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	<title>Commenti a: Le ciné-club du dimanche soir: Terra Madre</title>
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	<description>Spilluccare senza sensi di colpa...</description>
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		<title>Di: silvana</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/terra-madre#comment-117170</link>
		<dc:creator>silvana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 22:24:25 +0000</pubDate>
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		<description>non si parla dei negozi bio specializzati che come da noi in Versilia sono circondati da 3 GAS. I Negozi danno lavoro, pagano tante tasse e contibuti, i GAS? niente.In più qui tutta la zona è inquinata da diossina (inceneritore che non ha mai dato le ciffre esatte delle emissioni...)e tanti produttori locali senza scrupoli che coltivano, vendono, e non hanno fatto analisi proprio sulla diossina? normale un&#039;etica cosi? (perchè si sapeva!)noi non vendiamo prodotti locali per questo motivo.bisogna anche dire queste cose e non idealizzare troppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non si parla dei negozi bio specializzati che come da noi in Versilia sono circondati da 3 GAS. I Negozi danno lavoro, pagano tante tasse e contibuti, i GAS? niente.In più qui tutta la zona è inquinata da diossina (inceneritore che non ha mai dato le ciffre esatte delle emissioni&#8230;)e tanti produttori locali senza scrupoli che coltivano, vendono, e non hanno fatto analisi proprio sulla diossina? normale un&#8217;etica cosi? (perchè si sapeva!)noi non vendiamo prodotti locali per questo motivo.bisogna anche dire queste cose e non idealizzare troppo.</p>
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		<title>Di: çet</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/terra-madre#comment-114268</link>
		<dc:creator>çet</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 18:07:33 +0000</pubDate>
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		<description>veramente belli commenti!!!!</description>
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		<title>Di: Lilja</title>
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		<dc:creator>Lilja</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 09:43:34 +0000</pubDate>
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		<description>@dulcinea: anche io ho tra le mani il libro di J.S. Foer!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@dulcinea: anche io ho tra le mani il libro di J.S. Foer!</p>
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		<title>Di: Lilja</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/terra-madre#comment-103029</link>
		<dc:creator>Lilja</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 09:41:26 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Sigrid.
Quello del latte comprato all&#039;ultimo momento è un problema che mi pongo anche io, come quello degli ingredienti utilizzati ogni volta che mangio in bar, ristoranti, pizzerie etc. In effetti, il senso che ogni scelta fatta a livello personale debba per forza essere parziale abbatte un po&#039;e, come dire...urge una soluzione!  
Grazie a te e a tutti per la discussione: è stato davvero bello vedere quanta partecipazione un tema così difficile, in qualche modo anche &quot;elitario&quot;, sia riuscito a suscitare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Sigrid.<br />
Quello del latte comprato all&#8217;ultimo momento è un problema che mi pongo anche io, come quello degli ingredienti utilizzati ogni volta che mangio in bar, ristoranti, pizzerie etc. In effetti, il senso che ogni scelta fatta a livello personale debba per forza essere parziale abbatte un po&#8217;e, come dire&#8230;urge una soluzione!<br />
Grazie a te e a tutti per la discussione: è stato davvero bello vedere quanta partecipazione un tema così difficile, in qualche modo anche &#8220;elitario&#8221;, sia riuscito a suscitare&#8230;</p>
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		<title>Di: Dulcinea</title>
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		<dc:creator>Dulcinea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 09:25:07 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per queste riflessioni per questo argomento che ho molto a cuore, ognuno di voi mi ha dato modo di riflettere, vorrei suggerirvi un libro di Jonathan Safran Foer &#039;Se niente importa&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per queste riflessioni per questo argomento che ho molto a cuore, ognuno di voi mi ha dato modo di riflettere, vorrei suggerirvi un libro di Jonathan Safran Foer &#8216;Se niente importa&#8217;.</p>
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		<title>Di: Tery</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/terra-madre#comment-103017</link>
		<dc:creator>Tery</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 09:19:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Sigrid, finalmente ho letto tutto e sono completamente in accordo con te. Non ho visto il film/documentario, ma dal tuo racconto penso di aver capito il messaggio. 
