
Ebbene si, alla fine ho visto anch’io Julie&Julia. Cosa pensarne non mi è stato poi tanto chiaro, diciamo che complessivamente il film era carino, specie se con la cucina hai a che fare al quotidiano e in un modo più o meno ossessivo: ho sorriso, ho riconosciuto alcune situazione e misconosciute altre (e a chi mi ha detto che quel film gli faceva tanto pensare a… me? beh, devo dire che li dentro manca una dimensione enorme che lascia un vuoto altrettanto considerevole: non c’è fotografia :), però nell’insieme è stato una visione divertente :) E, beh, questo quadro di donne d tempi diversi che sono alle prese con dei libri (di cucina e non perché in fondo il blog di Julie Powell non era un blog di cucina…) e delle passioni, in qualche modo aveva anche diverse résonnances nella mia vita del momento :). Ma la cosa davvero più divertente di Julie&Julia sono stati gli effetti collaterali del film. Perché senza farlo di proposito, un’oretta dopo aver visto il film stavamo già sul divano a guardare su youtube i filmati della vera Julia Child, perplessi per la sua vocina stridente mai sentita prima, per quel delizioso style anni 70 di molte delle sue puntate e per quanto fossero precise e studiate le indicazioni che dispensa spesso con nonchalence. E ridendo quando molto delicatamente scaraventava la padella che aveva in mano nel decoro dello studio di registrazione (cosa che mi ha immediatamente fatta pensare al swedish chef del muppet show e infatti, ho poi scoperto, quel personaggino li è ispirato proprio alla Julia Child, ecco perché… :). Insomma, ho scoperto che è divertente guardare le puntate della Child vera (quelle più datate però, quelle piu recenti diventano man mano più triste, insomma, a un certo punto forse poteva anche prendersi la benmeritata pausa pensione, hum…), anzi, fa pensare perché ecco, una volta in tivu chi parlava di cucina sapeva anche cucinare, e anche molto bene, cosa che non sempre è vera oggi, insomma, i tempi cambiano…

L’avventura bourguignon inizia quindi sabato mattino, sotto il cielo terso, mentre uscivo a comprare la carta da forno. Non so che mi ha presa ma credo complice il tempo, mentre spingevo il portone di casa ho deciso che era venuto il momento di farlo sto benedetto stufatino in cocotte, e cosi sono passata anche dal macellaio, dove si è svolta una scena del tutto surreale (per lo meno per chi ha visto il film…), nel senso che ho chiesto il manzo che mi serviva per lo stufato ed è seguito questo scambio di battute… (giuro che non me lo sto inventando :)
- E cosa ci cucini con il manzo?
- Beh, faccio il boeuf bourguignon (avrei anche aggiunto, sullo slancio, ‘è una ricetta di Julia Child!!’ ma stavo già iniziando a sentirmi ridicola… :)
- Borghignon’…? ma non serve la carne tagliata a pezzettini piccoli piccoli??
- no, mi serve un pezzo grande, devo ritagliarci dei dadi grandi, forse lei stava pensando alla fonduta bourguignonne, quella con l’olio e i pezzettini di carne piccoli? io invece faccio uno stufato…
- Ahh, non è quella cosa con l’olio che ci friggi la carne?…
- Euh, no, non è quella, il boeuf bourguignon uno stufato, con il vino … :)
Ciò detto, la ricetta… (ve la riscrivo qui brevemente, per recuperare il testo originale basta fare una ricerca google :).
Tagliare 160g di pancetta a bastoncini e farli bollire in un pentolino con dell’acqua e un pezzetto di cotenna per 10 minuti. Versare un cucchiaio di olio d’oliva nella vostra cocotte preferita, e farci cuocere i pezzettini di pancetta finché diventino croccanti. Toglierli e far dorare i cubi di manzo (ho preso 1kg di noce di manzo, tagliata poi cubi di circa 5×5cm) su tutti i lati. Mettere da parte la carne insieme alla pancetta e far dorare del grasso avanzato una carota e una cipolla, tagliate grossolanamente. Infine, rimettere la carne e la pancetta nella cocotte, salare e pepare e cospargere con due cucchiai di farina. Sistemare la cocotte al forno a 230°, senza coperchio, e lasciar tostare la farina per un 10 minuti, rimescolando il tutto a metà del tempo. A questo punto, versare, nella cocotte cioè sulla carne, mezzo litro di vino rosso più quanto basta di brodo di manzo in modo da coprire appena la carne. Aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro, un rametto di timo e una foglia di alloro, due spicchi d’aglio schiacciati e la cotenna sbollentata in precedenza. Portare a ebollizione sul fuoco, poi coprire con il coperchio e infornare in modo che continui a cuocere piano (da qualche parte fra 110 e 120°C) per 3 ore. Infine, pulire 400g di funghi champignon e tagliarli a metà, farli saltare in padella con un cucchiaio di burro per qualche minuto poi tenerli da parte (in realtà nella ricetta entrerebbero anche dei cipollotti, una ventina, anche loro cotte a parte con un po’ di burro e di brodo, solo che sabato mattina non sono riuscita a trovarle. beh… :). Quando sarà pronta (e quindi tenerisisma) la carne, ripescarla dalla salsa insieme ai pezzettini di pancetta, e passare tutto il resto della salsa al colino. In un pentolino, portare la salsa ebollizione e lasciarla restringere sul fuoco per un paio di minuti o finché abbia una consistenza da… salsa :) Nel mentre lavare la cocotte, rimetterci la carne, aggiungere i funghi e versare infine la salsa. Riscaldare il tutto e servire cosparso con un po’ di prezzemolo tritato.
Potete accompagnare il oeuf bourguignon con più o meno qualsiasi tipologia di patate, tanto per variare ho provate le patate Hasselback: sbuccire le patate e inciderle sottilmente a fettine sensa tagliarle del tutto, disporre le patate in una pirofila unta e far cuocere per 30 minuti a 230°C, sfornare, aggiungere su ogni patata un po’ di pangratatto, un po’ di sale, un fiochetto di burro e un’idea di parmigiano grattugiato, e rimettere al forno per 15/20 minuto o finché le patate non siano dorate. Servire calde.

