Feed RSS
       

Rhubarbe fraise

lunedì 24 maggio 2010

rhubarbe1ssssl

Bene. Riepilogando: ho passato due giorni a Bruxelles, due giorni molto pieni, e molto belli, e profondamente intrisi di un mood surrealista alla belga (non so se riuscite a immaginarvi ma presentare il proprio libro a degli italiani che sono immigrati nel tuo paese mentre tu te ne stai nel loro beh, come dire, fa venire un po’ la vertigine :) Sono stati in ogni caso due giorni di chiacchiere, di scoperte, di nuovi incontri e ritrovi di quelli che ti fanno tenerezza e anche… di bel tempo :-) Magari lascerò qualche appuntino bruxellese più avanti, intanto ne approfitto per augurare ogni sorta di bene alle stupende ragazze di La vita è belga, e ai ragazzi di La Piola, e poi anche agli altri italiani finiti per un motivo o un’altro nella mia città… :-)

Dopo Bruxelles poi, sono andata ‘a casa dei miei’, a Dinant. E difficile da raccontare, mancavo da anni, anzi, è un luogo quello dove sono cresciuta in parte e che dove dai tempi dell’università non riuscivo a sostare piu di due giorni di seguito prima di scappare via. Ho ritrovato dei paesaggi verdissimi, bellissimi, un’aria profumosa, l’acqua del fiume fascinosa, un cielo blu carico e su tutto, un ritmo tranquillo, sereno, lo stesso identico che anni f non faceva per me. Humm. Un po’ come dire che niente mai si risolve, e che le soluzioni in fin dei conti sono sempre più temporanee di quel che si crede. Chiamiamola la crisi d’identità dell’emigrato va… :-) In ogni modo, prima o poi (direi più prima che poi visto che fra un paio di giorni sarò di nuovo dall’altra parte dello specchio) vi farò vedere un paio di vedutine del mio chez moi, nel mentre però avevo appuntamento in cucina, con il rabarbaro (appositamente apparso nell’orto di mio padre l’anno scorso, causa ‘ammiafigliapiacetanto’).

rhubarbe2ssl

Non so se devo ancora spiegare qualcosa del rabarbaro, insomma, mi par di capire che in alcune parti nordiche d’Italia c’è, e del resto ne avevamo già glosato abondantemente qui un po’ di tempo fa. Il rabarbaro va bene con diverse cose ma uno dei suoi abbinamenti feticci si fa con le fragole, e fra il rabarbaro dell’orto e le fragole di Wepion, famosisssssime e coltivate a pochi passi da casa mia, beh, diciamo che la strada era tutta tracciata. In più c’era in frigo una buona scorta di panna e burro francesi (aaahhhhhhh… non so se lo sapete ma da qui la frontiera francese dista 15km), e cosi fra una cosa e l’altra, il primo giro di rabarbaro è finito in crumble e pannacotta (cacciate l’italianitudine dalla porta e torna dalla finestra… :) Due mezzi appunti: per il crumble mi sono ispirata a una ricetta di Smitten kitchen (nel senso che l’ho letta e poi ho fatto a occhio :-) che però trae spunto da una cosa che avrebbe fatta la Nigella, da qualche parte, ovvero: hanno aggiunto del lievito per dolci nell’impasto da crumble. Vi dirò: non ci avevo mai pensato e non è affatto scemo, anzi, in questo modo il crumble viene un filo piu leggero e più croccante. In piu mettono anche un po’ di fecola di mais nella frutta (ho diminuito drasticamente le quantità però la cosa in effetti ha un suo senso).

rhubarbe3ssl

Crumble di rabarbaro e fragole. Lavare tre coste di rabarbaro e una quindicina di fragole (insomma, abbastanza per riempire una teglia, la mia era di 22cm diametro), tagliare il tutto a pezzettini e sistemare in una teglia (da crostata o da forno) leggermente imburrata. Aggiungere il succo di mezzo limone, due cucchiai di zucchero e un cucchiaio di fecola di mais, dare una buona mescolata. Per le briciole: mescolare 100g di burro fuso con circa 130g di farina, 3 cucchiai di zucchero di canna, un cucchiaio di zucchero vanigliato, una presa di sale e una punta di lievito per dolci. Lavorare con un cucchiaio (e aggiungere farina) finché il composto non diventi grumoso). Sbiciolare l’impasto sopra la frutta e infornare il tutto a 170°C per una cinquantina di minuti o finché la superficie del crumble non sia dorata. Servire tiepido con un bel cucchiaio di crème fraiche épaisse (del tipo che a Roma non lo trovo mai), altrimenti con del gelato alla vaniglia.

