
Una delle domande (anzi, già che ci penso, se ne avete altre, se volete potete scriverle
qui) che spesso tornano, negli incontri o le interviste – insieme a ‘ma chi la mangia tutta sta roba?’, ma a quello credo di aver ormai abbondantemente risposto :-) – è ‘ma qual è il tuo cibo preferito’? E solitamente rispondo che non ce l’ho un cibo preferito, ed è la verità: insomma il mio cibo preferito cambia con i giorni, gli umori, le stagioni, i mood, il colore delle foglie sugli alberi, gli equinossi, il sapore del vento e la migrazione delle oche selvatiche, che ne so… Beh ecco, tanto per essere perfettamente coerente, volevo annunciare che la cosa più buona al mondo (o almeno almeno la cosa più buona al mondo di questi ultimi 5 giorni :-) sono i gamberoni saltati con burro aglio e peperoncino. Yep, proprio così.
Ovviamente come al solito, dietro a questi gamberoni ci sono robe di proustiana memoria : caso vuole che mia nonna preparasse una insalata di
langoustines proprio procedendo in questo modo, e che comunque in linea di massima, la sua essendo una cucina bruxellese, le carni (e i crostacei :) li cuoceva in padella con burro (pardon,
beurre de ferme), aglio e una giusta dosi di pepe nero, e che questi ingredienti messi insieme springionano un aromino molto preciso e molto inequivocabilmente associato alla sua casa, esattamente come la cioccolata calda o il tè al gelsomino, tutte cose di cui ho già avuto modo di parlare per estesissimo in episodi precedenti. E poi non so nemmeno se la cosa più deliziosa sono stati i gamberoni stessi o semplicemente il fatto di aver casualmente cucinato una cosa che mi riportasse in altri tempi… A meno che non fosse l’insalatina per intera, insieme croccante, morbida, dolce, fresca, acidula e piccantina, per niente noiosa, esattamente come dovrebbero essere, almeno per me, sempre… :-)
ps. aoooo! vi rimangono esattamente due giorni per mandarmi la vostra partecipazione alla festa del cavoloooo!!!! :-)))
Insalata di gamberoni con avocado e mango, the ricetta: Sgusciare 4 gamberoni a persona, eliminare il budello dorsale e farlo saltare per pochi minuti in padella con una noce di burro, una piccola presa di peperoncino macinato grossolanamente e un’idea di aglio finemente tritata. Preparare le insalate disponendo su ogni piatto una manciata di spinacini freschi, delle fettine sottili di avocado e mango (quando li tagliate versateci qualche goccia di limone), e di cipolla rossa dolce. Aggiungere i gamberoni. Finire con un filo di succo di arancia, un cucchiaino di olio di sesamo, un po’ di sale e, volendo, pochissimo peperoncino.
28 giugno 2010 alle 8:24
Mamma mia Sigrid…quanti ricordi nelle tue ricette…
28 giugno 2010 alle 8:26
adotterò la tua ricetta proustiana per il prossimo pranzetto estivo, estivo vero.
buona settimana a te!
nina
28 giugno 2010 alle 8:31
“Chi mangia tutta sta roba?” Ma la mia dolce metà che orma non è più la mia metà, ma il doppio di me.:)Il mio cibo preferito? Leggero come l’aria fritta. No, in realtà anch’io amo i cibi di stagione e in base all’umore.
Un abbraccio
28 giugno 2010 alle 8:45
Adoro le insalate così colorate e divertenti!
28 giugno 2010 alle 8:52
Un bel piatto estivo per inaugurare l’estate che speriamo arrivi presto….
brava Sigrid…
28 giugno 2010 alle 9:04
anche a me questa ricetta ispira il dolce ricordo di mia nonna, che aveva piantato un nocciolo germogliato di avocado nel suo giardino sul mare, per poi riuscire a mangiarne i frutti solo 23 anni dopo!
me la raccontava sempre questa storia ogni volta che andavo al mare da lei e si andava a cogliere la frutta dagli alberi, a lei l’avocado piaceva semplicemente spaccato in due con un pizzico di sale di camargue e del succo di limone, mangiato così, col cucchino..
28 giugno 2010 alle 9:18
meglio, molto meglio delle madeleines!
ps: partecipazione inviata. ieri.
28 giugno 2010 alle 9:19
fa-vo-lo-sa!!
questa la devo provare !!
buon lunedi a tutti!
28 giugno 2010 alle 9:30
Io invece di piatti preferiti non ne ho uno ma TANTI!!! E i gamberoni ovviamente sono nella lista! Ma a cuocerli in padella con burro, aglio e peperonciano non ci avevo mai pensato! Sembrano proprio buonissimi!
28 giugno 2010 alle 9:36
Veramente una buona idea quella di saltare i gamberi nel burro: presto li proverò così!
28 giugno 2010 alle 9:52
Proprio quello che mi ci vuole in questo periodo: un pasto freschissimo, originale e senza carne (n.b. non sono vegetariana ma ultimamente sono stata costretta dalla mamma del mio ragazzo a mandar giù tanta di quell’ -ottima- carne da non poterne davvero più. Cercasi disperatamente ricettine light e disintossicanti!).
28 giugno 2010 alle 9:57
Gran bel piatto, fotografato molto bene, ma mai sentito parlare di cucina a km zero?
28 giugno 2010 alle 9:59
@baldassare: euh, no, e cos’è? :-D
28 giugno 2010 alle 10:01
Bell’insalata, fresca!! Stasera pubblico la mia ricetta per la partecipazione al tuo contest (gamberi anch’io).
Buona giornata
28 giugno 2010 alle 10:43
Gamberoni nel burro????proprio mai fatto!!!!
Ma c’è sempre una prima volta.. :)
28 giugno 2010 alle 10:56
io adooooooro il mango!!!!e l’accoppiata avocado e gamberoni mi fa impazzire e da quando ho trovato avocadi che vengono dalla sicilia mi sento anche meno in colpa sul discorso km0!!!!!!
28 giugno 2010 alle 11:37
Concordo in pieno con te! Ti dirò che quando ero incinta, la prima volta, ero andata in tilt per i gamberoni sale e pepe e tanto tanto aglio…cucinati in un ristorante cinese piccolissimo.
Un feticcio che ancora ricordo con una certa salivazione;)
28 giugno 2010 alle 11:45
@baldassarre Ma proprio non si può magiare quello che ci pare ! Allora restiamo fermi al nostro orto e non avremo mai occasione di conoscere profumi e sapori diversi. Smettiamo anche di viaggiare così facciamo volare meno aerei, ma che vantaggio c’è a vivere nel 2010!
28 giugno 2010 alle 12:01
mi piace! sostituirò spinaci con basilico, confermo cipolla di tropea tenuta un poì a mollo in H2O fredda e aceto per scaricare il forte, elimino il mango e sostituisco peperoncino con pepe di sechuan e polvere d’arancia.
28 giugno 2010 alle 12:04
Che buona! l’avocado è una delle cose che mi piace di più in insalata, poi con questo caldo un’insalatina così ci vuole ;-)
28 giugno 2010 alle 12:05
Gamberoni+avocado= (x me) reminiscenze anni 80!! mi piace molto l’idea di abbinare due cibi che a loro modo hanno una sensuale burrosità.. stemperata dal succo d’arancia!
@Baldassarre la cucina a km zero è interessante e preferibile, quando possibile, ma oggettivamente nasconde qualche limite, soprattutto per chi vive in città e non in campagna :)) non trovi? E poi bisogna anche capire cosa intendi per km zero visto che, ad esempio, i pomodorini prodotti in Sicilia, nel ragusano, per arrivare sulle tavole dei catanesi si sciroppano più di 100km…dovrebbero mangiarli solo a Ragusa???