Proprio qualche sera fa discutevo con il mio ragazzo sull&#039;importanza dell&#039;elettricità. Siamo arrivati alla conclusione che la scomparsa dell&#039;elettricità sarebbe paragonabile ad uno tzunami. In quanti riuscirebbero a sopravvivere? Niente più frigoriferi, niente più macchinari industriali che impacchettano il cibo da recapitare ai supermercati. Quanti sarebbero in grado di coltivare un pezzo di terra per garantire il proprio fabbisogno? e in quanti avrebbero a disposizione questo pezzo di terra? 
Inutile dire che la nostra società non ha bisogno di andare a questi livelli di &quot;ecologia&quot;, ma basterebbe trovare un&#039;etica che rispetti il nostro mondo, i prodotti che arrivano sulla nostra tavola e nella nostra gestione del rapporto con il nostro pianeta. Basterebbe un pò di etica ecologica e un pò di rispetto in più per noi stessi. 
Dovremmo essere meno macchine, smettere di ingurgitare frutta che sa di patata e patate che non hanno più sapore, carne chimica che è bella solo a vedersi ma di sicuro non altrettanto buona. 
Perchè bisogna fare i numeri per mangiare il pane che sia fatto solo di farina acqua e sale e verdura che non sia geneticamente modificata? 
Mi rendo conto, però, che il problema è riconosciuto da troppe poche persone. Quando esco parlo con qualche coetaneo e spiego che per mangiare carne buona faccio scorta in Calabria o vado nelle campagne lombarde, che per le verdure aspetto il mercato per trovare il contadino che abbia qualcosa di buono e mi guardano con lo sguardo da alieni, allora mi rendo conto di essere davvero un caso eccezionale. 
Purtroppo è ancora una minoranza troppo piccola a riconoscere il problema... che prima o poi qualcuno riesca a svegliarsi?! 
Certo è che la soluzione non è tornare ai buoi per tirare l&#039;aratro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Sigrid, finalmente ho letto tutto e sono completamente in accordo con te. Non ho visto il film/documentario, ma dal tuo racconto penso di aver capito il messaggio.<br />
Proprio qualche sera fa discutevo con il mio ragazzo sull&#8217;importanza dell&#8217;elettricità. Siamo arrivati alla conclusione che la scomparsa dell&#8217;elettricità sarebbe paragonabile ad uno tzunami. In quanti riuscirebbero a sopravvivere? Niente più frigoriferi, niente più macchinari industriali che impacchettano il cibo da recapitare ai supermercati. Quanti sarebbero in grado di coltivare un pezzo di terra per garantire il proprio fabbisogno? e in quanti avrebbero a disposizione questo pezzo di terra?<br />
Inutile dire che la nostra società non ha bisogno di andare a questi livelli di &#8220;ecologia&#8221;, ma basterebbe trovare un&#8217;etica che rispetti il nostro mondo, i prodotti che arrivano sulla nostra tavola e nella nostra gestione del rapporto con il nostro pianeta. Basterebbe un pò di etica ecologica e un pò di rispetto in più per noi stessi.<br />
Dovremmo essere meno macchine, smettere di ingurgitare frutta che sa di patata e patate che non hanno più sapore, carne chimica che è bella solo a vedersi ma di sicuro non altrettanto buona.<br />
Perchè bisogna fare i numeri per mangiare il pane che sia fatto solo di farina acqua e sale e verdura che non sia geneticamente modificata?<br />
Mi rendo conto, però, che il problema è riconosciuto da troppe poche persone. Quando esco parlo con qualche coetaneo e spiego che per mangiare carne buona faccio scorta in Calabria o vado nelle campagne lombarde, che per le verdure aspetto il mercato per trovare il contadino che abbia qualcosa di buono e mi guardano con lo sguardo da alieni, allora mi rendo conto di essere davvero un caso eccezionale.<br />
