
Ebbene si, alla fine ho visto anch’io Julie&Julia. Cosa pensarne non mi è stato poi tanto chiaro, diciamo che complessivamente il film era carino, specie se con la cucina hai a che fare al quotidiano e in un modo più o meno ossessivo: ho sorriso, ho riconosciuto alcune situazione e misconosciute altre (e a chi mi ha detto che quel film gli faceva tanto pensare a… me? beh, devo dire che li dentro manca una dimensione enorme che lascia un vuoto altrettanto considerevole: non c’è fotografia :), però nell’insieme è stato una visione divertente :) E, beh, questo quadro di donne d tempi diversi che sono alle prese con dei libri (di cucina e non perché in fondo il blog di Julie Powell non era un blog di cucina…) e delle passioni, in qualche modo aveva anche diverse résonnances nella mia vita del momento :). Ma la cosa davvero più divertente di Julie&Julia sono stati gli effetti collaterali del film. Perché senza farlo di proposito, un’oretta dopo aver visto il film stavamo già sul divano a guardare su youtube i filmati della vera Julia Child, perplessi per la sua vocina stridente mai sentita prima, per quel delizioso style anni 70 di molte delle sue puntate e per quanto fossero precise e studiate le indicazioni che dispensa spesso con nonchalence. E ridendo quando molto delicatamente scaraventava la padella che aveva in mano nel decoro dello studio di registrazione (cosa che mi ha immediatamente fatta pensare al swedish chef del muppet show e infatti, ho poi scoperto, quel personaggino li è ispirato proprio alla Julia Child, ecco perché… :). Insomma, ho scoperto che è divertente guardare le puntate della Child vera (quelle più datate però, quelle piu recenti diventano man mano più triste, insomma, a un certo punto forse poteva anche prendersi la benmeritata pausa pensione, hum…), anzi, fa pensare perché ecco, una volta in tivu chi parlava di cucina sapeva anche cucinare, e anche molto bene, cosa che non sempre è vera oggi, insomma, i tempi cambiano…

L’avventura bourguignon inizia quindi sabato mattino, sotto il cielo terso, mentre uscivo a comprare la carta da forno. Non so che mi ha presa ma credo complice il tempo, mentre spingevo il portone di casa ho deciso che era venuto il momento di farlo sto benedetto stufatino in cocotte, e cosi sono passata anche dal macellaio, dove si è svolta una scena del tutto surreale (per lo meno per chi ha visto il film…), nel senso che ho chiesto il manzo che mi serviva per lo stufato ed è seguito questo scambio di battute… (giuro che non me lo sto inventando :)
- E cosa ci cucini con il manzo?
- Beh, faccio il boeuf bourguignon (avrei anche aggiunto, sullo slancio, ‘è una ricetta di Julia Child!!’ ma stavo già iniziando a sentirmi ridicola… :)
- Borghignon’…? ma non serve la carne tagliata a pezzettini piccoli piccoli??
- no, mi serve un pezzo grande, devo ritagliarci dei dadi grandi, forse lei stava pensando alla fonduta bourguignonne, quella con l’olio e i pezzettini di carne piccoli? io invece faccio uno stufato…
- Ahh, non è quella cosa con l’olio che ci friggi la carne?…
- Euh, no, non è quella, il boeuf bourguignon uno stufato, con il vino … :)
Ciò detto, la ricetta… (ve la riscrivo qui brevemente, per recuperare il testo originale basta fare una ricerca google :).
Tagliare 160g di pancetta a bastoncini e farli bollire in un pentolino con dell’acqua e un pezzetto di cotenna per 10 minuti. Versare un cucchiaio di olio d’oliva nella vostra cocotte preferita, e farci cuocere i pezzettini di pancetta finché diventino croccanti. Toglierli e far dorare i cubi di manzo (ho preso 1kg di noce di manzo, tagliata poi cubi di circa 5×5cm) su tutti i lati. Mettere da parte la carne insieme alla pancetta e far dorare del grasso avanzato una carota e una cipolla, tagliate grossolanamente. Infine, rimettere la carne e la pancetta nella cocotte, salare e pepare e cospargere con due cucchiai di farina. Sistemare la cocotte al forno a 230°, senza coperchio, e lasciar tostare la farina per un 10 minuti, rimescolando il tutto a metà del tempo. A questo punto, versare, nella cocotte cioè sulla carne, mezzo litro di vino rosso più quanto basta di brodo di manzo in modo da coprire appena la carne. Aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro, un rametto di timo e una foglia di alloro, due spicchi d’aglio schiacciati e la cotenna sbollentata in precedenza. Portare a ebollizione sul fuoco, poi coprire con il coperchio e infornare in modo che continui a cuocere piano (da qualche parte fra 110 e 120°C) per 3 ore. Infine, pulire 400g di funghi champignon e tagliarli a metà, farli saltare in padella con un cucchiaio di burro per qualche minuto poi tenerli da parte (in realtà nella ricetta entrerebbero anche dei cipollotti, una ventina, anche loro cotte a parte con un po’ di burro e di brodo, solo che sabato mattina non sono riuscita a trovarle. beh… :). Quando sarà pronta (e quindi tenerisisma) la carne, ripescarla dalla salsa insieme ai pezzettini di pancetta, e passare tutto il resto della salsa al colino. In un pentolino, portare la salsa ebollizione e lasciarla restringere sul fuoco per un paio di minuti o finché abbia una consistenza da… salsa :) Nel mentre lavare la cocotte, rimetterci la carne, aggiungere i funghi e versare infine la salsa. Riscaldare il tutto e servire cosparso con un po’ di prezzemolo tritato.
Potete accompagnare il oeuf bourguignon con più o meno qualsiasi tipologia di patate, tanto per variare ho provate le patate Hasselback: sbuccire le patate e inciderle sottilmente a fettine sensa tagliarle del tutto, disporre le patate in una pirofila unta e far cuocere per 30 minuti a 230°C, sfornare, aggiungere su ogni patata un po’ di pangratatto, un po’ di sale, un fiochetto di burro e un’idea di parmigiano grattugiato, e rimettere al forno per 15/20 minuto o finché le patate non siano dorate. Servire calde.

E alla fine della fiera? Beh, il boeuf bourguignon è una preparazione che da molto molto soddisfazione (anche senza cipollotti, grmpf :), intanto il passaggio delle cottura al forno è magico, ogni tanto passi, sbirci sotto il coperchio e li dentro gli ingredienti sono occupati a sobbollire lievemente, distillando dei profumi stupendi, un piccolo miracolo di lentezza… Poi, la carne viene tenerissima e l’insieme è profumato, voluttuoso, insomma, molto convincente, e le indicazioni di Julia (specie nei particolari come il far bollire la pancetta prima, la tostature della farina al forno e anche semplicemente la cottura in cocotte chiuda a bassa temperatura), sono tutte molto valide. Insomma, quasi quasi che vado anch’io alla riscoperta della cucina francese via l’America… :)
Oh, quasi che dimenticavo: Bon Appétit!!! :)
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Categorie: carne, cucina vintage, francia, ricette d'autore
Scritto da Sigrid domenica 16 maggio 2010




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