E alla fine della fiera? Beh, il boeuf bourguignon è una preparazione che da molto molto soddisfazione (anche senza cipollotti, grmpf :), intanto il passaggio delle cottura al forno è magico, ogni tanto passi, sbirci sotto il coperchio e li dentro gli ingredienti sono occupati a sobbollire lievemente, distillando dei profumi stupendi, un piccolo miracolo di lentezza… Poi, la carne viene tenerissima e l’insieme è profumato, voluttuoso, insomma, molto convincente, e le indicazioni di Julia (specie nei particolari come il far bollire la pancetta prima, la tostature della farina al forno e anche semplicemente la cottura in cocotte chiuda a bassa temperatura), sono tutte molto valide. Insomma, quasi quasi che vado anch’io alla riscoperta della cucina francese via l’America… :)
Oh, quasi che dimenticavo: Bon Appétit!!! :)
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Categorie: carne, cucina vintage, francia, ricette d'autore
Scritto da Sigrid domenica 16 maggio 2010
111 Commenti a “Julia Child’s Boeuf bourguignon”
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17 maggio 2010 alle 11:31
Sigrid! la carne no .. (io erbivora), ma le patate son bellissime.
e poi, assolutamente fuori tema: grazie ancora per venerdì sera. E’ stato molto interessante. Adoro la tua spontaneità e la semplicità con cui sai metterti a nudo.
Un talento grande.
17 maggio 2010 alle 11:34
Questa ricetta non me la perdo.
17 maggio 2010 alle 11:36
P.S. a proposito di fotografia, te l’ho ho già chiesto una volta ma forse non hai letto il mio post. Ti senti più cuoca a fotografa?
Ciao
17 maggio 2010 alle 11:38
Io ho trovato Julie&Julia molto divertente e surreale. Queste patate Hasselback sono bellissime ed invitanti! Non le ho mai provate anche perché non conoscevo la ricetta…sperimenterò presto!
@ Sigrid, sabato volevo assolutamente comprare il tuo libro (lo so, sono moooolto in ritardo) ma non era disponibile nè all’Open Baladin nè all’enoteca di Ariccia…mi consigli di ordinarlo direttamente dalla casa editrice? sob sigh, e io che già fantasticavo di fare qualche ricettina del libro del cavolo ieri pomeriggio…
17 maggio 2010 alle 11:43
http://www.fiordifrolla.it/patate-hasselback.html
qui c’è un bel consiglio per tagliare le patate senza rischiare che la lama del coltello arrivi fino in fondo rovinando il gioco!
17 maggio 2010 alle 11:44
Scusa ma te lo devo proprio chiedere, come hai fatto a decorare le patate in quel modo? Sono bellissime!
17 maggio 2010 alle 11:44
Ciao Sigrid, bella la ricetta e soprattutto a adatta a quest’estate che non vuole arrivare!!! Sarà stato anche questo tempo natalizio a ispirarti? (e c’è chi dice che a Roma c’è sempre il sole!!!!) :)
17 maggio 2010 alle 11:49
Guarda, non c’è che dire…sei proprio brava. punto e basta.
Oltre alla cucina, tra l’altro arte non da poco in questi tempi di assoluta vanità mediatica priva di riscontri, hai il gusto del racconto, dell’approfondimento, della ricerca di quel modo di andare oltre….personalmente il film non mi è piaciuto, forse perchè visto in arereo in turbolenza non disponeva lo spirito, ma ho apprezzato molto il tuo gusto neela prova e nella condivisione.
Bravissima.
17 maggio 2010 alle 11:49
Il film l’ho visto praticamente appena è uscito nelle sale e, proprio come te, nel we successivo mi sono cimentata nella ricetta del boeuf bourguignon … una ricetta da provare ma assolutamente da destinare ad occasioni speciali!
17 maggio 2010 alle 12:10
Grazie per avermi ricordato che devo provare a fare questa ricetta. Il film l’ho visto con mia madre, ci siamo divertite molto visto che negli anni ‘70 abitavamo negli USA e guardavamo Julia in tv. E’ stata lei ad insegnarci la Salade Nicoise, che diventò un piatto di famiglia.
Ora devo proprio lanciarmi su questa ricetta!
17 maggio 2010 alle 12:33
Io grazie al boeuf bourguignon ho trovato moglie… e da allora ad ogni anniversario lo preparo per ricordare quella serata.
La ricetta era quella di Allan Bay (che ringrazio tuttora ANCHE per questo), sotto il nome di boeuf en daube, ma in sostanza è identico a questo qui di Sigrid; noi lo abbiamo ribattezzato «spezzatino galeotto», per evidenti (ma non raccontabili) motivi…
17 maggio 2010 alle 12:36
ciao, il film per me è stato un vero navet, tant’è che abbiamo deciso di andarsene via prima della fine (fatto estremamente raro per me!). Mi sembrava interminabile e devo dire molto deludente, però come a te mi ha fatto venire la voglia di fare il boeuf bourguignon per la prima volta (senza seguire la ricetta della Julia Child), e devo dire che è venuta proprio una delizia (da fare però solo in periodo invernale!)
Le tue patate invece sono davvero bellissime, (ti rubo la ricetta!)
Bonne continuation pour ton blog, il est extra!
17 maggio 2010 alle 12:41
Ho anche io questa ricetta molto molto buona, il sughetto mi fa impazzire!!
17 maggio 2010 alle 12:57
il film delizioso, il personaggio di Giulia Child cucito a pennello su Meryl Streep…… ho notato come a tutti quelli che l’hanno visto e che hanno la passione per la cucina, è venuto in mente di fare la boef-bourguignon e vedere i filmati originali di Giulia Child!!! Siamo prevedibili creature forse?!?!?!?
@sara77 io ho ordinato libro sul sito dell’editore e in 2 giorni m’è arrivato comodamente a casa!
17 maggio 2010 alle 13:02
Anche io questo we ho rivisto Julia & Julia!!!