Purtroppo è ancora una minoranza troppo piccola a riconoscere il problema&#8230; che prima o poi qualcuno riesca a svegliarsi?!<br />
Certo è che la soluzione non è tornare ai buoi per tirare l&#8217;aratro.</p>
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		<title>Di: Lidia</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/terra-madre#comment-102986</link>
		<dc:creator>Lidia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 08:09:43 +0000</pubDate>
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		<description>Letto tutto, con grande interesse. Grazie alla padrona di casa per aver avviato questo discorso. Mi limito a condividere un interrogativo che pongo a me stessa. Quanto sto pagando la mia comodità in termini di salute? Cosa c&#039;è in quel frutto o quell&#039;ortaggio che lo rende bello, perfetto, conservabile a lungo prima nel negozio e poi nel mio frigo, inattaccabile a malattie, muffe, disponibile in una stagione che non è la sua? E quel qualcosa, messo, anche a piccole dosi, nel mio corpo, giorno dopo giorno, che effetto farà con il passare del tempo? Non sarà che, invece di finanziare -dopo- la farmacia per curare disturbi vari, potrei spendere -prima- un po&#039; di tempo e denaro in più per trovare alimenti che non intacchino la mia salute?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Letto tutto, con grande interesse. Grazie alla padrona di casa per aver avviato questo discorso. Mi limito a condividere un interrogativo che pongo a me stessa. Quanto sto pagando la mia comodità in termini di salute? Cosa c&#8217;è in quel frutto o quell&#8217;ortaggio che lo rende bello, perfetto, conservabile a lungo prima nel negozio e poi nel mio frigo, inattaccabile a malattie, muffe, disponibile in una stagione che non è la sua? E quel qualcosa, messo, anche a piccole dosi, nel mio corpo, giorno dopo giorno, che effetto farà con il passare del tempo? Non sarà che, invece di finanziare -dopo- la farmacia per curare disturbi vari, potrei spendere -prima- un po&#8217; di tempo e denaro in più per trovare alimenti che non intacchino la mia salute?</p>
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	<item>
		<title>Di: Valeria</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/terra-madre#comment-102982</link>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 07:35:50 +0000</pubDate>
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		<description>@Sigrid: la tua ultima riflessione è giustissima (fare l&#039;equazione mercato=buono, supermercato=cattivo è spesso fuorviante). Di mio ho scoperto un ottimo supermercato, che non è un marchio diffuso in tutta Italia come es. Despar o Carrefour, ma che ha 5-6 punti vendita qui in zona e che quindi si rifornisce dai produttori locali per tutto il reparto carni e quasi tutto quello ortofrutta, dicendoti esattamente da dove viene la roba (non solo, ti dà l&#039;alternativa km 0 anche per molte altre cose confezionate). Costa meno e sai cosa mangi, è comodo e c&#039;è molta scelta. Credo che se tutti i marchi di supermercati italiani adottassero una logica di questo tipo sarebbe già un passo avanti. Poi certo, dare la possibilità a chi vuol spendere quel qualcosa in più in qualità VERA di avere una fascia di prodotti artigianali, biodinamici ecc ecc. 