rhubarbe4sssl

Pannacotta rabarbaro, fragole e arancia. Portare a ebollizione 25cl di panna fresca con 25cl di latte intero (nel mio caso, latte fresco dalla fattoria qui vicino :p), un cucchiaino di estratto di vaniglia e 50g di zucchero. Spegnere e aggiungere due foglioline di gelatina ammollata in precedenza (andrebbe benisismo anche l’agar solo che ancora non sono arrivata a portarmelo in viaggio :-), mescolare e versare in 5 bicchierini, far rassodare al fresco per un paio di ore. Poi tagliare a pezzettini una costa di rabarbaro e 6 fragole, sistemare il tutto in un pentolino insieme al succo di un’arancia e un cucchiaio della sua buccia grattuggiata. Aggiungere due cucchiai di zucchero, portare il tutto a ebollizione e lasciar cuocere per 5 minuti. Passare al frullatore e aggiungere infine una fogliolina di gelatina. Versare sulla panncotta rappresa e tenere il tutto al fresco per due ore prima di servire.

rhubarbe5ssl

Categorie: Varie, al cucchiaio, belgio, crumble, frutta
Scritto da Sigrid lunedì 24 maggio 2010

67 Commenti a “Rhubarbe fraise”

Welcome back! ;)

giorno Sig!
buona la creme fraiche d’insigny….. slurp e che splendide composizioni….. e brava ragazza, ben tornata!
ma giusto un pezzettino da assaggiare? grazie :-)))))

3 paoletta ha scritto:
24 maggio 2010 alle 9:25

…bentornata!! mi è venuta voglia i provare il rabarbaro…mumble,mumble…

4 Sara77 ha scritto:
24 maggio 2010 alle 9:28

Non posso crederci…Dinant!!!??? Bellissima, carinissima! Ho dei ricordi bellissimi di Dinant e anche delle foto, perché è stata una delle tante tappe del mio interrail “Belgio Lussemburgo”! Che posti fantastici! Buon inizio settimana!

Che bello e che buono il rabarbaro!!!

Adesso che ho un’idea molto interessante per prepararlo mi farò tentare dei quintali di rabarbaro che vedo ogni settimana al mercato qui a Paris :-)

PS: oggi è stato un piacere in più vedere le foto degli ingredienti, perché corrispondono a quelli che ho io in dispensa!!! Mi ha fatto sentire meno “emigrante che usa delle cose strane che in Italia non ho mai visto”.

Porca miseria che foto!

7 letizia ha scritto:
24 maggio 2010 alle 9:37

BEN TROVATA….

mi è sempre piaciuta la pianta del rabarbaro ma non l’ho mai adoperata in cucina.
Anche se quì a firenze dovrò accontentarmi di fragole ,burro, creme fraiche ,tipo ..quel che passa il convento…proverò a farla questa ricetta….golosa.
grazie e buona giornata….

ciao , lo sai , qua da noi il rabarbaro non è così facile da trovare , la scorsa settimana quando l’ho visto al mercato Orientale , dall’emozione :-) ne ho comperato una quantità industriale che è finito quasi tutto in marmellata con le fragole (non buone come le tue sigh !) Ora dovrò aspettare il prossimo giro …di rabarbaro , per provare la tua ricetta che è mooolto ispirevole :-).Buona giornata chiara

Gnam! Buonaaaaa..devo solo trovare il rabarbaro..qui a Roma c’è?? Cmq nel crumble ank’io c metto il lievito!!

Adoro il rabarbaro, quando abitavo a Monaco e lo potevo comprare facilmente (in Italia è vero che si trova ma non facilmente) lo mangiavo spesso in questa stagione (la stagione del rabarbaro e degli asparagi con salsa olandese), c’era anche una famosa gelateria (Sarcletti) che faceva il gusto rabarbaro. mmmmh!

Voglio talmente tanto il rabarbaro che me lo sono piantato, ecco!! Nel frattempo mi consolo con lo yogurt altoatesino con rabarbaro e fragola..
Però ieri è spuntato!! Speriamo che cresca in fretta..