E pensavo tra me e me, gli americani hanno Julia Child, gli italiani l’Artusi… :-)))
17 maggio 2010 alle 13:03
eh sì, sei proprio magica…
17 maggio 2010 alle 13:22
Queste foto hanno un aspetto che definire “invitante” è riduttivo….
Andrea
17 maggio 2010 alle 13:24
No vabbè, io sono quasi commossa…ho visto solo qualche giorno fa questo film per la prima volta, e mi chiedevo come trovare la ricetta del suo bourguignon, e tu per magia la pubblichi!
Grazie Sigrid *.*
17 maggio 2010 alle 13:29
Ciao Sigrid,
curiosità che vino hai usato?
a proposito sabato ho preparato la pasta alla Vignarola come da tua ricetta e tra i secondi anche l’insalata spagnola (con chorizo ‘originale’ appena arrivato da Barcellona!)
un gran successo!!! grazie
Giovanni
17 maggio 2010 alle 13:32
Niente film, non ancora…
ma la ricetta la proverò e… le patate sono semplicemente fantastiche da vedere!!! :D
17 maggio 2010 alle 13:33
Questo boeuf bourguignon diventa epico e l’ultimo tuo paragrafo, mmm, una delizia di parole e di impressioni culinarie! Sarebbe proprio da provare :)
Brava, brava!
Bon appétit! :)
17 maggio 2010 alle 13:44
@federica grazie, volevo comprarlo in uno dei punti vendita indicati da Sigrid perché trovavo carino trascorrere una seratina in quei locali invitanti e concludere con l’acquisto del libro. Ma a questo punto credo proprio che una di queste sere ordinerò il libro direttamente dall’editore!Bella idea “cuochi per casa”.
17 maggio 2010 alle 14:06
Ps. Credo che negli utensili da cucina di mia madre non ci sia il cocotte, o almeno io non credo di averlo mai visto, ma ho la pirofila ovale di cotto (come questa qua http://www.casastile.net/shop/img/p/49-110-thickbox.jpg ), va bene ugualmente per fare questa ricetta?
17 maggio 2010 alle 14:08
che spasso la conversazione col macellaio, proprio come nel film. io ho letto anche il libro, divertendomi assai
17 maggio 2010 alle 14:17
Ps. Credo che negli utensili da cucina di mia madre non ci sia il cocotte, o almeno io non credo di averlo mai visto, ma ho la pirofila ovale in cotto (come questa qua http://www.casastile.net/shop/img/p/49-110-thickbox.jpg ), va bene ugualmente per fare questa ricetta?
17 maggio 2010 alle 14:29
Sii… che bello, è vero che da molte soddisfazioni!! l’ho fatto prima di avere il blog e mi è piaciuto molto:)
Besos
Patricia
17 maggio 2010 alle 14:38
in proporzione, ho avuto lo stesso effetto dopo il film , sbafandomi qualche video vero di Julia e cercando la ricetta per quel pollo arrosto. Poi però è il panetto di burro e l’amore del marito che son stati più incisivi nel mio immaginario..insomma, a ognuno il suo point of view!
ciao, il boeuf ora lo dovrò provare sul serio..
nina
17 maggio 2010 alle 14:50
Anche io sull’onda del film ho cercato notizie della Child sul web e ho visto qualche fimato, forse fine 70 primi 80, tra cui una tarte tatin devastante tanto brutta e pastrocchiata che solo in un paese ignorante come gli usa poteva passare.
Una nota in difesa della child: nel film si calca (un po troppo a mio parere) sul suo matrimomnio tardivo e sul fatto che (ohh, ahh, accipicchia!) salì all’altare illibata e 40enne. In realtà aveva 34 anni e per le donne della sua generazione e della sua posizione sociale non era un fatto tanto strano.
17 maggio 2010 alle 15:04
Ciao Sigrid, proprio ieri la mia bambina di 7 anni ha aperto, con la prima ricetta, il suo blog (http://bimbaincucina.blogspot.com/) che ha voluto fare proprio dopo aver visto Julia & Julia! Direi che per lei e’ un eccellente auspicio!!! :-))
Ciao Emidio
17 maggio 2010 alle 15:14
bellissima la bourguignon … ma le patate sono fantastiche!
ciao
17 maggio 2010 alle 15:51
la bourguignon deve essere strepitosa…e il piatto che la contiene è molto bello…
17 maggio 2010 alle 15:52
Che voi sappiate si affitta già il DVD del film Julie&Julia?
Grazie.
ciao
Enrico
17 maggio 2010 alle 15:55
io ho visto il film che a parte la sempre brava streep non è proprio un capolavoro, però si parla di cucina e per chi ha una vera passione non si può perdere.
Ho comprato anche il libro in una meravigliosa libreria di Londra. Anche questo è un must da avere tra gli scaffali. (e mi sono coprata anche l’Escoffier!!) alcune ricette sono datate, alcune troppo complicate per i temopi di oggi, però ogni cosa sua che ho fatto aveva un certo non so che, très francais … trè bon … Per il boef aspetti che arrivi una stagione più adatta … e poi metterò alla prova la mia cocotte staub.
Pur le moment, bon appetit a tout le monde!!
17 maggio 2010 alle 16:05
Ma quanto sono belle le patate fatte così!? Devo provarci anche io!
17 maggio 2010 alle 16:25
a me dopo aver visto il film è venuta voglia di leggere il blog di Julie, di vedere le trasmissioni di Julia e di cucinare…tantissimo! Diciamo che mi ha fornito diversi passatempi per qualche settimana ;) Però concordo con Sigrid, non passerei per gli Stati Uniti per cucinare francese!
17 maggio 2010 alle 16:33
GRANDE Sigrid!! Hai visto il film! Beh, io (te l’ho anche detto di persona) sono una di quelle che guardandolo ha pensato subito a te, a “questa” situazione qui… poi sì, è vero, non c’è la fotografia… ma non m’era venuta in mente!
Complimenti comunque per questa ricetta :D ciaooo,
Camp*
17 maggio 2010 alle 16:40
Ciao sigrid, sarà un caso ma anche io ho visto da poco quel film insieme a mia figlia, molto carino, c’è pure venuta fame …
Buono il sughetto, complimenti per queste ricette sempre squisiste!!!