Mi collego all&#039;ultimo esempio, quello del latte: per chi fosse interessato, ci sono ormai in ogni città, e in quelle grandi più di uno (anzi molti) distributori di latte crudo a km 0 che permette di avere latte buono e fresco in città e di conciliare genuinità con eco-impegno (es. ti devi portare tu il contenitore). La mappa la si trova qui  http://www.milkmaps.com/ e la lista dei produttori (non so se siano tutti...) è questa http://www.coldiretti.it/Distributori%20latte%20Coldiretti.pdf 
@giulio: concordo con tutto quello che hai detto tranne su un punto. Slow Food non chiede al mondo occidentale di tornare a 100 anni fa. Chiede solo che si metta il contadino che vuole fare agricoltura in modo sostenibile e non vuole abbassarsi alla produzione massificata di farlo in maniera (anche economicamente) dignitosa. Il film, ripeto, con il vero pensiero alla base dell&#039;azione Slow ha poco a che vedere, sul serio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Sigrid: la tua ultima riflessione è giustissima (fare l&#8217;equazione mercato=buono, supermercato=cattivo è spesso fuorviante). Di mio ho scoperto un ottimo supermercato, che non è un marchio diffuso in tutta Italia come es. Despar o Carrefour, ma che ha 5-6 punti vendita qui in zona e che quindi si rifornisce dai produttori locali per tutto il reparto carni e quasi tutto quello ortofrutta, dicendoti esattamente da dove viene la roba (non solo, ti dà l&#8217;alternativa km 0 anche per molte altre cose confezionate). Costa meno e sai cosa mangi, è comodo e c&#8217;è molta scelta. Credo che se tutti i marchi di supermercati italiani adottassero una logica di questo tipo sarebbe già un passo avanti. Poi certo, dare la possibilità a chi vuol spendere quel qualcosa in più in qualità VERA di avere una fascia di prodotti artigianali, biodinamici ecc ecc.<br />
Mi collego all&#8217;ultimo esempio, quello del latte: per chi fosse interessato, ci sono ormai in ogni città, e in quelle grandi più di uno (anzi molti) distributori di latte crudo a km 0 che permette di avere latte buono e fresco in città e di conciliare genuinità con eco-impegno (es. ti devi portare tu il contenitore). La mappa la si trova qui  <a href="http://www.milkmaps.com/" rel="nofollow">http://www.milkmaps.com/</a> e la lista dei produttori (non so se siano tutti&#8230;) è questa <a href="http://www.coldiretti.it/Distributori%20latte%20Coldiretti.pdf" rel="nofollow">http://www.coldiretti.it/Distributori%20latte%20Coldiretti.pdf</a><br />
@giulio: concordo con tutto quello che hai detto tranne su un punto. Slow Food non chiede al mondo occidentale di tornare a 100 anni fa. Chiede solo che si metta il contadino che vuole fare agricoltura in modo sostenibile e non vuole abbassarsi alla produzione massificata di farlo in maniera (anche economicamente) dignitosa. Il film, ripeto, con il vero pensiero alla base dell&#8217;azione Slow ha poco a che vedere, sul serio.</p>
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	<item>
		<title>Di: Elisa</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/terra-madre#comment-102979</link>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 07:20:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=5753#comment-102979</guid>
		<description>Grazie a Sigrid e a tutti, davvero un bell&#039;incontro di idee! Sono socia Slow Food e mi ritrovo molto in quanto scritto da Valeria. Riguardo al film, che mi è piaciuto molto, credo si debba accettare il fatto che contenga qualche &quot;licenza poetica&quot;, anche un po&#039; provocatoria, ma forse oggi un po&#039; di provocazione è necessaria per attirare l&#039;attenzione su temi importanti. Forse non emerge del tutto cosa sia Terra Madre, che è anche un&#039;evoluzione di Slow Food, ma non solo: una rete di comunità del cibo, che da anni tenta (e riesce anche un po&#039; di più anno dopo anno) di mantenere in contatto tutte quelle persone che