Rabarbaro…
l’unico uso che ne ho mai fatto è stato come regolarizzatore intestinale negli integratori erboristici…
Non l’ho mai mangiato…
Devo assolutamente rimediare!!!
E dato che il crumble mi ispira un sacco…
Oggi darò sicuramente la caccia a questo sconosciuto… ;)

13 Anna ha scritto:
24 maggio 2010 alle 10:22

Ciao Sigrid! Volevo dirti che non vedo l’ora di vedere e leggere il racconto sull’appuntamento belga. L’idea de ” LA vita è belga” a me personalmente sembra geniale, servirebbe un sito così x ogni posto, è un modo x aiutare gli “ultimi arrivati” a conoscere i posti giusti e non solo, condividere esperienze..
Bravi bravi bravi!
E’ proprio vero quello che scrivi su come si cambia, come una cosa anni prima ti sembra out e poi… diventa la perfezione (o quasi).
Un caro saluto e buona settimana a tutti!

14 Mansikka ha scritto:
24 maggio 2010 alle 10:43

Il rabarbaro è una di quelle cose che ho messo nella wish list perché non riesco mai a trovarlo. Forse l’unica speranza è veramente piantarlo…

15 omelette en feu ha scritto:
24 maggio 2010 alle 10:53

Beata te!!!
Quanlche giorno fa mia mamma è venuta a trovarmi dalla Francia e gli avevo ordinato del rabarbaro… (precisiamo che qui a Firenze ho girato tutti i supermercati senza risultato, eppure un pò di anni fa lo trovai al Lidl!)
Non l’ha trovato al supermercato e quindi la mia voglia (chiamiamola così, sono incinta) rimane insodisfatta…
Snif, mi sento incompresa!!!
In compenso un baratolo di marmellata di rabarbaro, ma non fa lo stesso…

16 Giacomo ha scritto:
24 maggio 2010 alle 10:54

Nel giro di pochi giorni 2 dei miei piatti preferiti in assoluto… il boeuf della Julia (sai che gli americani dicono bouffe?!) e il divino rhubarb crumble che gli inglesi fanno cosi bene – ottima scelta! Aspetto con ansia les Asperges a la flamande (siamo in stagione) il gratin de chicons et la blanquette…l’altro giorno ho fatto le tue carbonnades mettendoci un buon litro di Leffe, ma dimmi, meglio usare la blonde ou la brune? Non sapevo cosa scegliere!

17 Lilja ha scritto:
24 maggio 2010 alle 10:57

Noooooooooooooooooooooo, avevo il giardino INFESTATO da piante di rabarbaro alte mezzo metro e sabato è passato il giardiniere e ha fatto tabula rasa!!!
Che tempismo perfetto, eh?

Parfait, comme d’habitude… comme quoi avec des ingrédients simples tu arrives à faire des merveilles! Je suis toujours admirative devant la qualité de tes photos. Je vois que tu utilise du bon beurre breton demi-sel, fabriqué tout à côté de chez moi…

Non so’ chi abbia inventato quest’abbinamento ma è sempre fantastico e hai scelto due dessert che lo rappresentano perfettamente (ho fatto una panna cotta simile qualche giorno fa’ ;-)

E’ molto delicato quel che dici su cio’ che non si risolve. E’ strana l’emigrazione, si ha tendenza ad assimilarsi, assorbire tutto il bello del paese che ci accoglie e poi ci si ritrova cosi’ ad riapprezzare cose lontane.

Buona settimana!

@Anna, ciao! Sono una delle stupende ragazze de “La vita è belga” (ma che meraviglia sentirsi dare della stupenda, talmente bello che me lo sono riscritto, ecco!). Ti ringrazio per i complimenti! Ci fanno bene in questa fase di rodaggio in cui c’è tanto da fare e spesso ci fermiamo chiedendoci “ma ce la faremo, ma ne vale la pena?” Bhè, ecco, parole come le tue, mi fanno pensare che ne vale sempre la pena! L’appuntamento con Sigrid protagonista è stato davvero molto intenso (peró grazie,…c’era Sigrid, con lei viene sempre tutto bene!) adesso si tratterà di rimboccarsi le maniche e vedere se la nostra scommessa funziona. Un bacio.
P.S. ma che meraviglia di ricette e di fotooooooo!!!

mai assaggiato il rabarbaro, nè tantomeno cucinato in crumble..eppure dalle foto lo “capisco”.
“buone” allora direi.
ciao :)
nina

Diciamo che siamo sulla stessa onda.. pannacotta e strato rosso di fragole (con agar agar, visto che ero a casa), cheesecake alle fragole, ecc.
Dolci di stagione, insomma!
Pero’ questo rabarbaro che non trovo mi incuriosisce parecchio!