17 maggio 2010 alle 16:41
…anzi, fa pensare perché ecco, una volta in tivu chi parlava di cucina sapeva anche cucinare, e anche molto bene, cosa che non sempre è vera oggi, insomma, i tempi cambiano…(questa si che è una buona riflessione…o un dato di fatto?!)
17 maggio 2010 alle 17:11
Strano che nessuno l’abbia ancora chiesto ma… la carbonnades à la flamande che ha di diverso da questa ricetta?
17 maggio 2010 alle 17:13
Anche io ho ceduto, dopo aver visto il film, alla tentazione del boeuf.. l’ho cucinato e offerto agli amici e ho anche comprato il libro della Child in lingua originale!!! La ricetta anche se un pò laboriosa è veramente ottima! Tu che vino rosso hai usato? :)) ciao
17 maggio 2010 alle 17:13
quando ho visto il film è venuta voglia anche a me, e proprio di questo!! uhm, che dici lo provo a breve o lo metto inc antiere pe l’autunno, se mai questa primavera ed estate si decidessero ad arrivare! altrimenti, se continua così, potrebbe sempre essere adatto per ferragosto! :P
17 maggio 2010 alle 17:30
@mxm be’ un bel po’ di cose se non ricordo male…adesso mi viene in mente che non va in forno, si usa la birra e non il vino, si fanno caramellare le cipolle con lo zucchero e poi…il libro del cavolo è in cucina, dovrei andare a prenderlo e dirti tutta la ricetta, ma magari la trovi in qualche post e soprattutto mi sono ripromessa di non abbandonare lo studio fino a quando non finisco il lavoro che sto facendo (quindi meglio se la smetto anche di sbirciare il blog!) :)
17 maggio 2010 alle 17:31
Ciao Sigrid! A me il film non è piaciuto molto….effettivamente di fotografia neanche l’ombra e poi (mi vergogno a dirlo)…ma io un po’ mi sono annoiata…!! Sai che invece di Julia, mi hai fatto venire voglia TU di cucinare questo piatto????Le foto sono incantevoli e mi hai fatto venire una gran fame!
Bacione!
17 maggio 2010 alle 18:23
Ho l’acquolina e sono charmée dal tuo modo di raccontare quest’avventura bourguignonne ;-)
Il film mi ha lasciato sensazioni contrastanti, è carino, mette di buon umore ma forse troppo leggero ed a tratti scontato. Esito ancora a comprare il libro della Child per i tuoi stessi motivi anche se riconosco che ha fatto un lavoro immane (come forse non se ne fanno più).
17 maggio 2010 alle 18:50
Mah, a me il film ha lasciato un po’ indifferente… caruccio si, ma non un film da dire “wow!” alla fine della visione. Peccato perchè le mie personalissime aspettative erano altine. Poi non so cosa sia stata per gli americani degli anni 70 Julia Child, probabilmente una grande maestra, ma a me non ha messo voglia di provare nessuna delle sue ricette (ma poverine le aragoste…). Comunque la curiosità di sapere se le sue ricette funzionavano veramente ce l’avevo e tu l’hai soddisfatta, ora so che il boeuf bourgignon vince ^^
17 maggio 2010 alle 19:54
io sono convinta che la cucina francese sia la base della cucina “forte” internazionale… la scopro e riscopro ogni giorno…
grazie per questa bellissima e completissima e ricercatissima ricetta…
17 maggio 2010 alle 21:30
vere tante cose (al cinema le mie amiche confabulavano, e poi hanno scommesso, credo sia sulla eventuale mia esecuzione di QUESTA ricetta, che per ora si è fatta attendere, anche se una pulcetta nell’orecchio non indifferente mi è arrivata!), ma più di tutte la reazione youtubiana, perchè a me è successo lo stesso, e vedere la child “dal vivo” è stato bello interessante e divertente (e molto confortante – tipo mentre rovescia, nel vero senso della parola, la tatin spargendo pezzetti di mela ovunque.. :-))…
Il libro lo vorrei, e sto meditando se ordinarlo, ma non per le ricette, quelle sì, come dici tu le abbiamo, che la francia è più vicina a noi che agli states, ma proprio per le modalità e le origini del libro, per il fatto di avere delle ricette francesi “fotografate” da un occhio “straniero” ed entusiasta, in un modo che appartiene ormai a quasi mezzo secolo fa…
17 maggio 2010 alle 21:37
ah che meraviglia, ho appunto iniziato il libro di Julie ieri sera :)
17 maggio 2010 alle 21:43
stranamente i passi dopo aver visto il film sono stati gli stessi: vedere julia child su Youtube, e riscoprire il cuoco svedese (che era dimenticato in qualche angolo della mia memoria), vi raccomando:
http://www.youtube.com/watch?v=CAsYwW7pt7o
adesso aspetto che mia moglie si decida a affrontare il boeuf prima che arrivi il caldo
17 maggio 2010 alle 22:43
Che meraviglia!per tutto il film desideravo gustare questo piatto!
17 maggio 2010 alle 22:47
Anche io non sono impazzita per il film, carino ma nulla di più, però ho trovato bellissimo il modo in cui entri dentro, ho guardato i filmati su youtube, ho cercato e non ordinato il libro, fatto ovviamente il boeuf e il mio ragazzo ogni volta che cucino qualcosa boffonchia “Ah ma l’anatra disossata!”
Poi il tuo è bellissimo, ovvio.
17 maggio 2010 alle 23:04
Gosto muito doseu site, visito sempre que posso.
Sou brasileiro e tenho um site que em alguma coisa se parece com o seu: o cuidado com as imagens.
Ficaria feliz se voce o visitasse.
Abraços e felicidades com seu novo livro.
JB
17 maggio 2010 alle 23:08
mah… uno stufato… ecco… :))))
17 maggio 2010 alle 23:43
Ciao Sigrid!!
Bellissime foto e golosissimo piatto, accompagnamento gustoso e mooolto fotogenico
:-)), naturalmente foto al top!
