l’esperimento gastronomico piace, potresti creare una nuova moda mangereccia! E sarebbe carino trovare un nome per queste cosine, italo-giapponesi :)
Un saluto da chi, in questo momento, ti invidia moltissimo… :)
17 marzo 2010 alle 11:15
OMG! Mangerei anche la carta!!!!!
17 marzo 2010 alle 11:27
Bello il giornale giapponese!
17 marzo 2010 alle 11:45
Sono fantastiche e anche un bel modo di mescolare due culture culinarie! Bellissima anche la presentazione!
17 marzo 2010 alle 12:04
so decadent! and delicious. x shayma
17 marzo 2010 alle 12:21
ciao, ti adoro.ho scoperto il tuo blog da poco tenpo.non ho capito come mai ti trovi in giappone.complimenti anche per le foto sono bellissime.
17 marzo 2010 alle 12:25
quanto vorrei in questo momento chiudere gli occhi e riaprirli con stupore vedendo sul mio tavolo un cartoccio così… chiedo troppo eh?!?!?
17 marzo 2010 alle 12:31
nooooooooo, ti giuro che ho amato la soba più di tutto (il resto), davvero alla follia, piastrata, con le verdurine, con sopra l’uovo al tegamino :))… e pensa che ne avevo preso una buona chilata lì sulla kappabashi, proprio appena tirata via dalla macchinetta artigianalissima… messa in congelatore e poi, sigh, tutto al secchio causa appallottolamento inspiegabile e soprattutto irrimediabile! fatta così è pazzesca sigrid, nippo-street-and-finger-food! bacini, N. :))
17 marzo 2010 alle 12:32
Ma come… neanche una parolina sul compleanno (5) di questo blog qualche giorno fa??? Di solito quando trovo qualcosa di interessante vado subito a vedere il primissimo post per ammirarne l’evoluzione…
Appena scoperto il tuo blog mi ha incantato all’istante… Complimenti!
Ciao, Elena
17 marzo 2010 alle 12:40
… buoni da sgranocchiare a passeggio, ad ogni modo mai mangiati spaghetti fritti … ma a Londra me li hanno rivogati in scatola già conditi e sbattuti su un toast imburrato brrrr una schifezza!
17 marzo 2010 alle 12:57
Whow !!! che cartocio sfizioso ed invitante…a quest’ora in ufficio la fame si fa sentire….sento addirittura l’odore……
Ciao Sigrid….anche questa volta la tua foto è talmente bella da essere in 4D (la terza dimensione è il profumino!!!)
Beppe
17 marzo 2010 alle 13:08
Sigrid, grazie !! Mi hai dato un’idea stupenda! Adesso so cosa fare degli spaghetti di riso che trovo qui e che diventano una strana mappazza se non riesci a condirli con sugo liquido e insapore con la velocita’ di un fulmine…insomma mo’ li friggo e vediamo un po’..Ciao
17 marzo 2010 alle 13:13
che bontà…io sono siciliana…mi capita spesso di preparare “gli spaghetti fritti del giorno dopo”…mi ricordano la mia infanzia. Questa mi sembra un’ ottima alternativa…e mi ricorda anche il cibo di strada, fritto e saporito, tipico siciliano.
17 marzo 2010 alle 13:20
Buongiorno Sigrid ! Je veux goûter tes spaghetti di soba ! Je pense que je vais essayer ça, c’est exotique ce mélange nourriture jap cuisinée façon italienne ^^ Grazie
17 marzo 2010 alle 15:16
Wow un cartoccio delizioso,una vera bonta.
Hai mai provato il cartoccio di Venezia?
Ciao Daniela.
17 marzo 2010 alle 16:29
Concordo con altri commenti, il cartoccio di giornale giapponese e’ un vero tocco di classe!
17 marzo 2010 alle 17:15
@lunadeiboschi e sigrid: ma che idea mi avete dato, con il connubio sensi/movimento. sarebbe lungo da spiegare qui, ma insomma, quando ho scritto qualche ricetta ( ubi major… minor cessat) sul mio blog, ho chiamato la categoria ricettario dinamiche; nel senso che per cucinare ci si muove un sacco, si sta in piedi ore, si usano e maneggiano oggetti con i gesti più disparati e anche dal punto di vista coreografico tutto ciò ha il suo bello! in più, adesso, mi fate pensare che potrei rompere un altro tabù… ma non vi dico ancora quale! cmq, sempre grazie, monica
17 marzo 2010 alle 17:32
@Daniela
Puoi dare informazioni sul cartoccio di Venezia? Grazie!!
17 marzo 2010 alle 20:09
[...] Leggi l’articolo originale su: il cavoletto di bruxelles [...]
17 marzo 2010 alle 23:09
Adoro la soba e questa ricetta è proprio bella!
17 marzo 2010 alle 22:11
scusa sigrid, ma cliccando sul link furikake, wikipedia dice che contiene anche il famigerato glutammato monosodico… ma è vero che fa male oppure ha una cattiva quanto infondata reputazione?
come sempre complimenti per le tue foto, che invidia…
17 marzo 2010 alle 22:26
@sandrina: informazioni serie sul glutammato qui: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/02/04/miti-culinari-3-la-sindrome-da-ristorante-cinese/
17 marzo 2010 alle 22:34
mitica! grazie acquaviva!
avevo anche cercato notizie nel blog di bressanini ma senza successo…
17 marzo 2010 alle 23:00
HO preso la farina di grano saraceno, l’altro giorno… ci volevo fare proprio i soba. Vuoi vedere che quelli che avanzano li faccio fritti, come faceva la mia nonna a cena con la pasta avanzata il giorno a pranzo?!?!?
17 marzo 2010 alle 23:27
Belle queste tue ricette movimentate, rivisitazioni un po’ qua’ e un po’ là, molto vive ;-)
E poi, questa foto parla da se’!
Buona notte e tutti e buongiorno Sigrid :-)
18 marzo 2010 alle 1:22
il mitico cartoccio di Venezia del Vecio Fritolin?
I cuochi vengono sempre a bere in bar da me!!!!
gnam!!!!
18 marzo 2010 alle 8:31
@monica vannucchi: lieta di essere stata ispiratrice!Ma sono le foto di Sigrid a stuzzicare fantasia e appetito ^^
30 marzo 2010 alle 14:41
Mi sto spulciando tutti i tuoi post con la soba.
La sto scoprendo e mi accorgo che le varie varietà di soba hanno un gusto diverso. Almeno la prima soba mi fece schifo, la seconda l’ho adorata. Il problema è ricordarsi i nomi al momento dell’acquisto :) Almeno per me che non sono in Giappone.