W il Rabarbaro!
Mia fortuna, ancora una volta, vivere in una di quelle regioni nordiche dove ancora si trova… Anzi, fa parte della tradizione: da tempo in Val Venosta è un ingrediente che si infila in dolci molto particolari, anche se meno celebrati di altri (dove, guarda caso, giocano da protagoniste le mele ;-).
Buon fine viaggio – il mio inizia sabato: Alsace, Belgio e Fiandre :-D

Me lo sognerò di notte questo appetitoso crumble visto che di rabarbaro, da queste parti, nemmeno l’ombra :)
La sindrome dell’emigrante? colpisce un pò tutti.. per qualche tempo forse diamo le cose un pò per scontate, poi, sarà banale a dirsi ma per me è così, una volta andati via il ritorno acquista un sapore delizioso.. sempre più buono, sempre più intenso…sempre più speciale e il cerchio, probabilmente, non si chiude mai :) hugs #unemigrantedenoantri

bellissimo post! molto primaverile e con bellissimi accostamenti!!
ho bisogno di un suggerimento: quando faccio la panna cotta, a volte mi si dividono latte e panna nella fase di raffreddamento. Non ho capito in base a che criterio – chi mi può aiutare?
Mi è capitato anche con la crème caramel…

26 silvia73 ha scritto:
24 maggio 2010 alle 12:08

Scusami Sigrid, cosa intendi per due foglioline di gelatina?
Se inveci uso l’ agar quanto ne va messo nella panna cotta?
Grazie per i tuoi preziosi consigli.
Le foto sono stupende.

27 Paola P. ha scritto:
24 maggio 2010 alle 12:11

Ben tornata.
Che bello leggerti , infondi gioia di vivere !

28 lisso ha scritto:
24 maggio 2010 alle 12:31

anch’io adoro il rabarbaro ma a bergamo è introvabile. la prossima settimana andrò a londra spero di riuscire a portarne a casa un po’!
la settimana scorsa ho compiuto gli anni…il regalo + bello?il libro del cavolo, ovviamente!!!!
buon lunedì a tutti

29 Gian dei Brughi ha scritto:
24 maggio 2010 alle 12:41

ciao Lisso, a Bergamo prova all’orto comunale sotto gli spalti delle mura (porta St. Giacomo, se vieni da città bassa alla fine di via St.Alessandro), lì l’anno scorso lo coltivavano, quest’anno però non ho ancora chiesto :-)

30 Gian dei Brughi ha scritto:
24 maggio 2010 alle 12:49

San Giacomo, naturalmente :-)

Dalle mie parti purtroppo non si trovano neanche le sementi del rabarbaro :-(
Peccato, perché in abbinamento con le fragole deve essere uno spettacolo.
Ciao!

Ciao sigrid, bentornata a roma!! attendo un appuntamento romano però… almeno prima delle’estate, così tanto per fare due chiacchiere anche senza presentazioni di libri, guarda, giusto per bersi insieme una cosa; che ne dici? monica

Eh no, che colpo basso!!!! Il rabarbaro….lo cerco (e non lo trovo) che neanche la Titina. Un’amica francese ha promesso che se lo trova me lo porta e io vivo di sogni!
e speranza
e desiderio
e…

COme è graziosa la tua città! Il tuo racconto mi ha fatto rivivere le emozioni che ogni tanto vivo anch’io tornando al mio paese !( il destino dell’imigrato di essere un po’ sospeso tra due mondi..)
Il rabarbaro ..cavolo penso di essere l’unica che non l’ha mai assaggiata!!Adesso lo pianto…si nel mio giardino!
Ciao!