Un classico gustoso che ho provato qualche tempo fa, anche se per me il peposo e lo spezzatino con patate sono come le carbonnade per te, vengono prima di tutto.
Sai io prima di andare a vedere il film mi sono lanciata con il libro Julie & Julie e l’ho trovato così noioso (non l’ho nemmeno finito) che ho rinunciato a vedere il film.
Ora mi fai quasi vacillare..ci provo??
Siamo sicuri che non è noioso come il libro??
18 maggio 2010 alle 0:07
Di primo acquito concordo, Mastering the art ecc, scritto per la mentalità e le dispense americane, probabilmente non ci è utile. Però mi farò prestare la copia anni 70 dell’amica Maya e riferirò. Intanto passo a suggerire la lettura, davvero godibile e anche parecchio utile per tuffarsi nel mondo della gastronomia anni 50-70 di My life in France di Julia Child. Cosa che non guasta è anche scritto-a mio avviso- benissimo.
L’ho ordinato on line ma l’ho visto anche negli scaffali inglesi della Fnac a Torino.
E credo che lo rileggerò sovente, perché mette un gusto e un allegria incredibile.
18 maggio 2010 alle 1:03
Diciamo che io faccio esattamente la stessa cosa per il brasato (pancetta sbollentata compresa), ma la cottura in forno mi mancava: dev’essere grandiosa! Ci provo, che tanto se continua questo tempo un piattino robusto così ci sta bene…
Ciao!
Sabrine
18 maggio 2010 alle 8:50
ciao,
io apro una parentesi…ho fatto la marmellata di cipolle di Tropea e quella di fragole, con menta,arancia e pepe lungo che erano indicate nel tuo ricettario…strepitose!!!!!
questa ricetta la rimando all’autunno.
baci,
risonero
18 maggio 2010 alle 10:04
Come quando mi hanno regalato l’Artusi pensando che mi avrebbe aperto le porte su chissà quante meravigliose ricette. Quasi tutte “sorpassate”, alla fine, specie per la pasticceria. Ma resta la Cultura e questa ha il suo peso non indifferente, chè la cucina non è solo ricette, no? Tu, Sigrid ne sei una dimostrazione lampante, del resto.
Il film, in effetti, è gradevole ma realistico quanto una zucca blu.
18 maggio 2010 alle 10:12
Io il film non l’ho visto. Ho letto My life in France e mi sono innamorata di Julia.
Il suo libro sulla cucina francese l’ho trovato fantastico anche da un punto di vista editoriale. E qualche ricetta,non la tua, l’ho provata con grande soddisfazione. Ora devo provare qualche suo dolce
18 maggio 2010 alle 11:34
Io ho visto il film qualche mesetto fa, carino, anche se le mie aspettative erano forse troppo alte. In effetti questa ricetta mi ispira molto, mi sono sempre bloccata per via del nome, mi fa cosi’ tanta paura solo a nominarlo! ahahahha Lo so sono paranoica! Ok adesso che ho trovato una fattoria vicino casa che vende carne nostrana quasi quasi la provo!
Ps: io adoro l’attrice ha interpretava la giovane Julie (Amy Adams) che ha recitato anche in Come d’Incanto e Una notte al museo 2!!!
18 maggio 2010 alle 11:56
Ciao Sigrid, è da qualche mese che leggo il tuo Blog, lo trovo pieno di stimoli per chi come me ama cucinare e fotografare.( anche se ho poco tempo come neo-mamma.
Vedendo le tue meravigliose foto, ho deciso di fare un corso on line di foto e di acquistare – cosa che ho poi fatto – una macchina fotografica bridge della Cannon powershot sx1IS.
Naturalmente provo e stampo mille tue ricette, vado a cercare nell’archivio sin dal 2005 per arrivare ad oggi.Da mamma desideravo chiederti se ogni tanto puoi, mettere delle ricette per bambini di 3 anni, sai far magiare la mia bimba si chiama Elisabetta, non è sempre facile. talvolta cerco in rete ma le ricette sono noiose assomigliano a quelle delle mense scolastiche.
Spero tu possa leggere la mia richiesta, e venirmi in aiuto…grazie mamma daniela
18 maggio 2010 alle 13:46
Ciao Sigrid e ciao a tutti,che post meravioso!
Ho un sogno nel cassetto: voglio essere una food blogger anch’ io ma per il momento mi limito a cercare gli ingredienti perfetti, meditare sulle ricette, rovistare tra le tovaglie e il vasellame di mia madre , cucino a più non posso e passo mattinate intere fotografando cibo. In effetti il grosso del lavoro lo faccio già, in attesa di aprire un blog tutto mio imparo dalla migliore!
Quando è uscito Juie & Julia mi sono precipitata a vederlo e mi è piaciuto tantissimo anche se anch’io ho pensato spesso che postare una ricetta senza foto è un gran peccato. Anche a me è piaciuta Juilia, soprattutto. Visto che c’ ero ho letto anche il libro di Julie Powel…non lo fate! L’ immagine di Julie che ne viene fuori e molto diversa da quella del fim, non mi piace affatto e poi trovo che il libro sia scritto malino.
Ragazze posso farvi una domanda?
Cosa vi ha fatto capire che nella vostra vita serviva un food blog?
18 maggio 2010 alle 14:01
@vale’n'tina
Semplice: il fatto di non averne uno.
18 maggio 2010 alle 14:12
Bella risposta Giu! Resisto perchè ho mille progetti che devo portare a termine prima di aprirne uno nuovo e poi (lacrimuccia) al momento sto di nuovo vivendo dai miei, appena riavrò una cucina tutta mia però mi sa che un pensierino serio ce lo faccio.
18 maggio 2010 alle 15:52
@vale’n'tina
Cosa mi ha fatto capire che nella mia vita serviva un food blog?
Il fatto che mi parlavo sempre di cibo e ricette le amiche e che chiedevano consigli ed idee. Così scrivo una volta per tutte e posso rispondere a più domande :)
Ma soprattutto il fatto che amavo e amo cucinare sempre e comunque.
