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Le polpette dolci di Maria

Posted By Sigrid On 07 ottobre 2010 @ 12:31 In carne, cucina vintage, sicilia, tradizioni d'italia | 49 Comments

Qualcuno chiedeva, nei comment all’ultimo post [1] dedicato in gran parte a Maria Grammatico e alla sua incredibile storia, se prima o poi avrei anche provato qualche ricette dal suo libro. Beh ecco: Si. Ma forse non quella che per prima vi sareste aspettata. E chiaramente prima o poi proverò a fare i genovesi secondo le sue indicazioni, e sicuramente sono anche molto attraenti alcune ricette semplici come quelle dei biscotti al latte, però ecco, per la verità, è un’altra ricetta che, leggendo, mi ha proprio colpita in pieno (la famosa sindrome del nooooo?-ma-questo-lo-devo-fare-subitoooo!, avete presente?) ed erano: le polpette dolci. Che sono delle polpette di carne però, sarà l’influenza araba, o un rimasuglio barocco, o vai a sapere, dentro hanno anche lo zucchero e la cannella… Intrigante no?? (e fra l’altro non è la prima volta che vengo irremediabilmente stregata dalle polpette [2] o polpettoni [3] altrui [4], dev’essere ‘na roba freudiana… :-). Vi riporto qui sotto il brano del libro che tanto mi aveva interpellato, si trova in una parte del racconto di Maria in cui lei ricorda il mangiare all’orfanotrofio (che la maggior parte dell’anno era una faccenda davvero triste, credetemi):

A Carnevale invece si mangiava la carne. Per Carnevale si faceva la domenica brodo, e il lunedì cuscus ma questa volta di carne. E il martedì si faceva lo stufato, fatto con polpette, le polpette dolci. Ad Erice si facevano le polpette dolci per l’Immacolata, e per Carnevale pure. In effetti mi piacciono. S’impastava in una madia perché eravamo assai e si metteva molta mollica di pane: noialtre lo facevamo con cinque chili di carne, e per lo meno ci mettevamo tre chili, tre chili e mezzo di mollica bianca, e un chilo di formaggio grattugiato. Poi si metteva zucchero, cannella, e mandorla abbrustolita, per lo meno duecento grammi ogni chilo di carne. E si impastavano con le uova. Poi si soffriggevano e si mettevano in mezzo alla salsa. Erano buonissime! Io non le ho mangiate più. Mandorla spellata – noialtre abbrustolivamo la mandorla e poi la macinavamo. Forse era la carne che aveva un altro sapore, non lo so. Certo che erano buonissima. Per Carnevale si facevano questa mangiate, basta.

tratto da Mandorle amare, di Maria Grammatico e Mary Tylor Simeti, Flaccovio editore [5]


E ditemi se dopo aver letto questo non vi viene la voglia di provare a farle quelle quasi mitiche polpette di 50 anni fa, intrise di mandorle tostate, di zucchero e di cannella… Certo, come spesso con le cose buone del passato, la Grammatico sembra intendere che oggi non hanno più quel sapore lì però, tutto sommato, io non le avevo assaggiate 50 anni fa quindi tanto delusa non potevo rimanere… Finendo poi di leggere il libro mi sono accorta che l’autrice, l’americana Mary Taylor Simeti (vive in Sicilia ed è lei ad aver pensato di raccogliere i racconti di Maria, come si capisce anche dal brano qui sopra, non è che la Grammaticò abbia scritto le sue memorie, ha semplicemente raccontato pezzi e stralci di vita e di ricordi, la Simeti ha raccolto, registrato, trascritto e riordinato, ecco), ha pensato di inserire fra le ricette del libro anche questa delle polpette dolci. Solo che a leggerne la ricetta, nel libro, non mi sembrava dovesse venire fuori una cosa tanto simile alla ricetta che ricordava la Grammatico: qui ad un tratto apparivano, nell’impasto, uvetta e pinoli (buonissimi per carità ma stranamente Maria non li menzionava, magari perché nelle polpette delle suore non c’erano), le mandorle non venivano tostate (quelle delle suore sì, lo abbiamo nel testo), e il rapporto mollica/carne non è lo stesso di quello menzionato da Maria (che poi per carità, quell’abbondanza di pane nelle polpette era probabilmente solo un trucchetto che le monache usavano per risparmiare la carne però, resta che quello che volevamo noi erano quelle polpette lì, cosi com’erano, con tutta la loro mollica quindi…).