35 Donatella ha scritto:
24 maggio 2010 alle 13:53

@Sigrid: je déteste la rhubarbe et je hais la panna cotta. Pero’ magari quel crumble si puo’ fare di sole fragole (ne ho giustappunto una vaschetta di bio in frigo)e chissà, magari con l’agar la panna cotta mi farebbe meno schifo. A proposito di agar, appena torni ci sentiamo che ti devo lanciare una sfida leccorniosa goduriosa.
P.S: ho ancora un panetto e mezzo di beurre de baratte che mi sono portata giù a inizio mese, e lo uso solo a crudo spalmato che se no mi sembrerebbe uno spreco.

36 san bernardo ha scritto:
24 maggio 2010 alle 14:14

Sigrid: dalle ore 0.52 di stamani hai una nuova nipotina… BEATRICE . La mamma Ilariaperlaria , non sapeva più dove mettere la pancia !

Io ci ho rinunciato al rabarbaro … non riesco assolutamente a trovarlo!

Questo crumble è da urlo!

38 giulia ha scritto:
24 maggio 2010 alle 14:52

OOhh Sigrid, ti seguo da tanto e sono anche stata a Bruxelles in marzo per “dovere”, ma dato che non c’ero mai stata mi sono trattenuta qualche giorno in più per “piacere” e quello che non ho potuto dimenticare è stato proprio il crumble fraises et rhubarbe…ora lo rifaccio subito! grazie del regalino!

Un perfetto matrimonio quello tra il rabarbaro e le fragole! Una spolverata di cannella prima di coprire con il crumble e infornare aggiunge un tocco esotico di quelli che, nei matrimoni di lunga data, fanno mantenere la fiamma accesa ;)

Gnam gnam!!

per quelli che non trovano il rabarbaro: io l’avevo visto a Campo de’ fiori, anche se a dei prezzi indecenti (sui 15 euro al kg contro 2,5 qui, hum…)

@sanbernardo: ma grazieeeee della notiziaa!! Che bello!!! (chissà se Ilaria passerà da qui, vabbe no passio io da lei via… :-)))

@donatella: sul burro ti capisco ti capisco, quasi quasi che ci riempo la valigia guarda… :-)) Per la pannacotta, massi, ma prova con l’agar, e ovviamente il crumble va bene con qualsiasi tipo di frutta un pochino succosa… :-) (curiosa di sapere la sfida,…??)

@monica: ma non sono ancora tornata! Sono ancora qui, cioè li, vabbe insomma ci siamo capiti :-)) ps. riunioncina volentieri solo che a lavoro sono messa davvero male, tipo ‘tempo per niente’, hai presente? magari verso l’autunno…?? :-)

@silvia: due foglioline sono due foglioline formato panedegliangeli o come si chiama, insomma, il formato della gelatina in giro è piuttosto standard. Con l’agar, trattandosi, per la parte panna/latta, di 50cl di liquido, userei 4g se lo preferisci piu sul sodo, 2 0 3g se la preferisci più morbida (io andrei su 3g). Per la parte fragolarabarbaro invece farei 4g di agar per 50cl di liquido, chiaramente lo devi misurare una volta frullato e calcolare la quantità di agar di conseguenza…

@sara77: eh si, proprio lì :-)(la cosa assurda è che quando stai tanto tempo in un posto non ti accorgi neppure più quanto siano belli, ma credo succeda proprio a tutti :-)

@giacomo: le asperges à la flamande erano già in archivio (anche se in effetti le ho pure rifatte due giorni fa :-), insomma qui:
http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/03/asparagi-bianchi-uova
(e un paio di alte ricettine seguiranno a breve :-P)

@roberta: hm, no, non saprei proprio (questa è una questione per Dariooooo Bressaniniiiiiiii :-)))

41 Donatella ha scritto:
24 maggio 2010 alle 15:24

@Sigrid: ok, la sfida? (nel senso che ti sfido a farlo ma non nel senso “tanto non ci riuscirai”, so benissimo che ci riuscirai, ed è proprio quello ceh voglio, anzi dopo ci organizziamo anche un piccolo bbq e le facciamo arrostire): la guimauve! Ho visto giorni fa un servizio su M6 dove spiegavano che si puo’ fare anche in casa, se ricordo bene è zycchero, albumi, gelatina (ma ovviamente per me l’agar è una salvezza) e succo o cncentrato o aroma, nn ricordo, di frutta. Can’t wait :-)

42 Nadia ha scritto:
24 maggio 2010 alle 15:30

sarò ospite a Bruxelles in agosto, quindi non mi perderò nessun suggerimento sul Belgio, e ho già messo in caledario una gita a Dinant che mi sembra assai piacevole.
Voglia di Rabarbaro !!