28 giugno 2010 alle 12:46
sono una fan del burro. Con i gamberi e le vongole in particolare. Va be’, che te lo dico a fare?! Tanto lo sapevi già di tuo. Uno non cresce in Belgio mica per niente…
28 giugno 2010 alle 12:49
Ovvia, la segno e la provo, io impazzisco per l’avocado e devo ancora provare la combinata con i gamberoni!
La ricetta del cavolo arriverà sul filo del rasoio mercoledì, per il momento è stata fatta, fotografata e mangiata, devo solo scrivere il post! :D
28 giugno 2010 alle 12:52
CHe bontà!
Proverò quest’ abbinamento!
Io ho fatto un insalata simile con i gamberi con papaya e semi di sesamo:
http://paprikapaprika.blogspot.com/2010/05/only-5-ingerdients-insalata-di-papaya-e.html
Ciao!
28 giugno 2010 alle 13:05
Proprio oggi si discuteva in casa sull’avocado! Come mangiarlo senza continuare a mangiarlo come sempre? (ovvero tagliato a metà e condito all’interno con olio senape sale e un pizzico d’aceto) Ed ecco qui la soluzione semplice e già testata dalla nostra magica Sigrid! A proposito, Sigrid, proprio ieri ti ho pensato perchè su Velvet (mensile se non erro di Repubblica) c’è un super articolone sul Belgio e su quanto valga la pena di fare subito un giretto da quelle parti.. In realtà dopo il tuo servizio fotografico ne avevamo già la certezza! Per la festa del cavolo un vero peccato ma non riusciamo a partecipare, speriamo nel prossimo evento!
28 giugno 2010 alle 13:34
Buonaaaaaaaaaaa!
I gamberi saltati con il burro proprio mi mancano, devo assolutamente provarli!
sissisi, assolutamente una cosa freschissima!
(Oggi anche quassù in “alta montagna” abbiamo raggiunto i 26 gradi….)
28 giugno 2010 alle 13:39
scusami…non riesco a mandarti la richiesta d’amicizia su facebook per partecipare alla “festa del cavolo”, puoi mandarmi il link?
grazie mille
Chiara
p.s. questa insalata è favolosa ;)
28 giugno 2010 alle 14:11
Non solo quest’insalta è esattamente quello che ci vuole, colorata, fresca…ma adoro l’ultima frase del post sul concetto d’insalata, quasi un approccio alla vita ;-)
Buon inizio settimana a tutti!
28 giugno 2010 alle 14:35
Fraicheur, verdure, ambiance maritime. Tout y est. Vive l’été!
28 giugno 2010 alle 15:10
ma come mai i miei avodado sono sempre un po’ nerini? di la verità quelli della foto erano immangiabili da quanto erano acerbi!
28 giugno 2010 alle 15:44
Gamberoni di Mar del Plata: un motivo per visitare, vivire e stare in Argentina..e ti senti pure un po’ 0km…(dai un 500 km solo, Baires.Mar del Plata). Gli avocados te li vendono per strada, del tipo: sei in via condotti e c’e’ l’omino con il cesto che te li vende. Il mango si trova, il burro e’ delle vacche argentine, il peperoncino me lo sono portato..insomma ho tutto…adesso pero’ devo lavorare per la festa del cavolo…Besos..
28 giugno 2010 alle 16:06
ottima questa ricetta!!!!!!iio adoro il mango!!
28 giugno 2010 alle 16:12
@Sigrid
km 0 ou locavore:dernière espèce en date et la plus intéressante. Il mange de tout,viande,poisson,légumes,produits laitiers,tant qu’ils sont issus de fermes locales,situées à moins de 100 kilomètres de son lieu de résidence.
Après le végétarien,le végétalien e le crudivore voilà les locavores,une nouvelle tribu d’écologistes….ma tu sapevi già tutto,vero?
28 giugno 2010 alle 16:47
fatta oggi a pranzo :-))))
@ Glu.fri
voglio troppo venire a Buenos Aires!
28 giugno 2010 alle 17:39
Sigrid,
hai catturato i colori dell’estate! Questa è foto è stupenda…
28 giugno 2010 alle 18:07
@ Gian dei Brughi @ glu.fri: ciao simo ciao isa! fatta pur’io oggi a pranzo, anche se monca (causa carenza manghi nei pressi!). besoooooo
28 giugno 2010 alle 18:56
@Gian de Brughi: ti aspetto…ti porto a immaginare la casa di Borges…vedi di convincere Sigrid. Baci
28 giugno 2010 alle 20:45
Un’ottima insalata per l’estate. Ciao Daniela.
28 giugno 2010 alle 22:28
@baldassarre
hai visto? mia nonna 30 anni fa cucinava già a km 0, con gli avocado del suo giardino… l’ho sempre detto… l’era troppo avanti!!!
28 giugno 2010 alle 23:00
Burro gamberi e profumo di ricordi!
Certo che il burro quando cuoce emana un profumo così caldo ed avvolgente da rimanere impresso per sempre..e che dire del suo profumo di nocciola quando scurisce.
Ma insieme all’insalata fresca non rientra nei miei accordi estivi invece con mango cipolla ed agrumi credo proprio che potrebbe diventare una ricettina cult!
28 giugno 2010 alle 23:25
ho letto avocado e mango..Sigrid ma che ne pensi della spesa Km zero??
28 giugno 2010 alle 23:54
@nadia
il km 0 non prevede il ‘tutti a casa propria con il loro orto’. diciamo che secondo me può rientrare in una politica di commercio critico, assieme ai GAS (gruppi di acquisto solidale) e al commercio equo.
il punto è, invece di far viaggiare i prodotti perchè non li mangi quando sei sul posto?
vuoi mettere..un mango in malesia? o in sicilia, dove lo producono..
29 giugno 2010 alle 7:31
aglio e burro è uno di quei sapori nella mente di Dio (per citare Mara) ma soprattutto il profumo per me più appetitoso e che io possa focalizzare nella memoria olfattiva ….uh quanto mi garba!
29 giugno 2010 alle 10:35
@bam bu Sono d’accordo. Va benissimo non mangiare in Italia i pomodori cinesi e non mangiare in Malesia gli spaghetti italiani. Questo è Km 0. E se c’è un mango locale ben venga. Ma decidere di non mangiare prodotti non locali che non possono essere prodotti in loco trovo sia segno di ottusità. Quante volte anche in questo spazio si è parlato di miso (solo per fare un esempio) o di altri prodotti di importazione, certo meglio se lo mangio in Giappone, ma se non ci posso andare perchè negarsi la possibilità di conoscere sapori diversi. Ciò vorrebbe anche dire negare a tutti gli stranieri che vivono in Italia di poter mangiare oltre al buonissimo cibo italiano anche cibi che sono della loro tradizione.
29 giugno 2010 alle 13:55
Ah, Proustian memory-related dishes- and those too, from your grandmother, how beautiful. I, too find it hard to pick one particular cuisine which I love, it depends on the season, the time, the people, the place. Love your prawn salad- it’s gorgeous- as all the things you make always are. xxx shayma
29 giugno 2010 alle 14:09
Non ci posso credere che proprio qui, per una ricetta che cita prodotti meno “tradizionali” qualcuno si senta subito autorizzato a fare la morale.
Il cibo è cultura, e qualche volta, è bello poter assaggiare culture diverse.