Poi, tanto per scrupolo di completezza, sono andata poi a vedere La cucina siciliana [6] di Alba Allotta (Newton & Compton) per trovare sì una ricetta di polpette dolci, ma senza mandorle (né pinoli e uvetta), e dove l’unica ricetta di polpette, fra l’altro in agrodolce, con le mandorle, prevedeva che le mandorle fossero cosparse sulle polpette passate nel sugo, insomma, ci si andava vicino ma non erano loro. Ultimo giro di verifica presso Anna Gosetti della Salda: polpette dolci siciliane non pervenute. Il che fra parentesi non fa che rafforzare la nostre opinione secondo la quale si, Le ricette regionali italiane [7] è un libro stupendo, ma dal Lazio in giù l’autrice – la quale ricordo inizia il capitolo Lazio scrivendo, letteralmente, ‘la cucina romana non esiste’, ora non è che io sia spudoratamente fanatica della città in cui vivo, diciamo che ha i suoi diffetti, diciamo… ma questa mi sembra pur sempre una bella fesseria – forse, si è un po’ lasciata andare a una sua convinzione secondo la quale la cucina del centrosud fosse tutto sommato secondaria (sennò non vedo com’è che si sia perse cosi tante ricette per strada, e le polpette dolci sono solo l’ultima di una serie di cose buone interessanti e originarie del sud che in Gosetti non risultano :-P).

Vabbe, quindi, in sostanza, alla fine della fiera, ho cercato di seguire le indicazioni di Maria, sbirciando poi a destra e a sinistra per capire il dosaggio di ingredienti di cui lei non specifica le quantità (zucchero, cannella e uova). Quello che ne è venuto fuori non era troppo dolce, anzi erano polpette morbide morbide e profumose, che un pochino mi ricordavano il Marocco (beh, anche la pastilla marocchina viene generosamente condita con cannella e zucchero) ma che sopratutto non erano cosi dolci da scostarsi dall’idea del ’secondo di carne’. Insomma, la ricerca e la realizzazione sono state gradevoli, ma l’assaggio forse anche di più… :-)

Polpette di carne con mandorle tostate e cannella

carne tritata (misto vitello e manzo) 500g
pane secco (messo in ammollo nel latte e strizzato) 300g
pecorino grattuggiato (non romano) 70g
mandorle spellate 100g
zucchero 3 cucchiai
cannella 1-2 cucchiai
uova 2
olio per friggere
della salsa di pomodoro come preferite voi

Far tostare le mandorle in una padella antiaderente senza grassi finché non siano dorate, lasciarle raffreddare poi frullarle in modo da ottenere una farina piuttosto grosssolana. Impastare la carne con la mollica di pane, le mandorle, il formaggio, la cannella e lo zucchero, aggiungere infine le uova e amalgamare bene il tutto. Formare delle polpettine non troppo grandi, e farle friggere nell’olio bollente fino a quando non saranno dorate. Scolare su della carta da cucina. Infine, riscaldare la salsa di pomodoro (preparato con o senza cipolla e/o aglio, come preferite), e farci cuocere le polpette per una decina di minuti finché non siano ben cotte. Servire subito.


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[1] ultimo post: http://www.cavolettodibruxelles.it/2010/10/nuvole-pietre-e-mandorle-amare

[2] polpette: http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/03/las-albondigas-de-carmencita

[3] polpettoni: http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/10/il-polpettone-della-raffa

[4] altrui: http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/04/le-polpettine-della-nonna

[5] Flaccovio editore: http://www.flaccovio.com/index.php?content=bookdetail&id=73

[6] La cucina siciliana: http://www.lafeltrinelli.it/products/9788854121690/La_cucina_siciliana/Alba_Allotta.html?aut=187187&cat1=1

[7] Le ricette regionali italiane: http://www.lafeltrinelli.it/products/9788890021909/Le_ricette_regionali_italiane/Gosetti_della_Salda_Anna.html?prkw=gosetti&srch=1&Cerca.x=0&Cerca.y=0&cat1=1&prm=false