18 maggio 2010 alle 17:06
@valen’t'ina: la necessità della condivisione di una passione
18 maggio 2010 alle 17:44
mi sono trovata davanti il libro della Child alla libreria americana di via della Vite l’ultima volta che ero a Roma, un paio di settimane dopo aver visto il film (di cuiin sostanza ho adorato soprattutto la doppiatrice della Streep…). Ho tentennato parecchio, fondamentalmente perchè mi spiaceva lasciare al suo destino un pezzo di storia.
Poi mi sono resa conto che, per quanto mi riguarda, si trattava di una storia laterale, di un passato che non aveva influenze dirette, nonostante un nonno francese. Così ho preso un libro di Claudia Roden e sono passata oltre senza rimpianti… e senza neppure la tentazione di sperimentare il boeuf Juilia’s version. Probabilmente non sono abbastanza blogger inside…
18 maggio 2010 alle 17:46
Ciao Sigrid!
Ti scrivo per la prima volta e rispondo con gioia al tuo Post su Julia Child’s Boeuf bourguignon
L’argomento e la ricetta mi entusiasmano, e così ho trovato il coraggio: “OK, STAVOLTA SCRIVO ANCH’IO”. (Breve parentesi: avevo avuto occasione di conoscerti a Torino – Novembre 2009 e timidamente mi ero presentata mentre scrivevi una dedica sul mio/tuo libro che avevo appena acquistato…Complimenti ancora!)
Il film mi è piaciuto molto, e anch’io ho pensato a te durante il film, ho riscontrato delle similitudini tra la vita di Julie e la tua (per quel poco, pochissimo che ti conosco…sorry). Ti leggo sempre volentieri e con gioia. La ricetta di Julia mi faceva venire l’acquolina già nel film…….e ora devo assolutamente provarla! Non sarà facile…….il procedimento è un po’ lunghino, e io ho due bambini piccoli che non sempre mi lasciano “paccioccare” in cucina con calma e tranquillità……come vorrei!
Grazie comunque per avermi dato lo “spunto” e la voglia di provare.LauraBi.
18 maggio 2010 alle 19:17
—e a chi mi ha detto che quel film gli faceva tanto pensare a… me? beh, devo dire che li dentro manca una dimensione enorme che lascia un vuoto altrettanto considerevole: non c’è fotografia :)
—
il film non è un capolavoro, ma per me era la passione,
il mio impaccio quando leggo le tue ricette e provo a rifarle,
beh non ti immagino proprio così :)
il vuoto considerevole fotografico…beh direi che con questo post hai iniziato a colmarlo, belle foto, come sempre.
18 maggio 2010 alle 23:03
ahahhahaha, anch’io sono andata a vedere i video della vera Julia subito dopo aver visto il film…la Streep (e pure la doppiatrice) era bravissima ad imitare la voce, non trovi???:)il beuf bourguignon non l’ho ancora provato, però. la carbonnade invece sì, proprio in Belgio…e mi è piaciuta parecchio, quindi se questa è simile prima o poi la farò. Magari aspetto di avere a cena qualcuno di importante come Julie :)
18 maggio 2010 alle 23:07
Io volevo dire che sono andata a vedermi i filmati di Julia Child e, come avevo sospettato vedendo il film con Meryl Streep, oserei dire che Julia Child non amava tanto cucinare! Cioè, la vera Julia Child non sa maneggiare il cibo, è imbranata, fa disastri, assembla gli ingredienti senza alcuna logica, come se non conoscesse le regole più elementari degli abbinamenti e della cottura. Sono rimasta un po’ perplessa. Insomma…c’è o ci fa?
18 maggio 2010 alle 23:38
La mia storia che riguarda Julie & Julia è abbastanza singolare. L’inverno scorso ho passato tre settimane in Thailandia, nella solita spiaggia dove riposo nuotando, dormendo e mangiando. nella fermata a Bangkok mi sono comprato una dozzina di dvd tarocchi (lo so, lo so, non si fa, ma in quel posto i cani alle 22.00 dormono già sulla mezzeria della strada, e quindi un film sul portatile ci sta bene)così ho lasciato il film delle Julie per ultimo, o quasi, per godermi l’attesa. L’attesa de che? Non c’era video, solo l’audio! hahahaha
19 maggio 2010 alle 10:32
@ Rossella: di qualunque cosa parlo riesco sempre ad usare il cibo come termine di paragone, ascolto domande tipo “il cardamomo? cos’è?”, “l’ agarche? Ah, la gelatina!” almeno un paio di volte al giorno, scelgo il piatto in cui mangiare in base all’ estetica, quando ricevo inviti a cena in genere è perchè devo cucinare, se trovo l’ ingrediente che racchiude in se il giusto mix di sapore, forma e colore ho fatto bingo, mi piace scrivere e scrivere di cucina. Direi che ci sono, o no?
@ Enrico-Lefrancbuveur: sarebbe la necessità di condividere l’ ennesima passione, quella più gustosa di tutte!
Quello che più mi piace del cibo è la sua capacità aggregante: a tavola la gente è allegra e socializza, nascono amori e amicizie; scegliere e preparare bene ciò che si mangia è un pò spingere l’animo degli invitati ad aprirsi e rivelare la loro parte migliore.
19 maggio 2010 alle 12:41
Cara Sigrid, seguo da anni il tuo blog e assaporo profumi e sapori delle tue preparazioni attraverso le foto…qualche volta mi sono cimentata nel tentativo di riprodurle e devo dire con ottimi risultati. Ieri ho provato le patate Hasselback e sono venute una favola: croccantine fuori e soffici dentro: sembravano un purè! vista questa somiglianza mi riservo di rifarle aggiungendo alla spolveratina finale anche un pizzico di noce moscata.
20 maggio 2010 alle 9:12
Dimenticavo di dire che quelle patate le cucino anch’io e la mia ricetta svedese comprende l’inserimento di un paio di foglie di alloro nei tagli delle patate invece del parmigiano e qualche spicchio di aglio nella teglia di cottura delle patate, insieme a olio e burro. La suggerisco!
Viene dal libro “Potatoes” di Annie Nichols, comprato a Londra anni fa.