L’integralismo alimentare è insopportabile, come tutti gli integralismi/integralisti.
Non dico che i commenti a un blog non possano anche essere critici, ma non sopporto chi si elegge paladino della morale.
Senza contare che i moralisti poi nascondono sempre qualche lirvore e qualche pecca più grossa degli altri…qualche frutto proibito nell’armadio bam bu? Già lo pseudo…
29 giugno 2010 alle 17:39
@ Vale e Glu.fri
Ciao amiche !!!! :-)
Glu, guarda che ti prendo in parola eh :-) il tempo di sistemare un po’ di scadenze lavorative improrogabili (un paio di anni, ahimé, temo che ci vorranno tutti…)e poi vengo davvero a trovarti a Buenos Aires !
29 giugno 2010 alle 18:41
@ glu.fri: posso anch’io, vero?!
29 giugno 2010 alle 19:51
@nadia
Hai perfettamente ragione, non intendo dire che si devono mangiare solo prodotti locali, anche perchè sono una che adora cous cous, miso e cucina indiana..e che non può permettersi di viaggiare così tanto!
la mia era solo una considerazione sul km 0, che secondo me è più facilmente attuabile di quanto si pensi..
sono stati il mango e l’avocado a farmi pensare ma in realtà non è su questi prodotti che ci si deve fermare a riflettere. Sono i pomodori e le arance della Spagna, le ciliegie dal Sudamerica, il tonno in scatola dall’Ecuador,le mozzarelle tedesche…tutte cose che si trovano anche prodotte localmente e se non proprio a 0 km nella stessa regione o nazione.
@zazie…nessuna morale, la mia era una domanda a Sigrid riguardo al km 0, dopo aver postato il commento mi sono letta quelli precedenti e ho visto che se ne era già parlato, quindi dicevo la mia a riguardo.
Puoi mangiare quello che ti va! ma in un’idea globale considera comunque questi aspetti di ‘commercio critico’, che secondo me non fa male a nessuno.
Frutta e verdura locali li trovi al mercato rionale, i coltivatori diretti vengono dalla campagna alla città per venderli!
E quindi nessun frutto proibito nell’armadio, solo vestiti.. e qualche uomo :)
30 giugno 2010 alle 1:11
Sigrid,non è la solita …sviolinata…ho trovata questa pagina…in casa RAI ! su Rai tv replay ! Complimenti .
30 giugno 2010 alle 8:04
Mi trovo perfettamente d’accordo con Bam bu, poi se ci riguardiamo i post giapponesi di Sigrid, lei stessa parla di prodotti non autoctoni che non compaiono per niente sulle tavole e nei mercati del sole levante. Allora ci siamo tutti sdilinquiti nell’approvare tutto. Quindi due pesi e due misure?
30 giugno 2010 alle 9:24
che buona Sigrid!!!!!! Che idea! Grazieeeeeeeeee
30 giugno 2010 alle 10:04
@bambu, puntovirgola & co… Certe volte mi sembra proprio inutile discutere :-) Credo che tassare questo blog di selvaggio comportamento globalista sia semplicemente il segno di non essere poi tanto attento visto che credo che il 95% degli ingredienti che transitano nel mio frigo sono locali. Poi una volta uno prendo un mango e un avocado e apriticielo… Mi sembra un estremismo, e a me gli estremismi non piacciono. Cioè mi piacciono anche ma quando hanno del senso, tipo che io non mangio tonno. Mai. Ecco, questo è un estremismo che mi piace, e in cui credo. E credo anche nella stagionalità e nei prodotti artigianali ma da li a autovietarsi quei due mango all’anno, e qualsiasi altro prodotto che non sia rigorosamente prodotto sul suolo italiano (scusate, ma lo sapete si che oltre i tre quarti della roba che usiamo – non parlo di cibo – viene dalla cina?), scusatemi che ce ne passa… :-) Anyway, ognuno la pensa come crede :-)
30 giugno 2010 alle 10:18
A chi può interessare, e per chi non lo sa già, esistono ottimi manghi avocadi banane ananas del commercio equo e solidale.
30 giugno 2010 alle 10:21
Bambù,Puntoevirgola&Co…
ma come osate scrivere queste cose su questo blog?
Sul blog di una che cambia gusti secondo il mood e gli equinoSSi e la migrazione delle oche selvatiche?
Sfigrid non deve MAI essere messa in discussione.
La prossima volta,se proprio volete,potreste scrivere qualcosa tipo:”OMMIODDIOOOOOOOO,i gamberooniii,buonissimissimissimissimissimi”
Questi sono commenti bene accetti!!!
30 giugno 2010 alle 10:28
Se c’è qualcun’altro che stamattina ha urgente bisogno di farsi passare i nervi, prego, il servizio punching ball è aperto… :-)
30 giugno 2010 alle 10:38
Scusate se mi intrometto, ma credo che internet sia una cosa fantastica perchè ognuno, comodamente seduto sul divano o alla propria scrivania, possa trovare ciò che gli piace. Se non vi piace Sigrid, ciò che propone o il suo modo di essere, perchè continuate a frequentare il blog? Per carità, un confronto serio e costruttivo credo sia piacevole per tutti, ma i commenti aciduli e cattivelli credo siano poco rispettosi.
Ecco, scusate l’intromissione.
30 giugno 2010 alle 11:04
Questa volta eviterò ironie gratuite;
Domanda:”Sigrid,ma che ne pensi dei km zero?”
Risposta n°1:”In linea di massima sono daccordo,infatti il 95% per cento dei prodotti che transitano nel mio frigo sono locali…però ogni tanto mi piace utilizzare un mango o un avocado perchè a me gli estremismi non piacciono;d’altronde,a pensarci bene,tre quarti della roba che usiamo(e non parlo di cibo)proviene dalla Cina.Ci avevate pensato?
Risposta n°2….quella che hai dato tu.
La domanda ti era stata posta in modo semplice ed educato,senza attaccarti,senza offese.
Nessuno aveva parlato di “selvaggio comportamento globalista”…lo hai fatto tu.
30 giugno 2010 alle 11:08
@ fulviaeffe. NO CHE NON TI SCUSO. Il non poter commentare senza sucitare un vespaio, mi sembra a dir poco assurdo. La padrona di casa e il suo seguito dovrebbe accettare anche i suggerimenti. A volte ovvi e non all’altezza di tanta conoscenza.
30 giugno 2010 alle 11:22
@puntoevirgola, dico la verità non mi riferivo al tuo commento. Io sono assolutamente d’accordo allo scambio di idee, ai suggerimenti ed alle critiche. Ciò che non trovo giusto sono i toni che vengono a volte usati (non solo su questo blog). Lo scambio di idee ed opinioni è la base della nostra società e quindi è giusto discutere. Ecco, solo i toni a volte trovo siano esagerati. Con questo concludo, non era il caso del tuo post (almeno per me).
30 giugno 2010 alle 11:36
Aciduli e piccantini oggi eh? In tono con la ricetta…
30 giugno 2010 alle 12:27
@ tritacarne e tutte le altre
a me ’sta ricetta è piaciuta proprio tanto e me la rifaccio anche oggi :-P
30 giugno 2010 alle 12:46
@gian dei brughi: yeah, ti stimo ma sei sempre dal pescivendolo?!