43 Luce ha scritto:
24 maggio 2010 alle 15:48

Mon Dieu cosa mi hai ricordato! La rhubarbe anzi la tarte à la rhubarbe!!! Che meraviglia! E dire che avevo anche provato a farla attecchire qui a Pescara ma :( ahimè non se n’è fatto nulla! Se penso che mamma nel suo potager lussemburghese la butta perché è a dir poco invasiva con queste foglione gigantesche … quindi o mi faccio un viaggetto in questo periodo in Lux o faccio una capatina a Campo de’ Fiori…
Provate anche rabarbaro e albicocche…délicieux!
Merci Sigrid pour tes belles photos et tes traditions culinaires qui sont aussi un peu les miennes :)

A proposito di rabarbaro…buono pure il rabarbaro zucca da zucca in galleria a Milano

Che bella luce ha questa foto!

46 Anna ha scritto:
24 maggio 2010 alle 17:43

@ROMI’- Ciao. Tante volte un complimento, da chi neanche ci conosce, ci rende molto più facile il lavoro! Io ve ne faccio tanti, ma perchè ve li meritate tutti! Ho vissuto all’estero, lontano dalla fam. e so quanto può aiutare e farci sentire meno soli avere persono come Voi in loco!! Un bacione! Buon lavoro!

@ah be’, per me eri tornata, ti sentivo vicina! anche io sono piena di lavoro, ma l’autunno è lontano! troviamo un compromesso, che dici? bacioni, allora, e goditi il nord sereno , che qui piove. monica

Il crumble e’ uno dei miei pezzi forti, lo metti in forno in due minuti prima di iniziare a cucinare la cena, lo spegni quando e’ pronto il resto, e lo servi tiepido a fine pasto: super veloce!
Anch’io ho iniziato a mettere un pochino di fecola sulla frutta, viene meglio in effetti. Copiero’ anche l’idea del lievito per dolci. Sopra le briciole, metto sempre una spolverata di sale di Maldon: da’ un effetto un po’ tipo shortbread,ci sta proprio bene (se ne metti poco).

49 sabry ha scritto:
24 maggio 2010 alle 18:01

… sia crumble che bicchierini mi fanno gola, forse però farò anch’io come Letizia … proverò con quel che c’è!

a me queste crisi vengon spesso ultimamete… solo più facili da gestire, mi basta oltrepassare l’appennino (che poi l’Italia per traverso è abbastanza corta… ;-))
lievito nel top del crumble… hum.
diciamo che letto da un filonigelliano non gli avrei dato credito manco a cannonate (vedi come sono fatta male?), e invece detto da te, quasi potrei provarlo.
basta so’ troppo de parte ;-P

mmm che acquolina… ma nessuno ha trovato il rabarbaro a Milano? :-D Devo assolutamente trovarlo!

désolée, je suis indiscrete.
je pensais que tu étais flamande, et maintenant j’ai decouvert que tu viens de la région wallonne…. évidemment tu es belge mais maintenant je ne comprends pas la liason avec Oostende.
leve moi ce doute, cher petit chou…

(oui, mon français est terrifiant, je voulais m’exercer :-D)

53 Marcellagiorgio ha scritto:
25 maggio 2010 alle 0:32

Il mio desiderio dell’introvabile rabarbaro era tale che un paio di anni fa me lo sono seminato in giardino, ma non c’è niente da fare è una pianta che vuole il fresco e l’umido e le nostre latitudini non offrono quanto desidera, quindi quello che ho ottenuto è un rabarbaro saporito, ma con la costola sottile e non bella carnosa come quello che ho acquistato in Alsazia i primi di maggio e che ora rivedo nella tua foto.
Naturalmente mi son fatta prendere dall’acquisto compulsivo e me ne sono portata a casa una quantità industriale finita in marmellate varie (le ricette di Christine Ferber a 360°) e in composta, congelata e pronta per finire con le fragole sopra una pannacotta.
Ma ora che ci penso dall’Alsazia ho portato anche il burro…..:-)

