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Caviar d’algues

Tapenade de la mer, Tartare d’algues, Tartin’algues, Pesto marin, sono alcuni dei nomi che si usano, in giro, per qualificare le cremine più o meno analoghe a questa diella foto qui sopra. E con ‘in giro’ intendo in realtà la rete francese perché da ‘ste parti mi pare che siamo ancora molto poco familiari con la cucina delle alghe. In Francia invece, le alghe e il loro consumo sono piuttosto comuni, merito sia degli chefs che li hanno ampiamente sdoganati, che della Bretagna dove se ne producono a valanghe e della grande distribuzione che te le fa persino trovare fresche, in vaschette, fra il il granchio dell’atlantico e le ostriche belon. Eh, già, un’altro mondo… :-)) Resta che le alghe sono un capitolo interessante, mooolto interessante, del grande libro ‘cose di cui noi umani ci possiamo cibare’, perché contengono un’enorme quantità di minerali, in più sono ricche di proteine e di grassi insaturi e aiutano, fra le altre cose, a regolare la tiroide e a rinforzare le difese immunitari. Insomma, tutti argomenti ai quali prestare un’orecchio attento, anche quando non si è particolarmente fanatici della salute nel piatto :-)
piccolo aggiornamento: ieri, dopo aver pubblicato questa ricetta ho ricevuto una mail entusiasta da parte dell’Algheria, l’azienda che commercializza le alghe usate in questa ricetta, e questa mail si concludeva dicendo che avevano piacere ad accordare un piccolo sconto ai lettori di questo blog. Epperché no??! :-) Quindi, per chi vuole, il codice promozionale per gli acquisti su algheria.it [1] è CAV10%2011, vale per uno sconto del 10% sui vostri acquisti ed è valido fino alla fine di dicembre 2011… Enjoy! :-)

Ma sopratutto, la vera cosa interessante delle alghe – e, mo’ che ci penso, è una cosa che la cucina dei monaci buddisti giapponesi [2] sfrutta appieno – è che sanno… di mare (eh la bella scoperta!? :-). Anzi, la cosa più simile che io sappia, sono le ostriche (che giustamente anche loro sono in gran parte costituite di… acqua di mare :-) Anche se poi chiaramente, ogni alga, come ogni pesce, ha la ua consistenza e il suo saporino proprio, rimane che sul fondo, da una parte come dall’altra, galleggia un profumino iodato che è quello del grand large… E così, più che i motivi salutistici, è questa qui la caratteristica che stimola il piccolo cuoco ludico in me (un po’ come quella volta del pesto di acciughe scappate [3]). Quindi, per farla breve, ho confezionato una cremina con degli accenti che ricordano lontanamente qualcosa del caviale, solo che ovviamente a prezzo siamo a dei livelli infinitamente più ragionevoli e inoltre qui non bisognerà neanche convincere nessuno di mangiare uova di pesce… :-)) Insomma, per me, un’ottimo nuovo amico per i crostini dell’happy hour e per i panini un po’ creativi… :-)

Caviale di alghe

cetriolini sotto aceto 6
olive nere (snocciolate) una manciata
capperi dissalati 1 cucchiaio
olio d’oliva 5 cucchiai
scalogno (piccolino) 1
salsa di soia 1 cucchiaino
misto alghe essiccate in fiocchi (ho usato questo [4] misto qui) 3 cucchiai

Sistemare, nella ciotola del mixer, i cetriolini, le olive, i capperi, lo scalogno sbucciato e trotato, la salsa di soia e l’olio, e frullare il tutto fino a ottenere una crema non troppo omogenea. Aggiungere le alghe mescolare al cucchiaio, versare il tutto in una ciotolina, coprire con della pellicola e far riposare al fresco per unn paio di ore. Passato questo tempo, aggiustare consistenza e condimento, e usare come vi pare :-)

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