30 giugno 2010 alle 12:57
@Gian dei Brughi: anch’io bisso stasera e pazienza se per comprare i manghi devo fare 10 km in macchina per arrivare ad un ipermercato ;)pareggerò nel week-end con i pomodori de mio orto ;))
30 giugno 2010 alle 13:07
Diciamoci la verita’. Sigrid non e’ abituata alle critiche, e’ abituata ad essere adulata, ammirata e lo spazio per i commenti nel suo blog serve piu’ che altro da ricettacolo di complimenti e osannamenti vari ;-) A chi dissente o osa esprimere la minima critica viene gentilmente consigliato in maniera implicita di andare a pascolare su altri blog. Alle critiche ci pensa comunque il suo esercito di ammiratori – di cui faccio parte – tutti uniti a difenderla ;)). Adoro questo blog e lo consiglio sempre ai miei amici, ma ogni tanto un pelino di modestia o una anche piccolissima ammissione che il commento possa essere giusto ancora non l’ho mai letta ;)) Sigrid il tuo blog e’ uno spasso e sono preoccupato ultimamente dal diradarsi dei post, mi mancano la mattina! Ma ti prego, non te la prendere e accetta anche qualche critica costruttiva ogni tanto! ;)) (cospargo anch’io come Sigrid il mio testo con tanti smiley cosi’ attenuo l’impatto delle mie parole…!)
30 giugno 2010 alle 13:25
fa caldo eh, oggi… ?
30 giugno 2010 alle 13:40
Credo che il commento 58 di TANTACARNE esprima perfettamente la situazione, io e gli altri ‘moralisti e criticoni’ volevamo solo consultare la nostra imitata Sigrid su un argomento di cui si sente parlare negli ultimi tempi, la stessa domanda poteva essere posta come commento ad una pasta e fagioli, non c’entrano il mango e l’avocado..
A che serve un blog fornito di commenti se uno non può fare domande o esprimere il proprio parere? anche perchè mi sembra che nessuno abbia mai offeso la padrona di casa..
30 giugno 2010 alle 13:40
Il fait trop chaud pour travailler…Pulco, Pulco citron!!
30 giugno 2010 alle 13:49
49 bam bu “sono stati il mango e l’avocado a farmi pensare”
67 bam bu “la stessa domanda poteva essere posta come commento ad una pasta e fagioli, non c’entrano il mango e l’avocado..”
?
30 giugno 2010 alle 13:50
Te la ricordi Sigrid?! http://is.gd/d9SBN
30 giugno 2010 alle 13:53
…hai ragione Sigrid, fa proprio caldo oggi…!!!
30 giugno 2010 alle 14:02
@ vale
uh, beh, adesso che me lo dici, in effetti sì…
:-)
@ Giacomo e detrattori
ma che palle ! tutti a parlare di critiche “costruttive” di qua e di là, poi in raltà c’è sempre qualcuno (più o meno ogni due mesi circa) che se ne esce o con gli errori di italiano di Sigrid, o con il commento tipo “no troppa cucina giapponese/ no troppa cucina belga”, oppure che dice che Sigrid fa pubblicità occulta, oppure che se la tira perché ha pubblicato un libro… e insomma !!! io seguo questo blog da parecchio ormai e ti posso assicurare che ciclicamente c’è sempre la stessa sequenza di commenti tutti uguali. Poi le polemiche secondo me vanno benissimo e questo blog ne ha ospitate in passato di accesissime e molto interessanti (sui metodi di cottura, sulle bvarianti regionali…), ma che si monti “il caso dell’estate” sul fatto che Sigrid abbia usato un mango mi sembra francamente del tutto fuori luogo.
Ma li leggete davvero i post voi? Ma se si è parlato fino allo sfinimento qui di GAS, cassonetti-bio, mercati e consumo consapevole ! abbiamo persino disquisito una sera intera (me lo ricordo benissimo) se sia il caso di usare i guanti di plastica al super o no !!!
dai, insomma, venire a chiedere proprio a Sigrid se conosce i prodotti a Km 0 fa un po’ ridere, non trovi?
30 giugno 2010 alle 14:07
@Gian argomentazione perfetta! :-)
30 giugno 2010 alle 14:08
@ Sigrid 66 con questo fa caldo eh, oggi..? Hai preso il premio antipatia
30 giugno 2010 alle 14:10
@michel: (forse addirittura non ero nata… :-)) e questa scusa!? :-)
http://www.youtube.com/watch?v=GtK2LNqQ2Nc&NR=1
30 giugno 2010 alle 14:19
Mais elle est tout simplement extra!! merci!! Je ne la connaissait pas! Io conoscevo quella di “Orangina secouez moi, secouez moi”, ma questa e’ divina…Jean Pierre Plof (d’habitude chuis gros et j’ai les cheveux chauves…eh oui, Jean Pierre plof…) Dans le genre celle ci est un très grand classique de la pub, une toute bonne: http://is.gd/d9UlJ (probable tu la connaisse, pour moi c’est la meilleure!)
30 giugno 2010 alle 14:22
Non mais attend…”pour accompagner votre couscous béchamel”…mi era sfuggito! divina ;))
30 giugno 2010 alle 14:29
@Gian: ben detto! Direi che certe critiche stanno alla costruttività, come il mango e l’avocado al Km0.
30 giugno 2010 alle 14:42
Oggi, finalmente, ho comprato il Libro del Cavolo !!
Non vedo l’ora !! :-)
30 giugno 2010 alle 15:32
qulacuno mi dice se sono ancora in tempo per il concorso??
30 giugno 2010 alle 16:33
oddio, nemmeno si parlasse di salman rushdie e dei suoi versetti satanici ….si tratta solo di un’avocado ed un mango !!!
30 giugno 2010 alle 17:18
@ Lela, immaginavo che qualcuno mi facesse notare questa apparente contraddizione ma speravo, ingenuamente, che fosse chiara la differenza..sono stati il mango e l’avocado citati nella ricetta, assieme ad un servizio al telegiornale e mio papà che tornava con i sacchetti della spesa a farmi pensare ‘chissà cosa ne pensa Sigrid’. Allora ne approfitto e pongo la domanda (alla quale mi pare avesse risposto che non la conosceva- vedi @baldassare).punto e stop. il mio commento successivo era solo per chiarire cosa si intende per km0..
Per concludere: frequento questo blog da qualche mese, mi leggo volentieri i post, mi guardo le foto, rifaccio le ricette, pari pari oppure reinventate, l’unica cosa che non faccio di solito è leggere i commenti perchè li trovo sempre uguali: prima!; buonissima questa ricetta; in questo lunedi…ci voleva proprio;etc etc
non pensavo che una domanda, una riflessione e una critica potessero essere così poco ben volute..peccato!
30 giugno 2010 alle 18:51
In generale sono piuttosto integralista anch’io, nel senso che cerco di comprare a KM 0 il più possibile. Credo che Sigrid sia conscia di cosa sia il km 0 e trovo semplicemente inutile il dibattito: se è lei la destinataria delle “critiche costruttive”, temo che non costruiscano niente di nuovo. Se invece ci si riferisce ad altri commenti, beh, trovo che alcuni siano effettivamente discutibili, sia da un lato che dall’altro. A Pollenzo ci viene insegnata ogni giorno l’importanza della località e dell’alimentazione a basso impatto ambientale. Sicuramente ci sono cose molto più gravi di comprare un mango e un avocado due volte l’anno, tipo mangiare carne quasi tutti i giorni, per esempio.
Come ha detto qualcuno, è bello, ogni tanto, sperimentare gusti diversi ed è bello farlo a casa propria se non si ha la possibilità di andare in loco a provarli. Sottolineo sia l’OGNI TANTO che il BELLO. Da secoli esiste il concetto della “medietà”.