nel mondo vivono delle loro piccole produzioni agricole e di &quot;artigianato alimentare&quot; (contadini, allevatori, pescatori, panificatori, ecc.). Sappiamo tutti che non sempre vivere di queste cose è facile e non sempre è frutto di una scelta, ma piuttosto di una tradizione locale, o magari del semplice fatto che in quel luogo non si può vivere d&#039;altro. Scopo di Terra Madre è permettere a queste persone di sentirsi meno soli pur nella propria specifica identità, di avere contatti con chi vive esperienze simili (magari per scambiarsi anche consigli tecnici sulle produzioni), dare loro un poco di sostegno perchè continuino a fare ciò che fanno e sentano magari meno il bisogno di mollare tutto perchè &quot;chi me lo fa fare a me di far tanta fatica per un&#039;utopia tutta mia&quot;. Non propone un modello di vita assoluto che tutti dobbiamo seguire, ma un&#039;occasione in più per non perdere parti di questo mondo che poi dispiacerebbe a tutti non avere più...vi è mai capitato di avere nostalgia di quella cosuccia buona (un dolcetto? una minestra?) che vi faceva la nonna da piccoli e buona come la faceva lei non fa più nessuno? Se moltiplichiamo questo per tutte le nonne del mondo e allarghiamo ancora un po&#039; il ragionamento forse riusciamo a percepire un pochino di quello che Terra Madre cerca di salvare!!! Ecco...son caduta anch&#039;io nella licenza poetica!! :o)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Sigrid e a tutti, davvero un bell&#8217;incontro di idee! Sono socia Slow Food e mi ritrovo molto in quanto scritto da Valeria. Riguardo al film, che mi è piaciuto molto, credo si debba accettare il fatto che contenga qualche &#8220;licenza poetica&#8221;, anche un po&#8217; provocatoria, ma forse oggi un po&#8217; di provocazione è necessaria per attirare l&#8217;attenzione su temi importanti. Forse non emerge del tutto cosa sia Terra Madre, che è anche un&#8217;evoluzione di Slow Food, ma non solo: una rete di comunità del cibo, che da anni tenta (e riesce anche un po&#8217; di più anno dopo anno) di mantenere in contatto tutte quelle persone che nel mondo vivono delle loro piccole produzioni agricole e di &#8220;artigianato alimentare&#8221; (contadini, allevatori, pescatori, panificatori, ecc.). Sappiamo tutti che non sempre vivere di queste cose è facile e non sempre è frutto di una scelta, ma piuttosto di una tradizione locale, o magari del semplice fatto che in quel luogo non si può vivere d&#8217;altro. Scopo di Terra Madre è permettere a queste persone di sentirsi meno soli pur nella propria specifica identità, di avere contatti con chi vive esperienze simili (magari per scambiarsi anche consigli tecnici sulle produzioni), dare loro un poco di sostegno perchè continuino a fare ciò che fanno e sentano magari meno il bisogno di mollare tutto perchè &#8220;chi me lo fa fare a me di far tanta fatica per un&#8217;utopia tutta mia&#8221;. Non propone un modello di vita assoluto che tutti dobbiamo seguire, ma un&#8217;occasione in più per non perdere parti di questo mondo che poi dispiacerebbe a tutti non avere più&#8230;vi è mai capitato di avere nostalgia di quella cosuccia buona (un dolcetto? una minestra?) che vi faceva la nonna da piccoli e buona come la faceva lei non fa più nessuno? Se moltiplichiamo questo per tutte le nonne del mondo e allarghiamo ancora un po&#8217; il ragionamento forse riusciamo a percepire un pochino di quello che Terra Madre cerca di salvare!!! Ecco&#8230;son caduta anch&#8217;io nella licenza poetica!! :o)</p>
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		<title>Di: Sigrid</title>
		<link>http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/03/terra-madre#comment-102972</link>
		<dc:creator>Sigrid</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 04:27:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cavolettodibruxelles.it/?p=5753#comment-102972</guid>