20 maggio 2010 alle 10:54
@vale’n'tina Ci sei, eccome. Unisciti al gregge :)
20 maggio 2010 alle 12:33
@vale’n'tina: perfettamente d’accordo!
20 maggio 2010 alle 13:04
A me il film era piaciuto tantissimo…probabilmente ha avuto un certo peso il fatto che Maryl Streep è la mia attrice preferita (la adoro!)
Sarebbe carino, però , se l’ormai famoso “Mastering the art of french cooking ” venisse diffuso anche in versione italiana…così…per curiosità!
21 maggio 2010 alle 1:28
Magnifique! non penso ci sia parola migliore per esprimermiiiiiiii! brava Siiiig
è vero però che mi sei venuta in mente mentre guardavoil film! ^_^
21 maggio 2010 alle 1:37
Sigrid ti prego se puoi pubblica, rispondi fai come vuoi mase riesci a trovarmi la ricetta della sua salsa al burro che metteva sul pesce sarò la persona più felice del mondoooo! me l’hanno riproposta in un ristoranrino a Cannes e ne sono rimasta ammaliata…perfavore se riesci a trovarla perchè io nn la trovoooo! grazie in aticipo :D
21 maggio 2010 alle 11:57
io d’impulso ho aperto amazon, ma poi sono andato al mercatino dell’usato e ho preso un’edizione del ‘60 de il libro completo dellacucina francese di savarin a 10 euro… va piu’ che bene per prendere qualche idea necessariamente da rivedere.. e poi scopri tecniche nuove, riscopri ingredienti, ma soprattutto ti accorgi di quanto la cucina francese (ma anche certi dettagli di preparazione o di regole generali) fosse avanzata rispetto alla nostra.. anche a certa attuale
ciao
21 maggio 2010 alle 15:34
@Lucia ho il libro. Ti ricordi il nome della salsina al burro? Lei ne propone tante. Io ne ho provata una deliziosa per la carne.
NOn riesco a vedere la tua email sennò te l’avrei spedita.
21 maggio 2010 alle 16:41
domenica la faccio, ho già l’acquolina
21 maggio 2010 alle 22:28
this dish has great sentimental value for me- i made it for my husband- before he became my husband! i know this sounds sacrilegious but i didnt add the pancetta (we dont eat pork- but we *do* drink wine, lots of it!)- i know it probably could not have tasted as good as Julia Child’s original- and yours, but if youre using a good noce di manzo from a good Roman butcher (my fave is in Testaccio)- you can still get a pretty good boeuf bourguignon- and we had a favourite wine from the Maremma with it, not a Burgundy ;) your photos are making me swoon, Sigrid. and the Hasselback- perfect combination. really gorgeous. x shayma
24 maggio 2010 alle 14:30
@Rossela guarda, rivedo il film e te lo dico perchè mi ricordo solo che ra una salsina al burro che va sul pesce…ora nn so se cambia qualcosa se deve essere messa sul pesce o sulla carne…grazie mille per la risposta !
24 maggio 2010 alle 14:35
@Rossella ti scrivo il prima possibileeeeee
24 maggio 2010 alle 21:57
Ebbene si!!
L’ho fatto!!
Ho seguito la ricetta alla lettera ed è venuto veramente favoloso!
L’ha mangiato anche la figlia a dieta :-))
Stasera ci siamo rimpinzati, era, credo, l’ultima chance prima del gran caldo previsto, ma nel prossimo inverno entrerà di diritto tra peposo, carbonnade e spezzatino con patate.
Ci ho messo anche le cipolline.
27 maggio 2010 alle 19:49
No! ste patate sono meraviglioooooooseeeeee ME RA VI GLIO SEEEEEEEEEE, le farò nel nuovo ristorante! :-)
1 agosto 2010 alle 19:57
[...] le texte? (anzi, togliamo pure il condizionale). Beh, me ne ero accorta con il famoso episodo del Boeuf bourguignon: qui il lavoro di raccolta, prova e scrittura delle ricette è stato fatto in un modo molto serio, [...]
3 agosto 2010 alle 17:41
…vorrei che facesse già freddo (e dire che sono una supporter dell’estate) solo per fare questa ricetta… GNAM
12 agosto 2010 alle 22:19
ma esiste una versione in italiano del libro “Mastering the art of french cooking ”? Con la temperatura di Milano di questa sera un bel “boeuf bourguignon” non ci starebbe quasi male! ;-) Ho comprato oggi “Julie & Julia” e me lo leggerò da sabato al mare!!!! Io adoro questo tipo di film/libri…Ratatouille compreso.
15 agosto 2010 alle 3:33
Con un piccolissimo ritardo ho visto anche io il film. A parte la strepitosa Streep che da sola rende il film “enjoyable”, non e’ sicuramente un capolavoro e mi ritrovo nei commenti degli altri. E’ stato per me quasi naturale fare un parallelo tra il tuo blog e quello della Powell. Non che voglia mettere in competizione le due cose, molto lontane tra loro, per quello che traspare dal film e dal tuo blog. La cosa che mi stupisce e’ come sembri che il blog della Powell sia assurto a mito negli USA pur vivendo di luce riflessa delle ricette della Child e senza nessuna fotografia, il che rende ogni blog/libro associato al cibo meno “gustoso”. E’ vero il blog della Powell non era strettamente di cucina, anzi il cibo era un pretesto. Si tratta di una sfida che piace tanto agli americani per questo, per la sua narrativa ha avuto successo. In fin dei conti e’ configurato come un reality. Insomma veramente poco interessante ai miei occhi.
Insomma ho finito il film pensando a due cose. Che se il film si chiamasse Julia e basta non mi sarebbe dispiaciuto. E che il tuo blog e’ veramente piu’ maturo, creativo etc. etc. di quello della Powell e forse per questo confronto, magari non voluto, ma quasi naturale, a me sta Powell per tutto il film mi ha solo fatto sperare che i suoi segmenti durassero poco.