Ottima insalata, Sigrid, mi piacciono moltissimo i colori!! Mi suona così strano che sia un’insalata a scatenare l’effetto proustiano, di solito per molti è qualcosa che esce dal forno e che lievita!:) originale anche in questo, eh? ;) P.S: adoro la foto!
30 giugno 2010 alle 19:37
Allora ve lo dico io: sapete cos’è la spesa a km 0? Una boiata: protezionismo mascherato da ecologismo. Su internet c’è tanto materiale da togliersi la voglia. Cominciate con Bressanini. E andate avanti. E andate a insegnare la vostra lezione nei posti giusti. Qui si parla di cibo e di fotografia. Usate un pc fatto in Taiwan, un’auto fatta in Corea, un telefono giapponese e vestiti ovviamente cinesi, ma se dovete comprare 1 kg di frutta fate i moralisti!
Grazie Sigrid per l’ottima presentazione dell’ottima ricetta.
P.S. Perché niente tonno? Guarda che sta per finire…
30 giugno 2010 alle 20:34
@Gian concordo pienamente con tutti i tuoi commenti – felice che mi confermi anche tu di far parte dell’esercito che prende le difese. Ma non posso non concordare con bam bu che i commenti alla fine sono sempre uguali, più divertente quando si animano su qualche tema meritevole – e quelli nominati da Gian non lo sono assolutamente come dice giustamente. Trovo molto interessante la posizione di Ingrid sul tonno, radicale ma altamente difendibile e che ammiro (condivido in pieno la sua opinone ma ho difficolta a seguirla quando mi trovo davanti a un negi toro uramaki…) Ci riesco molto piu facilmente davanti a una scatoletta di Rio Mare! Comunque il concetto di food miles (km 0) e’ molto trattato nei paesi anglo sassoni anche perché non hanno la fortuna di avere in loco tutte le cose buone che abbiamo noi. @Landolfi, no, non e proprio una boiata comprare la rughetta del kenia danneggia parecchio non solo l’atmosfera ma anche le popolazioni locali che vivono di corsi d’acqua prosiugati perché dirottati per irrigare piantagioni non autoctone per servire noi.
30 giugno 2010 alle 20:36
errore ultima frase:
@Landolfi, no, non e proprio una boiata comprare roba locale: la rughetta del kenia danneggia parecchio non solo l’atmosfera ma anche le popolazioni locali che vivono di corsi d’acqua prosiugati perché dirottati per irrigare piantagioni non autoctone per servire noi.
30 giugno 2010 alle 22:41
@Giacomo: eh… pazienza. Sai quanti morti ci sono per il petrolio o per il tantalio e altri elementi che utilizziamo nell’elettronica? O quanti muoiono di fame perché invece del grano nei campi viene messa colza per farci il biodiesel? Il nostro peccato si chiama ricchezza e il loro povertà.
1 luglio 2010 alle 8:07
@ Landolfi Giusto, ma da qualche parte bisogna pur cominciare se vogliamo che le cose si aggiustino in qualche modo. Dovremmo fare come si fa in una famiglia, si comincia dalle piccole cose come spegnere le luci di troppo, non lasciare il rubinetto dell’acqua aperto, il riscaldamento troppo alto, non comprare macchinoni e via di seguito. Se ognuno di noi si prendesse a cuore la situazione, non solo a parole, perché siamo tutti bravissimi a parlare, un po’ meno a mettere in pratica le cose che diciamo forse…. chissà una cosa tira l’altra….. avremmo un mondo migliore?
1 luglio 2010 alle 9:24
Quoto in toto Giacomo!!!
E poi quando parliamo di “mescolare le uova” precisiamo che intendiamo “montare le uova” (vedi ricetta del clafoutis)…le ricette richiedono precisione.
1 luglio 2010 alle 10:15
@ bam bu et al. fautori del km 0.
Scusa bam bu se il mio commento aveva un tono antipatico, ho apprezzato la tua risposta e gli altri tuoi commenti ma non li ho condivisi.
Sono d’accordo con te che i commenti possano porre delle domande e essere critici.
però, alla rinfusa i miei pensieri:
1) questo blog ha sempre prestato attenzione a certe tematiche, km 0 incluso, per cui i commenti di esordio “Sigrid, hai mai sentito parlare di knm 0?”(baldassarre 13 et al.) non mi sono sembrati spunti di riflessioni coistruttivi, perchè in ogni caso la domanda era retorica o mal posta: Sigrid ne hai già parlato quindi la risposta sarebbe sì. ma non era questo lo scopo della domanda, giusto?
2)credo che sia sostenibile uno stile di vita in cui ci sia attenzione e responsabilità verso l’ambiente e le risorse, senza estremismi. Se possibile, si comprano cibi di produzione locale, si spengono le luci di troppo e si lasciano i SUV a quelli con il complesso di inferiorità; ma non credo che rinunciare in toto agli avocadi, o alle vacanze che prevedano un viaggio in aereo,ecc ecc, sia la strada giusta. Bisogna trovare il sottile equilibrio tra uno stile di vita sostenibile dal punto di vista dell’ambiente, e uno stile di vita sostenibile per noi. Io non l’ho ancora trovato, ma ci provo, ed è anche grazie ad alcune osservazioni della nostre ospite che a certe cose sto più attenta.
3) certi tag: km 0, prodotti bio, commercio equo solidale io non li apprezzo proprio. In molti casi sono slogan che si contraddicono mutualmente (il latte bio viaggia molto di più di quello proveniente dalla centrale del latte, almeno in certe città, se ci fate caso); il commercio equo-solidale in molti casi è, a dir poco, dubbio e la scarsissima qualità media dei prodotti così ottenuti è un invito allo spreco perchè sinonimo di “prodotto che finirà in pattumiera o che richiederà spirito di sacrificio per mangiarlo”. Gli slogan, io preferisco lasciarli ai politicanti avvezzi ai salotti TV, con poche idee e molte parole, e preferisco concentrarmi sui contenuti: il cibo, quello buono, che non si spreca, quello possibilmente di stagione, possibilemnte prodotto localmente, possibilmente privo di pesticidi e altre schifezze (a volte però necessarie), possibilmente a un prezzo sostenibile (per me), e possibilmente senza integralismi.
Scusate il papiro…
1 luglio 2010 alle 10:46
@ lm: scusa ma non afferro. la ricetta prevede di mescolare le uova, non di montarle: non era una svista, infatti il particolare è stato precisato da Sigrid.
1 luglio 2010 alle 11:24
che bella è questa foto!!!
1 luglio 2010 alle 11:27
@valentina_r
si valentina hai ragione, allora ti do un suggerimento non provarla, perderesti tempo…PS: tutte le altre ricette di clafoutis parlano di montare le uova…ci sarà un motivo ;-)
1 luglio 2010 alle 11:28
allora sono particolarmente fortunata perchè l’ho fatta e mi è venuta!! XD
1 luglio 2010 alle 11:37
Ciao Sigris, ciao a Tutti!
Avrei bisogno di chiederti una precisazione su di una ricetta riportata nel tuo libro, mi puoi far sapere se la domanda la devo fare qui? grazie mille!
Un bacione!
1 luglio 2010 alle 11:40
@valentina_r
XD??? mi prendi in giro??? triste!!!
1 luglio 2010 alle 11:57
@lm sbaglio o ti stai alterando per delle stupide uova?! sto seguendo con curiosità il dibattito: cosa c’è di triste in un ‘XD’? (anche tu hai messo una faccina) poi tra ‘mescolare’ e ‘montare’ è evidente ci sia differenza, per il clafoutis in particolare è probabile vadano bene entrambe, non mi pare il caso di insultare gratuitamente. questo è un blog di cucina, non il bar sport.