		<description>wow! :-) Devo ammettere che ci sono un sacco di spunti, letture e osservazioni interessanti - e anche un sacco di testimoninianze di chi - slowfood incluso - fa cose interessantissime :-)

Io vorrei giusto aggiungere una mezza nota, nel senso che qua e la mi è parso che questa mia cosa del &#039;supermercato&#039; fosse stata un filino travvisata, ecco, appunto, quel che mi interesserebbe sarebbe una comunicazione verso che, magari per abitudine e vera mancanza di tempo, non frequenta che quelli, cioè io continuo a pensare che già solo frequentare mercati di produttori o gas sia la conseguenza di una certa maturazione, di un pensiero sulle proprie azioni ecc, e invece penso che molti moltissimi non sono arrivati a questo &#039;stadio&#039; mentre mi piacerebbe si occuppasse anche di loro, in qualche modo (come poi, c&#039;est une autre paire de manches :-). In quanto al discorso sui mercati beh, la noia è che c&#039;è mercato e mercato, conosco un paio di banchi molto interessanti, al mercato di testaccio per esempio, ma ne so anche molti altri dove, per dire, il cavolo è etichettato &#039;Italia&#039; e tu vai a sapere da dove arriva e non arriva (mi hanno raccontato certe robe allucinanti quella volte che sono andata a visitare il MOF di Fondi che francamente temo che alcuni mercati o alcuni banchi non siano poi molto meglio del super... :-//) Sul biologico invece è tutto da vedere, come diceva Bressanini, è possibile che di per sé non cambi poi tantissimo, forse che la vera differenza sta nella coltura intensiva o meno (la classica differenza che passa fra la carota dell&#039;orto e quella del supermercato, ecco, in quanto ad alimentazione per bambini, se fosse possibile dargli delle cose che sapessero anche di ciò di cui dovrebbero sapere sarebbe meraviglioso, e magari in tal senso si ricorre al bio pensando - forse sbagliando, non saprei - che in qualche modo sia anche più buono degli altri prodotti, no??, mentre in fondo, il bio intensivo del supermercato non è detto che faccia poi tutta sta differenza enorme - però almeno sai che non hai contribuito a inquinare smoderatamente ed è già qualcosa)
In sostanza, si, mi piacerebbe che qualcosa di questo discorso, qualcosa di queste iniziative, si spostassero sul supermercato, decisamente, perché li ci sono mille cose in gioco, dall&#039;informazione dei clienti medi alla sensibilizzazione su imballi e inquinamento, e potrebbero essere anche ottimi luoghi in cui proporre prodotti &#039;diversi&#039;. Sarebbe bello se i le catene stesse arrivassero a pensieri del genere (anche se visto l&#039;andazzo, la corsa al pomodorino marocchino, al calamaro del&#039;oceano indiano e altre robe assurde del genere, temo proprio... )

Aggiungerei che mi ritrovo molto moltisismo in ciò che molto saggiamente ha scritto Giulio :-)

@lilja: il mio &#039;problemino&#039; con Ernesto non era per come vivesse di per sé - per carità - ma aveva a che vedere con la questione del &#039;modello&#039; (insomma, scegliere di raccontare lui piuttosto che qualsiasi altra cosa è una scelta &#039;redazionale&#039; di comuncazione, e quindi, per forza, qualcosa significa. Che dia una scossa ecc, che apra uno squarcio nel nostro modo di intendere il mondo, però, di nuovo, si potevano scegliere mille altre cose, e invece si è scelto di parlare di una persona che rifiutava ogni contatto con i suoi simili, ripeto, non è un modello che mi piace, tutto qui :-) Di nuovo, io sono perfettamente daccordo, in teoria, sul cercare il latte e le uova ecc, ma in realtà le mie interrogazioni erano molto più basiche di questa: anch&#039;io - e penso il 99% di chi legge - nel momento del &#039;mi serve qui e adesso e ho finito il latte&#039; scendo al bar a comprarlo, e allora mi chiedo se potrebbe essere diversamente, e, semmai, come??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>wow! :-) Devo ammettere che ci sono un sacco di spunti, letture e osservazioni interessanti &#8211; e anche un sacco di testimoninianze di chi &#8211; slowfood incluso &#8211; fa cose interessantissime :-)</p>