Sigrid grazie di queste due splendide ricette: la panna cotta e’ una delizia gluten free e i crumble con qualche adattamento non vengono male. Qui non trovero’ il rabarbaro vedrto’ come adattarla..Mi sa che la prossima volta mi porti i semi. Dici che funzionera’ ? In questo fertile paese cresce di tutto ! Baci da quaggiu’

@Lavanda: a Milano il rabarbaro lo puoi trovare più facilmente nei mercati rionali che al supermercato. Io un paio di anni fa l’avevo preso da Peppino al mercato del venerdì mattina di Largo Quinto Alpini. Devi chiederglielo in anticipo, ma loro sono troppo gentili e riescono a trovarti tutto (o quasi). La loro bancarella la riconosci perché è una delle più grandi ed è all’incrocio con via Vincenzo Monti. Spero di esserti stata d’aiuto!

56 Martina ha scritto:
25 maggio 2010 alle 10:52

Ah che belle ricette Sigrid…e che fantastiche foto (come sempre del resto)…voglio anch’io quel bel burro e la creme fraiche da mettere sopra il crumble!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

57 Chiara ha scritto:
25 maggio 2010 alle 13:36

…ti leggo spesso, ma mi sa che è il mio primo commento (se non ricordo male)
…ho passato l’intera serata di sabato a decidere cosa ne avrei fatto della pianta di rabarbaro che con molto affetto ho piantato lanno scorso, poi domenica vado nel campo per raccoglierlo e cosa scopro? Il mio vicino l’ha praticamente ucciso lasciandone solo due steli – SIGH!!! L’avrei ucciso (il vicino) GRRRR… Non me la sono sentita di tagliare i due unici steli sopravvissuti, quindi ora mi tocca aspettare un altro anno per il mio crumble che mi ricorda tanto l’Inghilterra – uff!
Ciao
Chiara
PS: mi piace molto il blog, le foto, le ricette… brava!

58 bagna caoda ha scritto:
25 maggio 2010 alle 13:43

Yuppiii! per una volta una ricetta con ingredienti à la française!!! La levure alsacienne, il beurre Paysan breton demi-sel e pure la crème fraiche d’Isgny!!!!

Ma l’hai fatto apposta ad fotografare il burro demi-sel? E questo che hai usato per il crumble?

bagna caoda

Trovato giusto giusto la scorsa settimana il rabarbaro :) Usato però per una confettura indovina come? :)
Cappero ma 7 euri iper mezzo chilo è tropppoooo…. però mi sono tolta lo sfizio vah! :)

60 Riccardo ha scritto:
26 maggio 2010 alle 20:46

Ed ecco un’altra cosa molto british il crumble. Bello e molto “cozy” da vedersi.
E complimenti anche a Gatto Goloso per la sua marmellata!

Merci beaucoup à la très gentille Femme du Chef, purtroppo il venerdì sono dall’altra parte della città :-( Devo organizzarmi! Grazie :-P

j’ai fait aussi rhubarbe fraise et crème d’isigny mais sur une crêpe. j’adore cette association acidulée. et je te conseille de tester l’association rhubarbe estragon d’anne sophie pic qui introduit une nouvelle note très agréable avec la rhubarbe

63 Giu ha scritto:
30 maggio 2010 alle 15:15

ach… dannata belga… :)

64 adrian james mimnagh ha scritto:
2 giugno 2010 alle 19:19

io sono scozzese e in scozia il rubarbaro cresce benissimo, mia mamma ha il giardino piena e da noi si mangia anche crudo con ogni boccone pucciato nello zucchero, a me piace anche mischiare un po di canella nello zucchero.

Io a SOLIMAGO ho fatto proprio oggi la imbattibile confettura di fragole e rabarbaro.
Si gode molto

[...] la frutta di fine estate che avete sotto mano. E poi, per la parte briciolosa, usate la ricetta del crumble di fragole e rabarbaro della scorsa primavera. Et voilà, ricetta svuotafrigo succosa e aromatica per affrontare [...]

[...] una lieve e passeggera nostalgia belgica, poi spazzata via dalla bella stagione: ormai è tempo di fragole e insalate variate… E per salutare l’arrivo delle vacanze, facciamo anche una piccola [...]

Torna ad inizio pagina
Torna alla homepage

Commenti

Sponsors in the kitchen

Le Creuset

Cavoletto is powered by

Guida a WordPress in italiano

Stats