Comunque anche io ho provato il clafoutis con le uove ‘mescolate’ (dato che tante ricette portavano questa dicitura) ed è venuto ottimo.
1 luglio 2010 alle 12:03
@anna: Buongiorno! Certo, puoi fare qui tutte le domande che vuoi :-)
@lm: direi che più che montare le uova per il clafoutis c’è chi monta i bianchi, io come molti non lo faccio. Non ho ben capito quale sarebbe la mancanza di cura e/o il problema? :-)
1 luglio 2010 alle 12:33
ma nooo ma proprio ieri che ho postato il mio contributo alla festa del cavolo mi dovevate far incavolare il cavoletto? E che cavolo… quindi tutto compromesso perché chissà quanti cavoli aveva in testa ieri…
solo una postilla…senza polemica: non é con un piglio critico/negativo che si modificano le cose…se volete che la gente si interessi alla spesa a km O o al commercio equo e solidale e via dicendo, scendete dalla cattedra e condividete con gli altri i problemi che queste scelte pongono.
Non parlo tanto per farlo, sto creando un GAS in un paese che non é il mio, ho usato pannolini lavabili le mie bimbe e bla bla bla…. e sono la prima a dire che é difficile cambiare, ma ne vale la pena…
1 luglio 2010 alle 13:09
Vorrei segnalare che i prodotti acquistati presso questo negozio, li ho sempre trovati qualitativamente validi:
http://www.exaequo.bo.it/
Aggiungo che ritengo estremamente positivo comperare non solo prodotti bio e a Km 0 , ma anche prodotti che compatibili con le produzioni di ogni paese possano essere esportati
http://www.cospe.it/italiano/schedaProgetto.php?i=ai&p=1100
1 luglio 2010 alle 13:20
@pallina: ma no che non mi sono incavolata :-)) anzi, se posso, ti faccio i complimenti… :-) btw – e scusate l’orario e il luogo poco consoni :-) – hai mica provato questi?
http://www.etsy.com/listing/50550179/heavy-flow-starter-kit-moonpads-reusable?ref=sr_gallery_9&ga_search_query=washable+pads&ga_search_type=handmade&ga_page=&order=&includes=tags&includes=title
@lela invece mi fa giustamente pensare al fatto che il km 0 esclude a priori il commercio equosolidale… et comment c’est qu’on ferait alors?? Questo sì che mi sembra un ottimo spunto per discutere… :-)
1 luglio 2010 alle 13:34
Se posso dire la mia, alcuni anni fa (parecchi per la verità) mi piacevano i prodotti chiamiamoli esotici. Erano una ventata di novità. Ora, dopo che l’informazione ci ha fatto capire che sulle nostre tavole é meglio portare dei prodotti maturati al sole e sulle piante piuttosto che nelle stive delle navi etc. etc. preferisco di gran lunga i prodotti locali o quasi.
1 luglio 2010 alle 13:59
cia sigrid, forse se pubblichi una ricetta nuova (ma mi raccomando, ingredienti looocali!!!!!)l’insistenza sull’argomento si esaurirà!
comunque mango e avocado a me piacciono, e anche lo zenzero, per non parlare del cardamomo. non per questo li mangio tutti i santi giorni, come credo nessuno qui.
1 luglio 2010 alle 14:06
Bonjour Sigrid! j’ai adoré la pub que tu a envoyée a Michel, géniale! J’espère que tu as lu mon commentaire 61 dans la page du petit plat belge, tu m’as fait vivre de grandes émotions!
Domanda culinaria per passare alle cose serie: visto che una mia grande passione e’ il vitello tonnato e che per te il tonno e’ vietatissimo, hai mai pensato con cosa si potrebbe sostituirlo? Tipo cosa suggeriresti come ricetta estiva sostitutiva? Un vitello branzinato?! Ho provato a farlo solo con il sugo dell’arrosto (contenente soffritto all’italiana, acciughe) e mescolandolo con maionese e capperi ma non e proprio la stessa cosa…
1 luglio 2010 alle 14:22
@RH
Non credo di aver insultato nessuno!!!
1 luglio 2010 alle 15:50
In questi giorni a quanto leggo mi sono persa un bel dibattito via blog…spero sia tutto rientrato…cmq anche se non c’entra niente volevo dire che: TATAN ANCHE IO HO IL LIBRO DEL CAVOLO! eh lo so, è un po’ tardino…ma IO SONO FELICISSIMA!!! ho accolto il corriere con un mega sorriso!!! :-) ed ho potuto approfittare dello sconto, così anche se non ho partecipato al concorso ho pur sempre partecipato alla festa del cavolo!!! GRAZZZZZZIE!!!
1 luglio 2010 alle 16:02
Manco per un pò e che succede??? Non ci si scannerà mica per la cucina adesso vero? No perchè c’è già parecchio schifo nel mondo!!!
peace and love
Semplicemente ottima, freschissima ed equilibrata questa insalata, credo che, in particolar modo l’avocado ed il pesce, si sposino benissimo, grazie Sigrid!
Lisa
1 luglio 2010 alle 16:24
precisazioni:
1- equo e solidale e km0 non si escludono a priori, al negozio puoi trovare prevalentemente prodotti dall’altro capo del mondo ma anche la passata di pomodoro e l’olio della comunità/cooperativa sociale tal dei tali dalla toscana.
2- sul biologico invece c’è da fare distinzione..il latte, il burro, i dolci e quant’altro di confezionato al 95% proviene dalla germania, e allora si che il km0 va a farsi benedire.
Se avete voglia di leggere vi racconto la dinamica nella preparazione delle mie ricette, che per buona parte sono prese da questo blog ( dove si parla di presidi slow food, prodotti locali, internazionali, etc etc.. Denominatore comune: la qualità del cibo; a meno che il piatto non serva solo per la foto:) )
L’idea parte da un ingrediente che ho in casa e cerco una ricetta che lo contenga. Quello che mi manca lo vado a comprare considerando:
-se è biologico è più buono?
-questa frutta/verdura è di stagione? se no la ricetta si mette in lista d’attesa nella pagina dei preferiti.
-lo trovo al banco del mercato oppure devo andare al supermercato?
-spezie, e prodotti etnici li prendo all’equo e solidale.
- se dai giri in bici mio papà torna con delle uova da una fattoria tanto meglio.
Detto questo se un prodotto equo non mi piace non lo compro più, lo cercherò da un’ altra parte.
Se ho voglia di un frutto esotico mica prendo l’aereo, scendo all’interspar.
Tutto ciò per dire che avendo come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente, e il rispetto degli altri a questo mondo, cucino considerando la bontà del risultato finale, e per fortuna spesso queste cose si complementano e anzi si rafforzano.
p.s: qualcuno avrà da obiettare: e il tempo per farti i giri da un negozio all’altro??lo stesso che uso per frequentare i blog e dedicarmi alla cucina.
1 luglio 2010 alle 16:43
@Sigrid 101: siiii, ho appena iniziato a usarli (non proprio quelli ma simili) e sono una svolta non solo ecologica …per i pannolini dei miei figli, lo confesso, non ce l’ho fatta (lavoro tutto il giorno, pure i pannolini da lavare nooooooo).