30 settembre 2010 alle 12:20
Ciao sigrid! Secondo te, io che non ho la cocotte posso usare una pentola normale? O in terracotta? Questa ricetta è meravigliosa! Grazie
13 ottobre 2010 alle 9:11
ciao!ho appena finito di vedere il film un ora fa..dopo che lo ricercato da un pezzo in streaming!ed è meraviglioso!e la cosa che mi ha stupito di più è leggendo tra le tue righe…perchè ho fatto la stessa identica cosa,ho cercato video,biografie,qualsiasi cosa riguardasse il film..e la vera storia!è assurdo ma secondo me questo film strega!!! :-) ciao!
18 ottobre 2010 alle 23:51
Scusa sigrid ma nella tua ricetta manca un passaggio che
Non si nota se non si esegue…..il soffritto che fine fa?
19 ottobre 2010 alle 8:20
@simone: lol, è vero che ogni tanto perdo i pezzi per strada ma qui era più semplice di quanto possa sembrare: fai rinvenire lo soffritto nella cocotte, poi al soffritto aggiungi la carne, e la pancetta e via dicendo… (insomma, il soffritto non va messo da parte e utilizzato in un secondo momento, mi sono spiegata? :-))
20 ottobre 2010 alle 8:23
Come immaginavo,menomale…
Ho preparato la ricetta Lunedi Sera.
Martedi sera l’abbiamo mangiata.
Era S P E T T A CO L A R E.
Il sugo messo sulle patate da mandare in estasi.
La carne sembrava tonno da quanto era morbida.
I commensali hanno stragradito e la cosa che piu’ mi ha sorpreso e’ stata la superdigeribilita’ del tutto.
22 novembre 2010 alle 11:40
ciao, le dosi di questa ricetta per quante persone sono?…la dovrei fare per una cena con 12 persone..E in assenza della cocotte si può utilizzare una pentola normale o una in terracotta?
Grazie
Ciao
23 novembre 2010 alle 10:21
@gloria: per 4 o per 6, dipende cos’altro c’è sul menue e se i commensali sono più del tipo che mangiano o del tipo che sono sempre a dieta. (personalmente farei per 4, anche perché se avanza fa niente ma se non basta non è bello). ps. e ovviamente si può usare anche una pentola normale, la terracotta però non mi pare tanto il caso.
23 novembre 2010 alle 10:24
ma la conosciamo o no, sta cucina francese, o vogliamo (come é nostra abitudine) scimmiottare modelli stranieri per puro vezzo?
Lo sapete che il vostro “boeuf” in F. lo servono con spaghetti? Che mio suocero, di Metz, mi ha preparato un osso buco con lo stesso contorno? Che mi moglie stravede per le mie melanzane, legume fino a poco tempo fa pressoché sconosciuto oltr’alpe? Cje la “ratatouille” é una barbarità, per chi ama le verdure (e la cucine francese ne é poverissima)?
Devo continuare?
Se vogliamo essere esotici, consiglio piuttosto le “carbonnades flamandes” alla birra….
23 novembre 2010 alle 10:48
…a parta questo commento dell’bell’Antonio, grazie Sigrid per la risposta, questo piatto lo cucinerò per per boccucce ben lontate da diete quindi seguirò il tuo consiglio, è la mia compagnia teatrale che ama mangiare e bere a volontà…quindi grazie mille!!
26 novembre 2010 alle 19:28
io l’ho servito in un piatto da pizza con accanto della pasta fresca , tipo trofie, viene un piatto unico che e’ la fine del mondo, con il sughino ci mangi la pasta e lo accompagni con dei bocconi di carne…… mio marito e’ piu’ che soddisfatto…
provatelo!!!!
26 novembre 2010 alle 23:43
…appena finito di cucinarlo, lo servirò domani sera, è veramente buono!!
29 novembre 2010 alle 12:27
…lo so, sono una gasata, ma se la cena di sabato è andata bene è anche un pò nerito tuo dato che parte el menu erano ricette provenienti da questo blog , e precisamente: Cake salato con olive, timo e rosmarino, Strudel di spinaci, zucca e mozzarella, Zucca arrostita al miele con polenta al gorgonzola e questo mitico Julia Child’s Boeuf bourguignon con patate Hasselback…venuto tutto buonissimo quindi grazie!
29 novembre 2010 alle 12:33
@daniela: hihhi, ma di che?! :-) No, davvero, son felice che sia andata bene! (e poi guarda che se è venuto bene tutto è senz’altro anche merito tuo eh! :-)) Buon lunedi! :-)
11 febbraio 2011 alle 11:21
[...] Child :-). Quindi, come finire in bellezza una cena a base di potage, gratins, carottes glacées, bourguignon & co? Beh, con un bel dolce francese e, visto che in quei giorni mi ero anche impossessata di [...]
22 febbraio 2011 alle 15:24
UNA VERA MERAVIGLIA!!!
ANCH’IO COME TE HO IL LIBRO DI JULIA CHILD E STO SPERIMENTANDO UN PO’ I SUOI PIATTI GODURIOSI!
PRESTO FARO’ QUESTO!
BACI, BRAVISSIMA COME SEMPRE!
PS:STO LEGGENDO A RITROSO TUTTO IL BLOG HIHIHI :-)
1 marzo 2011 alle 11:25
Stasera proverò la ricetta, grazie Sigrid!
Un dubbio: perché si fa bollire la pancetta? Capisco la cotica che deve ammorbidirsi, ma la pancetta? Non perde gusto?
4 settembre 2011 alle 15:26
Mi piace come racconti. Analizzi i dettagli, i particolari. Fotografi.
Questa ricetta è davvero succulenta, non ci sono molti altri aggettivi per descriverla… credo ;)
Come sempre, bravissima.
agnese
10 dicembre 2011 alle 14:53
Io ho fatto solo le patate (perchè la carne richiedeva molto più tempo e non ne avevo!) e sono strepitose. Sono semplicissime, buone, croccanti con il cuore tenero.
E fanno una grande scena!
Fantastiche anche per una serata importante!
Mitica come sempre!
23 dicembre 2011 alle 16:07
[...] Abbiamo preso la noce di manzo perché, come riferimento, prenderemo Julia Child, il cavoletto di Bruxelles e una rivista che ho comprato a Parigi mentre ero in coda alla cassa e mi rompevo le palle. Mentre [...]