<p>Io vorrei giusto aggiungere una mezza nota, nel senso che qua e la mi è parso che questa mia cosa del &#8217;supermercato&#8217; fosse stata un filino travvisata, ecco, appunto, quel che mi interesserebbe sarebbe una comunicazione verso che, magari per abitudine e vera mancanza di tempo, non frequenta che quelli, cioè io continuo a pensare che già solo frequentare mercati di produttori o gas sia la conseguenza di una certa maturazione, di un pensiero sulle proprie azioni ecc, e invece penso che molti moltissimi non sono arrivati a questo &#8217;stadio&#8217; mentre mi piacerebbe si occuppasse anche di loro, in qualche modo (come poi, c&#8217;est une autre paire de manches :-). In quanto al discorso sui mercati beh, la noia è che c&#8217;è mercato e mercato, conosco un paio di banchi molto interessanti, al mercato di testaccio per esempio, ma ne so anche molti altri dove, per dire, il cavolo è etichettato &#8216;Italia&#8217; e tu vai a sapere da dove arriva e non arriva (mi hanno raccontato certe robe allucinanti quella volte che sono andata a visitare il MOF di Fondi che francamente temo che alcuni mercati o alcuni banchi non siano poi molto meglio del super&#8230; :-//) Sul biologico invece è tutto da vedere, come diceva Bressanini, è possibile che di per sé non cambi poi tantissimo, forse che la vera differenza sta nella coltura intensiva o meno (la classica differenza che passa fra la carota dell&#8217;orto e quella del supermercato, ecco, in quanto ad alimentazione per bambini, se fosse possibile dargli delle cose che sapessero anche di ciò di cui dovrebbero sapere sarebbe meraviglioso, e magari in tal senso si ricorre al bio pensando &#8211; forse sbagliando, non saprei &#8211; che in qualche modo sia anche più buono degli altri prodotti, no??, mentre in fondo, il bio intensivo del supermercato non è detto che faccia poi tutta sta differenza enorme &#8211; però almeno sai che non hai contribuito a inquinare smoderatamente ed è già qualcosa)<br />
In sostanza, si, mi piacerebbe che qualcosa di questo discorso, qualcosa di queste iniziative, si spostassero sul supermercato, decisamente, perché li ci sono mille cose in gioco, dall&#8217;informazione dei clienti medi alla sensibilizzazione su imballi e inquinamento, e potrebbero essere anche ottimi luoghi in cui proporre prodotti &#8216;diversi&#8217;. Sarebbe bello se i le catene stesse arrivassero a pensieri del genere (anche se visto l&#8217;andazzo, la corsa al pomodorino marocchino, al calamaro del&#8217;oceano indiano e altre robe assurde del genere, temo proprio&#8230; )</p>
<p>Aggiungerei che mi ritrovo molto moltisismo in ciò che molto saggiamente ha scritto Giulio :-)</p>
<p>@lilja: il mio &#8216;problemino&#8217; con Ernesto non era per come vivesse di per sé &#8211; per carità &#8211; ma aveva a che vedere con la questione del &#8216;modello&#8217; (insomma, scegliere di raccontare lui piuttosto che qualsiasi altra cosa è una scelta &#8216;redazionale&#8217; di comuncazione, e quindi, per forza, qualcosa significa. Che dia una scossa ecc, che apra uno squarcio nel nostro modo di intendere il mondo, però, di nuovo, si potevano scegliere mille altre cose, e invece si è scelto di parlare di una persona che rifiutava ogni contatto con i suoi simili, ripeto, non è un modello che mi piace, tutto qui :-) Di nuovo, io sono perfettamente daccordo, in teoria, sul cercare il latte e le uova ecc, ma in realtà le mie interrogazioni erano molto più basiche di questa: anch&#8217;io &#8211; e penso il 99% di chi legge &#8211; nel momento del &#8216;mi serve qui e adesso e ho finito il latte&#8217; scendo al bar a comprarlo, e allora mi chiedo se potrebbe essere diversamente, e, semmai, come??</p>
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