Devo dire che anch’io appena ho letto il post ho pensato: ma chissà cosa ne pensa Sigrid del Km 0. Ma non per una critica, come molti sono interessata ad un tuo parere e per quanto mi riguarda credo sia proprio impossibile da attuare in maniera assoluta (e francamente mi chiedo anche quanto sia positivo per alcuni paesi decidere che non vuoi i loro prodotti. Io preferisco andare tutti i giorni al lavoro a piedi+mezzi pubblici e potermi concedere il lusso di usare della vera vaniglia, ad esempio, che non viene certamente coltivata in italia… La ricetta mi intriga e sicuramente la proverò presto. Mi dispiace tantissimo invece di non essere riuscita a partecipare al concorso ma tutti i miei libri, compreso il tuo (colpa del marito distratto), sono stati inscatolati per un trasloco e in più sono senza cucina…..ahhhhh
1 luglio 2010 alle 17:16
Grazie Sigrid!
Allora c’è una torta sul libro (scusa non mi ricordo bene il nome) con le prugne secche denocciolate. Allora tu prepari l’impasto e lo metti nella tegli, guardando la foto però mi sembra di vedere come una base (più alta che fa bordo) e poi un interno con le prugne. Per farla breve, sembra che la torta non venga versata in un unico passaggio nella teglia, ma che sia un “guscio” più l’interno… Mi spiego.. Scusate ma sto caldo è davvero devastante.. Spero di essermi spiegata Sigrid, praticamente chiedo se è corretta come da ricetta o viene fatta in due passaggi. GRAZIE! MUA! Anna
1 luglio 2010 alle 17:25
@Anna: ho capito, è il far breton :-) Comunque in realtà no, non c’è guscio, è proprio tutto un impasto unico versato in una volta nella teglia. L’effetto ‘guscio’ (che non c’è :-) con il bordo alto c’è solo perché causa uova il tutto in cottura si gonfia, poi raffreddando il dolce ci sgonfia e diventa compatto… tranne che per i bordi che a contatto della teglia un po’ se ne rimangono più alti :-)
1 luglio 2010 alle 17:30
@Enrico Interessante…vorrei sapere anch’io cosa ne pensa Sigrid della domanda sul vitello tonnato senza tonno! Curioso di cosa la sua creativita’ senza fine ci potrebbe proporre.
1 luglio 2010 alle 17:31
adoro i gamberi saltati in padella con l’aglio. non metto burro e ho sempre usato solo valeriana, zucchine, radicchio…adesso mi è venuta voglia di mango e avocado. e non li ho mai mangiati mai. e poi li proverò anche con l’ananas grigliata.
1 luglio 2010 alle 17:43
Grande Sigrid! 1° di tutto x aver capito cosa volevo dire!!!!!!!!!!!!
Grazie mille! Allora nel WE caldo permettendo, mi loancio in questo dolce, mi sembra super buono!
Baci e grazie ancora! A
1 luglio 2010 alle 17:43
@Anna 110 Provala, io l’ho fatta qualche giorno fa ed esce proprio uguale a quella delle foto…e il profumo del burro per casa, non ha prezzo!
1 luglio 2010 alle 17:45
@Chiara 115: Lunedi vi racconto se sono stata brava! Un bacione!
p.s. io il vitello tonnato lo faccio in versione tacchino tonnato, però sono curiosa anche io di sapere se Sigrid ha un idea nuova x la salsa tonnata non tonnata! Ciao
1 luglio 2010 alle 18:07
sissisi, se non lo avete vi consiglio anche “easyfinger”, altro libro di sigrid! A me è arrivato oggi! Ci sono cosine moooolto goderecce. Strutturato bene, suddiviso per stagioni. BRAVA SIGRID!
1 luglio 2010 alle 18:55
@Anna che buffo anch’io faccio il tacchino tonnato, ottimo! e anch’io curioso di sapere come Sigrid sostituirebbe il tonno – ma anche come lo farebbe in generale visto che è un ottimo piatto estivo potrebbe essere l’oggetto di un prossimo post!
1 luglio 2010 alle 19:10
ma lo sapete che la maio non ci andrebbe?? nella ricetta piemontese v.o., poi ognuno come vuole =)
1 luglio 2010 alle 20:16
@valentina mi interessa, quale sarebbe la ricetta piemontese originale? Sarebbe più leggero e delicato immagino..
1 luglio 2010 alle 20:52
uhm, il vitello tonnato all’antica (così lo chiamano) è – purtroppo – ancora un mistero per me, anche se l’ho mangiato spesso in diverse osterie piemontesi (Dai Saletta, Antiche sere etc.).
A meno che Sigrid non sappia già di cosa sto parlando, dovrei fare un po’ di ricerche per risponderti.
Intanto ti posso dire che viene sicuramente più leggero (e la delicatezza del girello è valorizzata) ma comunque molto cremoso =)
1 luglio 2010 alle 21:59
allora, sono andata a chiedere a chi ne sa più di me (e soprattutto ha comprovate origini piemontesi, il che non guasta ^_^) e mi hanno detto questo: la salsa del vitello tonnato è composta dal sugo di cottura del vitello, capperi e tuorli d’uovo sodi. Il tutto passato fino a farlo diventare una crema.
Bisogna provarci….
1 luglio 2010 alle 23:26
@valentina ma che cosa interessantissima! tuorli d’uova sode…non co avrei mai pensato, ma potresti avere da queste comprovate fonti la ricetta piemontese originale completa? Mi nasa molto bene! grazie (io nel sugo di cottura del vitello ci metto anche le acciughe e poi alla fine nella frullata ci metto i capperi – ma le uova sode non avevo mai pensato, in effetti dovrebbe dare la consistenza necessaria a renderlo ben cremoso)
2 luglio 2010 alle 0:16
la “fonte” (che poi sarebbe lo chef dei Saletta di cui sopra!) mi ha detto che cuoce il vitello come se fosse un arrosto “con verdure e tutto” e poi recupera il sughetto. Devo ammettere di essermi focalizzata sulla salsa più che sulla cottura della carne, quindi non ti so dire di più!
2 luglio 2010 alle 0:26
@Sigrid: non è specificato nella ricetta: ma i gamberi sono quelli buoni che vengono dall’Alaska, corretto?
2 luglio 2010 alle 0:46
@giulio: guarda, mi spiace, ma in questo momento non ricordo se erano scongelati dell’oceano indiano (il famoso epregiatissimo terroir FAO 51…) o se venivano dal lago vittoria, humm … :-))) (okay, qua finisce che mi faccio venire il prurito da sola: vippregooo viscongiurooo non comprare maieppoimaaaiiii pesci che vengono dall’altra parte del mondo, fin qui abbiamo scherzatooooo, questa qui è una questione seriaaaaaa :-)))
2 luglio 2010 alle 1:04
Questo blog fa schifo, Sigrid è brutta sporca e antipatica, e io ci vengo solo perché sono masochista. Per di più io sono vegetariana e quindi tutte ste cose proprio non mi interessano. A proposito, visto che per ovvi motivi non mangio il vitello tonnato (a casa mia si chiamava vitel tonné), qualcuno mi saprebbe consigliare come fare la soia soiata (o soia soié), magari a km 0 con la soia coltivata sul balcone del mio vicino di casa (che pero’ è cinese, significa che sarebbe soia cinese?)?
2 luglio 2010 alle 1:11
P.S.:@Michel Pulco pulco pulco citrooon me la ricordavo, come orangina secouz moi secouez moi, le altre no. Ma oasis oasis oh! oasis oasis ah! mais ques tu bois doudou dis-donc… ? :-)
2 luglio 2010 alle 4:15
@donatella ma certo che me la ricordo! a questo punto c’e anche “couscous garbit, c’est bon comme la-bas dis” e gini invece come faceva? certo che anche in casa mia si chiamava vitel tonne’ ma e’ normale perche’ trattasi di un piatto piemontese e il dialetto li ha una forte componente francese ;)
2 luglio 2010 alle 8:31
@Anna io l’altro giorno ho fatto il tacchino tonnato e ho una verzione light anche della tonnatura! ho frullato il tonno con dello yogurt greco, sale, qualche cappero! beh ottimo, se ti può interessare
2 luglio 2010 alle 10:11
enrico
perché non provi un “vitello vitellato”? cioè, la salsa invece che con il tonno la fai col dei bocconcini di vitello fatti saltare in padella con un po’ di burro, qualche foglia di salvia e un pezzetto di rosmarino e uno spicchio d’aglio, che poi elimini, sale e pepe una sfumata di vino bianco secco.
Quando sono cotti, trasferisci il tutto nel frullatore, aggiungi i capperi, le acciughe, qualche erbetta fresca, qualche cucchiaio di maionese e frulli finché non diventa una salsina della giusta consistenza..
così il tonno è salvo e il vitello vitellato anche! (io però l’anno scorso ho fatto scorta di tonno delle tonnare di carloforte… pure quello non si deve comprare????)
concordo assolutamente con sigrid sul pesce d’importazione, soprattutto il pesce persico di provenienza africana, per non parlare di qello decongelato causa di moltissimi casi di intossicazione (dato che non è possibile verficare se sia stata matenuta o meno la catena del freddo)
2 luglio 2010 alle 10:23
@donatella: certo che alla BarbarellaT l’hai educata bene eh… perché scusa, se prendiamo la sua ricetta del suo vitello vitellato di qui sopra, sostituiamo i bocconcini di vitello con le tue adorate bistecchine di soia, e voilà, soia soiata pour Madame… :-)) ps. e comunque quoto in tutto ciò che hai scritto XD
@barbara: probabile che non avrei neanche molto da ridire contro l’acquisto in tonnara, quello che mi fa girare un pochino le scatole è il lato modaiolo del tonno, per cui i ristoratori prendono sotto banco anche i tonnetti piccoli quando di grandi non ce ne sono perché ‘la gente vuole mangiare tonno’ (oltre ovviamente al business mondiale e comunque, c’è poco da ffa, è la legge dell’offerta e della domanda, e in più ormai sono gli africani a pescare il tonno,insomma, avvoglia di regolamentazioni europee). Brutta brutta cosa. Ovviamente, e poi la finisco con il quarto d’ora di catechismo, il tonno in scatola non ne parliamo neanche…
@donatella bis: per la soia del terrazzo del vicino di casa cinese, dipende; il tuo vicino ce l’ha la tessera della condotta slowfood ostia?? :-))
@valentina: sorry ma pur essendo affezionata al Piemonte, io e il vitel tonné siamo, come dire, due mondi lontani…. :-)
2 luglio 2010 alle 10:25
@Sigrid: io credo sia importante vedere anche qual’è il danno ecologico che proviene dal consumare un certo prodotto, per esempio pescare un pesce nel mediterraneo e quale pesce.
Il tonno sta scomparendo dal mediterraneo per la pesca indiscriminata che si è fatta in questi anni. I pescherecci giapponesi continuano la mattanza nel mediterraneo con giapponese efficienza. Quindi il tonno al ristorante o in pescheria sarebbe meglio abbandonarlo per un pò, anche se siamo in vacanza a Lampedusa. Io lo sto facendo da due-tre anni e vivo benissimo senza. Se qualcuno ha provato a fare un immersione davanti al promontorio di portofino (da undici anni riserva naturale) sarà rimasto stupito di vedere come dovrebbe essere il fondo del mediterraneo con decine di cernie, aragoste, dentici visto che al di fuori della riserva c’è il deserto più totale. Per questo il km zero o il commercio equo-solidale (che si contraddicono per definizione – ovviamente) sono degli slogan politici con tutti i limiti delle ideologie.
Da un punto di vista ecologico è peggio pescare gli ultimi dodici scampi di Sestri Levante o inventarsi un piatto con del merluzzo pescato nel mare del Nord che oggi è oggettivamente meno a rischio di estinzione? Il problema è complesso, le ideologie e gli integralismi sono generalmente stupidi e pericolosi. Finora nessuna astrazione politica è risultata migliore dell’uso del buon senso nel guidare le scelte di ogni giorno.
Semplicemente ognuno di noi dovrebbe chiedersi se un certo comportamento è sostenibile sul lungo periodo e adeguare il comportamento di conseguenza. Quindi non Mango e Avocado pranzo e cena per tutto l’anno (cheppalle!) ma una volta ogni tanto è sicuramente sostenibile dal pianeta.
Ma purtroppo le posizioni integraliste ed eccessivamente politiche limitano la diffusione di questa merce rara che è il buon senso, creano degli schieramenti, allontanano le persone e creano un’elite di integralisti che se la raccontano. My two cents.
2 luglio 2010 alle 10:30
@giulio: fattelo dire, tu e i tuoi cents sempre equilibrati e sensibili ci mancavate tanto :-)
2 luglio 2010 alle 10:45
Ho letto che alcuni tra di voi vorrebbero recarsi in Belgio, sperando di fare cosa gradita vi segnalo questo concorso di poesia,
organizzato dall’Associazione culturale Bologna Bruxelles A/R Il premio è un viaggio a Bruges per 2 persone con 3 pernottamenti
Il tema è l’acqua
Regolamento completo sul sito
http://www.bolognabruxelles.com
ciao
2 luglio 2010 alle 10:50
E’ arrivato il “Libro del Cavolo”. Direte “era ora”. Gli dedicherò il mio weekend. Sarò in ottima compagnia!
2 luglio 2010 alle 11:20
Vi mando anche questo link su km 0 e commercio equo
http://www.altromercato.it/it/equospazio/blogs/pillole/equo_km_0
2 luglio 2010 alle 11:26
@grazie lele, infatti, giustissima la riflession che linki, un invito cmq a non coltivare estremismi anche :-) (e poi sarà ma mi fa piacere anche continuare a comprare, per dire, ogni tanto, questo…
http://www.altromercato.it/it/prodotti/ALI/A06/114/531/000205 )
2 luglio 2010 alle 11:48
@Michel: ah, le couscous garbit avec l’accent pied noir! Ma a questo punto ci vuole anche la mère Denis, ah ça c’est sur ça!. Gini non ricordo, ricordo canada dry, il a la couleur de l’alcol, il ressemble a de l’alcol, mais ce n’est pas de l’alcol.
@Sigrid: per la soia soiata forse potrei integrare alla rivisitazione del vitel vitellé di barbarellaT l’idea di non so più chi delle uova sode tritate… E altro che la tessera della condotta slowfood, in questo quartiere c’è solo la condotta sfrenata.
2 luglio 2010 alle 15:28
@CHIARA VR: grazie mille! Via doro con questo consigli!
Un bacione a tutti efate buon WE!
6 luglio 2010 alle 11:12
Sigrid, scusa ma ero ARROOOMMAAAA (ok lo ammetto, ho prodotto una valanga di CO2…) e non ti ho letto…
CERTO che uso le MOONCUP e mi trovo.. benissimo!…(non entro nei dettagli che non mi sembra proprio il caso qui…) ;-)
6 luglio 2010 alle 11:18
ehm scusate sono stata affrettata, ho letto moon..e sono arrivata alle mie sbagliate conclusioni…ehm no moonpads mai ma mooncup si’!
http://www.mooncup.co.uk/